Per arte coreana s'intende l'arte originatasi o praticata in Corea o da artisti coreani, dai tempi antichi fino ad oggi. La Corea è famosa per le sue tradizioni artistiche nella ceramica, nella musica, nella calligrafia ed in altri generi figurativi, spesso contrassegnati dall'uso di colori forti, forme naturali e decorazioni di superfici.

I più remoti esempi di arte coreana sono rappresentati da opere dell'età della pietra che datano a partire dal 3000 a.C. Esse consistono principalmente in sculture votive, sebbene siano state riscoperte anche incisioni rupestri. Gli artisti coreani si ispirarono in primo luogo alle tradizioni cinesi, modificandole talvolta mostrando una preferenza per l'eleganza semplice, la purezza della natura e la spontaneità. Questa rielaborazione degli stili cinesi, in virtù di circostanze culturali e geografiche, influenzò anche le tradizioni artistiche giapponesi. La dinastia Goryeo (918-1392) fu uno dei periodi più prolifici per gli artisti di varie discipline, specialmente nel campo della ceramica.

Storia Era neolitica Gli esseri umani occupano la Penisola coreana almeno dal 70.000 a.C. Sono state rinvenute ceramiche risalenti approssimativamente al 7.000 a.C. Erano fatte di argilla e cotte nel fuoco su fosse aperte o semi-aperte a temperature intorno ai 700° centigradi. Il più antico stile di ceramiche, risalente circa al 7.000 a.C., comprendeva oggetti dal fondo piatto (yunggi-mun) decorati con disegni in rilievo, linee orizzontali sollevate ed altre impressioni.

Le ceramiche di tipo Jeulmun sono tipicamente a fondo conico e incise con un motivo a pettine che, nelle testimonianze archeologiche, compare all'incirca nel 6000 a.C. Questo tipo di ceramica è simile agli stili siberiani.

Lo stile di tipo Mumun emerse approssimativamente nel 2000 a.C. ed è caratterizzato da grandi ceramiche, prive di decorazioni, perlopiù utilizzate per la cottura e la conservazione dei cibi.

Età del bronzo Fra il 1000 ed il 300 a.C. articoli in bronzo cominciarono ad essere importati e prodotti in Corea. Verso il VII secolo a.C., nel paese si affermò una cultura del bronzo indigena, com'è evidenziato dal bronzo coreano che ha una percentuale di zinco caratteristica. La produzione in bronzo fu influenzata dalle culture cinese nordorientale, siberiana e scita. Gli oggetti fabbricati durante questo periodo erano armi come spade, pugnali e punte di lancia. Inoltre, erano fatti oggetti rituali come specchi, campane e sonagli. Tali oggetti venivano seppelliti nei dolmen, ossia nelle tombe megalitiche dell'élite culturale. In aggiunta, intorno al VI secolo cominciarono ad essere create pentole rosse ricche di ferro. Nelle sepolture dei dolmen sono stati trovati anche rosari a forma di virgola, di solito fatti di nefrite, noti come kokkok. I kokkok potrebbero essere intagliati secondo quella forma per imitare gli artigli dell'orso. Un'altra influenza siberiana si può vedere nei disegni di animali su roccia, che mostrano una "linea della vita" secondo lo stile a raggi X dell'arte siberiana.

Età del ferro L'età del ferro cominciò in Corea intorno al 300 a.C. Il ferro coreano era assai apprezzato nelle comanderie cinesi ed in Giappone. Anche questo fu un periodo soggetto all'influenza cinese, come evidenziato dai motivi tombali in Corea del Nord che seguivano il modello cinese. La ceramica coreana progredì con l'introduzione dalla Cina del tornio del vasaio e della cottura nel forno in pendenza.

Tre Regni di Corea In questo periodo, che va all'incirca dal 57 a.C. al 668 d.C., i tre regni coreani di Goguryeo, Baekje e Silla si contesero il controllo sulla penisola.

Goguryeo

Il Buddhismo fu introdotto per la prima volta a Gogureyo nel 372 d.C. a causa della sua collocazione, che abbracciava gran parte della Manciuria e della metà settentrionale della Corea, assai vicino agli stati cinesi più settentrionali come i Wei settentrionali. Sotto l'influsso del Buddhismo, i re di Goguryeo iniziarono a commissionare opere artistiche e architettoniche dedicate al Buddha. Un aspetto notevole dell'arte di Goguryeo sono i murali tombali che ritraggono vivacemente aspetti della vita quotidiana nell'antico regno come pure della sua cultura quali architettura ed abbigliamento. I murali ritraevano temi buddhisti e taoisti e furono anche i primissimi inizi dei dipinti paesaggistici e della ritrattistica coreani. L'UNESCO ha designato il complesso di tombe Goguryeo come patrimonio dell'umanità per l'influenza esercitata dalla pittura di Goguryeo in Asia orientale, compreso il Giappone; un esempio sono i murali di Hōryū-ji. La pittura murale si diffuse anche negli altri due regni.

Baekje Baekje, un regno della Corea sudoccidentale che fu influenzato dalle dinastie cinesi meridionali, come i Liang, è generalmente considerato come il regno con la più raffinata tradizione artistica fra i tre stati. Fu anche uno dei regni che introdusse una significativa influenza coreana nell'arte del Giappone durante questo periodo di tempo.

La scultura buddhista di Baekje è caratterizzata da naturalezza, calore e proporzioni armoniose. Un altro esempio di influenza coreana è l'uso del caratteristico "sorriso di Baekje", un misterioso ed arcaico sorriso che è caratteristico di molte statue di Baekje.

Sebbene non vi siano esempi sopravvissuti di architettura lignea, il sito di Mireuksa contiene le pietre delle fondazioni di un tempio distrutto e di due pagode di granito sopravvissute che mostrano l'aspetto che potrebbe aver avuto l'architettura di Baekje. Un esempio dell'architettura di Baekje può essere desunta dal tempio di Hōryū-ji perché gli architetti e gli artigiani di Baekje aiutarono a progettare e a costruire il tempio originale. La tomba di re Muryeong conteneva un tesoro di manufatti non saccheggiati da ladri di tombe. Tra gli oggetti vi erano spille d'oro a forma di fiamma, calzature di bronzo dorato, cinture d'oro (un simbolo di regalità) e spade dall'elsa d'oro con draghi e fenici.

Silla Il regno di Silla era quello più isolato dalla Cina perché era situato nella parte sudorientale della penisola: fu quindi l'ultimo ad adottare il Buddhismo e le influenze culturali cinesi. Le tombe del regno di Silla erano perlopiù inaccessibili e tanti esempi di arte coreana vengono da questo regno. Gli artigiani di Silla erano famosi per la loro abilità nella lavorazione dell'oro che ha somiglianze con le tecniche etrusche e greche, come esemplificato dagli orecchini e dalle corone d'oro.

Poiché i manufatti d'oro di Silla presentavano somiglianze con le tecniche europee e nelle tombe reali sono stati trovati vetri e perline che ritraggono persone dagli occhi azzurri, molti ritengono che la Via della seta arrivasse fino in Corea. Tra i più notevoli oggetti d'arte di Silla sono da annoverare le sue corone, che sono fatte di oro puro ed hanno ornamenti a forma di alberi e palchi che suggeriscono una tradizione sciamanica sciito-siberiana e coreana.

Gaya La Confederazione Gaya era un gruppo di città-stato che non si consolidarono in un regno centralizzato. Nella sua arte, ad esempio nelle corone con protrusioni simili ad albero, si riscontrano molte somiglianze con i motivi già visti a Baekje e Silla. Molti dei manufatti disseppelliti nei tumuli di Gaya sono collegati ai cavalli, come staffe, selle e armature per cavalli.

Silla unificato Quello di Silla unificato fu un periodo di grande produzione artistica in Corea, specialmente nell'arte buddhista. Esempi comprendono le grotte di Seokguram ed il tempio di Bulguksa. Anche due pagode al piano terra, il Seokgatap ed il Dabotap, sono esempi dell'arte muraria e dell'abilità artistica di Silla. Gli artigiani crearono anche massicce campane per templi, reliquiari e statue. La città capitale del regno unificato di Silla era soprannominata la "città dell'oro" per l'ampio uso di questo metallo in molti oggetti d'arte.

Goryeo

La dinastia Goryeo durò dal 935 al 1392. L'esempio più famoso dell'arte di Goryeo fu la ceramica celadon, prodotta dal 1050 al 1250. Sebbene il celadon fosse nato in Cina, i ceramisti coreani crearono il loro stile di ceramica, così apprezzato che i cinesi lo consideravano "il primo sotto il cielo" ed una delle "dodici cose migliori del mondo". Il celadon coreano aveva uno smalto vitreo unico nel suo genere, verde azzurro (il cosiddetto colore del "re pescatore") a base ferrosa, ottenuto riducendo l'ossigeno nel forno. La produzione era caratterizzata da forme organiche e da uno stile libero, con pezzi fatti per assomigliare a pesci, meloni ed altri animali.

I coreani inventarono una tecnica a intarsio conosciuta come sanggam, in cui i ceramisti incidevano i disegni nella ceramica semi-asciutta e ponevano materiali dentro le decorazioni con argilla nera o bianca.

Joseon Anche se nel periodo Joseon l'influenza del confucianesimo soppiantò quella del buddhismo, gli elementi buddhisti continuarono ad essere ben presenti nell'arte coreana. Questa tendenza non era incoraggiata dai centri artistici imperiali o dal gusto pubblicamente accettato della dinastia Joseon, tuttavia nelle case private, come anche nei palazzi estivi degli stessi sovrani della dinastia, la semplicità dell'arte buddhista riceveva grande apprezzamento, ma non era più considerata come l'arte dei centri urbani.

Sebbene la dinastia Joseon fosse cominciata sotto auspici militari, agli stili di Goreyo fu concessa notevole libertà di sviluppo, e l'iconografia buddhista (bambù, orchidea, pruno e crisantemo; ed i familiari simboli della buona sorte decorati con nodi) erano ancora parte delle pitture di genere. Né i colori né le forme ebbero alcun grande cambiamento, e i sovrani evitarono editti sull'arte. Gli ideali e le tecniche importate dei Ming continuarono nelle prime opere idealizzate della dinastia.

A metà della dinastia, gli stili pittorici si spostarono verso un accresciuto realismo. Iniziò così uno stile pittorico nazionale di paesaggi chiamato "veduta dal vero", che passava dal tradizionale stile cinese di generici paesaggi idealizzati a località particolari rese con grande esattezza. Sebbene non fotografico, lo stile era abbastanza accademico da consolidarsi e venne sostenuto come uno stile standardizzato della pittura coreana.

Il periodo tra la metà e la fine della dinastia Joseon è considerato l'età d'oro della pittura coreana. Esso coincide con il crollo dei legami con la Dinastia Ming a causa dell'ingresso degli imperatori Manciù in Cina, ed il conseguente sforzo degli artisti coreani di costruire nuovi modelli basati sul nazionalismo e su una ricerca interiore di particolari soggetti coreani. In quest'epoca la Cina cessò di avere l'influenza preminente e l'arte coreana prese un corso autonomo, assumendo caratteristiche sempre più distintive.

Epoca moderna In parte come conseguenza del governo coloniale giapponese dal 1910 al 1945, molte delle più antiche e significative opere d'arte coreane sono custodite in collezioni private e pubbliche in Giappone. Il Museo nazionale di Tokyo espone o conserva più di 1.000 pezzi in oro, bronzo e celadon donati dall'uomo d'affari Takenosuke Ogura. In totale, circa 4.800 oggetti d'arte coreani, dei quali oltre 2.000 sono considerati antichità, sono custoditi nel museo. Si crede che l'80% di tutti i dipinti buddhisti coreani sia in Giappone. Secondo lo storico dell'arte coreano Kwon Cheeyu, è stato confermato che vi si trovano anche ben 35.000 oggetti d'arte coreani e 30.000 libri rari. Queste cifre non comprendono le collezioni private, che si ritiene custodiscano notevoli quantità di arte coreana.