Biografia Cresce a Hellerau, un sobborgo periferico di una città, Dresda, del cui splendore barocco erano rimaste solo le macerie. I genitori non sono iscritti al partito. La madre ha studiato chimica, il padre ingegneria aeronautica. I precoci interessi scientifici, favoriti dall’ambiente familiare, entrano in un fecondo rapporto di osmosi con quelli per la poesia, accesi dalla lettura di Novalis, Hölderlin, Pound.

Inizia a scrivere poesie giovanissimo. Abbandona l’idea di diventare veterinario. Si trasferisce a Berlino Est nel 1985, dopo avere assolto il servizio militare nella Nationale Volksarmee. Avendo rifiutato il servizio nella pattuglia armata di sorveglianza dei confini che aveva l’obbligo di sparare su chi tentava la fuga, non gli è concesso di iscriversi a Germanistik. Studia teatro ma interrompe gli studi alla Humboldt-Universität di Berlino dopo quattro semestri, deluso di non potere studiare ciò che vorrebbe. Si avvicina ai collettivi artistici dell’Accademia di Belle Arti di Dresda, lavora per le riviste, per il teatro e come aiuto nel padiglione fisico-matematico dello Zwinger.

Viene scoperto da Heiner Müller: «l’unica istanza nella letteratura della Germania orientale che potessi prendere sul serio – colui che aveva l’orizzonte di pensiero più ampio» come Durs Grünbein dichiara nella sua intervista a Die Zeit del 24 ottobre 2013, poco dopo il suo trasferimento a Roma. Heiner Müller gli procura l’invito per la fiera del libro di Francoforte dove Durs Grünbein presenta Grauzone morgens, il volume di liriche che lo fa conoscere internazionalmente, e tiene la sua laudatio quando nel 1995 gli viene conferito, a soli 33 anni, il massimo premio letterario tedesco, il Büchner-Preis. Subito dopo la caduta del muro, «dal decisivo anno 1989», Durs Grünbein intraprende una densissima serie di viaggi.

Berlino diventa «lo spazio di transito»: «sarebbe uguale se fosse New York». Viaggia in Europa, nell’Asia sudorientale e negli Stati Uniti, dove è ospite dei German Departments della New York University, del Dartmouth College e della Villa Aurora a Los Angeles. Nel 1994, nella zona degli scavi di Pompei ed Ercolano, ha l’esperienza epifanica descritta in Vulkan und Gedicht (Vulcano e poesia). Membro, fra l’altro, dell’Akademie der Künste di Berlino, della Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung e della Sächsische Akademie der Künste, Durs Grünbein è dal 2005 professore di poetica presso la Kunstakademie di Düsseldorf alla cui università è Guest Professor nel 2007-2008. Nel 2008 riceve un altro riconoscimento altissimo, l’ordine Pour le mérite per la Scienza e le Arti a Berlino: tiene la sua laudatio l’8 giugno 2009 Hans Magnus Enzensberger. Nel 2009 trascorre un anno a Roma come borsista di Villa Massimo.

Le lezioni di poetica tenute a Francoforte (Frankfurter Poetikvorlesung 2009) sono pubblicate con il titolo Vom Stellenwert der Worte (La valenza delle parole). Nel 2013 il volume Durs Grünbein. A Companion, nella serie Companions to Contemporary German Culture, lo definisce «Germany’s most prolific, versatile, succesfull and internationally renowned contemporary poet and essayist». Durs Grünbein da parte sua si dichiara semplicemente «poeta in lingua tedesca»: «poeta», «Dichter», nel senso forte del termine, comprensivo della scrittura in versi e in prosa come pure di un’attività di traduttore che, come scriveva Novalis, vuole «rendere noto l’ignoto – ignoto il noto». Autodidatta di sterminate letture, Grünbein vede la poesia come «capacità di connettere nel modo più rapido possibile ciò che di per sé è distante». Non stupisce che passi dalle traduzioni di Eschilo e Seneca ai «diari di viaggio in haiku», «forma breve-brevissima», mediatagli da Ezra Pound, Lafcadio Hearn e Jun’ichirō Tanizaki.

Un poeta doctus? Grünbein ha sempre rifiutato questa classificazione che misconosce il senso della sua professione di fede nella letteratura antica, «l’humus etimologico della nostra lingua».

La critica gli riserva lodi somme e attacchi feroci, dovuti anche all’imprevedibilità delle sue scelte. Nel suo complesso itinerario declina su molti versanti alcune costanti: la messa in guardia dai rischi della specializzazione disciplinare, una “poetica fisiologica” (accostabile in ambito italiano a quella di Valerio Magrelli), il confronto con gli esiti della neurofisiologia e dei concetti e linguaggi delle hard sciences, dalla fisica quantistica alla zoologia. La sua ricchissima produzione rivela fra l’altro la profondità del suo legame con l’Italia e una personalissima idea di letteratura mondiale che lo qualifica come autenticamente cosmopolita, animato da un genuino ethos civile emerso con esemplare chiarezza nel febbraio 2015 di fronte alle dimostrazioni della Pegida.

Come si legge nel «Times Literary Supplement» del 18 febbraio 2000, «Grünbein is a truly cosmopolitan poet». Il punto di partenza e di approdo è la fiducia incrollabile nella parola della «poesia». È questa la motivazione con cui nel 2006 gli è stato conferito il Premio Pasolini. Nel 2018 è apparsa la traduzione di una scelta autografa della sua saggistica per il pubblico italiano, I bar di Atlantide e altri saggi, presentata su «Il Sole 24 Ore» del 27 gennaio 2019 con il significativo titolo La poesia, prima esperienza di libertà.

Premi e riconoscimenti 1992 – Bremer Literaturförderpreis 1993 – Marburger Literaturpreis 1993 – Premio Nicolas Born per la lirica 1995 – Premio Peter Huchel (con laudatio pronunciata da Iso Camartin, intitolata L’anatomia e il senso della vita) 1995 – Premio Georg Büchner (massimo premio letterario tedesco) 2001 – Spycher: Literaturpreis Leuk (premio internazionale svizzero per la letteratura) 2004 – Friedrich-Nietzsche-Preis des Landes Sachsen-Anhalt 2005 – Friedrich-Hölderlin-Preis der Stadt Bad Homburg 2006 – Berliner Literaturpreis 2006 – Premio Pasolini 2009 – Samuel-Bogumil-Linde-Preis 2012 – Tomas-Tranströmer-Preis der schweidschen Stadt Västerås 2018 – Nestroy-Preis per la messa in scena di Die Perser (I Persiani) di Eschilo presso i Salzburger Festspiele (2018), regia di Ulrich Rasches, traduzione e adattamento di Durs Grünbein 2019 – Premio Internazionale di Poesia Elena Violani Landi – Centro di poesia contemporanea dell'Università di Bologna 2021 – Laurea Honoris Causa in Letterature moderne, comparate e postcoloniali, Università di Bologna 2022 – Laurea Magistrale Honoris Causa in Scienze Filosofiche, Università degli Studi di Milano 2023 – Premio Centoverde Poesia, sezione "Internazionale" 2025 - Griffin Poetry Prize

Opere Grauzone morgens. Gedichte. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 1988 Schädelbasislektion. Gedichte. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 1991 Falten und Fallen. Gedichte. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 1994 Den Teuren Toten. 33 Epitaphe. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 1994 Von der üblen Seite. Gedichte. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 1994 Die Schweizer Korrektur. (con Brigitte Oleschinski e Peter Waterhouse). Urs Engeler Editor, Göttingen 1995 Den Körper zerbrechen. Rede zur Entgegennahme des Georg-Büchner-Preises. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 1995 Galilei vermißt Dantes Hölle und bleibt an den Maßen hängen. Aufsätze 1989–1995. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 1996 Nach den Satiren. Gedichte. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 1999 Gehirn und Denken. Kosmos im Kopf. Hatje Cantz Verlag, Ostfildern 2000 Reise, Toter. Hörspiel mit Ulrike Haage. Sans Soleil, Bonn 2001 Das erste Jahr. Berliner Aufzeichnungen. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 2001 Erklärte Nacht. Gedichte. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 2002 Una Storia Vera. Ein Kinderalbum in Versen. Insel, Frankfurt a.M. 2002, Warum schriftlos leben. Aufsätze. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 2003 Vom Schnee oder Descartes in Deutschland. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 2003 An Seneca. Postskriptum. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 2004 Von ganzem Herzen. Nicolai Verlag, Berlin 2004 Berenice. Ein Libretto nach Edgar Allan Poe für eine Oper von Johannes Maria Staud, Suhrkamp, Frankfurt a.M. 2004 Antike Dispositionen. Aufsätze. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 2005 Porzellan. Poem vom Untergang meiner Stadt. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 2005 Der Misanthrop auf Capri. Historien und Gedichte. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 2005 Strophen für übermorgen. Gedichte. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 2007 Liebesgedichte. Gedichte. Insel, Frankfurt a.M. 2008 Der cartesische Taucher. Drei Meditationen. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 2008 Lob des Taifuns. Reisetagebücher in Haikus. Insel, Frankfurt a.M. 2008 Die Bars von Atlantis. Eine Erkundigung in vierzehn Tauchgängen. Suhrkamp, Frankfurt a.M. 2009 Vom Stellenwert der Worte. Frankfurter Poetikvorlesung 2009. Suhrkamp, Berlin 2010 Aroma. Ein römisches Zeichenbuch. Suhrkamp, Berlin 2010 Koloß im Nebel. Gedichte. Suhrkamp, Berlin 2012 (con Aris Fioretos), Verabredungen. Gespräche und Gegensätze über Jahrzehnte, Suhrkamp, Berlin 2013 Cyrano oder Die Rückkehr vom Mond. Suhrkamp, Berlin 2014 Die Jahre im Zoo. Ein Kaleidoskop. Suhrkamp, Berlin 2015 Der Misanthrop auf Capri - Historien/Gedichte. Suhrkamp, Berlin 22016 Zündkerzen - Gedichte. Suhrkamp, Berlin 2017 Oper. Libretti. Suhrkamp Suhrkamp, Berlin 2018 Aus der Traum (Kartei). Aufsätze und Notate, Suhrkamp, Berlin 2019 ISBN 9788857572987.

Traduzioni ad opera di Durs Grünbein Aischylos, Die Perser. Stück und Materialien (Eschilo, I persiani). Aus dem Griechischen von Durs Grünbein, Suhrkamp, Frankfurt a.M. 2001 Seneca, Thyestes (Seneca, Tieste). Lateinisch und deutsch. Aus dem Lateinischen von Durs Grünbein. Mit Materialien zur Übersetzung und zu Leben und Werk Senecas. Herausgegeben von Bernd Seidensticker, Insel, Frankfurt a. M. 2002 Aischylos, Sieben gegen Theben (Eschilo, I sette contro Tebe). Aus dem Griechischen von Durs Grünbein, Suhrkamp, Frankfurt a.M. 2003 Ted Hughes, Alkestis. Übersetzt von Durs Grünbein

Traduzioni in italiano A metà partita: poesie 1988 - 1999, traduzione di Anna Maria Carpi, Einaudi, Torino 1999. Il primo anno. Appunti berlinesi, traduzione di Franco Stelzer, Einaudi, Torino 2004. Della neve ovvero Cartesio in Germania, traduzione di Anna Maria Carpi, Einaudi, Torino 2005. Infanzia in diorama, traduzione di Silvia Ruzzenenti, in "Comunicare - Letterature Lingue" N. 7, 2007, Il Mulino, Bologna, pp. 241–249. Strofe per dopodomani e altre poesie, a cura di Anna Maria Carpi, Einaudi, Torino 2011. Il consiglio dei gamberi e altre passeggiate sott'acqua, traduzione di Silvia Ruzzenenti, in "Prosa saggistica di area tedesca", a cura di G. Cantarutti e W. Adam, Il Mulino, Collana "Scorciatoie", Bologna 2011, pp. 17–50. La strada per Bornholm racconto presente in La notte in cui cadde il muro, a cura di Renatus Deckert, traduzione di Valentina Freschi, Scritturapura Editore, Collana Paprika, Asti 2009. I russi alle porte di Dresda, L'orologio della scuola, traduzione di Sergio Garau, in "Atti impuri" n. 9 , 2016, Miraggi, Torino, pp. 52-67. Comprende anche Conversazione con Durs Grunbein, a cura di sparajurij, ivi, pp.44-51. I bar di Atlantide e altri saggi, traduzione di Giulia Cantarutti e Silvia Ruzzenenti, Einaudi, Torino 2018.

Letteratura critica Daniele Vecchiato (cur.), Versi per dopodomani. Percorsi di lettura nell’opera di Durs Grünbein, Mimesis, Milano 2019.

Traduzioni in inglese Ashes for Breakfast - Selected Poems. trad. da Michael Hofmann. Farrar, Straus & Giroux, New York 2005/Faber & Faber, London 2006 The Bars of Atlantis - Selected Essays. (Ed. Michael Eskin). Farrar, Straus & Giroux, New York 2010 Descartes' Devil - Three Meditations.Trad. di Anthea Bell. Upper West Side Philosophers, New York 2010 The Vocation of Poetry. Trad. di Michael Eskin. Upper West Side Philosophers, New York 2011 Mortal Diamond: Poems. Trad. di Michael Eskin. Upper West Side Philosophers, New York 2013

Traduzioni in francese Galilée arpente l'enfer de Dante et n'en retient que les dimensions. Traduit de l'allemand par Laurent Cassagnau, L'Arche, Paris 1999