Colpire al cuore è un film drammatico italiano del 1982, diretto da Gianni Amelio.
Il film fu presentato in concorso alla 39ª Mostra del Cinema di Venezia, vincendo il Nastro d'Argento per la migliore sceneggiatura. Fausto Rossi vinse un Nastro d'Argento e un David di Donatello come miglior attore esordiente.}}
Trama Dopo aver assistito alla morte, in uno scontro a fuoco con le forze dell'ordine, di Dario, uno studente che era stato ospitato pochi giorni prima nella loro villa di famiglia a Bergamo, Emilio Pecci, giovane adolescente milanese introverso e sensibile, pensa che il genitore sia implicato coi terroristi. Inizia quindi una sua personale indagine, studiando le mosse di Dario, fotografandone gli incontri, saggiandone le convinzioni ideologiche e morali.
Genesi Sceneggiato con Vincenzo Cerami, questo primo film di Amelio è ambientato nelle cupe Milano e Bergamo dei primi anni Ottanta. Girato nel 1982, con scarsissimi mezzi e in otto settimane, è forse il più riuscito dei film non dedicati aegli anni di piombo in Italia. La presentazione a Venezia non fu esente da giudizi particolarmente netti: la critica si divise tra chi parteggiava per il padre contro il figlio o viceversa, "mentre – sostiene Amelio – nelle mie intenzioni sono entrambi vittime delle circostanze".
Numerosi problemi vennero anche dalla produzione Rai, che ritardò di otto mesi l'uscita del film nelle sale e lo programmò in tv solo cinque anni dopo. Il capostruttura Rai Paolo Valmarana impose l'inserimento nella parte finale di un retorico dialogo in cui veniva messo in chiaro che il film non giustificava in alcun modo il terrorismo.
Nei contenuti esclusivi del DVD del film, Amelio racconta di aver girato una scena cruciale con un unico piano sequenza proprio per evitare la possibilità di tagli censori sul dialogo.
Produzione Gli interni della casa dei protagonisti vennero girati nell'abitazione di Paolo Taviani, che in quel periodo si trovava negli Stati Uniti.
Rivelazione del film fu l'esordiente Fausto Rossi, figlio dell'architetto Aldo Rossi: alla sua prima prova d'attore, recita accanto alla madre Sonia Gessner e alla sorella Vera Rossi. Fausto Rossi si doppiò da solo (la presa diretta non era utilizzabile perché Trintignant recitava in francese) migliorando, secondo Amelio, anche l'espressione in parecchie scene. Nonostante il successo del film e i riconoscimenti personali, non ha mai più voluto girare altre pellicole.
Riconoscimenti 1983 - David di Donatello Miglior attore esordiente a Fausto Rossi Candidatura Miglior film Candidatura Miglior regista a Gianni Amelio Candidatura Migliore sceneggiatura a Gianni Amelio e Vincenzo Cerami 1983 - Nastro d'argento Miglior soggetto originale a Gianni Amelio Miglior attore esordiente a Fausto Rossi 1982 - Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia Candidatura Leone d'oro a Gianni Amelio 1990 - Premio Flaiano Premio per la sceneggiatura a Vincenzo Cerami
Bibliografia
Collegamenti esterni
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