La tomba di Tutankhamon (nota anche come KV62) è il luogo di sepoltura, nella Valle dei Re, del giovane faraone della XVIII dinastia che salì al trono a nove anni e morì a diciotto, poco prima di compierne diciannove. Analisi eseguite nel corso degli anni, non ultime le analisi del DNA compiute nel 2009, hanno consentito di appurare che il faraone soffriva di diverse malattie, alcune delle quali ereditarie, ma si è ritenuto che a nessuna di esse possa essere imputata la morte. Le analisi, pubblicate nel febbraio 2010 sulla rivista statunitense JAMA (Journal of the American Medical Association), oltre a chiarire aspetti legati alla genealogia del re, dimostrarono che era affetto dalla malattia di Köhler, a causa della quale era costretto a camminare appoggiandosi a un bastone. Ciò giustificherebbe la presenza nella KV62 di centotrenta di tali oggetti, i quali, presentando all'estremità evidenti tracce di usura, lasciano dedurre che fossero effettivamente utilizzati e non un semplice corredo.

Nel corpo di Tutankhamon fu inoltre rilevata la presenza del parassita della malaria in forma grave, come suffragato anche dalla presenza nella tomba di piante con proprietà analgesiche e antipiretiche.

La tomba porta il numero 62: le sessantacinque sepolture principali della Valle dei Re sono numerate progressivamente (sigla "KV"= Kings' Valley, seguita da un numero); la numerazione non ha nulla a che vedere con la progressione sul trono dei titolari; nel 1827, infatti, l'egittologo inglese John Gardner Wilkinson numerò le tombe già scoperte da 1 a 22 seguendo l'ordine geografico da nord a sud. Da tale data, però, ovvero dalla KV23 in poi, il numero corrisponde all'ordine di scoperta e, di qui, il numero 62 assegnato alla sepoltura di Tutankhamon.

L'importanza della scoperta di suddetta tomba, pur non essendo l'unica sepoltura di un faraone a noi arrivata intatta o quasi (vedi Psusennes I ed eredi), risiede nello straordinario stato di conservazione dei manufatti in essa contenuta, ciò dovuto al clima prevalentemente secco della Valle dei Re. La scoperta di Howard Carter, il 4 novembre 1922, fu permessa dalle sovvenzioni di Lord Carnarvon.

Storia dello scavo

Theodore Davis, un eccentrico avvocato statunitense, incominciò a scavare nella Valle dei Re nel 1902 e portò alla luce parecchie tombe, più intenzionato a ritrovare tesori che alla progressione degli studi archeologici. Nei suoi scavi, Davis "sfiorò" più volte (senza mai scoprirla) la tomba di Tutankhamon e suo fu lo scavo della KV54 che conteneva oggetti appartenenti proprio al giovane re (si ritiene trattarsi di oggetti trafugati dalla KV62); egli considerò la KV54 la vera tomba del re, tanto che dichiarò che la valle non avesse più nulla da offrire.. Davis era in pessimi rapporti con Carter. e i due non perdevano occasione per criticarsi reciprocamente: Carter accusava Davis di non svolgere alcun rilevamento nei suoi scavi, né tanto meno di redigere relazioni sui reperti rinvenuti..

Nel 1903, per motivi di salute, era intanto giunto in Egitto anche un nobile inglese, George Edward Stanhope Molyneux Herbert, quinto conte di Carnarvon che dopo aver tentato, con ripetuti insuccessi, di ottenere risultati archeologici validi, decise di affidarsi, nel 1907, a un archeologo professionista scegliendo Howard Carter che precedentemente aveva lavorato nella Valle. Dal 1907 al 1914 gli scavi consentirono alla coppia Carter-Carnarvon di scoprire alcune tombe, ma il sodalizio fu interrotto dalla prima guerra mondiale. Nel 1917 Carter riprese gli scavi nella Valle, che però non fornirono i risultati sperati dal magnate inglese. Nel 1922, in previsione della scadenza della concessione di scavo nell'aprile del 1923, il direttore del Servizio delle Antichità egiziano, Pierre Lacau, avvertì Lord Carnarvon dell'impossibilità di rinnovarla, annullando così gli accordi già presi tra lo stesso Carnarvon e il precedente direttore del Servizio, il francese Gaston Maspero.. Carnarvon decise perciò di rientrare in Gran Bretagna; Carter abbandonò momentaneamente gli scavi e lo raggiunse, ottenendo un'ultima campagna di scavo e giungendo a offrirsi di sostenerne personalmente le spese. Rientrato in Egitto il 1º novembre 1922, Carter fece spostare il campo di scavo proprio dinanzi all'ingresso della tomba KV9 di Ramses VI, faraone della XX dinastia, in un settore di forma triangolare dove aveva già lavorato parecchi anni prima, ma che aveva incomprensibilmente abbandonato. Qui erano precedentemente stati rinvenuti i resti (ritenuti archeologicamente privi di importanza) di alcune capanne costruite dagli operai che avevano lavorato alla tomba KV9 e proprio in quel punto, tre giorni dopo, il 4 novembre 1922, fu scoperto il primo gradino di una scala di accesso a un ipogeo (dalla figura sotto riportata, è possibile rilevare la sovrapposizione della KV9 alla KV62).

Membri della squadra di scavo Lord Carnarvon (1866-1923): finanziatore degli scavi; Howard Carter (1874-1939): archeologo e direttore dei lavori; Arthur Callender (1875-1936): ingegnere e architetto; Arthur Cruttenden Mace (1874-1928): già assistente curatore presso il Metropolitan Museum of Art di New York e braccio destro di Carter; Alfred Lucas (1867-1945): chimico; Harry Burton (1879-1940): fotografo; Percy Newberry (1869-1949): egittologo e botanico; Alan Gardiner (1879-1963): egittologo filologo; James Henry Breasted (1865-1935): egittologo, storico di arte orientale; Walter Hauser (1893-1959): architetto e disegnatore; Lindsley Foote Hall (1883-1969): disegnatore; Richard Adamson (1901-1982): sergente di polizia per la sicurezza del cantiere di scavo

Cronologia degli eventi successivi

1922 4 novembre: scoperta del 1º gradino della scala ("A" nella planimetria che segue); 5 novembre: portata alla luce l'intera scala ("A"); 24 novembre: Carter si accorge che la tomba è stata violata.; 25 novembre: svuotato il corridoio ("B"); 26 novembre: accesso all'anticamera ("C") e scoperta dell'annesso ("F"); 28 novembre: accesso alla camera funeraria ("D") e al "tesoro" ("E"); 29 novembre: apertura ufficiale della tomba; 30 novembre: prima conferenza stampa; 27 dicembre: rimozione del primo oggetto dalla tomba (una scatola dipinta dall'anticamera); 1923 16 febbraio: apertura ufficiale della camera funeraria; 5 aprile: morte di Lord Carnarvon; 1924 12 febbraio: sollevamento del coperchio del sarcofago di granito; 12 aprile: Carter, dopo una discussione con il Servizio delle Antichità, lascia gli scavi per un giro di conferenze negli Stati Uniti;

1925 13 gennaio: Carter riprende le attività con una nuova concessione; 13 ottobre: rimozione del coperchio del sarcofago più esterno; 23 ottobre: rimozione del coperchio del secondo sarcofago; 28 ottobre: rimozione del coperchio del sarcofago più interno e visione della mummia; 11 novembre: inizio dell'autopsia sulla mummia di Tutankhamon; 1926 24 ottobre: inizio dei lavori nel "tesoro"; 1927 30 ottobre: inizio dei lavori nell'annesso (ultimati il 15 dicembre); 1930 10 novembre: 8 anni dopo la scoperta, sono rimossi gli ultimi oggetti dalla tomba.

Planimetria

Il complesso tombale è un ipogeo che si sviluppa nel calcare del wadi. Originariamente doveva esistere una grotta sotterranea, che gli scalpellini del faraone regolarizzarono, dando forma a stanze rettangolari.

Una scalinata (A) composta da sedici gradini porta a un corridoio in leggera discesa (B), che conduce in una sala rettangolare, denominata dagli archeologi "anticamera" (C), da cui si dipartono gli accessi ad altre due camere: la "camera funeraria" (D) che conteneva i sarcofagi e il cosiddetto "annesso" (F). Il complesso ipogeo, mediamente, si trova a circa 8 m di profondità rispetto al piano della valle, nelle immediate vicinanze della tomba KV9 di Ramses VI che, sia pure involontariamente come sopra visto, giocò un ruolo importante nella salvaguardia della sottostante KV62. Dalla sala D si accede alla cosiddetta "camera del tesoro" (E).

Le dimensioni (orientative) dei locali sono riportate nella tabella seguente: le lettere fanno riferimento a quelle usate nella planimetria sopra riportata. CodiceStanzaDimensionimAream²AScala4,70 × 1,607,52BCorridoio7,60 × 1,7012,92CAnticamera3,60 × 8.28,8DCamera funeraria6,40 × 425,6ETesoro3,80 × 4,7017,86FAnnesso2,60 × 4,3011,18Per un totale complessivo di poco più di 100 m²

Come si nota, si tratta di una tomba molto piccola (per gli standard della Valle dei Re); si ritiene infatti che la morte prematura del giovane sovrano avesse colto impreparati i dignitari che decisero, perciò, di utilizzare una tomba già predisposta, forse destinata ad Ay, alto funzionario di corte. Di fatto si ritiene che la vera tomba di Tutankhamon, quella cioè di cui era incominciato lo scavo all'atto dell'ascesa al trono del giovane, sia la tomba KV23, poi occupata dal successore Ay.

A. La scala A un piccolo ripiano iniziale segue la scala vera e propria, ripida e breve: sedici gradini al termine dei quali si trovava una "prima porta" murata ("ab" in planimetria) e sul cui intonaco spiccavano i sigilli intatti della necropoli con lo sciacallo, rappresentante il dio Anubi, sovrastante nove prigionieri, i nemici dell'Egitto, con le braccia legate dietro la schiena.

B. Il corridoio Dalla scala si diparte, sullo stesso asse, un lungo corridoio con inclinazione costante verso il basso, di circa 18° chiuso, all'estremità opposta, da una "seconda porta" murata ("bc") abbattuta e sostituita, in tempi moderni, da una robusta grata.. Per avere una sensazione dell'immane lavoro svolto dagli scavatori moderni, ma ancor più da quelli antichi, si consideri che giù per la scala "A", e lungo il corridoio "B", fu trasportato all'interno il sarcofago di granito del peso di quasi 430 kg che ospita ancora il corpo di Tutankhamon. All'atto della scoperta, scala (A) e corridoio (B) erano completamente riempiti di pietrisco. mentre le porte ("ab" e "bc"), che presentavano chiari segni di almeno due aperture da parte di ladri, e successive chiusure a cura dei funzionari preposti, recavano numerosi sigilli della necropoli tebana (il dio-sciacallo Anubi che sovrasta nove prigionieri con le braccia legate: i nemici dell'Egitto).

A proposito dei sigilli, nella tomba, specie sulle pareti murate, furono trovati sette tipi di sigilli differenti, tutti impressi sulle pareti quando l'argilla che le ricopriva era ancora fresca mediante una sorta di "timbri", forse di legno. La sovrapposizione di alcuni di questi timbri ha consentito di individuare la cronologia delle incursioni ladresche.

C. L'anticamera

La porta murata (bc) presentava segni di effrazione, di ricostruzione e di conseguente apposizione dei sigilli della necropoli.. Abbattuto il tramezzo che chiudeva il corridoio, Carter si trovò in un vasto locale di circa 30 m², che si sviluppa ortogonalmente rispetto al corridoio (B), da cui si accede per mezzo di un gradino. Al momento dell'apertura, l'anticamera conteneva circa 6-700 oggetti, raccolti da Carter in centocinquantasette gruppi, accatastati alla rinfusa.. Spiccavano, sul lato sinistro dell'ingresso, i carri del reN.ro 120 e seguenti nella catalogazione di Carter., smontati, mentre davanti alla porta troneggiavano tre letti zoomorfi, con l'iscrizione Osiride Nebkheperura e quindi esclusivamente funerari, di cui: il primo con le sponde laterali in forma di leonessa, nelle sembianze della dea Mehet che garantiva annualmente la regolare piena del Nilo e quindi indicava il rinnovamento; il secondo in forma di vacca, rappresentante la dea Mehetueret intimamente connessa al rito della rinascita di Ra e del re; il terzo presentava teste di ippopotamo e corpo di leone, rappresentazione, come animale ibrido, della dea Ammut detta "la divoratrice di cadaveri" che, in questo caso, similmente a Nut, ingoiava il defunto per partorirlo rigenerato.