Frate domenicano, fu autore di opere a carattere storico, geografico e giuridico. Fu archivista e vicepriore nel convento della basilica di San Domenico a Bologna; nel 1320 compì un pellegrinaggio in Terrasanta ed a Costantinopoli.
Nei suoi scritti, Pipino dà prova di enorme erudizione, ma non di particolari doti letterarie od intellettuali; gli va tuttavia riconosciuto il merito di aver favorito la conoscenza dell'opera di Marco Polo, grazie alla sua traduzione.
Opere De consuetudinibus et conditionibus orientalium regionum, traduzione de Il Milione di Marco Polo (che Pipino conobbe personalmente), circa 1310Arlima., eseguita su mandato del Capitolo Generale dell'Ordine Domenicano. Ebbe un tale successo da soppiantare per alcuni secoli il testo originale; un suo esemplare annotato era in possesso di Cristoforo Colombo; Tractatus de Locis Terrae Santae, (circa 1320), elenco dei luoghi visitati durante il pellegrinaggio del 1320; Chronicon (circa 1322), compilazione di opere storiche sul periodo da Carlo Magno a papa Clemente V; edita parzialmente da Ludovico Antonio Muratori nei Rerum Italicarum Scriptores; Tabula privilegiorum Ordinis Fratis Praedicatorum (circa 1327), repertorio dei privilegi giuridici concessi dai papi all'ordine domenicano.
Note
Bibliografia Il Chronicon di Francesco Pipino : Italia e Oriente attraverso il Chronicon, tesi di laurea di Angelo Cappelli (sostenuta a Bologna nell'anno accademico 1989-1990). Francesco Pipino, Chronicon. Libri XXII-XXXI. Edizione critica e commento a cura di Sara Crea, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2021
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