Dopo aver vissuto nella relativa ombra di suo fratello Saladino, mise a frutto le lotte per il potere scatenatesi tra i suoi figli dopo la morte del conquistatore di Gerusalemme, per porsi come arbitro dei dissensi manifestatisi fra i suoi nipoti, finendo con eliminarli tutti per diventare il Sultano supremo del Sultanato ayyubide.
Biografia Fratello di Saladino Da quando s'era impadronito di Damasco, il 27 novembre 1174, Saladino v'installò la sua capitale, mostrando la propria volontà d'unificare la Siria, e nominò suo fratello minore Sayf al-Dīn governatore d'Egitto.Grousset, 1935, p. 637. Quest'ultimo partecipò in tal veste a diverse campagne militari contro gli Ifranj o gli ultimi Zengidi. Si portò rapidamente a fianco del fratello quando la strategia lo esigeva, come nell'agosto 1182, quando Saladino tentò di prendere Beirut per tagliare le comunicazioni fra il Regno di Gerusalemme e la Contea di Tripoli, o quando al-ʿĀdil fu incaricato di condurre alcune spedizioni nella regione di Gaza per attirare su di sé le truppe di Baldovino IV il Lebbroso.Grousset, 1935, pp. 671-2. Nel febbraio 1183, al-ʿĀdil dovette fronteggiare una seria minaccia: Rinaldo di Châtillon, signore di Oltregiordano, violando la tregua concordata, organizzò una spedizione mirante a saccheggiare La Mecca e al-ʿĀdil si preoccupò d'inviare una flottiglia che colò a picco le navi crociate. Nel novembre dello stesso anno, partecipò con Saladino alla spedizione punitiva contro Rinaldo.Grousset, 1935, pp. 695-8.
Quando Saladino s'impadronì della città di Aleppo nel 1183, affidò il suo governo al fratello al-ʿĀdil e assegnò l'Egitto congiuntamente a suo figlio al-Malik al-ʿAzīz e a uno dei suoi nipoti (figlio di al-ʿĀdil), Taqī al-Dīn ʿAbbās. Ma nel 1186, Saladino riprese Aleppo per attribuirla a suo figlio al-Malik al-Ẓāhir Ghāzī. Ritirò anche la sua nomina in Egitto a favore di Taqī al-Dīn, lasciando solo a governarlo al-Malik al-ʿAzīz. Al-ʿĀdil ricevette come compenso i feudi di Edessa e di Ḥarrân.Grousset, 1935, pp. 720-1.
Questi rimpasti non impedirono ad al-ʿĀdil di partecipare attivamente alla battaglia di Ḥaṭṭīn il 3 luglio 1187, che sarà poi seguita dalla conquista del Regno di Gerusalemme: egli prese quindi per brebe tempo Giaffa poco dopo,Grousset, 1935, pp. 760-1. partecipando all'assedio di Gerusalemme del 1187.Grousset, 1935, pp. 769-72. Saladino si rese conto che il porto di Tiro, difeso da Corrado di Monferrato, un crociato che era giunto in Terrasanta da Costantinopoli e che era diventato il centro della resistenza crociata e il punto di leva per la riconquista cristiana. Durante l'autunno 1187, Saladino pose l'assedio alla città, accompagnato da suo figlio al-Afḍal, da suo fratello al-ʿĀdil e da suo nipote Taqī al-Dīn. Sfortunatamente per lui, la flotta musulmana fu parzialmente affondata il 30 dicembre 1187 e le galere sopravvissute si dispersero. Gli Ayyubidi dovettero togliere l'assedio a Tiro il 1º gennaio 1188.Grousset, 1936, pp. 50-1. Poco dopo, al-ʿĀdil ricevette dal fratello il feudo di Oltregiordano (attuale Transgiordania), strappato agli eredi di Rinaldo di Châtillon.
L'annuncio della caduta di Gerusalemme suscitò grandissima emozione in Europa e fu subito organizzata una terza crociata. I principali sovrani, Federico Barbarossa, Filippo II Augusto ed Enrico II Plantageneto risposero all'appello, ma i pessimi rapporti tra gli ultimi due ritardò la partenza. Filippo II Augusto giunse in Terrasanta prima di Riccardo Cuordileone, figlio ed erede di Enrico II Plantageneto, giunto cinque settimane dopo in Siria-Palestina, anch'egli per via di mare, partendo da Messina (in mano ai Normanni di Sicilia), conquistando lungo il tragitto Cipro. Federico Barbarossa si avvicinò invece alla Siria per via di terra nel maggio 1190, ma annegò nell'attraversare, indossando la sua armatura il Saleph.Grousset, 1936, pp. 52-61. anche se non è certo il motivo della sua caduta da cavallo e del suo annegamento, forse dovuto a un qualche grave malore mortale.
I Crociati non attesero l'arrivo dei nuovi soldati dall'Europa per riprendere l'iniziativa. Dal 20 agosto 1189, Guido di Lusignano, Re di Gerusalemme pose l'assedio davanti a San Giovanni d'Acri. Saladino tentò di liberare la città e al-ʿĀdil lo raggiunse il 25 novembre 1189 alla testa d'un esercito venuto dall'Egitto, ma nella primavera del 1190, Saladino cadde ammalato e al-ʿĀdil lo sostituì nella conduzione delle operazioni di contro assedio. Il 30 luglio 1190, un distaccamento di Crociati tedeschi attaccò il campo di al-ʿĀdil e lo prese di sorpresa, ma si attardò a saccheggiarlo, lasciando il tempo ad al-ʿĀdil di organizzare un contrattacco che gli permise di massacrare una gran parte delle forze crociate germaniche.Grousset, 1936, pp. 64-77.
Nel corso della primavera del 1190, gli assedianti ricevettero rinforzi francesi e inglesi e presero la città di Acri il 12 luglio 1191, malgrado gli sforzi di Saladino e di al-ʿĀdilGrousset, 1936, pp. 93-96.. Pooco tempo dopo la sua conquista, Filippo Augusto, malato e interessato più ai fatti interni al suo regno, ripartì in direzione della Francia, malgrado l'impegno precedentemente sottoscritto con Riccardo Cuordileone di partire insieme per la Terrasanta e di tornare contemporaneamente, al fine di non concedere a chi si fosse allontanato per primo da Outremer alcun vantaggio nella contesa che li opponeva circa i diritti dei Plantageneti ai loro feudi di Francia. Riccardo I rimase dunque solo in Terrasanta. Credendo che Saladino non mettesse abbastanza sollecitamente in esecuzione il proprio impegno d'onore di scambiare i difensori di San Giovanni d'Acri suoi prigionieri con quelli di Riccardo, il sovrano inglese li fece tutti massacrare, provocando un'analoga strage, ordinata per reazione da Saladino.
Decise poi di marciare verso sud per continuare la riconquista di Outremer. Poco dopo le vicende di San Giovanni d'Acri, al-ʿĀdil tentò di sorprendere l'esercito crociato il 24 agosto 1191, ma fu respinto. I Crociati arrivarono in seguito davanti ad Arsūf, e Riccardo Cuordileone tentò un negoziato. Saladino, ricordandosi del massacro di San Giovanni d'Acri, non aveva alcuna intenzione di avviarlo e spedì suo fratello al-ʿĀdil da Riccardo, perché aveva bisogno di tempo per far giungere rinforzi. Solo dopo un po' di tempo impegnò la battaglia di Arsuf (7 settembre 1191), che fu comunque vinta dai Crociati.Grousset, 1936, pp. 103-7.
Riccardo conquistò in seguito Giaffa e avviò negoziati con l'aiuto di Umfredo IV di Toron che servì da traduttore (avendo il signore cristiano imparato molto bene la lingua araba), ma essi non sfociarono in nulla di concreto e Saladino inviò suo fratello a Gerusalemme nell'ottobre del 1191, al fine di fargli sopraelevare le mura di cinta e mettere in condizioni di miglior difesa la Città Santa.Grousset, 1936, pp. 114-7. Nel novembre, Riccardo inviò nuovamente messaggeri per sondare le disposizioni d'animo di Saladino. Pose però come condizioni un trattato di pace e la restituzione del regno di Gerusalemme all'interno dei confini che esso aveva avuto fino al 1185, cosa che fu rifiutata da Saladino. Ma il risultato di tali negoziati fu un'amicizia fra Riccardo e al-ʿĀdil. Riccardo I propose allora - non si sa quanto seriamente - la mano di sua sorella Giovanna d'Inghilterra ad al-ʿĀdil e che i due sposi governassero congiuntamente il regno di Gerusalemme. Al-ʿĀdil e Saladino avrebbero accettato, ma Giovanna d'Inghilterra rifiutò comunque anche solo l'idea di sposare un principe musulmano.Maalouf, 1983, pp. 241-4 e Grousset, 1936, pp. 121-4.
A tre riprese (Natale 1191, giugno 1192 e luglio 1192), Riccardo Cuordileone marciò alla volta di Gerusalemme, arrivando nelle sue vicinanze, ma senza tentare in effetti alcuna azione decisiva.Grousset, 1936, pp. 134-6.. Poi Saladino attaccò senza successo Giaffa il 31 luglio 1192. Finalmente i negoziati, che non erano mai stati interrotti dalle attività militari, sfociarono il 2 settembre 1192 in un trattato di pace che riconosceva la presenza dei Crociati sul litorale palestinese e il possesso dell'hinterland agli Ayyubidi.Grousset, 1936, pp. 152-3.
Zio degli eredi di Saladino
Saladino morì dopo pochi giorni di agonia nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 1193. Il suo primogenito, al-Malik al-Afḍal, ricevette Damasco, la Palestina e la Siria meridionale; il suo secondogenito, al-ʿAzīz ʿUthmān, l'Egitto e il terzo, al-Malik al-Ẓāhir, ricevette Aleppo e la Siria settentrionale. Gli altri principi ayyubidi ottennero feudi minori. Il fratello al-ʿĀdil ebbe la Jazīra, il Diyabakr e la Transgiordania. Al-Malik al-Afḍal ricevette inoltre il titolo di Sultano supremo, ma era un giovane di ventitré anni che passava il tempo nella disimpegnata ricerca dei piaceri e che sostituì i ministri del padre con persone del tutti inadeguate ad affrontare l'impegnativo compito di amministrare il Sultanato.
I ministri caduti in disgrazia trovarono rifugio in Egitto, dove esortarono al-ʿAzīz a ribellarsi all'inetto fratello. Alla fine del mese di maggio 1194, al-ʿAzīz si portò sotto Damasco per assediarla, mentre suo fratello chiamava al-ʿĀdil in suo soccorso. Lo zio intervenne e obbligò al-ʿAzīz a tornare in Egitto. Il prestigio del fratello di Saladino aumentò ed egli cominciò ad apparire come l'unica persona in grado di governare senza scossoni l'impero ayyubide. Nel 1195, al-ʿAzīz tentò un nuovo attacco contro suo fratello, ma quando il suo esercito giunse in prossimità di Tiberiade, una parte dei suoi Emiri l'abbandonò e al-ʿAzīz dovette tornare in Egitto, inseguito da al-Afdal. Ancora una volta, al-ʿĀdil, che preferiva che i suoi nipoti si sfiancassero nelle loro rivalità senza volere che qualcuno prevalesse, impedì ad al-Afḍal di sconfiggere militarmente il fratello. Al-Afḍal rientrò a Damasco e al-ʿĀdil s'installò in Egitto. Nel mese di giugno 1196, al-ʿĀdil e al-ʿAzīz marciarono su Damasco, che fu presa il 3 luglio 1196. Conformemente alla loro intesa, al-Afḍal fu deposto ed esiliato nel piccolo feudo di Sarkhad, mentre al-ʿĀdil diventava Sultano di Damasco.Grousset, 1936, pp. 174-8 e Maalouf, 1983, pp. 250-1.
Nel 1197, un esercito crociato tedesco decise un attacco terrestre in terra musulmana, senza preavvertire lo stesso Enrico II, re di Gerusalemme per aver sposato Isabella. Le forze crociate tentarono un'incursione su San Giovanni d'Acri ma essa fu respinta da Enrico II. Al-ʿĀdil attaccò allora Giaffa, che conquistò nel settembre del 1197. Enrico II morì poco dopo e i crociati tedeschi assediarono in seguito Toron, ma l'annuncio della morte dell'Imperatore germanico Enrico VI li indusse a togliere l'assedio. Amalrico II, frratello di Guido di Lusignano, nuovo re di Gerusalemme per aver sposato Isabella, concluse il 1º luglio 1198 una tregua di cinque anni.Grousset, 1936, pp. 182-6 e 195-7.