Figlio primogenito, ma illegittimo, del re d'Inghilterra e duca di Normandia, Enrico I, fu una figura di spicco, sia in Inghilterra che in Normandia, durante il regno di suo cugino, Stefano di Blois. Dal 1138 sino alla sua morte fu il comandante sul campo delle truppe della sua sorellastra, l'Imperatrice Matilde, durante l'Anarchia inglese, contro l'esercito reale di Stefano. Roberto avrebbe avuto tutte le qualità per succedere a suo padre, ma gliene mancava una, la più importante, la legittimità.
Origine Secondo il monaco e cronista inglese, Orderico Vitale, era figlio illegittimo del re d'Inghilterra e duca di Normandia, Enrico I Beauclerc; il monaco e cronista normanno Guglielmo di Jumièges, oltre che confermare che era figlio di Enrico I, precisa che era il primogenito.Enrico I Beauclerc, sia secondo Guglielmo di Jumièges, autore della sua Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, che il cronista e monaco benedettino dell'abbazia di Malmesbury, nel Wiltshire (Wessex), Guglielmo di Malmesbury, Orderico Vitale, e il cronista e monaco benedettino inglese, Matteo di Parigi, era il figlio maschio quartogenito del duca di Normandia e re d'Inghilterra, Guglielmo il Conquistatore e di Matilde delle Fiandre (1032 - 1083).La madre era presumibilmente una donna di Caen, in quanto Roberto era nato a Caen, ed in seguito, o si sposò o ebbe un secondo amante perché nel documento n° CCXI del Regesta Regem Anglo-Normannorum, Vol. II, Appendix, inerente ad uno scambio di proprietà, Enrico I cita il figlio, Roberto, conte di Gloucester e Nigel, figlio di Guglielmo e nipote di Roberto, per cui il citato Guglielmo doveva essere un fratello uterino oppure il marito di una sorella uterina di Roberto.
Biografia Roberto nacque tra la fine degli anni ottanta ed il 1090; della madre non si conoscono con certezza né il nome, né gli ascendenti: alcune fonti citano una donna di Caen, in quanto, essendo Roberto nato a Caen, doveva trattarsi di una donna del luogo, forse figlia di un ricco borghese di Caen; altri citano Sibilla Corbet d'Alcester, che però Guglielmo di Jumièges, divenne amante di Enrico I dopo la nascita di Roberto; altri ancora citano una signora o signorina della famiglia Gay o Gayt o Gait della piccola nobiltà dell'Oxfordshire; infine secondo l'Archaeologia Cambrensis, The Journal of the Cambrian Archaeological Association, Vol. X (non consultato) era figlio di Nest del Galles del Sud, molto difficile se non impossibile per una questione anagrafica. Tra il 1027 ed il 1028 nel documento n° CCXI del Regesta Regem Anglo-Normannorum, Vol. II, Appendix, redatto da Enrico I e inerente a uno scambio di proprietà, Roberto, conte di Gloucester venne citato assieme a Nigel, figlio di Guglielmo, che doveva essere suo fratello uterino o il marito di una sua sorella uterina.Roberto comunque fu riconosciuto come figlio da Enrico I, e gli fu impartita una buona educazione, molto probabilmente in un istituto religioso.
Sotto il regno di suo padre Enrico I (1100-1135) Appena il padre divenne re d'Inghilterra, Roberto fu condotto a corte, dove continuò gli studi che gli permisero di saper scrivere in latino e di avere una buona conoscenza della storia e della filosofia. Conobbe personalmente gli storici Goffredo di Monmouth e Guglielmo di Malmesbury, che gli dedicarono diverse opere.
Nel 1119, Roberto, assieme al padre e al fratellastro, Riccardo, partecipò alla battaglia di Brémule (una piana vicina alla piazzaforte di Les Andelys), nei pressi di Gaillardbois-Cressenville, che si concluse con la disfatta di Luigi VI, dove Luigi VI di Francia fu sconfitto e umiliatoLouis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 716, dimostrandosi uno dei capitani più capaci di Enrico I. Luigi VI il Grosso nella battaglia di Brémule abbandonò il suo cavallo e le sue insegne al nemico e dovette riparare nella pazzaforte di Les Andelys, dopo aver girovagato nella foresta di MusegrosLouis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 717.Nel 1120, morì il fratellastro, Guglielmo Adelin, l'unico figlio maschio legittimo ed unico erede al trono di Enrico I, mentre attraversava la Manica, assieme al padre, a Roberto e alla corte, per fare ritorno in Inghilterra, dopo la pace siglata con Luigi VILouis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 718. Guglielmo Adelin perì, il 25 novembre 1120, al largo della costa normanna del Cotentin, nel naufragio notturno, a causa dell'urto contro uno scoglio affiorante della Nave Bianca, come racconta Guglielmo di Malmesbury. Sull'imbarcazione vi erano circa trecento persone, tra le quali un centinaio di nobili importanti. Tra le vittime, oltre a Guglielmo c'erano anche due figli illegittimi di Enrico, Riccardo e Matilda, oltre ad una nipote, figlia di sua sorella Adele, Lucia-Mahaut di Blois.
Enrico I, nel 1122, creò per lui la contea di GloucesterWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 75, che oltre al Gloucester comprende il Glamorgan, con il castello di Cardiff, in Galles. Grazie a questi territori, sommati alle proprietà (tra cui Évrecy) che deteneva in Normandia, Roberto divenne uno dei conti più potenti del regno. Nello stesso periodo anche Stefano di Blois riceveva onori dallo zio Enrico I.
Nel settembre del 1123, nel Cotentin, in Normandia, Roberto schiacciò la ribellione di Amaury III di Montfort, conte d'Évreux e Waleran de Beaumont, I conte di Worchester, conte di Meulan. Nel 1126, Roberto ricevette dal padre l'incarico di custodire in prigione, nel castello di Cardiff, suo zio Roberto il Corto, lo spodestato duca di Normandia e Orderico Vitale sostiene che la sua prigionia consisteva nel non poter uscire dal luogo di detenzione, ma per il resto poteva considerarsi dorata (supplied with luxuries of every kind)
Nel 1125, la sorellastra, Matilde, figlia legittima di Enrico I, era rimasta vedova dell'imperatore germanico Enrico V. Enrico I, ancora senza eredi maschi, chiese alla figlia di rientrare in InghilterraWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 80, la nominò sua erede e nel 1127 convocò un grande concilio con tutti i nobili laici ed ecclesiastici più importanti, tra cui suo cognato, Davide I di Scozia, suo nipote, Stefano di Blois (Matteo di Parigi afferma che Stefano fu il primo a giurare) e il suo primogenito Roberto di Gloucester. In occasione di questo concilio, Enrico I prese la decisione senza precedenti di far giurare ai suoi baroni che avrebbero accettato come regina la sua unica figlia legittima e quindi legittima erede. La maggior parte accondiscese ma non gradì la soluzione e avrebbe gradito ancor meno se avesse saputo che Enrico trattava il matrimonio della figlia col figlio del nemico storico dei Normanni, il conte d'Angiò.Nel giugno del 1128, a Le Mans fu celebrato il matrimonio tra Matilde e il figlio del conte Folco V, Goffredo il Bello o PlantagenetoIl soprannome Plantageneto deriva dal fiore di ginestra (planta genista) con cui soleva ornarsi il copricapo e che divenne il suo simbolo. Esso denominò la dinastia dei re inglesi, di dieci anni più giovane. Tale matrimonio fece sì che la maggior parte dei baroni non riconoscesse il proprio giuramento dell'anno prima. Enrico allora lo fece ripetere nel 1131; il cronista, priore dell'abbazia di Bec e sedicesimo abate di Mont-Saint-Michel, Robert di Torigny, scrive che nell'estate del 1131, Enrico condusse con sé la propria figlia, Matilde, in Inghilterra e radunati tutti i maggiorenti del regno (e del ducato di Normandia) fu deliberato che avrebbero accettato come erede sua figlia e suo marito, il nuovo conte d'Angiò, Goffredo V il Bello.
All'inizio del 1130, Roberto, per ordine di Enrico I, dovette recarsi in Normandia per combattere il genero di Enrico, Goffredo il Bello o Plantageneto, divenuto nel frattempo conte d'AngiòFolco V d'Angiò, padre di Goffredo il Bello o Plantageneto, nel 1129 aveva abdicato e si era recato in Terra santa, per sposare l'erede al trono di Gerusalemme, Melisenda., che stava reclamando per alcuni feudi in Normandia.
Nel dicembre 1135 Enrico I morì improvvisamente a Saint-Denis-le-Fermont, secondo il The Historical Works of Gervase of Canterbury, Vol. I, per avvelenamento da cibo per via di una lampreda avariata.; Enrico I morì il 2 dicembre, sia secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, che gli Obituaires de Sens Tome I, mentre secondo la Chronicæ sancti Albini Andegavensis morì il 1º dicembre. Roberto, che era presente, si occupò di organizzare il funerale.
Relazioni col nuovo re, Stefano di Blois Di fronte alla levata di scudi dei baroni contro la sorellastra Matilde, Roberto si dichiarò pronto a sostenere l'elezione di Tebaldo conte di Blois e conte di ChampagneWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 81. Ma mentre a Londra si discuteva, il fratello minore di Tebaldo, Stefano, si imbarcò immediatamente per l'Inghilterra per imporre la propria candidaturaWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 82. Arrivato a Londra, Stefano fu accolto entusiasticamente e fu invitato a recarsi a Winchester, dove suo fratello minore, Enrico (1100-1171), vescovo di Winchester dal 1129, riuscì a convincere i baroni ad appoggiarlo, come ci narra Guglielmo di Malmesbury. A questo punto la maggior parte dei notabili, anche coloro che avevano proposto Tebaldo, furono a favore di Stefano, che il giorno di Natale del 1135, fu incoronato nell'abbazia di Westminster. Roberto, dopo l'incoronazione, tornò in Normandia, dove trovò Tebaldo, che ne stava prendendo possesso e gli comunicò che suo fratello, Stefano era già stato incoronato. Tebaldo allora accettò la nomina del fratello, mentre Roberto, che al momento non si pronunciò, si recò a Falaise, dove aveva portato una parte del tesoro di suo padre, Enrico I; nel corso del 1136, Roberto ebbe un incontro con Stefano e lo riconobbe come re.
Matilde, che al momento della morte del padre era in Normandia, si oppose alla incoronazione di Stefano ma non poté recarsi subito in Inghilterra, perché incinta del terzo figlio; tentò di fare ricorso al papa Innocenzo II per la violazione del giuramento, inviando un suo vescovo a Roma; ma dopo circa due anni il papa, influenzato da Enrico, arcivescovo ormai potente, ritenne il giuramento nullo perché viziato dalla clausola del matrimonio con il conte d'Angiò, celebrato senza il consenso della nobiltà inglese. Si aprì dunque in Inghilterra un periodo di guerre e contese, conosciuto come l'“Anarchia (o guerra civile) inglese”.
Nel marzo del 1137, Stefano finalmente poté occuparsi della Normandia, arrivando in Normandia, secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, prima di Pasqua; Stefano voleva contrastare Goffredo conte d'Angiò, marito di Matilde, ma commise l'errore di affidare il comando del suo esercito anglo-normanno al suo amico fiammingo, Guglielmo d'YpresWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 85, scontentando tutti i baroni normanni che cominciarono ad abbandonarlo e soprattutto suo cugino, Roberto di Gloucester, che abbandonò l'impresa. Stefano lasciò la Normandia, dopo nove mesi (in dicembre), durante l'Avvento, senza essersene assicurato il completo controllo (aveva assediato Lillebonne, che era stata espugnata) e lasciò Roberto di Gloucester si riavvicinò poi alla sorellastra Matilde e denunciò Stefano come usurpatore, alleandosi militarmente a Goffredo, e cominciò a combattere Stefano in Normandia Guglielmo di Malmesbury narra che Roberto cominciò ad appoggiare la sorellastra nel corso del 1138, mentre Robert de Torigni sostiene che raccolse intorno a sé altri sostenitori di Matilde, dopo essersi rappacificato nella Pasqua di quello stesso anno con Goffredo, che a ottobre mise sotto assedio Falaise.
Anarchia (o guerra civile) inglese