Biografia
Tommaso Aloysio Juvara, detto “Masino”, dopo una formazione iniziale con Letterio Subba a Messina, nel 1825 ottenne una borsa di studio, dalla propria città natale, per continuare gli studi a Roma all'Accademia di San Luca, dove studiò con il pittore neoclassico Vincenzo Camuccini; messosi in evidenza con i suoi disegni, nel 1827 fu premiato all'Accademia di S. Luca. Ricevuta la riconoscenza romana, non contento delle proprie capacità, viaggiò per l'Europa, apprendendo varie tecniche di incisione all'avanguardia, che consentirono il suo perfezionamento.
Nel 1836 venne nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Messina. Nel 1842 si recò a Londra e Parigi, al fine di acquisire ulteriori tecniche della grafica. Fu professore d'Intaglio in rame all'Università di Messina e poi direttore della Calcografia della propria città natale. A lui si deve il disegno e l'incisione dei conii per i francobolli di Sicilia, emessi il 1° gennaio 1859 con l'effigie di Ferdinando II di Borbone.
Nel 1846 fu nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Napoli della nuova Scuola di metodi diversi d'Intaglio in acciaio e in legno, che nel 1855 divenne Scuola d'incisione in rame, in acciaio e co' nuovi metodi. Da allora condivise la cattedra con Francesco Pisante, occupandosi dell'Incisione del Gran genere e dei metodi diversi e creando in ambiente napoletano una scuola personale di altissimo livello, formata da un nucleo di incisori della sua classe, fra cui Francesco Di Bartolo, Saro Cucinotta e Giovanni Fusaro. A partire da quegli anni, con Saro Cucinotta, che ne realizzò il disegno e Francesco Di Bartolo che vi lavorò alacremente con lui e lo ultimò, incise a bulino il San Carlo Borromeo che somministra l'estrema unzione a un appestato, dal dipinto di Giuseppe Mancinelli nella chiesa di San Carlo all'Arena a Napoli. L'Opera fu pubblicata dalla Regia Calcografia di Roma nel 1875.
Dopo essere stato incisore del Re di Napoli, con l'unità d'Italia fu chiamato nel 1870 dal Ministro dell'Istruzione pubblica Cesare Correnti per il riordino della Regia Calcografia di Roma e nel 1872 ne divenne condirettore con Paolo Mercuri, seguito nella capitale da Francesco Di Bartolo, suo allievo prediletto, che ivi lavorò a importanti commissioni ministeriali e lo ritrasse due volte all'acquaforte. Uno dei due ritratti è riprodotto in apertura della voce.
Come incisore, Aloysio Juvara ottenne riconoscimenti internazionali. Presentò sue opere all'Esposizione Universale di Parigi del 1855 e del 1857, a Firenze nel 1861, a Londra nel 1862 e a Berlino nel 1868.
I suoi primi lavori furono i disegni a tutto effetto e le incisioni di Giovanni Evangelista, dal Guercino e San Bartolomeo dal Camuccini, realizzati dalla Calcografia di Roma. La sua opera principale, del 1873, è un'incisione su rame, a bulino e acquaforte insieme, dal dipinto La Madonna della Reggia di Napoli, detta anche Pala Colonna (1505) di Raffaello, il cui originale si trova Metropolitan Museum of Art di New York.
Nel 1875, in seguito ad attriti e accuse, interne soprattutto alla Regia Calcografia, e ad un grave dissidio con l'incisore Luigi Ceroni, si suicidò nelle proprie stanze dell'Istituto romano, approfittando di una momentanea assenza della moglie e proprio di fronte a due sue incisioni: la Pala Colonna, che considerava il proprio lavoro più riuscito, e il San Carlo Borromeo, il migliore esito della propria scuola.
Fu sepolto al Cimitero del Verano, dove la sua tomba fu distrutta durante la seconda guerra mondiale e della quale resta oggi soltanto una lapide. Note
Bibliografia
Ulrich Thieme, Felix Becker, Allgemeines Lexikon der Bildenden Künstler von der Antike bis zur Gegenwart, XIX, Leipzig 1926, pp. 357–358 (con bibliografia). Natalia Di Bartolo, Corpus fondante e Corpus di saggi su Francesco Di Bartolo (1826-1913) incisore e pittore, per il Bicentenario della nascita, OperaeOpera, 2026 Natalia Di Bartolo, Tommaso Aloysio Juvara, maestro di Francesco Di Bartolo, OperaeOpera 2026
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Categoria:Sepolti nel cimitero del Verano