Rhetorica ad Herennium è il titolo con cui è noto il più antico trattato di retorica in latino a noi pervenuto, databile attorno al 90 a.C., nonché una delle più importanti opere sulla struttura e gli usi dell'arte della persuasione. Attribuito talvolta a Cicerone (in particolare nel Medioevo), non è però di mano ciceroniana, e l'autore è sconosciuto. Alcuni studiosi lo hanno identificato con un certo Cornificio di cui parla Quintiliano, ma senza alcuna certezza;F. Cancelli, Prefazione a: La retorica a Gaio Erennio, a cura di F. Cancelli, Milano 1992, pp. VIII. sembra invece sicura l'appartenenza, o comunque la simpatia, dell'autore per il partito popolare. Anche sull'identità del destinatario non vi è certezza, poiché il nome Gaio Erennio, presumibilmente amico e allievo dell'autore, era ampiamente diffuso in tutta la penisola italica.F. Cancelli, Introduzione a: La retorica a Gaio Erennio, Milano 1992, pp. XX-XXI. Per quanto riguarda i contenuti, infine, è ravvisabile l'influenza delle dottrine aristoteliche e stoiche, e in particolare di Crisippo.Armando Plebe, Breve storia della retorica antica, Roma 1988, p. 92.

Struttura L'opera è divisa in 4 libri; nella parte iniziale sono trattate le tre tipologie di discorsi che l'oratore deve conoscere, quello giudiziario, quello deliberativo e quello elogiativo; segue quindi la trattazione degli ambiti in cui l'oratore deve acquisire competenza: inventio (Libri I e II), dispositio, memoria, elocutio e actio (Libro III).

Il Libro IV è dedicato interamente all'elocutio (stile): è la più antica trattazione sistematica dello stile latino, e molti esempi riportati sono tratti da eventi contemporanei alla sua stesura. Questo nuovo stile, che fiorì nel secolo seguente alla stesura di quest'opera, promuoveva progressi rivoluzionari nella letteratura e nell'arte oratoria romana: contiene la prima descrizione conosciuta della tecnica dei loci e una tecnica mnemonica che lo stesso Cicerone esalta ripetutamente nel De oratore; inoltre, vengono illustrate 64 figure di parola e di pensiero.

Fortuna dell'opera Fu il libro di retorica più popolare durante il Medioevo ed il Rinascimento, comunemente usato per l'insegnamento in concomitanza con il De inventione di Cicerone; questa sua popolarità è evidente dal numero di copie pervenuteci: ben più di un centinaio di manoscritti. Fu anche tradotto nei più importanti linguaggi vernacolari europei, divenendo una lettura obbligata nel modello d'istruzione rinascimentale.

Note

Bibliografia Retorica a Caio Erennio, Edizione bilingue; Traduz. di Giuseppe Giuliano Locatelli, Società Anonima Notari - Istituto Editoriale Italiano - Villasanta (MI), 1931. Rhetorica ad Herennium Harvard University Press, Cambridge, MA 1954. Rhetorica ad Herennium (Friedrich Marx, ed. Prolegomena in editio maior, Tuebner, Leipzig, 1923. Golla, Georg. Sprachliche Beobachtungen zum auctor ad Herennium, Breslau, 1935. Kroll, Wilhelm. Die Entwicklung der lateinischen Sprache, Glotta 22 (1934). 24-27. Kroll, Wilhelm. Der Text des Cornificius, Philologus 89 (1934). 63-84 Tolkiehn, Johannes. Jahresbuch des philologischen Vereins zu Berlin 45 (1919)

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