La legge elettorale italiana del 1860 fu una legge elettorale maggioritaria adottata dal Regno di Sardegna e utilizzata dal Regno d'Italia per le elezioni dal 1861 (VIII legislatura) fino alle elezioni del 1880 (XIV legislatura).
Contesto storico A seguito delle nuove annessioni seguite alla spedizione dei Mille, fu attuata una riforma della legge elettorale del Regno di Sardegna del 1859.
Descrizione La legge era un maggioritario a doppio turno: accedevano a ballottaggio i due candidati che al primo turno avessero ottenuto più voti. Potevano votare tutti coloro che avessero compiuto la maggiore età (25 anni), e che avessero pagato almeno 40 lire di tasse all'anno, o anche soltanto 20, ma avrebbero dovuto dimostrare di saper leggere e scrivere. Al voto erano ammessi anche i magistrali, i professori e gli ufficiali dell'esercito regio. Si trattava quindi di una legge elettorale che permetteva di esercitare il diritto di voto soltanto il 2% della popolazione del Regno. Il Senato del Regno, invece, era di nomina regia.
La legge rimase in vigore anche dopo l'unità d'Italia fino a quando il IV governo Depretis la sostituì con una nuova legge che abbassò la soglia censitaria e sostituì i collegi elettorali uninominali con dei collegi plurinominali.
La nuova legge fu impiegata per la prima volta nelle elezioni del 1882.
Voci correlate Collegi elettorali del Regno d'Italia del 1861 Collegi elettorali del Regno d'Italia del 1866 Collegi elettorali del Regno d'Italia del 1870
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