Considerato uno dei migliori pesi massimi della storia pugilistica, è altresì ritenuto tra i più grandi atleti nella storia dello sport. Sin dagli inizi, Ali si è sempre contraddistinto come una figura altamente carismatica, controversa dentro e fuori dal ring, il cui impatto mediatico e soprattutto sociale non ebbe precedenti nel mondo agonistico. È tra gli sportivi più conosciuti di sempre, essendo stato nominato "sportivo del secolo" da periodici quali Sports Illustrated e "personalità sportiva del secolo" dalla BBC. Fu inoltre autore di diversi best seller come The Greatest: My Own Story e The Soul of a Butterfly.
Ali, con il nome di battesimo Cassius Clay, incominciò ad allenarsi a 11 anni. Vinse l'oro ai Giochi di Roma nel 1960, e successivamente, nel 1964, all'età di 22 anni, conquistò il titolo dei pesi massimi sconfiggendo a sorpresa il temuto e potente campione in carica Sonny Liston. Successivamente si unì alla Nation of Islam (NOI) di Elijah Muhammad, cambiando legalmente il suo nome in Muhammad Ali e promuovendo inizialmente il concetto di separatismo nero. Con una visione d'insieme profondamente influenzata dall'ammirazione per il mentore Malcolm X, più tardi anche Ali lasciò la NOI, aderendo prima al sunnismo e poi praticando il sufismo, oltre a sostenere l'idea di integrazione razziale.
Nel 1967, tre anni dopo la conquista del campionato mondiale, Ali si rifiutò di combattere in Vietnam per la sua religione e la sua opposizione al conflitto. Fu arrestato e accusato di renitenza alla leva, e privato del titolo. Non combatté per i successivi tre anni. L'appello di Ali arrivò alla Corte suprema degli Stati Uniti d'America, che annullò la condanna nel 1971. La sua battaglia come obiettore di coscienza lo rese un'icona degli anni sessanta.
È l'unico peso massimo a essere stato campione in tre occasioni: nel 1964, 1974 e infine nel 1978. Tra il 25 febbraio e il 19 settembre 1964 fu inoltre campione della divisione. Detiene il maggior numero di premi "pugile dell'anno", assegnato da The Ring, avendo vinto nel 1963, 1966, 1972, 1974, 1975 e 1978.
Soprannominato "The Greatest" (Il più grande), Ali è stato protagonista di alcuni dei più importanti e famosi eventi del mondo pugilistico. Tra questi vi furono la prima controversa sfida contro Sonny Liston, i tre aspramente combattuti match con l'irriducibile rivale Joe Frazier, e il cosiddetto Rumble in the Jungle, il drammatico incontro nel 1974 in Zaire contro il campione in carica George Foreman, col quale riconquistò i titoli persi sette anni prima.
In un'era dove molti pugili lasciavano parlare i manager, Ali, ispirato dal wrestler Gorgeous George, divenne famoso come personaggio provocatorio e stravagante. Prese infatti il controllo di numerose conferenze stampa e interviste, parlando liberamente anche di problemi non legati al pugilato. Con il proprio carisma si contraddistinse inoltre come uno dei principali innovatori della pratica del trash-talking nel mondo sportivo. Trasformò profondamente il ruolo e l'immagine del pugile afroamericano negli Stati Uniti, diventando punto di riferimento del Potere nero.See where he stated that the United States was the most racist country in the world; see also Joyce Carol Oates article reprinted in see quotes on Ali's influence on African Americans in essay by Thomas Hauser reprinted in www.gilderlehrman.org/history-by-era/civil-rights-movement/essays/importance-muhammad-ali Secondo la scrittrice Joyce Carol Oates, fu uno dei pochi atleti a "definire con i suoi termini la propria reputazione pubblica".Joyce Carol Oates, On Boxing
Biografia
Cassius Marcellus Clay nacque il 17 gennaio 1942 a Louisville, nel Kentucky, e gli fu imposto lo stesso nome di suo padre, Cassius Marcellus Sr. (1912-1990), che a sua volta portava nome e cognome di un politico abolizionista del XIX secolo.
Da parte di padre Cassius Clay era di origine nigeriana e statunitense di terza generazione, mentre la madre, Odessa Lee Grady (1917-1994), era di ascendenze malgasce e con un nonno irlandese di Ennis (Clare), località di cui Alì ottenne la cittadinanza onoraria nel 2009. Benché Cassius Marcellus sr. fosse metodista, acconsentì che Odessa crescesse i figli nel credo battista. Cassius Marcellus jr. aveva un fratello minore, Rudolph Arnett, poi noto come Rahaman Ali dopo la sua conversione all'Islam. Crebbe in un contesto di segregazione razziale. La madre Odessa ripercorse un episodio in cui fu negato al figlio di comprare una bottiglietta d'acqua in un negozio: "Non gli diedero la bottiglietta per via del suo colore. Quella vicenda lo colpì profondamente". Fu particolarmente scosso anche dal brutale assassinio di Emmett Till nel 1955, il che portò Clay e un altro amico nero a tirar fuori la loro frustrazione compiendo atti vandalici su una stazione di smistamento locale.Hampton, Henry, Fayer, S. (1990). Voices of Freedom: An Oral History of the Civil Rights Movement from the 1950s through the 1980s, p. 321. Bantam Books. ISBN 978-0-553-05734-8.Gorn, Elliott (1998). Muhammad Ali: The People's Champ, p. 76–77, University of Illinois Press. ISBN 978-0-252-06721-1.
Carriera La carriera amatoriale e le Olimpiadi di Roma 1960
Fu indirizzato al pugilato dal poliziotto di Louisville Joe E. Martin, che lo incontrò mentre, dodicenne, inveiva contro chi aveva rubato la sua bicicletta minacciando di malmenarlo. Il poliziotto gli consigliò di imparare prima a boxare e lo portò alla palestra Columbia, dove iniziò a mettere in mostra il suo talento.
Clay debuttò da dilettante nel 1954. Vinse sei Kentucky Golden Gloves, due Golden Gloves nazionali e un titolo Amateur Athletic Union. Negli ultimi quattro anni da dilettante ebbe al suo angolo Chuck Bodak.
Dopo una brillante carriera da dilettante, alle Olimpiadi di Roma del 1960 conquistò l'oro nei pesi mediomassimi. "'A Total Eclipse of the Sonny'" , American Heritage, Oct. 2006. Il ring sul quale vinse l'oro è oggi custodito nella capitale, nella palestra della Audace Box. Il suo record amatoriale fu di 100 vittorie e 5 sconfitte. Nella sua autobiografia del 1975 affermò di aver gettato la medaglia nel fiume Ohio come protesta verso il suo Paese e la perdurante discriminazione razziale: di ritorno in patria dopo i fasti romani, un ristoratore si rifiutò di servirlo perché nero. La storia fu contestata e molti amici del pugile, tra cui Drew Bundini Brown e il fotografo Howard Bingham, ne negarono la veridicità. Secondo Thomas Hauser, invece, Clay gli raccontò che la vicenda era vera ma di aver smarrito la medaglia un anno dopo la sua vittoria.. Il pugile di Louisville ricevette una medaglia sostitutiva alle Olimpiadi di Atlanta 1996, dove fu lui ad accendere il tripode.
Gli esordi nel professionismo Clay passò al professionismo il 29 ottobre 1960, sconfiggendo ai punti Tunney Hunsaker. Da lì in poi, sino al 1963, accumulò un record di 19 vittorie e nessuna sconfitta, con 15 successi prima del limite. Tra i suoi primi avversari vi furono Tony Esperti, Jim Robinson, Donnie Fleeman, Alonzo Johnson, George Logan, Willi Besmanoff, Lamar Clark, Sonny Banks, Doug Jones e Henry Cooper. Il giovane pugile batté anche l'ex allenatore e veterano Archie Moore nel 1962.
Questi primi combattimenti non si rivelarono comunque semplici. Clay fu atterrato sia da Banks sia da Cooper. La battaglia con il temuto Doug Jones del 13 marzo 1963 fu probabilmente la più difficile mai affrontata dal nativo di Louisville sino a quel momento. Rispettivamente contendenti numero due e tre, Clay e Jones si sfidarono al Madison Square Garden di New York. Al primo round Jones mise in difficoltà Clay che, nelle riprese successive, seppe mantenerlo a distanza e colpirlo con pesanti jab. La vittoria in favore del campione olimpico fu assegnata per decisione unanime ma pesantemente contestata dal pubblico. L'acceso match fu in seguito nominato "incontro dell'anno" e Clay "pugile dell'anno 1963" da Ring Magazine.
Nella sfida con l'inglese Henry Cooper a Wembley, nel 1963, lo statunitense fu atterrato nel quarto round e, al conto di quattro, fu salvato dalla campana. Rientrato stordito all'angolo, il manager Angelo Dundee informò l'arbitro che il suo assistito aveva necessità di cambiare i guantoni e chiese una pausa. Successivamente sorsero polemiche sulla stampa da parte di chi sosteneva che Clay abbia potuto beneficiare di un riposo non giustificato. In realtà un guantone del futuro campione del mondo si era veramente tagliato già al quarto round. Nel 2003, in base a un'inchiesta del quotidiano specializzato Boxing News emerse che la pausa sia durata solo qualche secondo e che i guanti non siano stati mai cambiati, per difficoltà a reperirne di nuovi. Fatto sta che, quando il match riprese, Clay attaccò furiosamente, colpendo Cooper al volto e riducendolo a una maschera di sangue. L'arbitro non poté fare a meno che fermare il massacro dopo 2:15 del quinto round e attribuire la vittoria per Kot al fuoriclasse di Louisville.
In ognuno di questi primi incontri, Clay sminuiva vocalmente i suoi avversari e si vantava delle proprie abilità sul ring. Definì Jones "un piccolo uomo brutto" e Cooper "un inesperto". Affermò inoltre di essere imbarazzato a entrare sul ring con Alex Miteff e reputò il Madison Square Garden come un'arena "troppo piccola" per lui.Bob Mee, Ali and Liston: The Boy Who Would Be King and the Ugly Bear, 2011. Questi atteggiamenti allora inusuali causarono l'ira di molti appassionati della nobile arte. Il suo comportamento provocatorio e stravagante sul ring fu ispirato dal wrestler Gorgeous George, che Ali ammirava molto.
Campione del mondo dei pesi massimi (primo periodo 1964-1967) Il primo match Liston-Clay
Nel 1962 il campione in carica dei pesi massimi era Sonny Liston, pugile potente e aggressivo. Aveva conquistato il titolo battendo il celebre Floyd Patterson, mettendolo KO dopo soli 2 minuti e 6 secondi, mettendo a segno una terribile combinazione di destri e sinistri. Liston si era anche aggiudicato la rivincita nuovamente per KO al primo round, dopo avergli inflitto ben tre atterramenti.
Il giovane Cassius Clay era comunque già un personaggio e aveva improvvisato un bizzarro show proprio in occasione del match di rivincita Liston-Patterson. Appena finito il match Clay salì sul ring e profferì al microfono dello speaker frasi del tipo: «Questo incontro è stato una farsa! Liston è un vagabondo! Io sono il vero campione! Datemi quel grosso brutto orso!». Quando Clay incontrò casualmente i Liston all'aeroporto, urlò insulti al loro indirizzo. Avviò poi una sfrontata campagna a beneficio della stampa denominata "la caccia al grande brutto orso"; si fece ritrarre sul ring contro un avversario camuffato da grizzly; organizzò un pullman con enormi scritte contro l'avversario, facendo schiamazzi all'una di notte sul prato della villa di Liston a Denver. A parere del suo biografo, tali episodi fecero nascere in Liston la convinzione che Clay fosse un innocuo squilibrato.
Il match fu fissato per il 25 febbraio 1964 a Miami. Secondo la maggioranza degli esperti, lo sfidante non avrebbe potuto impensierire il detentore. Il divario tra i due pugili appariva enorme: nell'imminenza del match ben 43 giornalisti su 46 indicarono Liston come il favorito. L'ex campione Rocky Marciano, come molti altri, riteneva che Clay non avrebbe superato il primo round. Anche gli allibratori non davano molte chance allo sfidante, quotando inizialmente la sua vittoria 1 a 7. Ciò convogliò un gran numero di scommesse sulla vittoria di Clay, tanto che nell'immediata vigilia del match, la quota ebbe una brusca variazione scendendo a 1 a 2.