L'abitudine all'osservazione minuziosa e attenta, derivatagli dalla sua professione principale di medico, lo porta a creare, nelle sue opere narrative, un quadro dettagliato e preciso degli orientamenti dell'intellighenzia russa a cavallo dei due secoli e proprio nel periodo antecedente e posteriore la Rivoluzione russa.

Tipici al riguardo sono i romanzi: Senza via d'uscita, del 1895; Le memorie di un medico, del 1901; A una svolta, del 1902; Verso la vita, del 1909; Nel vicolo cieco, del 1922 e Le sorelle, del 1933.

Ha anche scritto saggi critici letterari, biografie romanzate e interessanti memorie.

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