Biografia Non si sa molto della vita di Antimaco di Colofone, e anche delle sue opere non si posseggono che scarsissimi frammenti. Non siamo in grado, pertanto, di farci un'idea sicura della qualità della sua poesia e della sua biografia.
Quantomeno, risulta certa la nascita a Colofone, in Asia Minore, da un certo Iparco, che lo indirizzò agli studi di retorica con il grammatico Stesimbroto di Taso; ApollodoroFGrHist 244 F 74. colloca il floruit di Antimaco contemporaneo alla morte di Dario II, poco dopo la fine della Guerra del Peloponneso, cioè intorno al 404 a.C., il che implica una data di nascita per il poeta del 444.
Risulta, inoltre, sicura la sua attività come poeta rapsodico, visto che, dalla biografia di Lisandro scritta da Plutarco apprendiamo che Antimaco venne sconfitto in un concorso poetico svoltosi a Samo, intorno al 400 a.C., da un certo Nicerato di Eraclea:
Opere Tebaide Il capolavoro antimacheo era la Tebaide, un lungo e dotto poema epico di imitazione omerica in 24 libri. Tuttavia, la cifra è solo probabile, perché il libro della Tebaide con il numero più alto attestato da un'antica fonte è il Libro 5, in cui Adrasto sembra aver intrattenuto gli eroi prima che la spedizione partisse per TebeFrr. l9-24; 28.. Quanti altri libri fossero necessari ad Antimaco per completare la sua narrazione è oggetto di ipotesiː si potrebbe supporre che un sesto libro avrebbe potuto comprendere la marcia degli Argivi fino alla morte di Ofelte/ArchemoroFrr. 29, 30., un settimo i giochi funebri per il bambinoFrr. 3l-35. , con forse tre libri da affrontare per l'attacco a Tebe. Sembra, comunque, che Antimaco si perdesse in lungaggini, iniziando il poema (di cui abbiamo circa 70 frammenti attestati) ab ovoPseudo-Acrone, scolio a Orazio, Ars Poetica, 146., cosa che gli venne rimproverata da molti studiosi antichi: in effetti, iniziò le vicende legate a Tebe a partire dalla generazione precedente i Sette, con Tideo e le storie di suo fratello Meleagro. Lo stile "gonfio" dell'autore era visibile fin dal roboante incipit:
Lyde Nota è, ancora, la Lyde, una raccolta di elegie intitolata alla donna amataFrr. 56-73 Wyss. ː il poema comprendeva almeno due libriInfatti il Fr. 72 Wyss è ascritto al secondo libro., ma si possono attribuire solo una trentina di frammenti con sicurezza.
Un giudizio positivo veniva dato su queste elegie, elogiate, per esempio, da Asclepiade di SamoAntologia Palatina, IX 63., ma non da Callimaco e CatulloCatullo nel carme 95, dedicato alla Zmyrna di Cinna, giudica "gonfio" Antimaco (tumido ...Antimacho).. La Lyde, comunque, ha grande importanza nello sviluppo della poesia elegiaca greca: la vicenda personale, cioè la morte della donna amata, offre ad Antimaco l'occasione per narrare diversi miti di amore tragico, istituendo la connessione fra autobiografia e mito, per cui Antimaco è considerato il primo poeta doctus. Infatti, tra i frammenti, emerge menzione dei patimenti di DemetraFr. 78. e della storia di EdipoFr. 84.. Altri miti trattati includevano il viaggio degli ArgonautiFrr. 67-77., le storie di BellerofonteFrr. 81-83., di AdoneFr. 92., e probabilmente ErisittoneFr. 85., il triangolo tra Ida, Marpessa e ApolloFrr. 88-89. e il ritorno di DiomedeFr. 90.. Altre opere Per la conoscenza di un poema intitolato Artemide siamo dipendenti da un'unica citazione di Stefano di Bisanzio, anche se si pensa che sia un errore nel testo, da rimandare alla Tebaidep. 379, 11 Meineke; cfr. P. Carrara, Sull'Artemide di Antimaco (fr.75 Wyss), in "Prometheus", XII (1986), pp. 213-216. . Invece, è certo il titolo dei Deltoi ("Tavolette"), attestati da un unico esametroFr. 129., conservato da Ateneo. È quindi impossibile dire se fosse in un metro epico o elegiaco. Il titolo potrebbe suggerire che l'opera fosse una raccolta di poesie separate di lunghezza relativamente breve, vale a dire che ciascuna potrebbe essere considerata un deltos, ovvero una tavoletta su cui si scriveva.
Oltre che poeta, Antimaco è attestato anche come "grammatico" da Suda, che utilizza la parola non nel senso originale di un insegnante di lettere, ma nel significato che si sviluppò nel periodo ellenistico di "persona che si occupa di testi letterari", di "critico". In effetti, Antimaco è l'unico autore preellenistico di una 'edizione' (ekdosis) di Omero di cui possiamo essere certi, dal momento che essa spesso viene citata nei nostri scholia, per un totale di 14 frammenti.
Fortuna Dai 114 frammenti rimasti e, soprattutto, dai giudizi degli autori antichi, Antimaco è considerato un precursore della poesia erudita alessandrina. In età ellenistica tuttavia fu giudicato in modo differente. Callimaco e i neoteroi, amanti di opere brevi, giudicarono negativamente la prolissa Tebaide; Eutichio Proclo, tuttavia, inseriva Antimaco fra i cinque maggiori poeti epiciFozio cod. 239, = 318b.22-322a.40 ed. Bekker.
Note
Bibliografia H. W. Stoll, Antimachi Colophonii reliquiae, Dillemburg 1845 (raccolta, con introduzione e commento, dei frammenti di Antimaco). G. Kinkel, Epicorum Graecorum fragmenta, collegit disposuit commentarium criticum adiecit Godofredus Kinkel, Lipsiae, in aedibus B. G. Teubneri, Coll. Bibliotheca scriptorum Graecorum et Romanorum Teubneriana, 1877. E. Diehl, Anthologia Lyrica Graeca, edidit Ernestus Diehl. Lipsiae, in aedibus Teubneri, Coll. Bibliotheca scriptorum Graecorum et Romanorum Teubneriana, 1925. V. Matthews, Antimachus of Colophon. Text and Commentary, Leiden, Brill, 1996.
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