La prigioniera (La Prisonnière) è il quinto volume dell'opera di Marcel Proust Alla ricerca del tempo perduto (À la recherce du temps perdu).
Vicenda editoriale Pubblicato nel 1923, questo è il primo volume dell'opera ad essere pubblicato dopo la morte dell'autore, avvenuta nel 1922. Proust non riuscì nemmeno a vedere le bozze di stampa..
Alcuni frammenti apparvero sulla Nouvelle Revue Française prima della pubblicazione dell'intero volume: due frammenti nel 1922 (La regarder dormir e Mes réveils), e altri due nel 1923 (Une matinée au Trocadéro e La Mort de Bergotte)..
Tematiche Tra i vari volumi ci sono dei temi ricorrenti, che sono: il tempo e la memoria, dunque il racconto da parte dell'autore di esperienze autobiografiche. Rispetto agli altri volumi, in questo viene data particolare importanza al tema della gelosia. Esso è intitolato La prigioniera proprio perché il narratore per gelosia decide di imprigionare la sua amata, Albertine.
Trama Il tema centrale del volume è la relazione possessiva e gelosa che il narratore intrattiene con Albertine. Dopo essere tornato da Balbec con lei, le permette di abitare in una stanza dell’appartamento dei suoi genitori durante la loro assenza, nonostante il disappunto della madre e l’ostilità della domestica Françoise. Il narratore, ossessionato dalla gelosia, sospetta che Albertine sia attratta dalle donne e controlla rigidamente le sue uscite, che lei compie quasi quotidianamente in compagnia dell’amica Andrée, alla quale il narratore accorda una fiducia relativa.
I sentimenti del narratore oscillano tra il desiderio di allontanarsi da Albertine e la paura di essere tradito, che riaccende di continuo il suo attaccamento. Albertine, proveniente da un ambiente più modesto, assume nel tempo modi più raffinati e colti; inizia a indossare abiti di alta moda, in particolare le celebri vesti di Fortuny, acquistate su consiglio della duchessa di Guermantes. Nonostante alcuni momenti di piacevolezza — come le serate dedicate alla lettura o alla musica — la gelosia e le menzogne della giovane tormentano il narratore, al punto da impedirgli di lavorare. In questo periodo, apprende anche la morte dello scrittore Bergotte, stroncato da un malore mentre osservava la Veduta di Delft di Vermeer.
Il narratore scopre che Albertine desidera partecipare a una serata organizzata dai Verdurin, durante la quale il barone di Charlus ha previsto l’esecuzione di una sonata di Vinteuil. Temendo che Albertine possa incontrare la figlia del compositore — che il narratore aveva sorpreso anni prima con la sua amante — le impedisce di andare e decide di recarsi lui stesso alla serata, senza informarla. Durante il tragitto s’imbatte nel barone di Charlus e in Brichot; attraverso le loro conversazioni vengono menzionate, per allusione, le morti di alcuni personaggi (tra cui Swann, Cottard e Madame de Villeparisis). La relazione fra Charlus e il violinista Morel è ancora conflittuale, e il barone spera che l’esecuzione della sonata possa favorire la carriera del giovane.
Nel corso della serata, Charlus trascura Madame Verdurin; gli invitati ignorano la padrona di casa e il barone ottiene l’attenzione e l’ammirazione generale. Profondamente irritata, Madame Verdurin approfitta della partenza degli ospiti per vendicarsi, diffondendo calunnie su Charlus: sostiene che sia coinvolto in loschi affari e che la polizia lo tenga sotto osservazione. Riesce persino a mettere Morel contro di lui. Il barone, scosso, si ritira senza reagire, contrariamente a quanto il narratore si sarebbe aspettato. La figlia di Vinteuil, diversamente da quanto temuto, non è presente alla serata.
Al ritorno, il narratore e Albertine litigano; lei ammette di aver mentito più volte, e lui decide di porre fine alla relazione. Tuttavia, quando scopre che Albertine ha frequentato un’altra donna lesbica — questa volta Esther, la cugina di Bloch — la gelosia lo induce a volerla trattenere. Nei giorni seguenti la colma di regali, suscitando l’irritazione di Françoise, che la soprannomina ironicamente “la principessa”. Il narratore è sempre più diviso tra il desiderio di lasciarla, il bisogno di possederla e il fascino esercitato da un segreto che teme di non poter mai decifrare, arrivando a volerla rendere quasi una “prigioniera”.
Una mattina, mentre medita finalmente di separarsi da lei e partire per Venezia, meta da lui desiderata sin dall'infanzia, Françoise lo informa che Albertine è partita senza avvertirlo. Questo evento improvviso segna il passaggio da La Prigioniera a La Fuggitiva (Albertine scomparsa).
Edizioni
Traduzioni italiane Oggi le edizioni di riferimento di questo volume sono considerate quelle di Einaudi, a cura di Mariolina Bongiovanni Bertini, con la traduzione di Paolo Serini, e quella di Mondadori, con il testo tradotto da Giovanni Raboni e la cura di Luciano De Maria.
1951 (e 1967), Paolo Serini, Einaudi 1989, Giovanni Raboni 1990, Giovanna Parisse, Orsa Maggiore, poi Newton Compton 1991, Maria Teresa Nessi Somaini, Rizzoli
Note
Bibliografia
Voci correlate Marcel Proust Alla ricerca del tempo perduto
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Collegamenti esterni
La prisonnière, trascrizione completa del volume in lingua originale (francese)
Categoria:Alla ricerca del tempo perduto