Heimat (pronuncia: ) è un vocabolo tedesco che non ha un corrispettivo nella lingua italiana. Viene spesso tradotto con "casa", "piccola patria" o "luogo natio" e indica il territorio in cui ci si sente a casa propria perché vi si è nati, vi si è trascorsa l'infanzia o vi si parla la lingua degli affetti. Differisce dal termine Vaterland perché esso si riferisce a una dimensione statale o culturale più grande, ad esempio l'Austria, la Baviera o qualsiasi altro Land tedesco viene etichettato dai propri abitanti come Heimatland.
Heimat in lingue differenti dal tedesco Il vocabolo "Heimat" non ha un corrispettivo in lingue come l'inglese o le lingue neolatine. Esiste, invece, un corrispettivo in alcune lingue slave: dòmovina in sloveno, bosniaco, croato e serbo e domov nella lingua cecaPeter Blickle, Heimat: A Critical Theory of the German Idea of Homeland. Rochester: Boydell & Brewer, 2004, p. 2 , ISBN 1571133038, ISBN 9781571133038 e in lingua greca: πατρίς (greco moderno πατρίδα).
Storia Il concetto di Heimat si sviluppò nella cultura tedesca a metà del XIX secolo, allorché la nascente industrializzazione si accompagnava, in Germania, all'esodo massiccio di popolazione dalle aree rurali verso le grandi città, e contemporaneamente l'unificazione politica della Germania comportava il dissolvimento dei piccoli stati in un unico nuovo Stato tedesco a egemonia prussiana. L'Heimat venne interpretata come una reazione all'alienazione e alla perdita di identità della comunità di origine, un aspetto della cultura tedesca. Secondo alcuni sociologi, tuttavia, l'amore per la piccola patria, e il rifiuto di ciò che le era estraneo, contenevano, in nuce, i germi del nazista Blut und Boden (Sangue e terra)Peter Viereck, Metapolitics: From the Romantics to Hitler, New York: Alfred A. Knopf, 1941.
Heimatfilm Nel secondo dopoguerra, dal 1945 al 1965, nei paesi di lingua tedesca ebbe successo un genere cinematografico che si riallacciava direttamente all'Heimat, il cui nome, Heimatfilm, è difficilmente traducibile in altre lingue. Si trattava di film sentimentali, ambientati soprattutto in villaggi di montagna con scenari paesaggistici e panorami molto belli (generalmente Alpi Bavaresi, Foresta Nera o Alpi austriache), in cui erano protagonisti personaggi tedeschi o austriaci.
La trama degli Heimatfilm era spesso stereotipata: un'ingenua fanciulla di estrazione contadina, tedesca o austriaca, era corteggiata da un bravo giovane suo compaesano e da un cattivo forestiero; alla fine, la fanciulla convolava a nozze col compaesanoChristian Strasser, The sound of Klein-Hollywood, Filmproduktion in Salzburg, Salzburg im Film: mit einem Filmlexikon. Wien: Österreichischer Kunst- und Kulturverlag, 1993, ISBN 3854370474. Di ben altro spessore è, invece, la serie cinematografica dell'Heimat creata a partire dal 1984 dal regista tedesco Edgar Reitz. Si tratta di una epopea che illustra l'Heimat su più livelli, mettendo in evidenza il senso di appartenenza alla provincia tedesca e il conflitto esistente tra la vita delle città e quella della campagna.
Note
Bibliografia Celia Applegate, A Nation of Provincials: The German Idea of Heimat. Berkeley - Los Angeles - Oxford: Berkeley University of California Press, 1990, ISBN 0520063945. Barnaba Maj, Heimat: la cultura tedesca contemporanea. Roma: Carocci, 2001, ISBN 88-430-2000-5 Elizabeth Boa, Rachel Palfreyman, Heimat: a German dream: regional loyalties and national identity in German culture, 1890-1990, New York: Oxford University Press, 2000, ISBN 0198159234, ISBN 9780198159230 (Google books)
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