Biografia Gli inizi
Nato e cresciuto nel quartiere Centurano a Caserta, aderì al Movimento Sociale Italiano a 14 anni, nella sezione Appio-Tuscolano di Roma, frequentata da numerosi reduci della Repubblica Sociale Italiana. Nel 1956, a vent'anni, uscì dal partito per seguire Pino Rauti nel Movimento Politico Ordine Nuovo dove strinse amicizia con Paolo Signorelli che divenne poi leader del movimento.
La fondazione di ANG
Nel 1959 abbandonò Rauti e fondò il movimento anticomunista e fascista Avanguardia Nazionale Giovanile, poi autoscioltosi dopo numerosi arresti dei suoi militanti. Successivamente raccontò di essere riuscito a scampare nel 1962 alla condanna a un anno di carcere grazie all'interessamento di Ernesto Brivio, di comuni posizioni politiche, che, come confessato successivamente da Delle Chiaie stesso, pagò un milione di lire "per cavarlo dagli impicci".
Nel 1965 prese parte al convegno dellhotel Parco dei Principi sulla "guerra rivoluzionaria", organizzato dallIstituto Alberto Pollio - tra i relatori furono presenti numerosi esponenti del neofascismo, come Gianfranco Finaldi, Giorgio Pisanò, Pino Rauti, Guido Giannettini - e il cui principale obiettivo era di impedire che il comunismo potesse arrivare al potere in Italia, tramite l'instaurazione di uno Stato autoritario con la complicità di apparati istituzionali.
Nel febbraio 1966 gli ex militanti di Avanguardia Nazionale Giovanile furono coinvolti nelloperazione manifesti cinesi finalizzata all'affissione illegale di manifesti che, a dispetto del nome, erano in realtà inneggianti alla Unione Sovietica stalinista, firmati da fantomatici gruppi comunisti italiani di orientamento stalinista-maoista come operazione di false flag. Ideata da Federico Umberto D'Amato, i manifesti furono in realtà scritti dal giornalista Giuseppe Bonanni, de Il Borghese. Mario Tedeschi diede l'incarico della loro diffusione a Stefano Delle Chiaie che accettó su commissione per autofinanziamento. Secondo alcuni autori, questa azione segna la data dell'inizio della strategia della tensione.
A vent'anni di distanza, interrogato dalla commissione di indagine, Delle Chiaie sostenne che l'ANG era stata coinvolta a propria insaputa in un'operazione voluta da un'organizzazione legata alla CIA e ad alcuni ambienti anticomunisti italianiNicola Rao, La fiamma e la celtica, Sperling & Kupfer, 2009, pp. 57.. Secondo alcune ricostruzioni i rapporti tra Avanguardia Nazionale e l'Ufficio Affari Riservati furono stabili fino alla metà degli anni settantaGiacomo Pacini, La spia intoccabile. Federico Umberto D'Amato e l'Ufficio Affari Riservati, Torino, Einaudi, 2021, pp. 140-156. ma questa speculazione storico-giurica è smentita dal diretto interessato. D'Amato, a capo dell'ufficio, dichiarò di non aver mai visto e conosciuto delle Chiaie.
La Battaglia di Valle Giulia
Il 1º marzo 1968, nell'ambito delle prime manifestazioni studentesche a Roma, Delle Chiaie prese parte al corteo studentesco alla guida del gruppo romano della disciolta Avanguardia Nazionale, assieme al FUAN-Caravella e a Primula Goliardica. Quando il corteo giunse a Valle Giulia si trovò la strada sbarrata da un cordone di polizia e la situazione rapidamente degenerò. Delle Chiaie guidò l'attacco contro la polizia che diede il via agli scontri noti come la «battaglia» di Valle Giulia.Nicola Rao, La fiamma e la celtica, op. cit., pp. 126: "Ma la cosa più interessante è che a capeggiare l'attacco alla polizia sono i fascisti, a cominciare da quelli di Avanguardia Nazionale, guidati da Delle Chiaie" Gli ex di Avanguardia Nazionale Giovanile erano inoltre supportati da esponenti del FUAN e del MSI.
Al termine degli scontri i neofascisti di Delle Chiaie e il FUAN occuparono la facoltà di giurisprudenza, mentre gli studenti di sinistra occuparono quella di lettere.
Ma il 17 marzo i Volontari Nazionali guidati da Giorgio Almirante, Giulio Caradonna e Massimo Anderson si recarono presso l'università nel tentativo di porre fine all'occupazione. Quando diedero il via al tentativo di penetrare all'interno della facoltà di lettere si scatenarono duri scontri e gli studenti di Avanguardia Nazionale guidati da Delle Chiaie uscirono dalla facoltà di legge e si disposero sui gradini del rettoratoNicola Rao, La fiamma e la celtica, op. cit., p. 130. Ad essi si aggiunsero anche i militanti del FUANTestimonianza di Teodoro Buontempo in Nicola Rao, La fiamma e la celtica, op. cit., p. 131: "Pur non avendo rapporti con Avanguardia Nazionale, apprezzai la decisione di Delle Chiaie di salire sulle scalinate del Rettorato e non partecipare agli scontri, manifestando così contrarietà a quella decisione. Per questo, insieme ad altri camerati, ci unimmo ai militanti di Avanguardia Nazionale sulle scalinate".
Gli scontri terminarono con l'arrivo della polizia che procedette a numerosi arresti tra cui lo stesso Delle Chiaie, che fu poi scarcerato poco dopo. Iniziarono in questo periodo i contatti tra Avanguardia Nazionale e il Fronte Nazionale di Junio Valerio Borghese.
Due mesi dopo, iniziato il «Maggio francese» alcuni ex militanti di Avanguardia Nazionale Giovanile, tra cui si trovavano Delle Chiaie e Mario Merlino, inalberando una bandiera nera con la scritta "22 marzo", organizzarono una manifestazione di protesta presso l'ambasciata franceseMassimiliano Griner, Piazza Fontana e il mito della strategia della tensione, Torino, Lindau, 2011, p. 67.
Le prime indagini per piazza Fontana Il 12 dicembre 1969 avvenne la strage di piazza Fontana e in concomitanza esplosero anche delle bombe a Roma. Mario Merlino, amico di Delle Chiaie ed ex militante di Avanguardia Nazionale, fu arrestato insieme ad altri cinque militanti del Circolo anarchico 22 marzoA Roma mandato d'arresto per 5 fermati, l'accusa per tutti è di concorso in strage, La Stampa, 20 dicembre 1969. Merlino in questura fu lasciato da solo in compagnia di un informatore di polizia, Stefano Serpieri, in passato legato all'estrema destra che tentò di carpirgli qualche confidenza e che stilò poi un resoconto che in sostanza avvalorava la tesi di un coinvolgimento di Delle Chiaie e che finì in un rapporto del SID del 17 dicembre 1969.Mimmo Franzinelli, La sottile linea nera, "Lo Stefano Delle Chiaie dovrebbe aver avuto ordini per gli attentati del Serac ed avrebbe disposto che l'esecuzione fosse effettuata dal Merlino. Questi, infatti, prima militava nel MSI come il Delle Chiaie, poi, sotto copertura, fu infiltrato dapprima nel gruppo dei filo-cinesi (divenendone, infine, il capo), costituendo poi il gruppo anarchico "22 marzo" con sede in via dei Coronari. Il Delle Chiaie fu espulso dal MSI per il suo carattere oltranzista ed il Merlino è ora su posizioni anarcoidi. Merlino e Delle Chiaie avrebbero commesso gli attentati nella speranza che la responsabilità ricadesse su altri movimenti politici (...) Gli attentati all'Altare della Patria sono stati compiuti come ripiego: gli ordigni erano diretti alle Banche della zona, ma essendo queste già chiuse, gli attentatori se ne sarebbero disfatti collocandoli sul monumento. L'ordigno esploso presso la Banca di Milano non doveva causare vittime. " Al Serpieri il Merlino rivelò che quando scoppiarono le bombe a Roma presso l'Altare della Patria, si trovava in compagnia di Delle Chiaie ma che avrebbe preferito non rivelarlo per non coinvolgerlo a meno che non avesse avuto bisogno di un alibiMassimiliano Griner, Piazza Fontana e il mito della strategia della tensione, Torino, Lindau, 2011, p. 75.
Infatti Delle Chiaie, chiamato a testimoniare il 19 dicembre sull'attività di Merlino presso il Circolo anarchico 22 marzo, non ne fornì alcun alibiPaolo Cucchiarelli, Il segreto della Repubblica, p. 412Sentenza ordinanza Piazza Fontana 1995 G.I. Salvini p. 368: "Stefano Delle Chiaie, forse spaventato dal gravissimo esito dell'attentato di Milano, inizialmente non conferma l'alibi di Merlino sostenendo di non vederlo da molti mesi e si adeguerà alla versione del suo camerata solo il 26.2.1970, ad oltre due mesi di distanza dai fatti guadagnandosi una incriminazione per falsa testimonianza". Il giorno seguente arrivò il mandato di cattura per Merlino che a quel punto dichiarò di aver incontrato Delle Chiaie nella notte fra l'11 e il 12 dicembre. Il 22 dicembre Delle Chiaie, nuovamente richiamato a testimoniare, rettificò la sua deposizione affermando di aver incontrato Merlino il 12 pomeriggio e indicando come testimoni la convivente Leda Minetti e il figlio di lei Riccardo. In seguito Delle Chiaie, chiamato nuovamente a testimoniare il 25 luglio 1970, si presentò al Palazzo di Giustizia, ma poi, senza apparente motivo, se ne allontanò. e poco tempo dopo fuggì nella Spagna franchista. Secondo quanto poi raccontato dallo stesso Delle Chiaie, all'interno del tribunale aveva ricevuto una soffiata in base alla quale lo «volevano incastrare». In effetti risultò che in Tribunale era già stato preparato un mandato di cattura per falsa testimonianzaPaolo Cucchiarelli, Il segreto di Piazza Fontana, pp. 415-416: "Il 9 luglio 1970 - lo stesso giorno in cui il SID trasmetteva ai magistrati la versione monca delle veline - Stefano Delle Chiaie, imbeccato da un ufficiale dei Carabinieri, fuggirà dal Palazzo di Giustizia, dove era andato a testimoniare per la sesta volta. Sul tavolo del magistrato era pronto per lui il mandato di cattura. Stava rischiando la galera proprio per il contraddittorio alibi concordato con Merlino".
Attività in Spagna A partire dal 1970 Delle Chiaie si nascose a Madrid in Spagna dove entrò in contatto con l'Aginter Press diretta dall'ex ufficiale dell'Organisation armée secrète (OAS) Yves Guérin-Sérac (vero nome: Yves Guillou), che aveva la sua sede principale a Lisbona. Nel 1973 cominciarono i contatti con il Movimento Politico Ordine Nuovo, erede del vecchio "Centro Studi Ordine Nuovo", che sotto la guida di Paolo Signorelli, era stato sciolto d'autorità con l'accusa di ricostituzione del disciolto Partito Fascista. Si avviarono quindi incontri in Spagna con Delle Chiaie al fine di studiare l'unificazione dei due movimentiNicola Rao, La fiamma e la celtica, Sperling & Kupfer, 2009, pp. 72-73. All'epoca Avanguardia Nazionale non era ancora sotto processo. A questi incontri parteciparono anche altri fuoriusciti in Spagna di Ordine Nuovo come Pierluigi Concutelli. Il nuovo soggetto politico, in base ad un incontro avvenuto nel settembre 1975 ad Albano Laziale, cui parteciparono lo stesso Delle Chiaie e Paolo Signorelli, avrebbe dovuto assumere il nome di Avanguardia Nazionale per l'Ordine NuovoNicola Rao, La fiamma e la celtica, Sperling & Kupfer, 2009, p. 74, ma l'ipotesi saltò circa tre mesi dopo nel corso di un nuovo incontro tenutosi a Nizza.
Nel corso di un viaggio del 1974 con Junio Valerio Borghese in Cile, Delle Chiaie conobbe il dittatore Augusto Pinochet che incontrò nuovamente nel 1975 a Madrid, in occasione dei funerali di Franco. In seguito a questo incontro decise di trasferirsi in Cile.
Negli anni seguenti il nome di Delle Chiaie ricomparve di nuovo nella Spagna post-franchista, in particolare implicato nell'organizzazione dei Grupos Antiterroristas de Liberación (GAL), gruppo paramilitare creato dal Ministero dell'interno del governo di Felipe González (PSOE) per contrastare il terrorismo dell'ETA. Delle Chiaie ha sempre negato ogni coinvolgimento con queste formazioni. Partecipò nei fatti di Montejurra tra i sostenitori di Sisto Enrico di Borbone-Parma.
In Sud America
Delle Chiaie, trasferitosi in Cile nel 1976 ebbe a disposizione, per il proprio gruppo, un ufficio a Santiago del Cile in cui si occupava di propaganda e di controinformazione sullo stile dell'Aginter Press.. Fu inoltre direttamente coinvolto dal regime di Augusto Pinochet alle riunioni della Dirección Nacional de Inteligencia (DINA) di Manuel Contreras e in seguito nell'Operazione Condor per la persecuzione dei dissidenti.