Biografia Avvocato, esperto del credito, fu Consigliere di Amministrazione (esecutivo) del Banco di Napoli, Isveimer, Credito Sportivo, Sindaco dell'Imi, Fime trading, Commissario straordinario del Consorzio del Bergamotto. Ricoprì vari incarichi negli Enti locali.

Nel 1979 venne candidato per la prima volta alla Camera dei Deputati, risultando eletto con oltre 55.000 preferenze. Democristiano, fu il referente calabrese (con il Ministro Dario Antoniozzi) della potente corrente di Emilio Colombo. In Commissione Finanza e Tesoro si distinse per una serie di provvedimenti legislativi in materia di credito. Entra a far parte della Co.Par. (Cooperativa Parlamentare), costituita da un ridottissimo numero di deputati di ogni partito, esperti del credito tra cui gli onorevoli Goria e Bassetti.

Nel 1980 il settimanale "Panorama" lo citava tra i cento uomini più potenti d'Italia.

Nella IX Legislatura subentrò alla Camera dei Deputati a Lodovico Ligato, il 15 gennaio 1986 dopo le dimissioni dello stesso, nominato Presidente delle Ferrovie dello Stato su indicazione di Riccardo Misasi.

Fu presidente dell'Assemblea regionale calabrese de La Margherita fino al confluire di questa nel Partito Democratico.

Laganà è morto nel 2025, dopo una lunga malattia.

Vita privata

Era padre dell'onorevole Maria Grazia Laganà e suocero di Francesco Fortugno, il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria assassinato dalla 'ndrangheta il 16 ottobre 2005 a Locri.

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