Diodoro fu un pensatore che seguì la filosofia di Pitagora, anche se si tramanda che avesse adottato lo stile di vita dei cinici: si lasciava infatti crescere i capelli e la barba girovagando a piedi nudi con un bastone e una sacca. Robert Bracht Branham; Marie-Odile Goulet-Cazé. The Cynics: The Cynic Movement in Antiquity and Its Legacy. University of California Press; 1996, p. 371. Trevor Curnow. The Philosophers of the Ancient World: An A-Z Guide. Bloomsbury Publishing; 2006. pp. 100–101.. Tuttavia nonostante questi suoi atteggiamenti la sua adesione al cinismo non è sicura R. Bracht Branham; Marie-Odile-Goulet Caze. Os Cínicos. Loyola; p. 437.
Giamblico scrive che Diodoro era stato ammesso tra i Pitagorici tramite Aresa di Lucania sopravvissuto al sacco di Crotone che fu scolarca per un breve periodo. Giamblico aggiunge che Diodoro fu accolto poiché a quel tempo c'era una mancanza di aderenti al pitagorismo («per la penuria di Pitagorici regolari»)
Al ritorno dall'Italia in Grecia , Diodoro iniziò a diffondere per via orale gli insegnamenti della scuola soprattutto trattando i temi legati alla morale e alla conduzione di vita pitagorica Leonid Zhmud. Pythagoras and the Early Pythagoreans. Oxford University Press; 2012, pp. 132, 134.
Note
Bibliografia Ateneo di Naucrati iv. 163c-f Giamblico Vit. Pythag., 36 Diogene Laerzio vi. 13 Giovanni Reale, Storia della filosofia antica, Milano, Vita e Pensiero, 1991, vol. V, p. 472
Voci correlate Scuola pitagorica
Categoria:Pitagorici