Faenza (AFI: , Fẽza in romagnolo) è un comune italiano di abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna. La città è storicamente nota per la produzione di ceramica artistica, al punto che la maiolica, grazie alla rinomanza della manifattura locale, è conosciuta nel mondo come faience.

Di origine romana, sotto la signoria dei Manfredi iniziò ad attraversare un'epoca di grande sviluppo che culminò nel rinascimento e nel barocco, caratterizzandone l'arte e l'architettura. Grazie all'intensa attività artistica e culturale, tra il XVIII e il XIX secolo divenne un punto di riferimento del neoclassicismo in Italia e in Europa, di cui oggi il massimo esempio è rappresentato dal Museo Nazionale di Palazzo Milzetti.

Situata nella Romagna occidentale, ai piedi dei primi rilievi dell'Appennino faentino, è sede amministrativa dell'Unione della Romagna Faentina e sede vescovile della diocesi di Faenza-Modigliana. L’economia si fonda su un sistema produttivo che comprende attività agricole, manifatturiere, meccaniche, agroalimentari e servizi, legato alla produzione ceramica e integrato con attività di ricerca e innovazione nei campi dei materiali avanzati, della sostenibilità ambientale e delle tecnologie applicate all’agricoltura e all'industria.

Faenza è riconosciuta come zona di affermata tradizione ceramica secondo il Consiglio nazionale ceramico. A ottobre 2025 ha ricevuto il riconoscimento di "Città creativa UNESCO per l'Artigianato e le Arti Popolari".

Geografia fisica Territorio Il comune di Faenza si trova in Romagna, nella parte sud-occidentale della provincia di Ravenna, sul fiume Lamone e sulla Via Emilia, tra Imola a ovest e Forlì a est, entrambe a circa 15 km dal centro cittadino; da Ravenna dista 35 km, da Cesena circa 40 km, mentre da Bologna dista 55 km.

La città è situata nell'area pedemontana al confine tra la Pianura Padana e le prime colline dell'Appennino faentino. L'altitudine in centro storico è di 44 metri sul livello del mare, mentre per il territorio comunale si va da un minimo di 13 a un massimo di 220 metri s.l.m..

Il territorio comunale ha una spiccata vocazione agricola: i vigneti caratterizzano i versanti collinari, mentre la pianura è prevalentemente coltivata a cereali e frutteti; in quest’area sono ancora leggibili i tracciati della centuriazione romanaG. Susini, La centuriazione romana nell'Emilia e nella Romagna, Patron, Bologna, 1969..

Classificazione sismica: zona 2.

Clima Faenza presenta un clima temperato umido con estati calde, di tipo subcontinentale secondo la classificazione di Mario Pinna. La città risente sia dell’influenza della Pianura Padana sia della vicinanza delle colline appenniniche, che determinano fenomeni di stau e contribuiscono ad un aumento delle precipitazioni soprattutto in primavera e in autunnoM. Pinna, Climatologia, UTET, Torino, 1977..

La temperatura media annua è di circa 14,4 °C\Clima Faenza(https://it.climate-data.org/europa/italia/emilia-romagna/faenza-14316/) Faenza – Clima], su Climate-Data.org.. I mesi più caldi sono luglio e agosto, con massime medie prossime ai 30-31 °C, mentre gennaio è il più freddo con minime che si aggirano intorno a 0-1 °C\ Condizioni climatiche e meteo medie tutto l'anno a Faenza Italia(https://it.weatherspark.com/y/69206/Condizioni-meteorologiche-medie-a-Faenza-Italia-tutto-l%27anno) Faenza – Condizioni meteo medie], su Weather Spark.. Le precipitazioni medie annue sono pari a circa 760–770 mm, distribuite in modo irregolare con un picco in novembre (circa 64 mm) e un minimo in gennaio (27 mm); le nevicate, seppur poco frequenti, possono verificarsi tra dicembre e febbraio.

Negli ultimi decenni si è osservato un aumento delle temperature medie, con inverni meno rigidi e ondate di calore estive più frequenti; secondo l’Osservatorio Torricelli, il 2020 è stato l’anno con le temperature più alte a Faenza dal 1946. Classificazione climatica: zona E Classificazione dei climi di Köppen: Cfa (temperato umido con estate calda)

Storia

La storia di Faenza inizia in epoca romana, ma le origini della città non sono ben definite. Cronisti medievali le legarono alla mitologia, ma studi archeologici attestano presenze dal neolitico e dall’età del bronzo. Conquistata dai Romani nel II secolo a.C., divenne colonia con il nome di Faventia, sviluppandosi grazie ad agricoltura e ceramica. In età imperiale fu sede della gens Avidia, legata a Lucio Vero, e dal IV secolo attestò la presenza cristiana. Nel 542 la città fu teatro dell'inizio della controffensiva di Totila nell'ambito della seconda fase della guerra gotica. Il terribile scontro, che vide vittoriosi gli ostrogoti, è ricordato come la Battaglia di Faenza. La dominazione romana del territorio terminò nel 774 con Carlo Magno, che lo cedette alla Chiesa.

Durante il Medioevo, invece, si afferma il modello comunale, che si stava diffondendo in tutto il Nord Italia. Dal 1045 sono attestati i primi consules e dal XII secolo la città divenne comune, con contrasti tra Guelfi e ghibellini. La famiglia Manfredi emerse come protagonista e si impose come una delle più potenti della città. Nell'ambito di numerose lotte con l'Impero, in particolare dovute all'adesione di Faenza alla Lega Lombarda, la città venne più volte assediata. Nel XIII secolo fu più volte assediata da Federico II di Svevia, che ne ordinò la distruzione delle mura, ma la città si riprese. Dante Alighieri citò diversi faentini nella Divina Commedia, come Tebaldello Zambrasi, Frate Alberigo e Maghinardo Pagani.

Dal 1313 i Manfredi governarono Faenza, avviando la Renovatio umanistica e rendendo celebre la maiolica faentina, nota in Europa come Faience. Il dominio terminò con l’assedio di Cesare Borgia (1500) e la cattura di Astorre III Manfredi. Dopo la caduta dei Borgia (1503), Faenza passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia, per poi essere ceduta allo Stato Pontificio.

Parte integrante della Romagna pontificia, Faenza fu sede di un tribunale inquisitoriale. Nello stesso periodo furono eseguite di grandi opere idrauliche, come l’acquedotto di Errano (1583-1614). Nel XVIII secolo la città divenne centro del neoclassicismo, con palazzi come Palazzo Milzetti. Furono realizzate infrastrutture come il Ponte Rosso (1782) e il canale naviglio Zanelli (1783), importante idrovia commerciale. Nel 1797 Faenza fu teatro della Battaglia del Senio durante la campagna napoleonica; sotto Napoleone ospitò il liceo dipartimentale del Rubicone.

Dopo l’unità d’Italia Faenza si distinse per attività politiche e culturali. Nel 1891 vi nacque Pietro Nenni, figura di spicco del socialismo italiano. Nel 1908 ospitò l’Esposizione Torricelliana, che portò alla fondazione del Museo internazionale delle ceramiche. Durante la Seconda guerra mondiale subì pesanti bombardamenti, ma nel dopoguerra si affermò come centro culturale e produttivo legato alla ceramica artistica.

Simboli

Il simbolo del comune, riportato sullo stemma, è il leone rampante. La descrizione ufficiale dello stemma è riportata nel decreto di riconoscimento del 5 luglio 1928 dell'allora capo del governo Benito Mussolini, conservato presso la Biblioteca Comunale:

Il simbolo è documentato per la prima volta su un sigillo, probabilmente trecentesco, con la legenda "Sigillum Comunis et Populi Civitatis Favencie". Il capo d'Angiò, tipico segno della fazione guelfa, presenta 5 gigli al posto dei soliti 3, alternati ai pendenti del lambello che sono quindi 6 invece di 4. Lo scudo è timbrato da corona di Città.

Il gonfalone è un drappo troncato di bianco e di azzurro.

Onorificenze Faenza è tra le città decorate al valor militare per la guerra di Liberazione, insignita della Croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale ed è membro dell'Istituto Nazionale del Nastro Azzurro che raggruppa tutti i combattenti decorati al valor militare:

Fu tra le prime città italiane a celebrare la Giornata dell’Europa e la terza in Italia a ricevere il Premio Europa, nel 1968, da parte dell'Assemblea Consultiva del Consiglio d’Europa, per il suo impegno nella promozione dell'ideale comunitario.

Monumenti e luoghi d'interesse

La storia urbanistica di Faenza, analogamente a quella di molte altre città emiliano-romagnole, si snoda attraverso un continuo processo di rigenerazione dell'originaria struttura romana, che, pur venendo in alcuni casi fortemente intaccata, riesce tuttavia a sopravvivere nell'impianto geometrico della città. Il tessuto urbano, profondamente alterato dalle distruzioni belliche, seppur offrendo numerosi esempi di architettura rinascimentale e barocca (concentrati in maggior numero nel centro cittadino), conserva una caratterizzazione prevalentemente neoclassica sette-ottocentesca, in quanto tra il XVIII e il XIX secolo vi furono grandi opere di trasformazione edilizia alle quali contribuirono gli architetti Giuseppe Pistocchi, Giovanni Antonio Antolini, Pietro Tomba; con esse Faenza divenne protagonista del neoclassicismo a livello europeo.

Architetture religiose L'edificio più antico di Faenza giunto sino a noi quasi integro è il campanile di Santa Maria ad Nives o Santa Maria Vecchia (chiesa originale risalente al VI secolo, poi riedificata), edificato tra il IX e il X secolo. Altro monumento superstite dei tempi a cavallo dell'anno Mille è la cripta della chiesa di Sant'IppolitoStefano Saviotti, Relazione storica illustrativa allegata al Piano strutturale comunale associato, Faenza 2009. Scaricabile dal sito web del comune (comune.faenza.ra.it).. La chiesa più antica pervenuta integra è la chiesa della Commenda, risalente intorno al 1100.

Il principale luogo di culto cattolico della città è la cattedrale di San Pietro Apostolo, ovvero il Duomo, chiesa madre della diocesi di Faenza-Modigliana. La sua costruzione, su progetto di Giuliano da Maiano, fu iniziata nel 1474 e non si concluse prima del 1515, rimanendo tuttavia incompiuta la facciata; la consacrazione al culto di san Pietro apostolo avvenne nel 1581.

Di seguito sono riportate le principali architetture religiose edificate nel territorio comunale:

In città Duomo - cattedrale di San Pietro Apostolo: principale edificio religioso della città, ricostruito in forme rinascimentali nel XV secolo, conserva opere di grande valore artistico. Chiesa dei Santi Ippolito e Lorenzo: luogo di culto di origine medievale, è il più importante esempio del tardo Barocco faentino con riferimenti espliciti al Barocco romano; di particolare interesse la cripta. Chiesa della Commenda: risalente all’XI secolo, appartenne ai Cavalieri Ospitalieri. Testimonianza dell'architettura romanica. Chiesa di Santa Maria ad Nives: edificio seicentesco caratterizzato da interni barocchi e decorazioni pittoriche. Chiesa dei Servi: edificata nel Trecento con successive trasformazioni barocche e notevoli opere d’arte. Chiesa del Carmine: luogo di culto di origine trecentesca, con facciata settecentesca e ricca decorazione interna. Chiesa di Sant'Umiltà: risalente al XV secolo, legata al culto di santa Umiltà; è la più importante testimonianza locale dello stile tardobarocco. Chiesa della Beata Vergine del Paradiso: chiesa quattrocentesca legata alla devozione mariana, più volte rimaneggiata; la struttura attuale risale agli anni 1960. Chiesa di San Bartolomeo: documentata dal Medioevo, conserva testimonianze architettoniche stratificate. Chiesa di San Domenico: edificata nel XIII secolo, fu un importante centro dell'ordine domenicano in città. Chiesa di San Filippo Neri o del Suffragio: costruita nel Seicento, è un tipico esempio di architettura barocca faentina. Chiesa di San Francesco: antica chiesa conventuale, ampliata nei secoli, con tracce gotiche e rinascimentali. Chiesa di San Giacomo della Penna: edificio di origine medievale, conserva parte dell'originale portale romanico.