Biografia Nel 1904 fondò la prima sezione del Partito Socialista Italiano di Cosenza e, l'anno successivo, la rivista politica La Parola socialista. Fece parte, dal 1907, del consiglio comunale di Cosenza. Mancini fu eletto deputato il 15 maggio 1921, primo socialista della sua regione, nel collegio di Catanzaro, nella ventiseiesima legislatura del Regno d'Italia e per un secondo mandato il 6 aprile 1924 nella legislatura successiva. Decadde da parlamentare nel 1926 in seguito alla cosiddetta secessione dell'Aventino. Per la sua opposizione al regine fascista, fu confinato una prima volta nel 1926 a Nuoro e successivamente nel 1931 a Formia, dopo essere stato imprigionato per un periodo a Cosenza.

Nel novembre del 1943, dopo l'armistizio di Cassibile e con la Calabria in mano alle forze alleate fu nominato prefetto di Cosenza, carica che mantenne fino all'aprile 1944 quando entrò nel secondo governo Badoglio, a Salerno, in quota al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria quale ministro senza portafoglio.Morano Michelangelo, Mezzogiorno e neo-meridionalismo tra scontro sociale e confronto politico, Ricerche di storia sociale e religiosa: 84, 2, 2013. Rimase in carica fino 18 giugno, dopo la liberazione di Roma. Nell'ambito della sua attività di ministro avanzò la proposta di riattivare i residui della rappresentanza politica prefascista.Federico Mazzei, I partiti e la Consulta : un'inchiesta del 1944, Nuova antologia : 607, 2260, 2011, p. 14 (Le Monnier, 2011). Fu ministro dei lavori pubblici nel successivo governo Bonomi fino al novembre del 1944.

Dal settembre 1945 fu membro della Consulta nazionale di cui fu vicepresidente fino suo scioglimento.

Alle elezioni del 2 giugno 1946 fu eletto deputato dell'Assemblea costituente di cui fu poi componente la Commissione per la Costituzione (I Sottocommissione) dal 19 luglio 1946. Il 15 giugno 1948 fu eletto senatore nella I legislatura della Repubblica Italiana. Fu membro della Giunta del regolamento del Senato dall'8 maggio 1948 e membro della Commissione speciale per l'esame del D.D.L. riguardante la città di Napoli. Al termine della legislatura decise non ripresentare la sua candidatura a cariche parlamentari.

Nel 1964 fu nominato giudice costituzionale aggiunto.

Mancini fu membro della Massoneria.

Il figlio Giacomo fu deputato, ministro e segretario del Partito Socialista Italiano.

Morì il 19 febbraio 1968 nella sua casa di Cosenza. Durante la sua attività romana possedette un villino a Marino, ai Castelli Romani, in località Vascarelle.

Note

Bibliografia E. Zicarelli, Pietro Mancini ed il Socialismo in Calabria, Cosenza, Fasano, 1974. Altri progetti

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