Inizialmente Gambino era capo della famiglia di San Lorenzo, che faceva parte del mandamento guidato da Rosario Riccobono. Negli anni settanta Gambino si legò particolarmente a Totò Riina (dal quale divenne inseparabile) e questo gli garantì una rapida ascesa. All'inizio degli anni '80 compose una "squadra della morte" (al servizio dei Corleonesi), insieme ad altri "uomini d'onore": Mario Prestifilippo, Filippo Marchese, i fratelli Antonino e Giuseppe Marchese, Vincenzo Puccio, Giovanbattista Pullarà, Giuseppe Lucchese, Giuseppe Greco e Nino Madonia. Con loro Gambino uccise, tra gli altri, i giudici Terranova e Chinnici, il generale Dalla Chiesa, il commissario Cassarà e i quattro capimafia Stefano Bontate, Salvatore Inzerillo, Filippo Marchese e Rosario Riccobono; quest'ultima uccisione permetterà a Gambino di diventare il nuovo capomandamento di San Lorenzo e quindi membro della Commissione.
Si è tolto la vita nel 1996, all'età di 55 anni, dopo essere stato rinchiuso nel carcere di San Vittore e dopo che gli fu diagnosticato un tumore.
Note
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