Biografia Durante la guerra Dopo l'8 settembre 1943, assieme a Teresio Olivelli, Carlo Bianchi, David Maria Turoldo, Mario Apollonio, Dino Del Bo, partecipa agli incontri che porteranno alla fondazione del giornale Il Ribelle. Il giornale delle Brigate Fiamme Verdi esce quando può per 26 numeri, facendo correre ai suoi sostenitori grandi rischi sia per stamparlo sia poi per distribuirlo: infatti uno dei tipografi, Franco Rovida, e lo stesso Teresio Olivelli finiranno la loro esistenza in un campo di concentramento. Oltre a questa attività si impegna con il gruppo scout cattolico delle Aquile randagie e con l'O.S.C.A.R. nel compito di portare in salvo (in Svizzera) ebrei, militari alleati e ricercati politici.

Il 10 agosto 1944 va dal cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, pregandolo di andare a impartire la benedizione ai partigiani uccisi in piazzale Loreto, ma il cardinale gli ordina di andare lui stessoIntervista a don Barbareschi in: , benché ancora diacono. Tre giorni dopo (13 agosto) viene ordinato sacerdote dal cardinale Schuster e celebra la sua prima messa il 15 agosto; la notte stessa viene arrestato dalle SS mentre si sta preparando per accompagnare in Svizzera degli ebrei fuggitivi. Resta in prigione fino a quando il cardinale non ne ottiene la liberazione e, quando in seguito si presenta a lui, il cardinale si inginocchia e gli dice:

Passa qualche giorno e don Barbareschi parte per la Valcamonica, dove si aggrega alle Brigate Fiamme Verdi e diventa cappellano dei partigiani. Dopo essere stato arrestato viene portato nel campo di concentramento a Bolzano (Durchgangslager Bozen), da dove riesce a fuggire prima di essere trasferito in Germania; ritornato a Milano diventa il "corriere di fiducia" tra il comando alleato ed il comando tedesco durante le trattative per risparmiare da rappresaglie le infrastrutture milanesi. Dal 25 aprile 1945, su mandato del cardinale Schuster, si adopera per evitare rappresaglie contro i vinti e con l'avallo dei comandi partigiani e alleati opera per salvare il capo-banda Pietro Koch, il generale Wolff e il colonnello Dollmann (il quale il 4 marzo 1948 gli offrirà il suo diario personale come ringraziamento per avergli salvato la vita).

Dopoguerra Ritorna all'attività pastorale e all'insegnamento, è assistente della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) nella Diocesi di Milano, è tra i fondatori della Fondazione Giuseppe Lazzati e fa parte del consiglio di amministrazione della Fondazione Monsignor Andrea Ghetti-Baden. Grande amico di don Carlo Gnocchi, lo aiuterà nella sua opera e diventerà il suo curatore testamentario; lo aveva conosciuto il 17 marzo 1943, alla stazione di Udine, mentre rientrava in Italia con gli alpini reduci dal fronte russo. Fino all'ultimo si è impegnato in modo attivo perché non si dimentichi cosa hanno significato gli anni della Resistenza in Italia.ANPI - scheda Convegno su Fossoli - visto 13 febbraio 2009.

Ultima intervista al cardinale Martini Il Corriere della Sera.it, edizione del 9 ottobre 2012, ha reso pubblico un video, del 24 luglio 2012, nel quale don Giovanni Barbareschi intervistava il cardinale Carlo Maria Martini, per la ricorrenza del 50º anniversario dall'apertura del Concilio Vaticano II. Il cardinale, nell'occasione, ebbe a dire tra l'altro: "Mi pare che don Barbareschi, che stimo e apprezzo da tanti anni come patriarca, sia in diocesi rappresentante della tradizione e questa sia un'occasione per rendergli omaggio. Grazie. La ringrazio anch'io e sono felice di incontrarla qui".

Opere

Stampa: Milano, Scotti.

Atti del convegno tenuto a Milano l'8 aprile 2005.

Nuova edizione a cura di Emanuele Locatelli in collaborazione con Fondazione Ambrosianeum.

Onorificenze

Riconoscimenti Nel 1955 ricevette un attestato di merito da parte della Comunità ebraica di Milano.Alcuni testi confondono l'attestato di merito conferitogli nel 1955 dalla Comunità ebraica di Milano con il titolo di giusto tra le nazioni, rilasciato invece dall'istituto Yad Vashem. È da distinguere anche dall'ascrizione al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano: Giovanni Barbareschi (1922 - 2018) il fondatore dell'OSCAR, su Gariwo. Si tratta di riconoscimenti diversi, che rispondono a criteri differenti. Per questo il nome di don Barbareschi non è compreso negli elenchi ufficiali dei giusti tra le nazioni italiani dello Yad Vashem: Righteous Among the Nations Honored by Yad Vashem by 1 January 2020 ITALY, su Yad Vashem.

Dal 2014, per la seconda Giornata europea dei Giusti, è onorato nel Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano.

Note

Bibliografia Giacomo Perego, Siate liberi! Vita e resistenza di don Giovanni Barbareschi. Ancora Milano, 2025. ISBN 9788851428273

Giovanni Barbareschi (a cura di Giuseppe Grampa), Chiamati a libertà. Parole e testimonianze di una vita appassionata. In Dialogo Milano, 2019. ISBN 978-88-32047-11-0 Giovanni Barbareschi (a cura di), Memoria di sacerdoti "Ribelli per Amore" 1943-1945, Centro Ambrosiano di documentazione e studi religiosi, Milano 1986 Giovanni Barbareschi (a cura di), Memoria di sacerdoti "Ribelli per Amore" 1943-1945, Centro Ambrosiano 2018, Nuova edizione a cura di Emanuele Locatelli in collaborazione con Fondazione Ambrosianeum. ISBN 978-88-6894-268-7

Collegamenti esterni

Retecivica Milano - scheda - visto 13 febbraio 2009 Suffragio - scheda - visto 13 febbraio 2009 Corriere della Sera - 10 agosto 2004 - visto 13 febbraio 2009 ANPI Varese - scheda - visto 13 febbraio 2009

- visto 13 febbraio 2009

Categoria:Brigate Fiamme Verdi Categoria:Insigniti con l'Ambrogino d'oro Categoria:Membri dell'O.S.C.A.R. Categoria:Membri delle Aquile randagie Categoria:Sepolti nel Cimitero Monumentale di Milano Categoria:Studenti della Pontificia Università Gregoriana