La Confederazione germanica o Confederazione tedesca (in tedesco: Deutscher Bund) fu una libera associazione di Stati tedeschi formata dal Congresso di Vienna del 1815. La Confederazione aveva all'incirca gli stessi confini del Sacro Romano Impero dopo la pace di Vestfalia ad eccezione delle Fiandre, ma contrariamente alla struttura precedente, gli Stati membri erano pienamente sovrani.
La Confederazione collassò quando la Prussia e l'Austria entrarono in guerra nel 1866. Tutti gli Stati costituenti divennero parte dell'Impero tedesco nel 1871, eccetto Impero austriaco, Liechtenstein, Lussemburgo e Limburgo.
Impatto della Rivoluzione francese e delle invasioni napoleoniche sul mondo tedesco
Il tardo XVIII secolo fu un periodo di riforme politiche, economiche, intellettuali e culturali, riconducibili all'Illuminismo (rappresentato da figure come Locke, Rousseau, Voltaire e Adam Smith), ma che coinvolsero anche il Romanticismo. Queste culminarono nella Rivoluzione francese, dove la libertà dell'individuo e delle nazioni venivano asserite in contrasto con il privilegio e le tradizioni. Organizzate in una pluralità di elaborazioni teoriche, le idee della Rivoluzione giunsero in risposta alla disintegrazione dei precedenti percorsi culturali e si accoppiarono ai nuovi percorsi creati dal sorgere del capitalismo industriale.
Ad ogni modo, la sconfitta di Napoleone Bonaparte permise la sopravvivenza di Stati reazionari come il Regno di Prussia e l'Impero austriaco, gettando le basi per il Congresso di Vienna del 1815, l'alleanza che si sforzò di opporsi alle richieste radicali di cambiamento annunciate dalla Rivoluzione francese. Le grandi potenze, al Congresso di Vienna, miravano a riportare l'Europa, il più possibile, alle sue condizioni pre-napoleoniche, combattendo sia il liberalismo che il nazionalismo e creando una barriera attorno alla Francia. Con la posizione austriaca sul continente, intatta ed apparentemente sicura, sotto la guida del premier reazionario Klemens von Metternich, l'Impero asburgico sarebbe servito da barriera per contenere anche l'emergere degli Stati nazionali italiano e tedesco, oltre a contenere la Francia. Tale equilibrio di potere reazionario, mirato a bloccare il nazionalismo italiano e quello tedesco sul continente, era però precario.
Dopo la sconfitta finale di Napoleone a Waterloo nel 1815, gli Stati tedeschi si unirono nella Confederazione germanica, un'organizzazione abbastanza debole, specialmente perché i due rivali, Prussia e Austria, temevano la dominazione da parte dell'altro.
Agli osservatori contemporanei, comunque, una sollevazione rivoluzionaria post-napoleonica apparirebbe improbabile. Anche se in seguito sarebbe emersa come Stato tedesco dominante, base politica della Germania unita, e potenza che avrebbe tentato di ottenere il predominio globale verso la fine del XIX secolo, la Prussia era apparentemente arretrata. Sotto la Prussia, la reazione risaliva alla caduta dei Cavalieri Teutonici. Anche se le strutture agricole erano state organizzate in forma molto decentralizzata sotto l'Ordine teutonico, la nobiltà prussiana avrebbe in seguito espanso le sue proprietà a scapito dei contadini, nei territori un tempo appartenuti all'Ordine Teutonico, riducendoli ad una tranquilla servitù. Sotto la Prussia, anche l'ascesa della borghesia urbana sarebbe stata notevolmente ostacolata. Gli junker cercavano di ridurre le città alla dipendenza, cortocircuitandole con le loro esportazioni, lasciando poco potenziale rivoluzionario al lavoro - urbano e rurale - libero dagli obblighi feudali. In Inghilterra ed in Francia, che si dimostrarono più ricettive alla democrazia occidentale, dall'Illuminismo alla sconfitta tedesca nella seconda guerra mondiale, il declino degli obblighi feudali era connesso allo sviluppo della borghesia urbana. Per gli Hohenzollern, invece, questo portò alla costituzione di uno Stato centralizzato, che spiega il debole sviluppo del governo parlamentare in Prussia. Per l'epoca delle guerre napoleoniche, la Prussia era uno Stato arretrato, radicato nelle virtù della sua consolidata classe aristocratico-militare, stratificata da rigide linee gerarchiche.
A parte la Prussia, la Germania nel suo insieme era caratterizzata da disunità politica, da conflitti d'interessi tra nobili e mercanti, dal sistema delle gilde, che scoraggiava concorrenza e innovazione. Questi fattori ritardarono il progresso dell'industrialismo tedesco. Mentre questo ridusse la classe media, concedendo al vecchio ordine una misura di stabilità mai vista in Francia, la vulnerabilità prussiana all'esercito napoleonico dimostrò a molti reazionari ricettivi del vecchio ordine che una Germania debole, divisa e arretrata poteva cadere facilmente preda dei suoi vicini, uniti e industrializzati.
Le precedenti sconfitte prussiane contro la Francia napoleonica evidenziarono nel 1815 la necessità di riforme amministrative, economiche e sociali, per migliorare l'efficienza della burocrazia ed incoraggiare un'educazione pratica basata sul merito. Ispirate dall'organizzazione napoleonica delle principalità italiane e tedesche, le riforme apparentemente liberali di Karl August von Hardenberg e del conte Stein furono completamente conservatrici, promulgate per preservare i privilegi e le istituzioni aristocratiche durante un'epoca di riforma, reazione e rivoluzione aperta dalla Rivoluzione francese con la costruzione di un competente esercito nazionale.
Le riforme gettarono le fondamenta per il futuro della potenza militare prussiana, tramite la professionalizzazione dell'esercito, decretando la coscrizione militare universale. Per conseguire un'industrializzazione nell'ambito delle istituzioni aristocratiche prussiane, le riforme terriere abolirono il monopolio junker sulla proprietà terriera, quindi la servitù e molte altre pratiche feudali.
Romanticismo, nazionalismo, liberalismo durante il Vormärz
Anche se le forze liberate dalla Rivoluzione francese sembravano apparentemente sotto controllo dopo il Congresso di Vienna, il conflitto tra forze conservatrici e liberali nazionaliste venne al massimo rinviato. L'epoca fino alla fallita rivoluzione del 1848, in cui queste tensioni si accumularono, viene comunemente definita come Vormärz, "pre-marzo", con riferimento allo scoppio delle rivoluzioni nel marzo 1848.
Questa competizione richiese alle forze del vecchio ordine di misurarsi con quelle ispirate dalla Rivoluzione francese e dei diritti dell'uomo. La ripartizione sociologica della competizione fu da una parte agganciata principalmente a commercio e industria, e dall'altra associata all'aristocrazia terriera o militare (gli junker) in Prussia, le forze dietro l'Impero asburgico in Austria, e i fiancheggiatori conservatori dei piccoli principati e delle città-stato in Germania.
Nel frattempo, le richieste per un cambiamento dal basso erano fermentate fin dall'influenza della Rivoluzione Francese. Attraverso tutta la Confederazione tedesca, l'influenza austriaca era dominante, e portava all'ira dei movimenti nazionalistici. Metternich considerava il nazionalismo, specialmente i movimenti giovanili nazionalistici, il pericolo più pressante, che potevano non solo ripudiare la preponderanza austriaca sulla Confederazione, ma anche stimolare un sentimento nazionalista all'interno dell'Impero austriaco stesso. In quanto entità multinazionale poliglotta, nella quale slavi e magiari oltrepassavano di gran lunga i tedeschi, la prospettiva di sentimenti cechi, slovacchi, ungheresi, polacchi, serbi o croati, accompagnati al liberalismo della classe media, era certamente orripilante.
L'era Vormärz vide figure come Johann Wolfgang von Goethe, Johann Gottlieb Fichte, e Johann Gottfried von Herder propugnare il nazionalismo romantico. Altri diffusero queste idee tra i giovani. La società ginnica di padre Friedrich Jahn espose la gioventù della classe media tedesca alle idee nazionaliste, che presero la forma delle confraternite universitarie nazionaliste conosciute come Burschenschaften. Il Festival di Wartburg del 1817 celebrò Martin Lutero come un nazionalista proto-tedesco, collegando luteranesimo e nazionalismo tedesco, aiutando a destare i sentimenti religiosi in favore della causa nazionale tedesca. Il festival culminò con l'assassinio di una spia del servizio segreto russo, un altro impero poli-nazionale che cercava disperatamente di aggrapparsi al vecchio ordine quale esisteva prima della Rivoluzione francese. Metternich reagì rapidamente e con severità, usando questo pretesto per persuadere la Dieta della Confederazione a emanare i decreti di Carlsbad del 1819, che disciolsero i Burschenschaften, schiacciarono la stampa liberale, e restrinsero severamente le libertà accademiche.
Nel campo della Confederazione germanica, la crisi diplomatica del Reno del 1840 scatenò le passioni nazionaliste. Con la Canzone del Reno di Nikolaus Becker Sie sollen ihn nicht haben, den freien deutschen Rhein (Essi non lo devono avere, il libero Reno), con la poesia Die Wacht am Rhein (La Guardia al Reno) di Max Schneckenburger e con la canzone Das Lied der Deutschen di August Heinrich Hoffmann von Fallersleben, nacquero le opportunità di identificazione popolare nel movimento pantedesco.
Integrazione economica Nel frattempo, la Prussia avrebbe continuato a reprimere il liberalismo e proseguito con le riforme dall'alto. Ulteriori tentativi di migliorare la Confederazione iniziarono con la fondazione dell'unione doganale nel 1818, che oltre ad abolire i dazi tra gli Stati prussiani decise di adottare un protezionismo moderato, con l'obiettivo di facilitare l'importazione di manufatti britannici a basso costo. Alle materie prime venne invece totalmente eliminato il dazio. Sembrava un suicidio economico, invece sarebbe stato il trampolino di lancio del boom economico e commerciale prussiano.
Lo Zollverein arriverà solo nel 1834, a seguito della richiesta di adesione prima degli Stati-enclave che soffrivano la concorrenza, e poi degli altri Stati, dei quali fallì il tentativo di competere con la Lega commerciale tra Berlino e Württemberg e la Lega tra Sassonia, Turingia, Assia-Kassel fino all'Ohneburg. L'Assia-Kassel, infatti, già un anno dopo la nascita della Lega andò in bancarotta e chiese di entrare nel sistema prussiano (1828). Il regime prussiano avrebbe stimolato un'ampia serie di vantaggi commerciali e industriali per decreto — continuazione logica del programma intrapreso da Stein e Hardenberg meno di due decenni prima. Inavvertitamente, queste riforme avrebbero innescato il movimento per l'unificazione, e aumentato le richieste della classe media di ulteriori diritti politici; ma l'arretratezza del periodo e la paura prussiana nei confronti dei suoi vicini più forti erano la minaccia maggiore. L'unione doganale aprì un mercato comune e pose fine alle tariffe locali tra Stati. Standardizzò inoltre pesi, misure e valute all'interno degli stati membri (ad esclusione dell'Austria), formando le basi di un'economia proto-nazionale.
Nel 1842 lo Zollverein includeva la maggior parte degli Stati tedeschi. Nei vent'anni successivi la produzione delle fonderie tedesche quadruplicò. La produzione di carbone crebbe anch'essa rapidamente. Come risultato, gli industriali tedeschi, specialmente la Krupp fondata da Alfred Krupp, avrebbero introdotto l'invenzione della pistola in acciaio, gli assali in acciaio fuso, e il fucile a retrocarica, esemplificando la riuscita applicazione tedesca della tecnologia agli armamenti. La sicurezza della Germania venne notevolmente aumentata, lasciando lo Stato prussiano e l'aristocrazia terriera al sicuro dalle minacce esterne. I produttori tedeschi lavorarono pesantemente anche in settori diversi da quello della difesa. La Gran Bretagna non sarebbe più stata in grado di soddisfare la metà del fabbisogno tedesco di manufatti, come avveniva in precedenza.