Origini familiari Pietro, secondo la Cronaca piniatenseLa Cronaca piniatense è una cronaca storiografica, voluta dal re d'Aragona, Pietro IV, del regno di Aragona, dalle sue origini comitali sino alla Corona d'Aragona (1336, morte di Alfonso IV di Aragona) era il figlio del re di Sicilia, Federico III d'Aragona e della moglie, Eleonora d'Angiò che, come riporta lo storico Jaime de Salazar y Acha, nel suo Las dinastías reales de España en la Edad Media, era il secondo (primo maschio), la quale Eleonora d'Angiò, secondo i continuatori del Chronicon di Guillaume de Nangis era la decima figlia del re di Napoli e conte d'Angiò e del Maine, conte di Provenza e Forcalquier, principe di Taranto, re d'Albania, principe d'Acaia e re titolare di Gerusalemme, Carlo II lo Zoppo e, come riporta Jaime de Salazar y Acha, di Maria Arpad d'Ungheria, che, come riporta il Chronicon Dubnicense, era la figlia terzogenita di Stefano V d'Ungheria e di sua moglie, la regina Elisabetta dei Cumani. Federico, secondo la Cronaca piniatense era il figlio terzogenito del re d'Aragona, di Valencia e conte di Barcellona e altre contee catalane, Pietro III il Grande e di Costanza di SiciliaCostanza di Hohenstaufen anche detta di Sicilia, non deve essere confusa con Costanza d'Altavilla, anch'essa detta di Sicilia, bisnonna di Costanza di Hohenstaufen., che, secondo la Bartholomæi de Neocastro Historia Sicula era figlia del re di Sicilia Manfredi di Hohestaufen (figlio illegittimo dell'imperatore Federico II di Svevia e di Bianca Lancia) e di Beatrice di Savoia (1223-1259).
Biografia Secondo la Cronaca piniatense, Pietro era il figlio primogenito dei tre figli maschi ancora in vita (gli altri due erano Guglielmo, il terzogenito e Giovanni, il secondo) di Federico III e di Eleonora (el primero huvo nombre don Pedro, qui succidió en el regno de Secilia, et el otro don Johan qui fue duch de Athenas, el tercero Guillem).
Durante la discesa (1310-1312) in Italia, dell'imperatore, Arrigo VII, suo padre intavolò con l'imperatore una trattativa per il fidanzamento di Pietro con la figlia ultimogenita di Arrigo, Beatrice; ma la trattativa, nel 1312, sfumò per la scelta di Arrigo di imparentarsi con gli AngiòEdward Armstrong, L'Italia al tempo di Dante, in Storia del mondo medievale, vol. VI, 1999, pagg. 277 e 280.
Il parlamento siciliano, il 12 giugno 1314, disattendendo l'accordoFederico III d'Aragona era riconosciuto re di Trinacria e, alla sua morte l'isola doveva tornare parte del regno di Sicilia, sul cui trono sedevano gli angioini. siglato con la Pace di Caltabellotta, confermava Federico re di Sicilia e riconosceva Pietro come erede al trono, e quindi successore di Federico, alla sua morteEdward Armstrong, L'Italia al tempo di Dante, in Storia del mondo medievale, vol. VI, 1999, pag. 288.
Ovviamente da quello stesso anno riprese la guerra tra Angioini e Aragonesi per il possesso della Sicilia che era iniziata con la rivolta del Vespro, e, nell'aprile del 1321, il padre Federico III, con l'approvazione del parlamento siciliano, associandolo al trono, lo confermò erede del regno di SiciliaEdward Armstrong, L'Italia al tempo di Dante, in Storia del mondo medievale, vol. VI, 1999, pag. 289, confermando con questo atto che l'accordo di Caltabellotta, che prevedeva il ritorno della corona agli Angioini, era definitivamente naufragato. Dopo questo atto, la guerra riprese vigore (le flotte dei due schieramenti si affrontarono, nell'assedio di Genova) e il papa Giovanni XXII scagliò l'interdetto sulla Sicilia (Giovanni XXII lo tolse solo nel 1334, poco prima di morire). Che Pietro era stato associato al trono lo troviamo confermato in una lettera del 20 maggio 1326, inviata al nipote, futuro re d'Aragona, Alfonso IV (domino infanti Alfonos…domini regis Aragonum primogenitor…comiti Urgellensi) da Federico III (Fredericus…rex Trinacrie…cum…domina Elyonora…regina Trinacrie…consorte nostra…[et] rege Petro secundo primogenitor cum consorte eius) ed in altre due lettere scambiate con i regnanti aragonesi, riportate nella Histoire de l'île de Chypre, Volume 3, viene indicato come luogotenente .
Pietro, il 23 aprile 1322, a Catania, si era unito in matrimonio con Elisabetta di Carinzia, figlia di Ottone III del Tirolo e di Eufemia di Slesia-Liegnitz, come riporta anche il Iohannes abbatis Victoriensis liber certarum historiarum (Meinhardus comes...[filium] tercium Ottonem, qui filiam ducis Polonie habuit et ex ea quqatuor filia progenuit, quarum una in Siciliam Friderici regis filio Petro copulata usque hodie cum liberis possidet regnum illud) .
Pietro II, in realtà, cominciò a regnare effettivamente sulla Sicilia, solo dopo la morte del padre, Federico III, avvenuta il 25 giugno 1337.
Il regno di Pietro II fu segnato dai forti contrasti tra la corona ed i nobili: fra tutte, si ricordino le potenti famiglie dei Ventimiglia, dei Palizzi, dei Chiaramonte e degli Antiochia. In alcuni casi il re non riuscì a fronteggiare queste famiglie e fu costretto a concedere loro maggiori poteri ed alcune proprietà demaniali, come riporta in Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia, inoltre si era creata una rivalità col fratello, il Duca di Atene e Neopatria, Giovanni e, solo dopo che nel 1339 gli angioini avevano sconfitto la flotta siciliana alla battaglia di Lipari, nel 1340, dopo un incontro a Palermo, ci fu una riconciliazione e Giovanni divenne vicario del re. Secondo la Gran Enciclopèdia Catalana, Pietro II si alleò con l'imperatore, Ludovico il Bavaro.
Pietro II morì improvvisamente il 15 agosto 1342, a Calascibetta (EN), e fu sepolto nella Cattedrale di Palermo. Secondo la Nuova Cronica di Villani [Libro XII, Capitolo CXXVIII] il re morì prima del 15 settembre 1341 nel corso di una campagna militare per soccorrere la città di Milazzo, assediata dal re di Napoli: Fallendo la vettuaglia alla terra per lo lungo assedio e per l’affanno del detto osteggiare, don Piero, che·ssi facea re di Cicilia, amalò e morìo. Per la qual cosa Melazzo s’arrendé all'amiraglio del re Ruberto a dì XV di settembre MCCCXLI. Sul trono gli succedette il figlio maschio primogenito, Ludovico, che era ancora un bambino di circa sei anni, sotto la tutela della madre, Elisabetta di Carinzia, e dello zio, Giovanni, che divenne reggente, come riportano gli Anales de la Corona de Aragon, Volume 2.
Discendenza Pietro II ebbe dieci figli da Elisabetta:: Federico (1323 - 1324) Costanza (1324 - 1355), badessa del monastero di Santa Chiara di Messina, fu reggente per il fratello Ludovico dal 1352 al 1354; Leonora (1325 – 1375), sposò Pietro IV d'Aragona divenendo regina consorte di Aragona e fu la madre di Giovanni I e Martino I, come riportato dallo storico, Pròsper de Bofarull; Beatrice (1326 - 1365), moglie del conte elettore Roberto II del Palatinato, della casata dei Wittelsbach; Eufemia (1330 – 1359), fu reggente per il fratello Ludovico dal 1355 al 1357; Violante (1334 – morta bambina); Ludovico (1335 o 1337 - 1358), fu re di Trinacria, dal 1342; Giovanni (1340 – 1353), principe; Federico ( 1341 - 1377), fu re di Trinacria, dal 1358; Bianca (1342 – 1369), sposò il conte Giovanni I di Empúries, figlio di Raimondo Berengario d'Aragona, a sua volta figlio del re della Corona d'Aragona, Giacomo II di Aragona.
Ascendenza
Note
Bibliografia Fonti primarie
. #ES Cronisti e scrittori sincroni della dominazione normanna nel regno di Puglia e Sicilia1. . .
Letteratura storiografica Edward Armstrong, L'Italia ai tempi di Dante, in Storia del mondo medievale, vol. VI, 1999, pp. 235–296. Romolo Caggese, Italia, 1313-1414, in Storia del mondo medievale, vol. VI, 1999, pp. 297–331.
Voci correlate Elenco dei conti e dei re di Sicilia Regno di Sicilia Regno di Napoli Vespri siciliani Angioini Aragonesi
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Persone legate ai Vespri siciliani Categoria:Re di Trinacria Categoria:Aragonesi (Sicilia) Categoria:Sepolti nella cattedrale di Palermo Categoria:Sovrani incoronati nella cattedrale di Palermo