Dopo avere frequentato l'Università dell'Indiana nel 2008 è entrato in NBA nelle file dei Los Angeles Clippers. Nel 2011 si è trasferito ai New Orleans Hornets, per poi passare agli Houston Rockets nel 2016. Nel 2023 ritorna ai Clippers dopo 7 anni a Houston.
A Houston ha vinto il titolo di sesto uomo dell'anno e la gara del tiro da tre punti.
Con la nazionale statunitense ha vinto l'oro ai Mondiali 2010.
Biografia Eric Gordon jr. è nato a Indianapolis nel 1988 da Eric sr. e Denise Gordon. Ha origini bahamensi da parte di madre oltre ad avere 2 fratelli minori di nome Evan ed Eron, nati rispettivamente nel 1991 e nel 1997. Il primo ha anch'egli giocato a pallacanestro per gli Indiana Hoosiers, il secondo invece a Seton Hall.
Caratteristiche tecniche Gordon è un giocatore offensivamente completo, che gioca da guardia ma che può essere adattato nel ruolo di ala piccola. Gordon è abile nell'andare a canestro e procurarsi falli, oltre a essere un buon saltatore ed è un ottimo tiratore da fuori (qualità che gli valse la vittoria della gara del tiro da 3 nel 2017). In più è anche un buon difensore.
Carriera Inizi
Frequentò la North Central High School della sua città natale (ovvero Indianapolis), e nel 2007 partecipò al McDonald's All-American Game e venne nominato Gatorade National Male Athlete of the Year.
In questi anni non mancarono per lui offerte da parte di prestigiose università come Duke e Notre Dame che ebbero dei colloqui con lui per reclutarlo ma senza riuscire convincerlo a venire da loro.
Al termine della sua positiva esperienza andò a frequentare l'università della stessa città, ovvero agli Indiana Hoosiers; rimase agli Hoosiers per un anno, in cui guidò la Big Ten per media punti (20,9 a partita), fu quinto come percentuali ai tiri liberi (83,4%) e decimo in stoppate (1,3). A livello di squadra, oltre a essere stato il migliore marcatore, ruppe il record di punti totali segnati da un giocatore da un freshman (669 nel suo caso) appartenente a Michael Redd nel 1998, segnando 20 o più punti in 19 occasioni e segnando anche 3 trentelli.
Il 5 aprile 2008, al Jewish Community Center di Baltimora, annunciò la sua candidatura al Draft NBA. L'analista di ESPN Chad Ford lo inserì tra i giocatori della top 10 del Draft,Ford prevedeva che Gordon venisse scelto tra i primi 10 e non fu il solo.
Arrivo in NBA: Los Angeles Clippers (2008-2011) Stagione da rookie: 2008-2009
Il 27 giugno 2008 venne selezionato dai Los Angeles Clippers come settima scelta assoluta al Draft NBA.
A livello di squadra la stagione fu pessima in quanto la squadra concluse al penultimo posto della Western Conference (con un record di 19 vittorie e 63 sconfitte), ma ottima a livello individuale: Gordon praticamente entrò subito nelle rotazioni, andando a disputare 78 partite, di cui ben 65 da titolare. In gennaio ricevette il premio di rookie of the month della Western Conference. Concluse la stagione con una media di 16,1 punti, 2,8 assist, 2,6 rimbalzi e delle ottime percentuali al tiro: 45,6% dal campo, 38,9% da 3 e 85,4% ai tiri liberi. Arrivò quinto nella graduatoria per il vincitore del rookie of the year, successivamente vinto da Derrick Rose. Entrò comunque nell'All-Rookie Second Team.
Stagione 2009-10 In questa stagione Gordon durante l'All-Star Weekend partecipò a due eventi: lo Sprite Slam Dunk Contest e la Rookie Challenge (in cui giocò tra i sophomores); nel primo dei due eventi perse contro DeMar DeRozan, mentre nel secondo giocò 20 minuti in uscita dalla panchina mettendo a referto 6 punti, con la sua squadra che perse 140-128.
In questa stagione migliorò le sue statistiche mettendo a referto 16,9 punti a partita e 3 assist, anche se diminuì il numero di partite giocate (62, di cui 60 da titolare) a causa di vari infortuni patiti nel corso di tutta la stagione. La squadra a fine anno terminò quart'ultima nella Western Conference con un record di 29-53.
Stagione 2010-11 In questa stagione migliorò ulteriormente le proprie statistiche: arrivò a mettere a referto ben 22,3 punti a partita (ulteriore miglioramento rispetto agli altri 2 anni), 2,9 rimbalzi e 4,4 assist in 37,4 minuti a partita (queste ultime statistiche a oggi sono le migliori per Gordon per quanto riguarda la RS). Ma, esattamente come nella stagione precedente, Gordon perse tante partite a causa di vari infortuni, tra cui uno causatogli dal centro dei Golden State Warriors, ovvero Andris Biedriņš che lo costrinse a saltare ben 18 partite (prima di quest'infortunio Gordon aveva una media di 24,1 punti a partita). La gara venne comunque vinta dai Clippers per 113-109. In totale le partite giocate da Gordon furono 56 (tutte da titolare) su 82 complessive, saltandone ben 26 per infortunio. I Clippers invece a fine anno arrivarono una posizione più indietro rispetto alla stagione precedente (terz'ultimi nella Western Conference, anche per via di una partenza con molte sconfitte), ma con un record leggermente migliore di 32-50 (3 vittorie in più rispetto all'anno prima).
New Orleans Hornets/Pelicans (2011-2016) Stagione 2011-12 Il 15 dicembre 2011 venne ceduto dai Clippers insieme a Chris Kaman, Al-Farouq Aminu, due future seconde scelte al Draft e una prima scelta non protetta al Draft NBA 2012 (proveniente dai Minnesota Timberwolves) ai New Orleans Hornets, nella trade che portò Chris Paul a fare il percorso inverso.
Nonostante nella stagione precedente Marco Belinelli avesse giocato molto bene nel quintetto base degli Hornets, Gordon diventò subito il titolare della squadra, facendo sì che la guardia italiana andasse in panchina. Esordì con gli Hornets nella gara inaugurale, giocata in trasferta, contro i Phoenix Suns, vinta 85-84 in cui mise ha referto ben 20 punti, 3 assist e 4 rimbalzi, segnando anche il canestro della vittoria a 4,2 secondi dalla fine della gara. Però in questa partita subì nuovamente un infortunio: a seguito di uno scontro con Grant Hill (piccolo particolare: anche Hill nel corso della sua carriera fu un giocatore injury-prone come Gordon) avvenuto nel terzo quarto, si fece nuovamente male al ginocchio e fu costretto a stare fuori per una settimana. Tornò per la partita contro i Philadelphia 76ers in cui segnò 22 punti, ma dopo quella partita non giocò per un mese sempre per problemi fisici. Tornò a disposizione soltanto per il finale di stagione: il ritorno in campo avvenne il 5 aprile 2012 nella gara contro i Denver Nuggets, in cui segnò 15 punti contribuendo alla vittoria degli Hornets per 94-92.
Alla fine della stagione disputò 9 partite (tutte da titolare) in cui tenne di media 20,6 punti, 3,4 assist, 2,8 rimbalzi e 1,4 palle rubate in 34,4 minuti a partita.
Stagione 2012-13 In estate lui era restricted free agent: il 12 luglio 2012 accettò un'offerta da 58 milioni di dollari in 4 anni (con opzione per il giocatore per il quinto anno) dei Phoenix Suns. Ma il 15 luglio, all'ultimo giorno di tempo, gli Hornets (nonostante Gordon avesse giocato solo 9 partite con loro per via dei problemi fisici) pareggiarono l'offerta, facendo sì che Gordon fosse un loro tesserato per altri quattro anni. Gordon non prese bene la situazione in quanto lui voleva lasciare New Orleans. Dopo un'estate tormentata dalle voci di mercato, Gordon ebbe ancora una volta problemi al ginocchio per cui l'8 novembre 2012 andò a curarsi a Los Angeles.
Rientrò in campo (dopo avere saltato le prime 29 gare stagionali) anticipatamente rispetto a quanto previsto il 30 dicembre 2012 nella gara esterna contro gli Charlotte Bobcats vinta 98-95 dando il suo contributo con 24 punti, 7 assist e 2 palle rubate in 25 minuti partendo dalla panchina. I dottori consigliarono agli Hornets di non far lavorare troppo il ginocchio di Gordon e di non fargli giocare più di 30 minuti. Tornò nel quintetto base il 6 gennaio 2013 nella gara giocata in trasferta contro i Dallas Mavericks; in questa Gordon segnò il canestro della vittoria (ottenuta col punteggio di 99-96) all'overtime a 17,9 secondi dalla fine. Ad aprile Gordon giocò il suo primo back-to-back contro i Sacramento Kings col via libera dei medici, segnando 23 punti (saltò tutti i back-to-back precedenti proprio per evitare ulteriori problemi al ginocchio). Il 7 del mese stesso ebbe anche uno screzio con il suo allenatore Monty Williams. In stagione Gordon giocò 42 partite (quasi la metà del totale di 82), di cui 40 da titolare tenendo una media di 17 punti, 1,8 rimbalzi, 3,3 assist e 1,1 palle rubate a partita.
Stagione 2013-14 Nella stagione 2013-2014 Gordon tenne il suo record di presenze (negli anni a New Orleans): lui giocò 64 partite, tutte da titolare. Nonostante un calo nella media punti rispetto alla stagione precedente (15,4 contro il 17 della stagione precedente), disputò partite di grande spessore come quella del 30 novembre 2013 contro i Philadelphia 76ers vinta dai Pelicans (in estate i New Orleans Hornets modificarono il proprio nome in New Orleans Pelicans) per 121-105 grazie a 26 punti (con un totale di 11/16 dal campo) e 7 assist di Gordon, o anche quella esterna del 5 marzo 2014 contro i Los Angeles Lakers in cui aiutò la propria squadra a vincere 132-125 con 28 punti e 6 assist. Quei 28 punti furono frutto di un 9/13 sui tiri dal campo, 4/5 da tre punti e 6/6 ai tiri liberi. Con questi punti (uniti ai 28 di Anthony Davis, i 24 di Tyreke Evans e ai 19 di Brian Roberts) interruppe la striscia negativa della squadra di 8 sconfitte consecutive.
Tuttavia la sua stagione terminò in anticipo: il 22 marzo 2014 nella gara esterna vinta contro Atlanta Hawks vinta 111-105 (in cui uscì dopo 7 minuti), fu vittima di una tendinite al ginocchio sinistro che lo costrinse a chiudere la sua stagione con 14 gare d'anticipo (fino ad allora aveva perso saltato solamente 4 partite).
Stagione 2014-15 Nelle prime 12 partite della stagione tenne una media di 9,5 punti a partita. Nella 12ª di queste, giocata il 23 novembre 2014 contro gli Utah Jazz (gara esterna vinta 106-94), subì un infortunio alla spalla sinistra che lo costrinse a stare fuori per 21 partite. Rientrò, dopo un mese e mezzo di assenza per infortunio, nella gara interna giocata contro gli Washington Wizards, persa col punteggio di 92-85; in questa partita disputò 33 minuti, mettendo a referto 6 punti, 4 rimbalzi e 5 assist. Tenne una media del 44,8% da 3 punti che, oltre a essere il career-high di Gordon, fu seconda come percentuale per l'anno solo a quella di Kyle Korver (che tenne complessivamente il 49,2% dall'arco).
A fine stagione, nonostante una media punti molto più bassa rispetto agli anni passati (13,4 a partita, la peggiore della sua carriera a oggi), per la prima volta in carriera si qualificò per i play-off in quanto i Pelicans terminarono la stagione ottavi nella Western Conference. Tuttavia nei PO, nonostante Gordon avesse tenuto una media di 18,5 punti a partita, la squadra venne eliminata nella serie contro i Golden State Warriors (futuri campioni NBA) per 4-0.
Stagione 2015-16 Il 19 giugno 2015 esercitò la player option per rimanere ai Pelicans per un altro anno.
Nella stagione 2015-16 i New Orleans Pelicans non riuscirono a ripetersi: tutto il quintetto base (Gordon compreso) e alcune riserve importanti subirono infatti degli infortuni. L'assenza di Anthony Davis unita anche a quelle (sempre per infortunio) di Tyreke Evans, Jrue Holiday e del sesto uomo Ryan Anderson, Norris Cole e Quincy PondexterPondexter si infortunò durante la pre-season 2015 e non giocò nemmeno una partita nelle stagioni 2015-16 e 2016-17 condizionarono in negativo la squadra della Louisiana che al termine della stagione arrivò 12ª nella Western Conference. Gordon giocò solo 45 partite ancora una volta per colpa degli infortuni: il 19 gennaio 2016 subì un infortunio che lo costringe a rimanere fuori fino al 27 febbraio 2016. Il 6 marzo 2016 fu vittima di un altro infortunio che lo costrinse concludere anzitempo la stagione.