I Saggi (Essayes; nell'edizione del 1625 The Essayes or Counsels, Civill and Morall) sono un'opera saggistica di Francesco Bacone, pubblicata in tre edizioni progressivamente ampliate e rielaborate nel 1597, nel 1612 e nel 1625. L'opera affronta temi di filosofia morale e civile, vita pubblica e condotta individuale attraverso una prosa concisa, caratterizzata dall'impiego di aforismi, immagini, antitesi ed esempi..

Storia editoriale La prima edizione apparve nel 1597 con il titolo Essayes. Religious Meditations. Places of Perswasion and Disswasion. Seene and Allowed. Si trattava di un volume composito, che riuniva dieci saggi, dodici Religious Meditations e dieci brevi testi retorici denominati Places of Perswasion and Disswasion. Secondo Joan Wylie Hall, le tre parti erano concepite come forme complementari di orientamento della condotta pratica, religiosa e retorica..

Nel 1612 Bacone pubblicò una seconda edizione autonoma dei Saggi, portandone il numero da dieci a trentotto. L'ampliamento non consistette soltanto nell'aggiunta di nuovi testi: alcuni dei saggi già pubblicati furono riscritti o sviluppati, mentre la forma inizialmente molto breve e sentenziosa divenne in diversi casi più articolata..

La terza e ultima edizione inglese curata dall'autore uscì nel 1625 con il titolo The Essayes or Counsels, Civill and Morall e comprendeva cinquantotto saggi, variabili per estensione e privi di un ordinamento tematico esplicito.

Contenuti I temi della raccolta appartengono prevalentemente agli ambiti che Bacone definiva «filosofia morale» e «conoscenza civile». La prima riguarda la condotta dell'individuo e la formazione delle disposizioni interiori; la seconda considera gli esseri umani nei loro rapporti sociali e politici. I Saggi non costituiscono pertanto una semplice successione di riflessioni occasionali, ma si collegano al più ampio progetto baconiano di riforma del sapere, affrontando questioni che nel Advancement of Learning erano state giudicate insufficientemente studiate..

Nell'ambito morale Bacone si interessa ai caratteri individuali, agli effetti della natura e della fortuna, alle passioni e ai mezzi con i quali è possibile disciplinare e indirizzare la volontà. A questo filone appartengono, fra gli altri, i saggi sull'amore, l'ira, l'invidia, il sospetto, l'ambizione, l'educazione, l'amicizia e lo studio. Più che descrivere astrattamente la virtù, l'autore intende fornire indicazioni sul governo e sulla coltivazione della mente, adattando i consigli alla varietà delle inclinazioni e delle circostanze.. John J. Miller ha interpretato in questa prospettiva alcuni testi come esercizi di formazione e governo del sé, nei quali lo studio e l'esperienza correggono le inclinazioni e indirizzano le capacità individuali..

La conoscenza civile comprende invece l'arte della conversazione, la gestione degli affari e la riflessione propriamente politica. Alcuni saggi esaminano quindi le forme della dissimulazione, dell'astuzia e del comportamento sociale; altri trattano la ricchezza, il consiglio, le fazioni e la rapidità nell'agire; i testi più estesi affrontano la grandezza degli Stati, le sedizioni e la colonizzazione. La raccolta unisce così considerazioni sulla vita privata e sulla formazione personale a consigli relativi all'esercizio del potere e alla partecipazione alla vita pubblica..

Forma e stile La forma dei Saggi conserva l'impronta aforistica particolarmente evidente nell'edizione del 1597. Nel Advancement of Learning Bacone attribuiva alla scrittura per aforismi la capacità di raggiungere il nucleo della conoscenza, riducendo le illustrazioni, gli esempi, le connessioni sistematiche e le descrizioni della pratica. A differenza di un metodo che presenta il sapere come compiuto, l'aforisma espone una «conoscenza spezzata», capace di orientare l'azione e di invitare il lettore a proseguire autonomamente l'indagine..

Le revisioni del 1612 e del 1625 attenuarono in parte la concisione sentenziosa della prima raccolta. Bacone introdusse esempi, spiegazioni, distinzioni ed eccezioni, sviluppando più estesamente alcuni argomenti senza trasformarli in trattazioni sistematiche. I saggi procedono mediante la giustapposizione di massime, esempi, antitesi, analogie e considerazioni contrapposte; affermazioni apparentemente definitive sono spesso seguite da una qualificazione o da un caso contrario... Rispetto alla scrittura personale e divagante degli Essais di Montaigne, la prosa di Bacone è stata descritta come più impersonale, concentrata e orientata alla condotta pratica.

La retorica svolge nell'opera una funzione filosofica e pratica. Bacone la definiva come l'arte di applicare la ragione all'immaginazione per agire più efficacemente sulla volontà: i consigli morali e civili dovevano quindi essere non soltanto dimostrati, ma resi presenti e persuasivi al lettore. Le immagini tratte dall'esperienza comune (dagli animali alla guerra, dalla medicina alla navigazione, dai giardini all'architettura e al commercio) traducono concetti astratti in rappresentazioni concrete e facilmente ricordabili..

Alla forza visiva delle metafore si affianca una costruzione accuratamente ritmica delle frasi. Bacone ricorre frequentemente a proposizioni parallele, successioni di due, tre o quattro membri, antitesi e ripetizioni iniziali o finali. Tali strutture conferiscono equilibrio alla prosa e facilitano la memorizzazione delle massime: un esempio caratteristico è la tripartizione del saggio Of Studies, secondo cui gli studi servono al piacere, all'ornamento del discorso e alla capacità di giudicare e condurre gli affari..

In Essayism, Brian Dillon ha richiamato la riflessione baconiana sull'aforisma per sottolineare una tensione propria del saggio: da una parte l'aspirazione a condensare la materia nella sua forma più essenziale, dall'altra la consapevolezza che la parzialità e l'incompiutezza possono in realtà costituire un valore conoscitivo..

Diffusione europea La raccolta conobbe una rapida circolazione europea già prima dell'edizione definitiva del 1625. Fra il 1617 e la morte di Bacone, nel 1626, apparvero almeno sedici edizioni dei Saggi morali in italiano, stampate a Londra, Firenze, Venezia, Milano e Bracciano. La versione italiana servì inoltre da testo di partenza per una delle prime traduzioni francesi, pubblicata in quattro edizioni nello stesso periodo..

La diffusione italiana comportò tuttavia numerosi adattamenti. Le prime traduzioni nacquero dalla collaborazione fra persone con competenze linguistiche diseguali e furono più volte corrette; inoltre, per superare la censura cattolica, furono omessi alcuni passaggi e due saggi di argomento religioso. In diverse edizioni fiorentine il nome di Bacone non comparve sul frontespizio, mentre altre stampe ne omisero i titoli politici e nobiliari. Secondo Alan Stewart, la circolazione dei Saggi mostra pertanto non soltanto il successo europeo dell'opera, ma anche il suo adattamento alle condizioni confessionali, linguistiche e commerciali dei diversi mercati librari..

Note

Bibliografia

Voci correlate Aforisma Apoftegma Retorica Rinascimento inglese Saggi (Montaigne)

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