Teano (AFI: • • , Tiánë in dialetto teanese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Caserta in Campania.

Città di origine osca, è l'antica Teanum SidicinumIn lingua osca Tianud Sidikinud. capitale dei Sidicini, così chiamata per distinguerla dall'omonima città pugliese Teanum Apulum. Anticamente conosciuta come porta della Campania in virtù della sua posizione geografica, è famosa per essere stata teatro dello storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e il re Vittorio Emanuele II, avvenuto nel 1860, per cui viene spesso definita anche culla dell'Unità d'Italia.

Sita alle porte del parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano, è sede della diocesi di Teano-Calvi.

Geografia fisica Territorio Con un'ampiezza di 89,43 km² è il secondo comune della provincia di Caserta per estensione territoriale, e il quattordicesimo della regione. È compreso nel parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano, istituito nel 1999.

Orografia Il territorio sidicino, prevalentemente collinare, si sviluppa sulle pendici del massiccio vulcanico di Roccamonfina, il più antico vulcano della Campania e il quarto vulcano italiano per superficie. La sua altitudine è compresa fra i circa (presso la frazione Casafredda) e i circa 70 (Maiorisi).

Idrografia Il territorio comunale è compreso tra la valle del fiume Savone e quella di un piccolo torrente, il Rio Messera.

Clima

Il clima è tipicamente mediterraneo e temperato, caratterizzato da estati calde e inverni non molto lunghi, in cui le precipitazioni abbondano.

Storia Età antica Il territorio era stato frequentato in epoca protostorica e la città venne fondata nel IV secolo a.C. come capitale dal popolo italico dei Sidicini, facente parte degli Osci:Strabone, Geografia, V, 3.9 (Teanum enim, quod Sidicinum, vocant ex imposito vocabulo, Sidicinorum esse monstratur, qui quidem ex Oscorum Campana gente restant; traduzione in lingua inglese sul sito Lacus Curtius). a quest'epoca sono attribuiti i resti ancora esistenti delle mura pre-romane. La città era situata in posizione strategica sulla via Latina (odierna Via Casilina), tra Suessa e Cales.Strabone, Geografia, V, 3,9.

Nel 340 a.C. i Sidicini furono alleati con i Latini e i Campani contro Roma, nella guerra latina. Si oppose agli attacchi dei Sanniti primaTito Livio scrisse che Teano fu causa delle guerre sannitiche. e dei Romani dopo. Con la conquista romana, Teano divenne quindi municipio romano (Teanum Sidicinum) con propria monetazione. Ottenne lo stato di colonia sotto Augusto. Secondo Strabone, in epoca augustea era la maggiore città della parte interna della Campania dopo Capua.

In questo periodo, di grande sviluppo urbanistico, si estese dalla sommità del colle verso la pianura, e si arricchì di edifici pubblici: un teatro-tempio di età tardo repubblicana e ampliato nella media età imperiale, con capienza stimata a circa persone, un anfiteatro, un foro, templi e strutture termali.

Medioevo e età moderna Nella prima metà del IV secolo divenne sede episcopale, soppressa tuttavia nel periodo tra il 555 e l'860. Fu espugnata nel 594 dai Longobardi del duca Arechi I, e fu sede di un gastaldato longobardo e insediamento militare a guardia del confine con il ducato bizantino di Roma. Fu governata in quest'epoca da un gastaldo dipendente da Capua (Landenolfo, il nipote Ajenardo, Adelgisi e Maginolfo si successero nella carica nel corso del IX secolo). Dopo aver fatto parte della contea di Capua insieme a Caserta sotto Pandenolfo, fu quindi contea autonoma dal 981 sotto Landolfo e Gisulfo.

Nel IX secolo vi si trovavano tre monasteri benedettini. Nel monastero di San Benedetto si rifugiarono temporaneamente i monaci dell'abbazia di Montecassino, in seguito alla distruzione della loro sede (22 ottobre 883) e all'uccisione dell'abate Bertario per mano dei Saraceni provenienti dalla loro colonia presso il Garigliano. I monaci portarono con loro parte del tesoro abbaziale e l'originale della regola scritta dal fondatore e per circa 30 anni rimasero a Teano, finché un incendio distrusse il monastero e la regola.

Nella curia comitale di Teano vennero redatti due dei quattro Placiti cassinesi, tra i primissimi documenti scritti con formule in volgare italiano, il "Placito di Teano dell'anno 963"Sao cco kelle terre, per kelle fini que tebe mostrai, trenta anni le possette parte Sanctae Mariae, citato in e il "memoratorio". Essi sono conservati nell'archivio storico dell'abbazia di Montecassino conseguentemente al rientro dei benedettini, che li portarono con loro.

Federico II di Svevia, dopo la sua incoronazione ad imperatore, rese demaniali le città di Sessa Aurunca, Teano e Mondragone. Successivamente, mentre Federico era impegnato in Siria per la crociata, l'esercito papale ne approfittò per impadronirsi con la forza di Teano, Calvi e tutte le "terre dei figli di Pandolfo", cioè del territorio dell'antica contea longobarda di Teano. L'imperatore, ritornato in Italia nel 1229, riconquistò le città e nell'ottobre dello stesso anno le truppe del pontefice, di stanza a Teano, si arresero a Federico.

Successivamente Teano fu feudo di grandi famiglie: Marzano, Carafa, Borgia, Caetani.

La Porta bronzea esposta nel Maschio Angioino, opera del XV secolo commissionata da Ferrante d'Aragona, nei primi due quadranti illustra l'agguato e la difesa di Ferrante a TorricellaNel ventunesimo secolo nota come località Torricelle. relativi alla congiura dei baroni, tramata nel 1485.

Unità d'Italia Teano è conosciuta universalmente come la "città dello storico incontro" e per anni si è ritenuto che il 26 ottobre 1860 si sarebbe svolto, presso il ponte di Caianello – l'odierno ponte San Nicola, nella frazione di Borgonuovo –, lo storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II. La precisa località in cui l'incontro avvenne è stata ed è argomento di discussione.Documenti e diari riportano l'incontro nel territorio di Teano, vedi Giovannelli (attendente di Garibaldi) oppure l'ammiraglio Persano, comandante della flotta piemontese, che nel suo diario riporta come l'incontro si sia svolto nel territorio di Teano. Forse il più importante documento che attesta Teano è il London News del 29 dicembre 1860 che riporta una stampa fatta a matita in centro giornale con la dicitura "nei pressi di Teano". A favore di un incontro avvenuto presso la Taverna della Catena si riporta la testimonianza presente nel "Diario storico dell'archivio del ministero della difesa", nel rapporto giornaliero del 26 ottobre 1860, che riferisce: "... A Taverna della Catena, S.M. il Re, che col suo quartier generale marcia colle truppe del quarto Corpo, è incontrato dal gen. Garibaldi..." (citato da Nino D'Ambra, Giuseppe Garibaldi cento vite in una, Napoli, Ed. A. G. Grassi, 1983, nota a p. 160), e un articolo del giornale inglese The Times del 6 novembre 1860 (testo e traduzione italiana on-line ). In un altro articolo dello stesso giornale del giorno precedente (presente on line nello stesso sito) il luogo dell'incontro veniva invece situato a tre quarti d'ora di marcia dalla Taverna stessa. Diversi storici successivi ritengono l'incontro avvenuto presso la Taverna (Alfonso Scirocco, Garibaldi. Battaglie, un cittadino del mondo, Roma, Ed. Laterza, 2001; Giuseppe Cesare Abba, Da Quarto al Volturno, in Gaetano Trombatore (a cura di), Memorialisti dell'Ottocento, I, Napoli, Ricciardi, pp. 889 e ss.; Indro Montanelli, Storia d'Italia, Roma, Ed. Fabbri, 1994, vol. 31, p. 124); della stessa opinione è stato il deputato Valerio Zanone nel suo discorso alla camera in occasione del bicentenario della nascita di Garibaldi, vedasi Nel 2011 l'Istituto Enciclopedico Treccani si è pronunciato ritenendo l'incontro avvenuto alla Taverna della Catena, vedasi e

L'incontro è entrato nella storia d'Italia ed ebbe il significato di un'adesione del generale che aveva guidato la spedizione dei Mille alla politica di casa Savoia, un'adesione che deludeva le aspettative di coloro che auspicavano una repubblica meridionale tesa alla conquista di Roma

Seconda Guerra Mondiale Durante la Seconda guerra mondiale la città fu un importante caposaldo della linea difensiva tedesca "Barbara", subì violenti bombardamenti dagli alleati e fu teatro di una strage nazista.

Simboli Lo stemma della città viene così descritto nello statuto comunale: «D'azzurro, al castello chiuso, torricellato, merlato e fabbricato d'argento e di nero, sormontato dall'aquila e terrazzato di verde».

Il castello è simbolo di podestà feudaleÈ molto probabile che Teano abbia tratto il castello torricellato dello stemma dal proprio oggetto: tale scelta sarebbe dunque precedente all'avvento dell'araldica, collegata all'uso delle città di segnare i propri atti con sigilli, che in genere rappresentavano i loro edifici più significativi. e l'aquila di potenza e vittoria, usata nella sua rappresentazione più antica, cioè nel colore naturale.L'aquila fu inserita nello stemma prima del 1401, data dalla quale incominciò ad essere bicipite, ma non prima delle Crociate (tra il 1095 e la fine del Trecento).

Le figure sono inserite in uno scudo ovale.Nel XVI secolo, pur essendo in auge lo scudo sannitico, la città preferì a questo quello ovale. Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Resti sidicini All'epoca preromana si riferiscono varie necropoli (di Carrano, del Fondo Ruozzo, di Orto Ceraso, di Gradavola, di Torricelle), le cui tombe hanno restituito numerosi materiali pertinenti ai corredi funerari, inclusi gioielli.

L'area in cui sorse il santuario urbano di Iuno Popluna detto "di Loreto" era già frequentata come luogo sacro nel VI secolo a.C. e intorno al 490 a.C. furono edificati i primi edifici di culto associati ad altari. Il santuario venne notevolmente trasformato nel corso del III secolo a.C., assumendo un aspetto scenografico con la realizzazione di grandi terrazze abbellite da templi, portici, fontane e ingressi monumentali. Tale sistemazione fu completata nel corso del II e I secolo a.C. Il culto continuò anche in età imperiale. Un altro grande santuario è localizzato nella località Masseria Soppegna, in un'area, quindi, extraurbana che occupava la sommità di un pianoro delimitato su due lati dal fiume Savone e da un suo affluente. A partire dalla fine del VI - inizi del V secolo a.C. fu costruito un tempio con pareti in blocchi di tufo decorate da pilastri coronati da capitelli ionici con fiore di loto tra le volute. Dal tetto di questo edificio provengono delle antefisse con testa femminile entro un fiore di loto, che si alternano a teste di Gorgone. Nel santuario si celebravano riti connessi al passaggio dall'età infantile a quella adulta sotto la protezione di Popluna, massima divinità celebrata nel santuario. Alla fine del III secolo a.C., forse nel corso delle scorrerie di Annibale avvenute nel 212 a.C., il santuario, subendo gravi danni, fu abbandonato per circa cento anni. Verso la fine del II e gli inizi del I secolo a.C., l'intero complesso sacro fu sottoposto a una monumentale risistemazione con la realizzazione di scenografici terrazzamenti rivolti verso il Savone.

I doni votivi provenienti dai santuari urbani e extraurbani, così come i ricchi corredi funebri rinvenuti nelle varie necropoli, sono esposti dal 2001 nel Museo archeologico di Teanum Sidicinum, che ospita anche reperti di età romana.

Resti romani

L'edificio pubblico più significativo che si è conservato dall'età romana è il grandioso teatro-tempio in località "Grotte", probabilmente dedicato ad Apollo come sembra evincersi da una mensa di altare in calcare che riporta un'iscrizione in osco in cui un magistrato locale dona alla predetta divinità. L'edificio venne costruito alla fine II secolo a.C. in opera incerta e blocchi di tufo e si tratta del più antico teatro d'Italia interamente sostenuto da muri radiali e volte rampanti.

Sono presenti inoltre resti molto ben conservati della via Adriana.

Edifici medievali