Il termine Oro di Mosca, o anche Oro della Repubblica, si riferisce all'operazione di trasferimento di 510 tonnellate d'oro, corrispondenti al 72,6% delle riserve internazionali del Banco de España, dal loro deposito a Madrid verso l'Unione Sovietica, a pochi mesi dall'inizio della guerra civile spagnola, per ordine del governo della Seconda Repubblica, presieduto da Francisco Largo Caballero, e per iniziativa del suo ministro delle finanze, Juan Negrín, e alla conseguente vendita dell'oro all'Unione Sovietica e l'uso dei fondi ottenuti. La parte restante della riserva del Banco de España, consistente in 193 tonnellate, fu spostata e convertita in valuta in Francia, operazione conosciuta per analogia come l'Oro di Parigi.
L'espressione "Oro di Mosca" fu usata già negli anni 1930 dalla stampa internazionale, in riferimento all'episodio storico spagnolo. Durante la guerra fredda fu adoperata nuovamente a livello internazionale per la propaganda antisovietica e contraria a partiti e sindacati comunisti occidentali per contestare la fonte di finanziamento delle attività di questi ultimi, considerando che i fondi provenivano in larga misura dall'URSS.
L'episodio storico spagnolo è stato, dagli anni 1970, tema di numerose opere e saggi a partire da documenti sia ufficiali sia privati, ma anche oggetto di dibattito storiografico e forti controversie, specialmente in Spagna. I disaccordi si centrano sull'interpretazione politica delle motivazioni, il suo presunto uso, e sugli effetti sull'andamento del conflitto, così come la sua influenza posteriore sulla repubblica spagnola in esilio e sulle relazioni diplomatiche del governo franchista con quello sovietico.
La "rivoluzione mondiale" comunista e il Moscow Gold Prima del 1935, mentre il governo di Iosif Stalin orientava parte della sua politica internazionale verso la promozione della rivoluzione mondiale del proletariato, pubblicazioni in lingua inglese come il TimeRivista Time, 21/11/1938, Loud Pedal, articolo disponibile al sito time.com usavano l'espressione Oro di Mosca (Moscow Gold) per riferirsi ai piani sovietici di intensificare le attività del movimento comunista internazionale, che allora si manifestava timidamente negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Il Time considerava che questa evoluzione della politica sovietica, che nel 1935 si manifestò a favore della partecipazione comunista per la formazione di fronti popolari in diversi paesi del mondo, si doveva in parte alla necessità di Stalin di contrastare le critiche del trotskismo.
L'episodio spagnolo Contesto: i primi mesi della guerra civile
A partire dal 19 luglio 1936, a pochi giorni dalla sollevazione militare, sia il governo di José Giral sia il generale Franco, allora responsabili dell'esercito dell'Africa, si attivarono simultaneamente in Francia, da una parte, e tramite emissari a Roma e Berlino, dall'altra, per sollecitare appoggio materiale. Con queste iniziative cominciò la progressiva internazionalizzazione del conflitto di fronte alla consapevolezza comune delle carenze in mezzi e equipaggiamenti militari di ambo le parti per sostenere lo sforzo bellico.(Moradiellos 1999) e (Howson 2000).
Al principio della guerra civile spagnola la situazione politica della Francia era confusa, con un governo del Fronte Popolare che aveva come componente maggioritaria il centrista Partito Radicale. Sebbene il capo del governo Léon Blum, come il Partito Comunista Francese, insistesse per intervenire a favore della Repubblica, i radicali si opposero e minacciarono di ritirare il loro appoggio al governo. A loro si unirono gli avvertimenti britannici sul rischio di ostacolare la politica di accomodamento intrapresa dal conservatore Stanley Baldwin. In tale contesto, il consiglio dei ministri francese riunito il 25 luglio 1936 approvò la cancellazione di tutte le sovvenzioni dalla Francia.(Moradiellos 1999). Lo stesso giorno in cui si confermava il non-interventismo delle democrazie occidentali, Hitler dava il suo consenso per l'invio di un primo lotto di aerei, equipaggi ed equipaggiamenti tecnici in Marocco, mentre il 27 luglio Mussolini inviò aerei da trasporto, in seguito usati per il ponte aereo di truppe verso Siviglia iniziato il 29 luglio 1936.Note 14 e 15 in: (Moradiellos 1999). Il governo nazista si servì di un'impresa fantasma, la Società Ispano-Marocchina di Trasporti, come copertura per le sovvenzioni a Franco.
Il 1º agosto 1936 il governo francese presentò alla comunità internazionale una proposta di un "Accordo di non-intervento in Spagna", con il consenso del Foreign Office britannico tramite la sua ambasciata a Parigi il 7 agosto."Note de la Sous-Direction d'Europe", 8 agosto 1936. DDF, vol. III, nº 108. citata in (Moradiellos 1999). L'accordo fu inizialmente sottoscritto anche da Unione Sovietica, Portogallo, Italia e dal Terzo Reich, aggiungendosi al Comitato di supervisione di Londra creato il 9 settembre 1936. Ciò nonostante, queste tre ultime nazioni continuarono ad inviare supporto logistico e materiale; da parte loro, gli emissari del governo repubblicano acquisirono rifornimenti dal Messico e sul mercato nero.Note 22, 23, 24 e 25 in: (Moradiellos 1999).
Sul terreno, durante i mesi di agosto e settembre 1936 le forze ribelli ottennero importanti passi avanti, consolidando la frontiera portoghese dopo la battaglia di Badajoz del 14 agosto e chiudendo quella basco-francese, dopo la entrata a Irun del 4 settembre 1936. Questo avanzamento coincise con un progressivo cambio della politica dell'URSS verso un intervento attivo. L'URSS stabilì allora relazioni diplomatiche con la Repubblica spagnola e nominò il primo ambasciatore sovietico a Madrid, Marcel Rosenberg (in precedenza rappresentante sovietico nella Società delle Nazioni), il 21 agosto 1936.(Kowalsky 2004: Diplomacy).
Sul finire del settembre 1936, partiti comunisti di diversi paesi ricevettero istruzioni dal Komintern e da Mosca per il reclutamento e l'organizzazione di Brigate Internazionali, che avrebbero dovuto entrate in combattimento durante il mese di novembre. Frattanto, il 28 settembre la fine delle operazioni intorno all'Alcázar di Toledo permise alle forze ribelli dirette dal generale Varela di orientare il suo sforzo verso la battaglia di Madrid.
Durante il mese di ottobre del 1936, l'URSS mandò materiale in aiuto del nuovo governo del fronte popolare presieduto da Francisco Largo Caballero, che includeva due ministri comunisti, azione che l'ambasciatore sovietico a Londra, Iván Maiskiel, avrebbe giustificato davanti al "Comitato di Non-Intervento" il 23 ottobre 1936, denunciando il precedente sabotaggio italo-tedesco dello stesso e reclamando il ripristino del diritto della Repubblica ad armarsi.Nota 27 in: (Moradiellos 1999). Cinque giorni più tardi, il 28 ottobre 1936, salparono da Cartagena quattro cargo sovietici contenenti l'oro evacuato il 14 settembre dal Banco de España.
Situazione delle riserve e status del Banco de España Pochi mesi prima dell'inizio della guerra civile spagnola, nel maggio 1936, le statistiche internazionali ponevano le riserve mobiliari spagnole al quarto posto tra le più grandi del mondo.Statistiche della Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, Sixième rapport annuel dell'11/5/1936. Si veda (Viñas 2006:112) Le riserve erano state accumulate principalmente durante la prima guerra mondiale, nella quale la Spagna si mantenne neutrale. Grazie agli studi della documentazione del Banco de España (BDE),(Viñas 2006:111) si sa che queste riserve si trovavano principalmente nella sede centrale di Madrid, nelle delegazioni provinciali del BDE e in altri depositi minori a Parigi, dal 1931, ed erano costituite per la maggior parte da monete, straniere e nazionali, mentre la frazione di oro antico era inferiore allo 0,01% ed insignificante la quantità d'oro in barre, dato che solo vi erano 64 lingotti.(Viñas 2006: 111).
Sul valore delle riserve mobiliari, questo era conosciuto dalle diverse pubblicazioni ufficiali che venivano emesse regolarmente e così il New York Times del 7 agosto 1936(Viñas 2006: 111) scriveva che nella sede di Madrid era presente una cifra di 718 milioni di dollari statunitensi dell'epoca. Per lo storico Ángel Viñas, questa cifra corrispondeva a 635 o 639 tonnellate d'oro fino oppure a 20,42 o 20,54 milioni di once. Secondo il bilancio del Banco de España del 30 giugno 1936, pubblicato nella Gaceta de Madrid (il Boletín Oficial del Estado dell'epoca) il 1º luglio, le riserve d'oro esistenti, tre settimane prima che iniziasse la contesa, raggiungevano il valore di 2.202 milioni di pesatas-oro, equivalente a 5.240 milioni di pesetas effettive. Viñas calcolava che la cifra di 719 milioni di dollari del 1936 corrispondeva, attualizzata con gli indici di inflazione, a 9.725 milioni di dollari del 2005. In confronto, le riserve spagnole disponibili nel settembre dello stesso anno erano di 7.509 milioni.(Viñas 2006: 112)
Nel 1936 il Banco de España era costituito come società per azioni (come gli omologhi francese e inglese) con un capitale di 177 milioni di pesetas, il quale si trovava diviso in 354.000 azioni nominative da 500 pesetas ciascuna. Nonostante non fosse una banca di proprietà statale,Non lo sarebbe diventato in tal senso fino alla promulgazione del Decreto-Ley 18/1962 del 7 giugno 1962, sulla "Nacionalización y Reorganización del Banco de España". (). l'istituzione era sottomessa al controllo tanto del governo, che designava il governatore, quanto del Ministero delle finanze che nominava vari membri del "Consejo General" del banco.
La Ley de Ordenación Bancaria (LOB) del 29 dicembre 1921 (o Ley Cambó)Aggiornata il 24 gennaio 1927 e modificata dalla Legge del 26 novembre 1931. provò per la prima volta a regolare le relazioni tra il Banco de España come banca centrale e la banca privata. Nella legge venivano regolate anche le condizioni per la mobilizzazione da parte della banca delle riserve, la quale doveva contare sull'obbligatoria autorizzazione del Consiglio dei ministri. Nella base 7ª dell'Articolo 1º la LOB stabiliva per il Governo il potere di controllare l'ente e di sollecitare la vendita dell'oro esclusivamente per influire sul cambio della peseta ed "esercitare un'azione interventista sul cambio internazionale e sulla regolarità del mercato monetario", nel cui caso il Banco de España sarebbe intervenuta in detta azione con una quantità uguale a quella decisa dal Tesoro Pubblico.
Sebbene storici come Pío Moa(Moa 2001) e (Moa 2003). considerino che il trasferimento dell'oro violava chiaramente la legge, secondo Ángel Viñas l'applicazione lasca della Ley Cambó da parte del governo repubblicano fu valida, basandosi sulle testimonianze di quello che fu l'ultimo ministro delle Finanze della Monarchia,Tra il 18 febbraio 1931 e il 15 aprile seguente. Juan Ventosa y Calvell, che la giudicava, poco prima del golpe militare, troppo ortodossa,(Viñas 2006: 113); l'autore cita gli articoli di Juan Ventosa in España Económica y Financiera (23/5/1936) e ABC (29/5/1936), tale da restringere la possibilità di crescita dell'economia del paese. La situazione eccezionale creata dalla ribellione spiegherebbe, per Viñas, che evita di entrare negli aspetti giuridici, il cambio di attitudine rispetto alla Legge Cambó da parte del governo, che operò per realizzare una nazionalizzazione parziale scoperta del Banco de España.Secondo Viñas, guidato dalla massima "salus patriae, suprema lex" (Viñas 2006: 114). Altri storici, come Sardá, Miralles o Moradiellos, danno la stessa interpretazione.