Il nome in codice o criptònimoIl vocabolo, che proviene dal greco antico ed etimologicamente vale "nome nascosto", secondo il Vocabolario Treccani e il Garzanti è anche il nome d'arte adottato da un autore che non vuole far conoscere il suo nome anagrafico. È verosimile anche la traslitterazione nella forma crittonimo, analogamente a crittografia e, mutatis mutandis, "atto" (nel senso di "idoneo") dal latino aptus, e così via. è una parola o una locuzione usata clandestinamente per riferirsi ad altra parola o locuzione.

Sebbene essa sia usata frequentemente in ambito militare (operazione militare) e nell'intelligence, ricorre anche nel campo dell'economia, ad esempio nell'industria, per indicare strumenti di difesa di progetti segreti (e simili) dalla concorrenza commerciale e dallo spionaggio industriale.

Uso militare Proliferazione dei criptonimi nella seconda guerra mondiale Nella seconda guerra mondiale, nomi in codice comuni fra gli Alleati per riferirsi a nazioni, città, nomi geografici, unità militari, operazioni militari, incontri diplomatici, luoghi e nomi di persona erano concordati mediante adattamento di procedure di nomenclatura ante-guerra in uso nei governi interessati. Nel Regno Unito, l'autorità preposta era l'ISSB (The Inter-Services Security Board), i cui membri provenivano dal War Office, e lavorava su liste di parole generate casualmente dalla Government Code and Cypher School, che poi sarebbe divenuta l'odierno GCHQ. Questa procedura fu coordinata con gli Stati Uniti d'America alla loro entrata nel conflitto. Venivano distribuite agli utilizzatori liste casuali di nomi in codice in blocchi alfabetici di dieci parole e venivano scelte come richiesto. Le parole in codice divenivano riutilizzabili dopo sei mesi, e gli abbinamenti non impiegati si potevano riassegnare a discrezione e secondo necessità. La scelta arbitraria tra gli abbinamenti disponibili poteva determinare significati (involontariamente) intelligibili, ed in particolare attronimi o retronimi,Spiegazione a posteriori di un acronimo, o di un nome in codice, originariamente di diverso (o inesistente, al limite) significato. anche se ovviamente la "miglior prassi" consigliava che non vi fosse alcuna intuitiva connessione tra i criptonimi e i relativi significati "in chiaro". I nomi in codice che designavano le conferenze dell'ultimo conflitto mondiale avevano quasi sempre una denominazione sequenziale che alludeva a un numero ordinale; a titolo d'esempio, la terza conferenza (Washington - 1943) era, in codice, "Trident". All'uomo forte dell'Unione Sovietica, autosoprannominato "Stalin" (che significa "uomo d'acciaio") fu attribuito il criptonimo "Glyptic", che vuol dire "immagine intagliata dalla pietra".Bibliografia in punto: Reference: Glossary of Code Names from U.S. Army in World War II - Washington Command Post: The Operations Division

Abbreviations, Acronyms, Codewords, Terms Appearing in WW II Histories and Documents

Nomi in codice tedeschi

Ewen Montagu, un ufficiale della Naval Intelligence Division britannica,Room 40: British Naval Intelligence 1914-18, Di Patrick Beesly, Pubblicato da Hamilton, 1982, ISBN 0-241-10864-0, 9780241108642 svela in Beyond Top Secret UltraOpen Library, estremi del titolo citato che durante la seconda guerra mondiale la Germania nazista usava normalmente criptonimi ad hoc quali soprannomi che spesso rivelavano apertamente o suggerivano generosamente il loro contenuto o funzione.

Eccone una lista. Golfplatz (tedesco: campo da golf) = Inghilterra - usato dall'Abwehr. Samland (la terra di Sam) = gli USA (allusione allo Zio Sam) - usato dall'Abwehr. Heimdallr (un dio il cui potere soprannaturale consisteva nel "vedere a cento miglia di distanza") = radar a lungo raggio. Wotan (il dio monocolo) — Fondandosi su nulla più che questo, ed il fatto che si trattasse di un sistema radar, Reginald Victor Jones,Studies in Intelligence - a declassified report on R. V. Jones from the Central Intelligence Agency uno scienziato inglese che lavorava per la Air Intelligence dell'Air Ministry e per il SIS britannici, suppose che tale sistema adoperasse un raggio singolo, e da ciò ne ricostruì i principi di funzionamento. La sua acuta congettura era del tutto esatta. Fu rapidamente sviluppato un contro-sistema che rese inutile il Wotan.Goebel, Greg. Goebel, Greg. Unternehmen Seelöwe (Operazione Leone Marino) = Piano per invadere la Gran Bretagna (lo stemma dell'Inghilterra reca la blasonatura: Di rosso ai tre leoni d'oro passanti guardanti in verticale artigliati e linguati d'azzurro). Operazione Barbarossa (Federico Barbarossa si spinse verso est alla testa di una crociata) — Piano per espandersi a est invadendo l'Unione Sovietica.

A parziale smentita di queste osservazioni, l'Unternehmen Wacht am Rhein (Guardia sul Reno) fu denominata in modo volutamente ingannevole — una "guardia" difensiva celava un'operazione di blitzkrieg su vasta scala, analogamente all'Unternehmen Weserübung (Esercitazione sul Weser), che occultava i piani per invadere Norvegia e Danimarca nell'aprile 1940.

Traendo profitto dalla prassi tedesca, e dalla relativa semplicità di decifrare alcuni elementi del suo contenuto, nel dopoguerra il Ministry of SupplyBibliografia in punto:

Ashworth, William (1953). Contracts and Finance (History of the Second World War: United Kingdom Civil Series). London: Her Majesty's Stationery Office and Longmans, Green and Co. Arnold, Lorna (2001). Britain and the H-bomb. Basingstoke: Palgrave. ISBN 0-333-73685-0. (In the USA: ISBN 0-312-23518-6). Gowing, Margaret (1974). Independence and Deterrence: Britain and Atomic Energy, 1945-1952. Volume 1: Policy Making. London: The Macmillan Press. ISBN 0-333-15781-8. Gowing, Margaret (1974). Independence and Deterrence: Britain and Atomic Energy, 1945-1952. Volume 2: Policy Execution. London: The Macmillan Press. ISBN 0-333-16695-7. Hornby, William (1958). Factories and Plant: (History of the Second World War: United Kingdom Civil Series). London: Her Majesty's Stationery Office and Longmans, Green and Co. Inman, P (1957). Labour in the Munitions Industries: (History of the Second World War: United Kingdom Civil Series). London: Her Majesty's Stationery Office and Longmans, Green and Co. inglese adottò il sistema dei Codici arcobalenoBritish nuclear weapon history che combinava a caso un colore ed un nome (da una lista) per creare il nome dei progetti. Sebbene piuttosto mnemonici, i nomi non avevano evidente nesso con i relativi contenuti.

Nomi in codice degli Alleati

Inghilterra ed USA svilupparono la politica di sicurezza di attribuire crittonomi molto meno "permeabili" dai non iniziati. Per esempio, le contromisure britanniche tese a contrastare le V2 andarono sotto il nome di Operazione Crossbow.title=References_to_V1_and_V2_Rockets_and_Operations#Operation_CROSSBOW Operation Crossbow (Nationalarchives.gov.uk); Crossbow in inglese equivale a "balestra". Il progetto per la bomba atomica con base nel Nuovo Messico era chiamato Progetto Manhattan, denominazione ispirata al Manhattan Engineer District (MED) che gestiva l'intero programma.The Manhattan Engineer District, 1945-1946 Il nome in codice per il progetto americano che avrebbe sviluppato l'aereo-spia SR-71B Blackbird (il più veloce aereo del mondo, insuperato per quota di tangenza) era Oxcart, ovvero "carretto trainato da buoi". Il gruppo USA che progettò il relativo primo ICBM aveva il criptonimo Teapot Committee ("commissione teiera").

Ancorché la parola evochi una notoria minaccia per la navigazione (nel caso particolare, quella del Giappone), il nome in codice USA per l'attacco all'umida isola di Okinawa, durante la seconda guerra mondiale, era Operazione Iceberg. Il criptonimo russo per dislocare i missili a Cuba era ispirato alla sede della base di bombardieri sovietici più vicina agli Stati Uniti (in pratica, prospiciente all'Alaska): Operazione Anadyr. Nella prassi anglo-americana si evita generalmente il ricorso ai colori nei codici, per evitare malintesi con i rapporti meteorologici.

Crittonimi della ricognizione aerea

Benché gli aerei italiani e tedeschi non avessero un nome in codice ufficialmente attribuito dai loro nemici ("Alleati"), il capitano Frank T. McCoy,National Air and Space Intelligence Center Alumni Association ufficiale intelligence USAF, inventò un sistema d'identificazione (criptato) per quelli giapponesi. Usando inizialmente nomignoli hillbilly maschili — come "Pete", "Jake" e "Rufe" — il sistema fu poi esteso a nomi di ragazze, alberi ed uccelli, divenendo di vasto utilizzo da parte degli Alleati in tutto il fronte del Pacifico.

Pete, Jake & Rufe

(Aerei nipponici della seconda guerra mondiale e relativi nomi in codice)

Questo tipo di nomenclatura differisce dai paradigmi del nome in codice, poiché non aveva bisogno di essere tenuto segreto, avendo più che altro la finalità di attribuire un nominativo convenzionale (e di fatto univoco) ad aeromobili la cui denominazione ufficiale era sconosciuta o incerta.

Questa linea di condotta tassonomica fu mantenuta negli anni della guerra fredda in relazione agli aerei sovietici, del Patto di Varsavia in genere, e della Repubblica Popolare Cinese. Ancorché iniziata in seno all'Air Standardization Coordinating Committee (ASCC) — formato da USA, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda — la prassi si estese all'intera NATO come standard denominativo dell'alleanza per aerei, razzi e missili. Nell'apprezzamento sovietico, questi nomi erano valutati come soprannomi sportivamente attribuiti dal rivale sul campo (al pari dei marines USA — chiamati sul fronte francese Teufel Hunden, "cani del diavolo", dai tedeschi — cosa che i soldati americani consideravano una sorta di "fiore all'occhiello"). Nondimeno, pare che i russi non gradissero l'appellativo Frogfoot"Piede di rana" assegnato al loro Sukhoi Su-25. Resta il fatto che certe scelte erano indiscutibilmente indovinate, come il nickname Condor abbinato all'Antonov An-124 Ruslan.

Algoritmo "battesimale" Supponiamo che la ricognizione aerea o quella spaziale avesse notato un nuovo modello di aereo in una base del Patto di Varsavia. Le unità di intelligence avrebbe assegnato al "nuovo arrivato" un nome in codice, formato dall'abbreviazione ufficiale della base, poi una lettera, ad esempio: "Ram-A", che avrebbe significato "aeromobile avvistato nella base presso aeroporto di Ramenskoe". Ai missili venivano date denominazioni del tipo "TT-5", ad intendere il "quinto tipo di missili avvistato a Tyura-Tam". Se si riusciva a saperne qualcosa di più (per esempio, la destinazione d'impiego del missile), ne sarebbero scaturite sigle quali "SS-6", designante "il sesto tipo di missile terra-terraIn inglese: Surface to Surface di cui si abbia notizia". Da ultimo, se si riusciva a riprendere "con una fotocamera a mano" (ossia, non da un aereo ricognitore) un aereo o un missile, si usavano nomi come Flanker o Scud — sempre un vocabolo inglese, poiché ai piloti internazionali in tutto il mondo è richiesta la conoscenza di tale lingua. da Information for the Defense Community

Gli aerei a reazione ricevevano un nome di due sillabe, come Foxbat; i velivoli ad elica prendevano nomi corti, quali Bull. Gli aerei da caccia (Fighters, in inglese) avevano nomi inizianti per "F", i bombardieri con "B", i cargo con "C". Addestratori e ricognitori erano annoverati in un gruppo "misto", e prendevano l'iniziale "M". Analogamente si faceva con i missili: quelli aria-terra cominciavano per "K", i terra-terra (dal missile balistico intercontinentale al razzo controcarro) la già ricordata "S", gli aria-aria avevano la "A", i terra-aria la "G".Verosimilmente, da Ground.

Churchill a proposito dei crittonimi militari In una nota dell'otto agosto 1943 al generale Hastings Lionel Ismay (Segretario militare del Defence Committee presso il governo inglese), Winston Churchill scrisse:

Operazioni militari dai tempi di Churchill