Martos è un comune spagnolo di abitanti situato nella comunità autonoma dell'Andalusia. Ne parla Luis Sepúlveda nel suo libro La frontiera scomparsa come luogo di origine del ramo paterno della sua famiglia. Inoltre è citata nella soap spagnola Sei Sorelle.

Storia La città risale ad epoca romana e si chiamava Tucci o nella dizione completa, Colonia Augusta Gemella Tuccitana. Vi si trovano il Castillo de la Pena e la chiesa di Santa Maria (XV secolo), col monumento sepolcrale dei fratelli Carvajal.

Il santo patrono: Sant’Amatore Amatore nacque a Tucci, identificabile oggi con Martos in Andalusia. Apprese dai genitori ad amare Dio e il prossimo, specie i sofferenti. Perduta la madre, il padre prese Amatore e gli altri figli e si trasferì a Cordova per mandarli a scuola. Il suo maestro fu il dotto e santo vescovo Eulogio, anch'egli futuro martire.

Infuriando la persecuzione musulmana, si unì ad un monaco di nome Pietro, a Ludovico (fratello di Paolo, diacono e martire), entrambi cordovesi, e si lanciò con loro alla conquista delle anime. Furono catturati e trucidati, e i loro corpi furono gettati nel fiume Guadalquivir il 30 aprile 855. Dopo alcuni giorni i tre cadaveri, trovati sulla spiaggia di Beta, furono raccolti da mani pietose.

Il papa Clemente X dava la reliquia insigne di sant'Amatore al Duca di Giovinazzo, don Domenico del Giudice, mossosi a Roma in missione di ubbidienza con don Pietro di Aragona, luogotenente del Re di Napoli. Il Duca di Giovinazzo la donava a Cellamare verso l'anno 1670.

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Note

Voci correlate Tucci (città antica)

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