Vittoria scandalizzò le famiglie reali d'Europa con il suo divorzio e secondo matrimonio nei primi del Novecento.
Biografia
Infanzia
Vittoria nacque il 25 novembre 1876 al Palazzo Sant'Antonio a Malta, da cui deriva il secondo nome, Melita.Michael John Sullivan, A Fatal Passion: The Story of the Uncrowned Last Empress of Russia, Random House, 1997, p. 7 Il padre, che era in servizio sull'isola come ufficiale della Royal Navy, era il principe Alfredo, duca di Edimburgo, secondo figlio della regina Vittoria e del principe consorte Alberto. La madre era Marija Aleksandrovna Romanova, una figlia di Alessandro II di Russia e della sua prima moglie, l'imperatrice consorte Maria Massimiliana d'Assia-Darmstadt. In quanto nipote del monarca britannico, ella godeva del trattamento di "Sua Altezza Reale Principessa Vittoria di Edimburgo". In famiglia era conosciuta come Ducky. Al momento della nascita, era decima nell'ordine di successione al trono del Regno Unito.
Ducky aveva un carattere difficile, come quello della sorella maggiore Maria, regina di Romania. Quando erano bambine, Vittoria era timida, seria, sensibile ed incapace di essere disonesta o bugiarda, a quanto dice la sorella. «Questa bambina appassionata era spesso incompresa», scrisse Maria di Romania.Sullivan, p. 37 La madre crebbe i figli e li educò ad ignorare le malattie e ad essere fisicamente attivi. Per aiutare Vittoria a superare la sua timidezza, Maria obbligò la bimba a passare parte di ogni suo pomeriggio a camminare in un cerchio di sedie vuote, fingendo di chiacchierare con degli invisibili compagni sotto la guida materna.Sullivan, p. 39 La madre insistette inoltre che i bambini mangiassero qualunque cosa venisse posta loro di fronte, indipendentemente da quanto fosse cattivo il gusto.
Vita a Coburgo
In quanto figlio del principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, il padre di Vittoria era nella linea di successione del ducato di Sassonia-Coburgo-Gotha. Alfredo divenne erede apparente del ducato quando il fratello maggiore, e zio di Vittoria Melita, il principe di Galles (in seguito Edoardo VII) rinunciò ai suoi diritti di successione. Conseguentemente la famiglia si trasferì a Coburgo, in Germania, nel 1889.
La loro madre filo-tedesca iniziò immediatamente a tentare di germanizzare le figlie assumendo una nuova governante, acquistando per loro degli indumenti più sobri e cresimandole nella fede luterana tedesca, benché fossero state precedentemente allevate secondo i dogmi della Chiesa anglicana.Sullivan, pp. 80-82 I bambini però si ribellarono a tutte queste costrizioni ed alcune di queste nuove misure vennero alleggerite.Sullivan, pp. 87-88
Matrimonio Da adolescente Vittoria era una «ragazza alta, scura, dagli occhi violetti [...] con la sicurezza di un'imperatrice ed il temperamento di un maschiaccio», secondo quanto disse un osservatore.Sullivan, p. 115 Vittoria aveva «un mento troppo sottile per essere convenzionalmente bella», nell'opinione di uno dei suoi biografi, ma «aveva una bella figura, occhi di un blu profondo ed una carnagione scura».John Curtis Perry e Constantine Pleshakov, The Flight of the Romanovs, Basic Books, 1999, p. 83 Nel 1891 Vittoria si recò con la madre al funerale della granduchessa Aleksandra Georgievna di Russia (nata Alessandra di Grecia), moglie del fratello di sua madre, il granduca Pavel Aleksandrovič Romanov. Lì Vittoria incontrò suo cugino, il granduca Kirill Vladimirovič. Benché i due fossero profondamente attratti l'uno dall'altra, la madre di Vittoria era riluttante a consentire alla figlia di sposare l'amato perché la Chiesa ortodossa russa proibiva i matrimoni tra primi cugini ed inoltre era sospettosa circa la moralità del Romanov. Quando notò che le figlie erano rimaste impressionate dal loro attraente cugino, la madre disse loro: «Non sapete che quando i cugini sembrano così affascinanti baciano anche la cameriera dietro la porta del salottino?»Sullivan, pp. 93, 114
Subito dopo che la sorella Maria venne data in moglie a Ferdinando, principe della corona di Romania, si iniziò a cercare un marito per Vittoria Melita. La regina Vittoria osservò che ella aveva un buon rapporto con il cugino, il principe Ernesto Luigi d'Assia, erede del trono granducale d'Assia-Darmstadt e primo figlio della principessa Alice, granduchessa d'Assia e del Reno, seconda figlia della regina. Quest'ultima era infatti molto favorevole al matrimonio tra i suoi due nipoti.Sullivan, p. 113 Sia Vittoria Melita che Ernesto erano però riluttanti; Vittoria aveva infatti conosciuto Kirill a San Pietroburgo e lì si erano innamorati.Sullivan, p. 114
Granduchessa d'Assia e del Reno
Alla fine Vittoria ed Ernesto si piegarono alle pressioni delle famiglie e si sposarono il 9 aprile 1894 a Schloss Ehrenburg, a Coburgo. Il matrimonio fu un grande evento, cui presenziarono la maggior parte delle famiglie regnanti di tutta Europa. Vittoria venne quindi insignita del titolo di granduchessa d'Assia e del Reno.Sullivan, p. 126 Il suo matrimonio fu inoltre significativo perché al contempo venne annunciato ufficialmente il fidanzamento tra il futuro zar Nicola II di Russia con la sorella minore di Ernesto, Alix. Dall'unione di Vittoria Melita ed Ernesto Luigi nacquero due figli: la principessa Elisabetta d'Assia, soprannominata Ella, nata l'11 marzo 1895 ed un bambino nato morto, partorito il 25 maggio 1900.
L'unione di Vittoria ed Ernesto fu infelice. Vittoria si affliggeva per la mancanza di affetto del marito nei suoi confronti, mentre Ernesto dedicava molte delle sue attenzioni alla loro figlia, che egli adorava. Elisabetta, che fisicamente assomigliava alla madre, preferiva la compagnia del padre a quella di Vittoria.Sullivan, pp. 217-218
I due coniugi amavano entrambi gli intrattenimenti ed organizzavano frequentemente delle feste nella loro residenza per i loro giovani amici. Una delle loro regole non scritte era che chiunque fosse oltre i trent'anni fosse «vecchio e out».Sullivan, p. 146 Le formalità venivano accantonate e gli ospiti di sangue reale erano chiamati con i loro soprannomi ed erano incoraggiati a comportarsi come desideravano. Vittoria ed Ernesto coltivavano amicizie con artisti progressisti ed intellettuali, così come con quelli che semplicemente amavano il divertimento e le frivolezze. Il principe Nicola di Grecia e Danimarca, primo cugino di Vittoria Melita, ricordò una delle sue permanenze come «il più allegro e gioioso ricevimento cui io abbia mai partecipato in vita mia».Sullivan, p. 148
Vittoria era però meno entusiasta di sbrigare i propri compiti pubblici. Cercava di evitare di rispondere alla corrispondenza, differiva le visite ai vecchi parenti di cui non gradiva la compagnia e parlava con persone che la divertivano alle funzioni ufficiali mentre ne ignorava altre di rango più elevato che trovava invece noiose.Sullivan, p. 152 La scarsa attenzione di Vittoria per i suoi doveri provocava degli scontri con Ernesto, anche fisici a volte. La volubile Vittoria gridava, tirava servizi da the, spaccava porcellane contro le pareti e lanciava qualunque cosa avesse a portata di mano contro Ernesto durante le loro battaglie. Vittoria cercava sollievo quindi nel suo amore per i cavalli e nelle lunghe cavalcate in campagna in sella ad un focoso stallone di nome Bogdan.Sullivan, p. 153
Mentre era in Russia per l'incoronazione dello zar Nicola II, la passione di Vittoria per Kirill si ridestò; ella si divertiva a civettare con il Granduca ai balli ed alle celebrazioni che contornavano l'incoronazione.Sullivan, p. 157
Il suo matrimonio con Ernie, questo il soprannome di Ernesto Luigi, affrontò un'ulteriore crisi nel 1897, quando Vittoria, di ritorno a casa da una visita alla sorella regina di Romania, sorprese ripetutamente Ernesto a letto con un servo. Non mosse pubblicamente nessuna accusa al marito, ma raccontò ad una nipote che «nessun ragazzo era al sicuro, dallo stalliere al garzone di cucina. Lui dorme piuttosto apertamente con tutti loro».Terence Elsberry, Marie of Romania, St. Martin's Press, 1972, p.62Sullivan, p. 182 La regina Vittoria si rattristava per i problemi del matrimonio dei suoi nipoti, di cui aveva avuto notizia da Sir George Buchanan, il suo procuratore, ma si rifiutò anche solo di considerare di permettere a Vittoria ed Ernesto di divorziare, a causa della figlia Elisabetta.Sullivan, pp. 189-190 Vennero fatti numerosi sforzi di recuperare il matrimonio che però fallirono e, quando nel gennaio 1901 la regina Vittoria morì, una grande opposizione al divorzio venne rimossa.John Van der Kiste, Princess Victoria Melita, Sutton Publishing, 1991, pp. 60-61
La Corte Suprema dell'Assia sciolse il matrimonio il 21 dicembre 1901. Ernesto, che inizialmente era contrario al divorzio, arrivò però a pensare che fosse l'unica alternativa possibile. «Adesso che sono più calmo e vedo l'assoluta impossibilità di continuare a condurre una vita che la stava uccidendo e portando me alla pazzia», scrisse Ernesto alla sorella maggiore, Vittoria, principessa di Battenberg. «Mantenersi allegri e con una faccia sorridente mentre la rovina ti sta fissando negli occhi e l'infelicità ti lacera il cuore a pezzi è una lotta inutile. Ho provato per il suo bene. Se non l'avessi amata così tanto, avrei desistito molto tempo fa».Sullivan, p. 208 Vittoria di Battenberg in seguito scrisse che era meno sorpresa del divorzio di quanto non lo fosse Ernie. «Benché entrambi abbiano fatto del loro meglio per fare del loro matrimonio un successo, è stato un fallimento», scrisse. «I loro caratteri e le loro indoli erano piuttosto inconciliabili e avevo notato che si stavano gradualmente allontanando l'uno dall'altra». Il divorzio del granduca regnante e della granduchessa d'Assia causarono uno scandalo nei circoli reali d'Europa. Lo zar Nicola scrisse alla madre che persino la morte sarebbe stata migliore della «generale disgrazia di un divorzio».Sullivan, p. 209
Dopo il suo divorzio, Vittoria andò a vivere con la madre nella sua casa sulla costa Azzurra. Lei ed Ernesto condividevano la custodia di Elisabetta, che trascorreva sei mesi ogni anno con ciascuno dei due genitori. La figlia rimproverava a Ducky il divorzio e Ducky passò un brutto periodo nel tentativo di riconciliarsi con la figlia. Ernesto scrisse nelle sue memorie che Elisabetta si nascondeva sotto il suo divano, piangendo, prima di ogni visita alla madre. Ernesto invece assicurava alla bambina che anche la madre la amava, ma Ella rispondeva che «Mama dice che mi ama, ma tu mi ami». Ernie rimaneva silenzioso e non corresse mai le impressioni della figlia.
Elisabetta morì all'età di otto anni e mezzo di febbre tifoide nel novembre del 1903 mentre era in visita allo zar Nicola II ed alla sua famiglia nella loro residenza di caccia in Polonia. Il dottore consigliò allo Zar di avvisare la madre della bambina della malattia, ma la Zarina tardò a mandare il telegramma. Vittoria Melita ricevette l'ultimo messaggio che le annunciava la morte della figlia proprio mentre si stava mettendo in viaggio per correre al capezzale di Elisabetta.Sullivan, p. 223 Ai funerali, Vittoria si tolse la propria medaglia dell'Ordine d'Assia e lo pose sulla bara della figlia come ultimo gesto per testimoniare «che questa era l'ultima rottura con la sua vecchia famiglia». Il suo gesto venne criticato dall'osservatore conte Bernhard von Bülow come «melodrammatico» e di cattivo gusto.Sullivan, p. 224