Il Gran Premio d'Ungheria 2004 è stato un Gran Premio di Formula 1 disputato il 15 agosto 2004 allo Hungaroring di Budapest. La gara è stata vinta da Michael Schumacher su Ferrari, all'ottantaduesimo successo nel mondiale, davanti al compagno di squadra Rubens Barrichello e a Fernando Alonso su Renault.

Con questi risultati la Ferrari si aggiudicò matematicamente il titolo costruttori per la sesta volta consecutiva, e si assicurò anche il titolo piloti in quanto l'unico in grado di poter superare Michael Schumacher con i punti ancora a disposizione da qui in avanti è il compagno di squadra Barrichello.

Per Michael Schumacher è il quinto ed ultimo Grand Chelem ottenuto in carriera (pole position, giro veloce e vittoria del Gran Premio conducendo tutti i giri in testa) nonché il primo dal Gran Premio d'Australia 2004 e il ventesimo hat trick (pole position, giro veloce e vittoria) dal Gran Premio d'Europa 2004 in carriera in Formula 1.

Vigilia

Aspetti sportivi

La Toyota licenziò Cristiano da Matta e lo sostituì con il terzo pilota Ricardo Zonta, fino a quel momento al volante durante le prove libere del venerdì; il collaudatore Ryan Briscoe fu a sua volta promosso a terzo pilota. L'avvicendamento fu motivato ufficialmente con le buone prestazioni messe in mostra da Zonta nei precedenti week-end di gara, ma le relazioni tra Da Matta, espressosi criticamente nei confronti della versione evoluta della Toyota portata in pista nel Gran Premio precedente, e la squadra (in particolare il nuovo direttore tecnico Mike Gascoyne) erano tese da tempoCesare Maria Mannucci, «Quei siluri in casa Toyota», Autosprint n. 33/2004, 17/23 agosto 2004, pp. 30-31.

La Williams confermò Antônio Pizzonia come sostituto per l'infortunato Ralf Schumacher. La stessa Williams annunciò, nelle settimane successive al Gran Premio di Germania, l'ingaggio di Mark Webber e Jenson Button per la stagione 2005. Quest'ultimo trasferimento fu però contestato dalla BAR, che riteneva di avere un contratto valido con il pilota inglese e che la clausola sfruttata dallo stesso per liberarsi (il fatto che al momento di firmare con la Williams la BAR non avesse ancora un contratto con un fornitore "ufficiale" di motori) non fosse applicabile, visto l'accordo siglato poco dopo con la HondaAlberto Antonini, «Button in fuga», Autosprint n. 33/2004, 17/23 agosto 2004, pp. 26-27. La squadra anglo-americana fece quindi ricorso al Contract Recognition Board di Ginevra, la cui decisione era attesa prima del Gran Premio d'Italia.

Aspetti tecnici

La FIA introdusse con effetto immediato delle nuove verifiche sulla flessibilità dei profili alari degli alettoni posteriori, al centro di diverse polemiche tra le squadre e fonte di preoccupazioni per la sicurezza visti i cedimenti registrati nelle gare precedenti (l'ultimo subito da Kimi Räikkönen durante il Gran Premio di Germania)Giorgio Piola, «Flap "furbi" senza scampo», Autosprint n. 33/2004, 17/23 agosto 2004, p. 25. In particolare ad una trazione di 50 kg, applicata in tre punti sul profilo, doveva corrispondere una deformazione massima di 5 mm. Questo cambio regolamentare indusse la maggior parte delle scuderie ad apportare modifiche all'alettone posteriore delle proprie monoposto, per rimanere entro i limiti previstiGiorgio Piola, «Renault: i cavalli aumentano», Autosprint n. 33/2004, 17/23 agosto 2004, pp. 23-24.

Nelle settimane precedenti il Gran Premio, la BAR perse il ricorso presentato contro la decisione dei commissari di bandire il sistema di trasferimento di coppia tra le ruote anteriori provato dalla scuderia anglo-americana nel precedente Gran Premio di Germania, considerato un sistema di ausilio attivo alla frenata.

La Williams completò il rinnovamento della sua FW26, già pesantemente modificata nel telaio e nell'aerodinamica nelle gare precedenti. In Ungheria la vettura perse la sua caratteristica più vistosa: il musetto "a tricheco" utilizzato fino a quel momento, ritenuto penalizzante per il peso elevato della struttura deformabile, fu sostituito da una soluzione più convenzionaleGiorgio Piola, «La Williams cambia strada», Autosprint n. 33/2004, 17/23 agosto 2004, p. 22.

Prove libere Resoconto Come di consueto nelle due sessioni di venerdì BAR, Jaguar, Toyota, Jordan e Minardi schierarono in pista una terza vettura, affidata rispettivamente a Anthony Davidson, Björn Wirdheim, Ryan Briscoe, Timo Glock e Bas Leinders.

Risultati I tempi migliori nella prima sessione di prove libere di venerdì furono i seguenti:«In cifre». Autosprint n. 30/2004, 27 luglio - 2 agosto 2004, p.25

Pos Nº Pilota Costruttore Tempo 1 1 Michael Schumacher Ferrari 1'21"552 2 2 Rubens Barrichello Ferrari 1'21"938 3 35 Anthony Davidson BAR - Honda 1'21"951

I tempi migliori nella seconda sessione di prove libere di venerdì furono i seguenti:

Pos Nº Pilota Costruttore Tempo 1 6 Kimi Räikkönen McLaren - Mercedes 1'20"884 2 1 Michael Schumacher Ferrari 1'21"009 3 3 Juan Pablo Montoya Williams - BMW 1'21"185

I tempi migliori nella prima sessione di prove libere di sabato furono i seguenti:

Pos Nº Pilota Costruttore Tempo 1 1 Michael Schumacher Ferrari 1'20"216 2 4 Antônio Pizzonia Williams - BMW 1'20"482 3 3 Juan Pablo Montoya Williams - BMW 1'20"696

I tempi migliori nella seconda sessione di prove libere di sabato furono i seguenti:

Pos Nº Pilota Costruttore Tempo 1 9 Jenson Button BAR - Honda 1'19"556 2 1 Michael Schumacher Ferrari 1'19"747 3 2 Rubens Barrichello Ferrari 1'19"768

Qualifiche

Resoconto

Le qualifiche si svolsero con un clima variabile e questo influenzò i risultati della sessione di pre-qualifica (in base alla quale veniva determinato l'ordine di uscita in pista nella sessione ufficiale); sebbene in modo meno plateale di quanto successo a Silversone, per poter scendere in pista prima dei rivali diversi piloti non spinsero al massimo, tanto che alle spalle delle Ferrari si piazzarono le Sauber di Giancarlo Fisichella e Felipe Massa.

Alla fine le prove si svolsero interamente sull'asciutto e la Ferrari dominò le qualifiche, monopolizzando la prima fila: Michael Schumacher conquistò la pole position davanti al compagno di squadra Rubens Barrichello. Terzo tempo per Takuma Satō, che precedette il compagno di team Jenson Button; seguivano Fernando Alonso, Antônio Pizzonia e Juan Pablo Montoya. Solo decimo Kimi Räikkönen, penalizzato come il compagno di squadra David Coulthard da una scelta di pneumatici errata. Felipe Massa, consapevole di dover scontare una penalità di 10 posizioni per aver cambiato il motore, non fece segnare nessun tempo cronometrato e fu classificato in fondo al gruppo.

Classifica

Pos No Pilota Costruttore Pneumatici Pre-qualifiche Qualifiche Distacco 1 1 Michael Schumacher Ferrari 1'19"107 1'19"146 2 2 Rubens Barrichello Ferrari 1'18"436 1'19"323 +0"177 3 10 Takuma Satō BAR - Honda 1'19"695 1'19"693 +0"547 4 9 Jenson Button BAR - Honda 1'19"878 1'19"700 +0"554 5 8 Fernando Alonso Renault 1'20"135 1'19"996 +0"850 6 4 Antônio Pizzonia Williams - BMW 1'20"019 1'20"170 +1"024 7 3 Juan Pablo Montoya Williams - BMW 1'19"821 1'20"199 +1"053 8 11 Giancarlo Fisichella Sauber - Petronas 1'19"668 1'20"324 +1"178 9 7 Jarno Trulli Renault 1'19"879 1'20"411 +1"265 10 6 Kimi Räikkönen McLaren - Mercedes 1'20"066 1'20"570 +1"424 11 14 Mark Webber Jaguar - Cosworth 1'21"452 1'20"730 +1"584 12 5 David Coulthard McLaren - Mercedes 1'21"192 1'20"897 +1"751 13 17 Olivier Panis Toyota 1'20"491 1'21"068 +1"922 14 15 Christian Klien Jaguar - Cosworth 1'21"510 1'21"118 +1"972 15 16 Ricardo Zonta Toyota 1'20"199 1'21"135 +1"989 16 18 Nick Heidfeld Jordan - Cosworth 1'20"439 1'22"180 +3"034 17 19 Giorgio Pantano Jordan - Cosworth 1'21"187 1'22"356 +3"210 18 21 Zsolt Baumgartner Minardi - Cosworth 1'24"656 1'24"329 +5"183 19 20 Gianmaria Bruni Minardi - Cosworth 1'23"362 1'24"679 +5"533 20 12 Felipe Massa Sauber - Petronas 1'19"658 Senza tempoFelipe Massa non effettuò nessun giro cronometrato e fu quindi schierato a fondo griglia; il pilota brasiliano avrebbe comunque dovuto scontare l'arretramento di dieci posizioni sullo schieramento per avere sostituito il motore. /

Gara

Resoconto

Al via scattarono bene Michael Schumacher e Rubens Barrichello, che mantennero la testa della corsa; il pilota brasiliano dovette però difendersi da Fernando Alonso, partito benissimo dalla quinta posizione. Partì bene anche Juan Pablo Montoya, che si portò alle spalle dello spagnolo, mentre Takuma Satō scivolò addirittura all'ottavo posto. Al termine del primo giro, Michael Schumacher conduceva davanti a Barrichello, Alonso, Montoya, Button, Jarno Trulli, Kimi Räikkönen e Sato; non ci furono sorpassi fino alla prima serie di rifornimenti, aperta da Alonso al decimo passaggio. Al 12º giro rientrò ai box anche Räikkönen; il finlandese fu però costretto al ritiro poco dopo per un guasto al motore. Grazie al ritiro del pilota della McLaren, entrò in zona punti Antônio Pizzonia; non ci furono altri cambi di posizione e i due ferraristi continuarono a condurre con un margine crescente su Alonso. Le prime posizioni rimasero abbastanza definite; la gara fu animata solo dal duello per il settimo posto tra Sato e Pizzonia e da quello tra David Coulthard e Mark Webber per il decimo, che si concluse con un testacoda dell'australiano al 25º giro.

Tre tornate più tardi, Sato fu il primo pilota ad effettuare il secondo pit stop; anche la seconda serie di soste non portò cambiamenti, con l'eccezione di Trulli che scese dalla sesta all'ottava posizione a vantaggio di Sato e Pizzonia, che continuarono la loro lotta. A circa metà gara, Michael Schumacher aveva un vantaggio di circa quaranta secondi su Alonso e di cinquanta su Montoya, quarto. Non accadde praticamente nulla fino al 42º passaggio, quando Trulli fu il primo pilota ad effettuare la terza sosta; poco dopo l'abruzzese si ritirò con il motore rotto. Ne approfittò Giancarlo Fisichella, che entrò in zona punti; i rifornimenti non portarono altri cambiamenti e Michael Schumacher ottenne la dodicesima vittoria stagionale davanti al compagno di squadra Barrichello, Alonso, Montoya, Button, Sato, Pizzonia e Fisichella. Grazie a questa doppietta, la Ferrari divenne matematicamente Campione del Mondo Costruttori per la sesta volta consecutiva e con ben cinque gare di anticipo; inoltre Button uscì definitivamente dalla lotta per il Titolo Piloti, ristretta quindi ai soli Schumacher e Barrichello.

Risultati

Pos No Pilota Costruttore Pneumatici Giri Tempo/Ritiro e posizione al ritiro Partenza Punti 1 1 Michael Schumacher Ferrari 70 1h 35'26"131 1 10 2 2 Rubens Barrichello Ferrari 70 +4"696 2 8 3 8 Fernando Alonso Renault 70 +44"599 5 6 4 3 Juan Pablo Montoya Williams - BMW 70 +1'02"613 7 5 5 9 Jenson Button BAR - Honda 70 +1'07"469 4 4 6 10 Takuma Satō BAR - Honda 69 +1 giro 3 3 7 4 Antônio Pizzonia Williams - BMW 69 +1 giro 6 2 8 11 Giancarlo Fisichella Sauber - Petronas 69 +1 giro 8 1 9 5 David Coulthard McLaren - Mercedes 69 +1 giro 12 10 14 Mark Webber Jaguar - Cosworth 69 +1 giro 11 11 17 Olivier Panis Toyota 69 +1 giro 13 12 18 Nick Heidfeld Jordan - Cosworth 68 +2 giri 16 13 15 Christian Klien Jaguar - Cosworth 68 +2 giri 14 14 20 Gianmaria Bruni Minardi - Cosworth 66 +4 giri 19 15 21 Zsolt Baumgartner Minardi - Cosworth 65 +5 giri 18 Ritirato 19 Giorgio Pantano Jordan - Cosworth 48 Cambio (14°) 17 Ritirato 7 Jarno Trulli Renault 41 Motore 9 Ritirato 16 Ricardo Zonta Toyota 31 Impianto elettrico (16°) 15 Ritirato 12 Felipe Massa Sauber - Petronas 21 Freni (17°) 20 Ritirato 6 Kimi Räikkönen McLaren - Mercedes 13 Motore (11°) 10

Classifiche

Piloti