La Comunità degli italiani di Lussinpiccolo () è il gruppo locale appartenente all'Unione ItalianaL'Unione Italiana si autodefinisce nel proprio Statuto (art. 1) come «organizzazione unitaria, autonoma, democratica e pluralista degli Italiani delle repubbliche di Croazia e Slovenia, di cui esprime l'articolazione complessiva dei bisogni e degli interessi generali e specifici»., che riunisce gli italiani residenti nell'isola di Lussino, in Croazia. Ha sede a Lussinpiccolo, principale località dell'isola di Lussino. Dal 14 luglio 2022, Sanjin Zoretić ricopre la carica di Presidente della Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo. Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Fiume, è attivo anche come conduttore radiofonico di Radio Lussinpiccolo.

Gli italiani dell'isola di Lussino Le prime rilevazioni sulla "lingua d'uso" della popolazione dei lussini vennero effettuate ai tempi dell'Impero austro-ungarico e - per quanto riguarda i tre comuni dell'isola di Lussino - registrarono la seguente situazioneI dati dei censimenti austriaci sono tratti da G.Perselli, I censimenti della popolazione dell‘Istria, con Fiume e Trieste, e di alcune città della Dalmazia tra il 1850 e il 1936, Unione Italiana Fiume-Università Popolare di Trieste, Trieste-Rovigno 1993:

OsseroItaliani%Croati%Altri%Totale18801.02562,2061537,3280,491.648189071637,681.14360,16412,161.90019001.58877,2046222,4670,342.05719101.69275,3754124,10120,532.245

LussingrandeItaliani%Croati%Altri%Totale188073731,521.51864,93833,552.338189089738,931.27055,121375,952.304190043719,831.62768,2228511,952.385191087335,441.16947,4642117,092.463

LussinpiccoloItaliani%Croati%Altri%Totale18802.74634,604.94762,332443,077.93718903.30843,334.12454,022022,657.63419005.72577,911.34718,332763,767.34819105.02359,872.57930,747889,398.390

La forte oscillazione dei dati rende evidente come per molti lussignani la scelta di dichiarare l'uso di una lingua o di un'altra fosse indifferenziataLo studioso Olinto Mileta Mattiuz nei suoi vari studi relativi agli andamenti demografici istriano-dalmati ha cercato di quantificare statisticamente il fenomeno, coniando i termini di "croati (o sloveni) mobili" e rispettivamente "italiani mobili". Si veda in merito O.Mileta Mattiuz, Popolazioni dell'Istria, Fiume, Zara e Dalmazia (1850-2002): ipotesi di quantificazione demografica, ADES, Trieste 2005; O.Mileta Mattiuz, Albona e i suoi abitanti dal 1850 al 2001, in La Ricerca, n° 37, Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, Rovigno 2003..

L'esodo giuliano dalmata modificò radicalmente tali percentuali, anche se i dati dei censimenti jugoslavi continuarono a rilevare ancora per qualche anno una forte percentuale di italiani nel comune di Cherso-LussinoI quattro comuni delle isole di Cherso e Lussino vennero unificati in uno solo dal 1967 fino agli anni novanta del XX secolo, successivamente vennero creati i comuni di Cherso e Lussinpiccolo: si riportano i dati di quest'unica unità amministrativa, sommando i dati dei vecchi comuni per gli anni precedenti al 1967 e per i censimenti del 2001 e del 2011. I dati sono tratti da La Comunità Nazionale Italiana nei censimenti jugoslavi 1945-1991, CRS di Rovigno, Trieste-Rovigno 2001 e - per i dati del 2001 e del 2011 - dal sito ufficiale dell'Ufficio Centrale di Statistica della repubblica di Croazia .:

Cherso-LussinoItaliani%Croati%Altri%Totale19455.50231,4411.92468,14240,1417.49919486.43443,128.35856,0180,0514.92219536265,0011.43091,38400,3212.50819612131,7811.08992,76430,3611.95419711841,848.79088,001.01510,169.9891981930,907.94876,712.32022,3910.36119912562,178.91775,592.62322,2411.79620012902,0912.94493,326374,5913.87120113402,4511.96486,231.57011,3113.874 NB Nella tabella sono riportati i dati di chi si autodefinisce «di nazionalità italiana». I numeri relativi agli italofoni sono sempre maggiori, in ogni rilevazione.

Gli italiani esodati dal comune di LussinpiccoloAppartenente all'allora Provincia di Pola, era costituito dalle frazioni di Neresine, Ossero, Sansego, Canidole Grande, Canidole Piccola, Unie, Chiusi Lussignano, San Giacomo, Puntacroce, Bellei e Ustrine fondarono in Italia la Comunità di Lussinpiccolo: una delle varie associazioni degli esuli giuliano-dalmatiMaggiori informazioni all'interno del sito dell'associazione..

La prima associazione degli italiani: il Circolo italiano di cultura

Nell'ultimo periodo della seconda guerra mondiale, le costituende nuove autorità jugoslave si preoccuparono di creare un'associazione (chiamata "Unione degli Italiani dell'Istria e di Fiume" - UIIF) con lo scopo iniziale di appoggiare la richiesta di annessione della Venezia Giulia e di Zara alla Jugoslavia e successivamente di controllare politicamente la minoranza nazionale italianaPer una storia complessiva della comunità nazionale italiana dal 1944 alla fine della Jugoslavia socialista, si veda L. Giuricin, L'Unione degli Italiani dell'Istria e di Fiume - Unione Italiana, in F. Radin-G. Radossi (a cura di), La Comunità rimasta, CIPO di Pola, Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, Unione Italiana di Fiume, Università Popolare di Trieste, Garmond, Zagabria 2001, ISBN 953-6170-21-3. Il testo è la fonte principale di gran parte delle notizie relative alla storia della Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo, della quale è presentata una scheda riassuntiva alle pp. 293-294..

Esclusa qualsiasi autonomia politica, venne lasciata agli italiani la possibilità di fondare nelle varie località di insediamento dei "circoli di cultura", all'interno dei quali sviluppare una serie di attività associative in gran parte legate al folclore: fu così che nel 1948 nacque il "Circolo italiano di cultura" di Lussinpiccolo come articolazione dell'UIIF: nel periodo a ridosso del crollo della Jugoslavia federale e della dichiarazione di indipendenza della Slovenia e della Croazia, il nome dell'UIIF verrà cambiato in Unione Italiana, così come le sue articolazioni locali diverranno "Comunità degli Italiani".

Il cambiamento del nome sottintese anche una profonda cesura con la storia precedente, ed una modifica dello scopo complessivo dell'associazione, che fra l'altro intendeva assumere la rappresentanza "politica" degli italiani della JugoslaviaSul trapasso dall'UIIF all'UI, si veda in prima battuta il capitolo La Comunità Nazionale Italiana (1945-1992), in E.Ivetic, Istria nel tempo, Unione Italiana - Fiume, Università Popolare di Trieste, Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, Rovigno 2006, pp. 647-664, in particolare le pp. 655 e ss., che descrivono il lungo, contestato e complesso travaglio per il rinnovamento e l'ampliamento delle competenze e dei poteri politico/rappresentativi dell'organizzazione, che comportò pure epurazioni e reintegrazioni: la più nota fu l'espulsione dell'allora presidente Antonio Borme nel 1974, e la sua riabilitazione alla fine degli anni '80. (e successivamente dei suoi stati successori) nei confronti delle istituzioni pubbliche locali e nazionali e della maggioranza slovena o croataNel 2005 verrà fondata anche la Comunità degli Italiani di Montenegro (Zajednica italijana Crne Gore) con sede a Cattaro, la quale sta ancora attendendo l'affiliazione all'Unione Italiana..

La situazione delle contigue isole di Cherso e Lussino era però del tutto particolare. La stessa creazione di un'associazione che riunisse gli italiani della Jugoslavia, mentre era prevista per le zone dell'Istria e di Fiume, a Cherso e a Lussino era solamente "tollerata"Si veda in merito G.Radossi (cur.), Documenti dell'Unione degli Italiani dell'Istria e di Fiume (gennaio 1947 - maggio 1948), Unione Italiana di Fiume, Università Popolare di Trieste, Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, Rovigno 2010, p. 9., essendo ondivaga l'idea dell'esistenza di una minoranza italiana in quelle isole: a causa dell'elevato numero di abitanti che portavano un cognome di ascendenza slava o conoscevano sia l'italiano che il croato, questi venivano considerati "etnicamente croati", sia pure "incidentalmente italiani", di conseguenza le autorità croate svilupparono una fortissima pressione assimilatrice.

Oltre a ciò, proprio in quegli anni oltre il 90% degli italiani scelse di andarsene. All'interno di questo quadro, nel 1952 l'allora ispettore generale del ministero dell'istruzione croato - Anton Peruško - emanò un decreto che impose l'immediato trasferimento nelle scuole croate di tutti gli scolari considerati di famiglia originaria croata. La storia plurisecolare delle scuole italiane di Lussino venne perciò troncata: vennero via via chiuse le tre scuole elementari "Martinolich" di Lussino (137 alunni nell'anno scolastico 1951/1952), la sezione periferica di Neresine (20 alunni) e quella di Ossero (18 alunni), e licenziati gli insegnantiI dati sono tratti dal sito dell'Unione Italiana, nella parte dedicata alla CI di Lussinpiccolo. La notizia sul licenziamento degli insegnanti è tratta da Lorena Pavlic, A colloquio con gli attivisti della Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo. Senza sede si spegne tutto, in Panorama - Edit, 18 luglio 2001.. Negli stessi anni venne chiuso lo storico Liceo Nautico di Lussinpiccolo, che aveva dato per secoli lustro alla marineria locale e nel quale avevano fra l'altro studiato Agostino Straulino e Niccolò Rode.

Alla fine degli anni cinquanta anche il Circolo di cultura - che più che altro aveva svolto delle modeste attività ricreativo/culturali - venne chiuso e per oltre trent'anni non si sentì più parlare di un'organizzazione degli "italiani di Lussino".

Dal Circolo di Cultura alla Comunità degli italiani Uno degli effetti secondari del disfacimento della Jugoslavia socialista fu il riaffioramento di molti italiani precedentemente "sommersi"Si veda in merito l'analisi del censimento del 1991 in E.Giuricin, La comunità italiana nei censimenti jugoslavi, croati e sloveni (1945-2011) in AA.VV., I censimenti nell'Italia unita. Le fonti di stato della popolazione tra il XIX e il XXI secolo, ISTAT 2011, pp. 218 ss., in particolare le pp. 237-241, dedicate al censimento del 1991 e al notevolissimo incremento del numero degli autodichiaratisi italiani, precedentemente «sommersi» (p. 240).. Molti appartenenti alla minoranza che precedentemente non osavano nemmeno dichiararsi "di madrelingua italiana" al censimento presero nuovo coraggio: il loro numero fra il 1981 e il 1991 quasi raddoppiò, allo stesso modo di coloro i quali si dichiararono "di nazionalità italiana"I censimenti in Jugoslavia prima e in Croazia poi rilevavano separatamente la madrelingua e la nazionalità.. Vennero anche create delle nuove comunità degli italiani in varie località croate.

A partire dal 1990 ripresero alcune attività della locale minoranza, e grazie all'impegno di un gruppo di italiani, guidato da Edoardo Cavedoni e Stelio Cappelli - ultimo presidente del Circolo italiano di culturaStelio Cappelli è il padre del successivo sindaco di Lussinpiccolo, Gari. - anche a Lussinpiccolo venne rifondata un'associazione degli italiani. Essendo stata cambiata negli anni settanta la denominazione di questo tipo di associazioni in Jugoslavia da "Circoli italiani di cultura" a "Comunità degli italiani", quest'ultimo fu quindi il nome che assunse il nuovo gruppo di Lussinpiccolo, che rinacque come articolazione locale dell'Unione Italiana. Al censimento del 1991, considerando i comuni di Cherso e Lussino gli italiani quasi triplicarono.