La grammatica italiana presenta numerose analogie con quelle spagnola, francese, portoghese, catalana e romena, con le quali condivide la comune appartenenza alla famiglia delle lingue romanze.

L'articolo

Si distingue soprattutto tra due tipi: indeterminativi e determinativi. I primi servono a indicare un elemento generico di un insieme, i secondi a indicare un elemento specifico di un insieme. Gli indeterminativi hanno inoltre la proprietà di introdurre un'informazione nuova (ho visto un cerbiatto), mentre quelli determinativi ne indicano una già data (purtroppo il cerbiatto è già sparito).

Articolo indeterminativo maschile singolare: un, uno (davanti a parole che iniziano per z, gn, x, ps, s impura, i semiconsonante e, variabilmente, pnwww.mauriziopistone.it e Accademia della Crusca - Parere su pneumatico ) femminile singolare: una, un' (davanti a parole che iniziano per vocale, ma non davanti a i semiconsonantica - esempio: una iena)

Non esiste una forma plurale vera e propria; per essa si ricorre all'articolo partitivo maschile (dei, degli) o femminile (delle).

Articolo determinativo maschile singolare: il, lo (davanti a parole che iniziano per z, gn, x, ps, s impura, i semiconsonante e, variabilmente, pn; eliso in l' davanti a parole che iniziano per vocale) femminile singolare: la (eliso in l' davanti a parole che iniziano per vocale) maschile plurale: i, gli (davanti a parole che iniziano per z,x, gn, ps, s impura o vocale) femminile plurale: le

L'elisione di gli davanti a parola che inizi per i e di le davanti a parola che inizi per e ("gl'individui", "l'erbe") è oggi poco comune. Nell'uso formale e burocratico, quando l'elisione è facoltativa, si tende a evitarla, specie se l'articolo è l'unica spia del genere del soggetto (la autista, femminile); tuttavia viene ritenuto innaturale l'uso della forma piena dell'articolo nello scritto, quando contrasta con l'uso orale.

La scelta dell'articolo è effettuata in base al suono iniziale della parola immediatamente successiva, anche se questa non è il sostantivo cui si riferisce, ma un'altra parte del discorso. La varietà di forme di articoli in italiano è data dalle caratteristiche di questa lingua, che più di altre tende ad evitare il formarsi di gruppi consonantici e vocalici, per preferire invece una struttura alternata (consonante-vocale-consonante).

Alcuni esempi: la nostra amica l'amicail bello specchio lo specchiolo strano comportamento il comportamentoi piccoli gnomi gli gnomigli stessi problemi i problemiuno stupido inconveniente un inconvenienteun gufo iettatore uno iettatoreil quasi spento zolfo lo (spento) zolfoil suo zaino lo zaino

Alle diverse forme di articolo determinativo corrispondono altrettante varianti dell'aggettivo dimostrativo quello: quello specchio, quel comportamento, eccetera.

Sostantivo e aggettivo In italiano, l'ordine tra l'aggettivo e il sostantivo non è fisso, tuttavia la tendenza è quella di mettere l'aggettivo dopo il sostantivo se questo indica una qualità che caratterizza una cosa rispetto ad altre. Alcune categorie di aggettivi hanno però un ordine fisso: quelli che indicano colore, forma o nazionalità seguono sempre il sostantivo, mentre gli aggettivi possessivi sono posti quasi sempre prima del sostantivo (tranne che per motivi di enfasi).

Quando c'è possibilità di scelta, si mette al secondo posto l'aggettivo se gli si vuole dare una funzione distintiva: una bella casa (aggettivo caratterizzante), una casa bella (l'aggettivo ha la funzione di distinguere la casa rispetto ad altre).

A parità di genere, gli aggettivi e i sostantivi seguono le stesse regole generali per la formazione del numero. Ovviamente, andando più in dettaglio ci sono delle differenze, ma in linea di massima tali regole possono essere riassunte come segue:

+Tabella riassuntiva delle desinenze di sostantivi ed aggettiviGenereSingolarePluraleEsempioMaschile -o -iil capello nero, i capelli neriFemminile -a -ela bella macchina, le belle macchineMaschile e femminile -e -iil/la comandante intelligente, i/le comandanti intelligentiSostantivi maschili e femminili che terminano per vocale accentata,o sostantivi ed aggettivi stranieri non italianizzati, o sostantivi accorciatiinvariabileinvariabileil/la manager trendy, i/le manager trendyl'università, le universitàil momento clou, i momenti clou l'auto, le auto; la moto, le moto; il cinema, i cinema; ma: l'aereo (l’aeroplano), gli aerei, forse perché aereo è anche un aggettivo; la radio (la radiofonia ), le radio, ma: il radio, i radii o i radi

Il sostantivo

Ciascun sostantivo o nome in lingua italiana ha un genere (maschile o femminile) e un numero (singolare o plurale). Mancano generi come il neutro e numeri come il duale.

Manca, in italiano, anche la declinazione secondo i casi come nel latino. I significati che altre lingue rendono con la declinazione (caso), in italiano sono resi tramite preposizioni. Sostantivi privi della forma singolare o della forma plurale vengono detti difettivi (ad esempio: "le nozze"). Sono detti invariabili quelli le cui forme singolare e plurale sono identiche.

Le principali desinenze dei sostantivi sono le seguenti:

maschili in -o, plurale in -i: libro, libri (per lo più parole maschili della seconda o della quarta declinazione latina) maschili in -e, plurale in -i: fiore, fiori (per lo più parole maschili della terza declinazione latina) femminili in -a, plurale in -e: scala, scale (per lo più parole femminili della prima declinazione latina) femminili in -e, plurale in -i: luce, luci (per lo più parole femminili della terza o della quinta declinazione latina)

Tra le varie forme che si comportano altrimenti, si ricordano quelle maschili in -a, con plurale in -i: poeta, poeti (per lo più parole maschili della prima declinazione latina). Sono invariabili in italiano i sostantivi che terminano in vocale accentata e quelli di una sola sillaba (la virtù / le virtù, il re / i re), i sostantivi (quasi tutti di origine straniera) che terminano in consonante (il bar / i bar), i sostantivi che terminano in -i non accentata (il bikini / i bikini, la crisi / le crisi), e diversi altri.L. Serianni, Grammatica italiana; italiano comune e lingua letteraria, Torino, UTET, 1989.

Generalmente, il genere del sostantivo non è determinato dal suo significato. Fanno eccezione a questa regola soprattutto i nomi di persona:

Francesco, Francesca Il ragazzino, la ragazzina Il presidente, la presidente (presidentessa)

L'aggettivo Gli aggettivi sono le parti del discorso che servono a modificare in qualche modo il significato di un sostantivo.De Mauro .

Aggettivi qualificativi L'aggettivo più comune è quello qualificativo, il quale serve a definire la qualità di una cosa o persona. In italiano, gli aggettivi hanno due generi (maschile e femminile) e due numeri (singolare e plurale). Concordano per genere e numero col sostantivo a cui si riferiscono. Le desinenze più frequenti, molto somiglianti a quelle dei sostantivi, sono raggruppabili in due classi (derivate direttamente dalle due classi di aggettivi latini):

Classe genere desinenza singolare desinenza plurale 1ª maschile -o (rosso) -i (rossi) 1ª femminile -a (rossa) -e (rosse) 2ª maschilefemminile -e (verde) -i (verdi)

Inoltre esistono aggettivi qualificativi con il singolare maschile e femminile uguali in -a, il plurale maschile in -i e il plurale femminile in -e, come per esempio tutti gli aggettivi in -ista (es. altruista, egoista).

Esistono anche aggettivi invariabili che cioè non variano per genere e numero, come ad esempio alcuni aggettivi di colore (la penna rosa - le penne rosa - il pastello rosa - i pastelli rosa; la stessa cosa vale per "blu" e "viola"), e le parole straniere (atteggiamento dandy - un gruppo di persone dandy). Valgono in linea di massima le stesse irregolarità che si riscontrano tra i sostantivi (cfr. Plurale dei sostantivi nella lingua italiana).

Aggettivi possessivi personamaschile singolarefemminile singolaremaschile pluralefemminile plurale 1ª singolare miomiamieimie 2ª singolare tuotuatuoitue 3ª singolare suo, proprio (1)sua, propria (1)suoi, propri (1)sue, proprie (1) 1ª plurale nostronostranostrinostre 2ª plurale vostrovostravostrivostre 3ª plurale loro, proprio (1)loro, propria (1)loro, propri (1)loro, proprie (1) (1) forma riflessiva alternativa

La 3ª persona singolare è anche quella usata nelle forme di cortesia, talvolta scritta usando l'iniziale maiuscola: "Le consegno il Suo pacco".

A differenza di quanto accade in altre lingue, in italiano l'aggettivo possessivo è normalmente accompagnato da un articolo; tale articolo manca, invece, laddove mancherebbe anche in assenza del possessivo («è sua abitudine» corrisponde quindi a «è abitudine di X»; diversamente, «è la sua abitudine» corrisponde a «è labitudine di X»)

L'articolo si omette davanti ai nomi di parentela preceduti da un aggettivo possessivo che non sia "loro": (mio padre, tua madre, suo fratello, nostra zia, vostro nipote, ma: il loro padre, la loro madre ecc.). Vi sono però alcuni nomi di parentela che ammettono l'articolo, come per esempio mamma e papà, che vengono considerati come vezzeggiativi; inoltre, l'articolo si usa quando i nomi di parentela sono al plurale (le mie sorelle), o sono accompagnati da un attributo (la mia cara moglie).

Non hanno l'articolo alcuni appellativi onorifici quando sono preceduti da forme di cortesia come sua e vostro (-a): Sua Eccellenza, Sua Maestà, Sua Santità, Vostro Onore, Vostra Altezza, Vostra Signoria...

Aggettivi dimostrativi Glo aggettivi dimostrativi sono quelli che indicano la posizione di qualcuno o qualcosa rispetto a un punto di vista.

Sono questo, quello e codesto, e indicano rispettivamente che il sostantivo di riferimento è vicino a chi parla, lontano da chi parla e vicino a chi ascolta. La loro flessione è:

"questo": questo, questa, questi, queste; "quello": quello/quel, quella, quegli/quei, quelle; "codesto": codesto, codesta, codesti, codeste.

Il pronome Il pronome sostituisce un sostantivo quando si preferisce evitare una ripetizione nella frase. Inoltre, può indicare un oggetto o una persona facilmente identificabile nel contesto (ad esempio, io). In tal caso, la funzione del pronome è deittica.

Pronomi personali

Esistono pronomi personali soggetto (io, tu, egli ecc.) e pronomi personali complemento. Questi ultimi si dividono in atoni (primo esempio) e tonici (secondo):

Mi piace questa musica A me piace questa musica

I pronomi atoni sono strettamente legati al verbo e vengono generalmente anteposti ad esso (mi piace) come clitici. Del resto, senza verbo non vengono mai usati. I pronomi tonici (me) hanno invece una posizione più libera all'interno della frase e possono essere combinati ad una preposizione.

Per quanto riguarda la differenza di significato tra pronome atono e tonico, possiamo notare come regalo a te un libro oppure a te regalo un libro concentrano l'enfasi sul complemento rispetto a quanto avviene nella struttura più frequente, ottenuta con l'uso del pronome atono (ti regalo un libro).P. Marmini-G. Vicentini, Passeggiate italiane, livello intermedio, Roma, Bonacci, 1988 (appendice). persona/casonominativogenitivo/ablativoaccusativo tonico/preposizionaleaccusativo atonodativocombinazione (1)strumentale/locativolativo 1ª singolareio -memimime lo - - 2ª singolaretu -tetitite lo - - 3ª singolare maschileegli, esso(2)nelui, sé (3)lo, si (3)gli, si (3)glielo, se lo(3)civi/ci 3ª singolare femminileella, essa(2)lei, sé (3)la, si (3)le (4), si (3) 1ª pluralenoi -noicicice lo - - 2ª pluralevoi -voivivive lo - - 3ª plurale maschileessi(2)neloro, sé (3)li, si (3)(a loro) (4), si (3)(glielo) (4), se lo(3)civi/ci 3ª plurale femminileesse(2)le, si (3)