Giuggianello (Sciuvaneddhru o Sciuaneddhru in dialetto salentino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia.
Situato nel Salento meridionale, è il più piccolo comune della Provincia di Lecce e della penisola salentina in termini di abitantihttps://lecce.italiani.it/giuggianello-il-piu-piccolo-comune-del-salento/.
Geografia fisica Territorio Il territorio del comune di Giuggianello, che si estende per nella parte sud-orientale della penisola salentina, si sviluppa con una forma allungata secondo la direttrice est-sud-ovest. Presenta una morfologia prevalentemente pianeggiante, con modesti rialzi delle Serre salentine la cui quota massima raggiunge i 123 metri nei pressi della chiesa della Madonna della Serra, in direzione di Minervino di Lecce. Il centro abitato sorge in una leggera depressione a
Il paese dista 35,8 km da Lecce, da Otranto, da Gallipoli e 45 km da Santa Maria di Leuca. Confina a nord con il comune di Palmariggi, a est con i comuni di Giurdignano e Minervino di Lecce, a sud con il comune di Poggiardo, a sud-ovest con il comune di Sanarica, a ovest con il comune di Muro Leccese.
Poco distanti dal comune e ben collegate da strade provinciali, le note località balneari adriatiche di Porto Badisco (12,5 km), Castro Marina (13,4 km), Porto Miggiano (13,6 km), Santa Cesarea Terme (13,7 km), Otranto (13,8 km), località "Zinzulusa" (14,9 km) e località Alimini (20 km).
Clima Dal punto di vista meteorologico, Giuggianello rientra nel territorio del Salento orientale che presenta un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati calde umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai , mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui . Le precipitazioni, frequenti in autunno ed in inverno, si attestano attorno ai di pioggia/anno. La primavera e l'estate sono caratterizzate da lunghi periodi di siccità.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del Salento orientale sono influenzati fortemente dal vento attraverso correnti fredde di origine balcanica (cd. vento "Tramontana"), oppure calde di origine africana (cd. vento "Scirocco").
Origini del nome Negli antichi documenti il casale viene denominato Juianellum. . rimandano l'origine del nome al centurione romano Giuggianus o a un comandante che si stabilì nel territorio in seguito alla conquista romana del Salento. Più probabile l'ipotesi che il nome derivi dal latino Joannellum, "Giovannello" (piccolo Giovanni) al quale è attribuibile anche la Grotta di San Giovanni (Joanni). La traduzione del nome dialettale (Sciuvaneddhru), infatti, è alla lettera "Giovannello" e non Giuggianello la cui traduzione sarebbe Cicianeddhru che nulla ha in comune con le giuggiole.Eugenio Imbriani, Culto e devozione a Giuggianello. San Cristoforo a maggio, Akádemos, 2008, ISBN 9788895886015.
Storia Il territorio fu abitato sin dal Neolitico come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti nella grotta della Madonna della Serra e i numerosi monumenti megalitici sparsi nelle campagne (dolmen, menhir, ecc.). Nei dintorni di Giuggianello esistevano gli antichi casali medievali di Quattro Macine e Polisano, di cui restano solo poche tracce.Il casale di Giuggianello (Juvanellum), situato a sud-est dei casali di Quattro Macine e Polisano, nacque nel IX secolo e si sviluppò probabilmente in seguito alla distruzione della vicina Muro Leccese, avvenuta nel 924 ad opera dei Saraceni. I profughi muresi, in fuga dalla loro città, vi si stabilirono determinando un significativo incremento demografico.Nel 1192 il casale venne incorporato nella Contea di Lecce retta da Tancredi d'Altavilla quindi infeudato a favore dei Baroni di Noha. Intorno al 1250 il feudo passa al potente barone di Matino Glicerio de Persona in quanto dote della di lui moglie Riccarda di Giurdignano. Con l'avvento degli angioini diventa feudo di Anselin de Toucy, cugino del re di Francia e di Carlo d'Angiò in quanto Giuggianello fa parte della dote di una delle figlie di Glicerio, Sibilla de Matino, che va in sposa al de Toucy. Agli inizi del '300 il feudo, insieme a tutti gli altri possedimenti della de Matino, viene revocato al regio fisco. Nel 1434, sotto il governo di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, Giuggianello ottenne il privilegio della delimitazione del proprio feudo rispetto ai paesi limitrofi. Il primo feudatario fu Ugo di Bonavilla, mentre nel 1549 era di proprietà di Roberto Venturi. A contendersi il feudo ci furono nei secoli i Martino, i Basurto, i Guarini e i Veris. Nel 1641 venne acquistato da Giovan Battista Lubelli, il quale ottenne il titolo di Barone. Nel 1749, con l'estinzione della famiglia Lubelli, il feudo ricadde nel Regio Fisco e venne acquistato dalla Chiesa di Otranto che ne esercitò il controllo fino all'eversione della feudalità (1806).Nel 1827 Giuggianello era un piccolo comune di circa 600 abitanti, la cui popolazione era dedita esclusivamente all'agricoltura.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 3 dicembre 2001.
Lo stemma si può blasonare:
Le quattro mole alludono all'antico casale Quattro Macine; la sigla GG, riprende quella di un antico stemma presente sulla chiesa principale del paese; la corona baronale ricorda che la cittadina era capoluogo di baronia mentre il fasciato riprende con tutta probabilità il blasone degli antichi feudatari.
Profilo araldico dello gonfalone:
Un precedente stemma di Giuggianello era di rosso, a due fasce d'argento, con una pianta di giuggiolo sradicata, attraversante sul tutto. Il giuggiolo faceva riferimento all'origine del toponimo.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di Sant'Antonio Abate
La chiesa madre di Sant'Antonio Abate fu edificata nel 1781 sul sito di una preesistente costruzione edificata per volere di Giovanni Maria Mastrangelo, arciprete di rito greco del paese. L'originario edificio, dedicato a San Cristoforo, esisteva già nel 1538 e fu più volte rimaneggiato. Verso la metà del XVII secolo, subì un notevole rifacimento e fu arricchito di numerosi altari. Così rifatta la chiesa ebbe il titolo di Sant'Antonio Abate. Intorno alla metà del Settecento, rivelandosi troppo angusta per accogliere tutta la popolazione, si stabilì di ricostruirla ex novo.La progettazione della nuova struttura fu affidata all'architetto Angelantonio Verdesca di Copertino. Presenta un'elegante facciata in pietra leccese, rimasta incompiuta per la carenza dei mezzi finanziari. È divisa in due ordini da un'aggettante trabeazione: nel primo ordine, scandito da alte lesene corinzie, si apre il portale d'accesso dalla decorazione mistilinea; il secondo ordine, raccordato al primo da volute, accoglie una finestra centrale finemente decorata, sormontata dall'antico stemma civico raffigurante due lettere G maiuscole. In posizione arretrata, in corrispondenza del braccio destro del transetto, si eleva il campanile a pianta quadrata.L'interno, a navata unica con croce latina, è dotato di presbiterio nel quale è custodito l'altare maggiore realizzato recuperando gran parte del materiale dell'altare della preesistente chiesa. Su di esso si colloca una grande nicchia contenente la statua lignea di San Cristoforo. Nella navata e nel transetto sono distribuiti gli altari dedicati a Sant'Antonio da Padova, alla Madonna Addolorata (con tela del 1797), a San Vito (con tela del 1793), alla Madonna del Carmine (con tela del 1808) e a San Cristoforo.Da "Vivere «di sua fatiga»: vicende di gente comune. Un villaggio del Salento nel Settecento: Giuggianello" di L. Palumbo.
Chiesa della Madonna Assunta La chiesa della Madonna Assunta risale al XVI secolo ma subì importanti modifiche nel 1782. È erroneamente detta della Madonna dei Poveri per via del cimitero che si estendeva intorno fino al 1892 e che accoglieva le salme dei cittadini più poveri della comunità, oltre a quelle degli associati alla Confraternita dell'Assunta.Il prospetto principale, dalle semplici linee architettoniche, presenta un sobrio portale posto in asse con una piccola finestra rettangolare. Lateralmente si apre un portale architravato impreziosito dallo stemma della Casa Borbonica e da una lunga epigrafe latina affissa in onore del re Ferdinando IV che si adoperò per il consolidamento della cappella in seguito ai danni causati dal terremoto del 1743. L'edificio è dotato di un campanile a vela con due fornici.L'interno, ad aula unica rettangolare con copertura a stella, è scandito da tre arcate per lato nelle quali si aprono brevi cappelle. Sono presenti alcuni dipinti su tela fra cui una Natività. Sull'altare maggiore campeggia la statua della Madonna Assunta.Da "CHIESA MADRE, CAPPELLE, CASTELLO, PALAZZI, TORRE OROLOGIO E CASE A CORTE: Giuggianello flash d'arte, alunni 3°A 1993/94 scuola Media Tito Schipa, succursale di Giuggianello"
Chiesa della Madonna della Serra La chiesa della Madonna della Serra, radicalmente ristrutturata nel 1615, ha antiche origini e il sito su cui sorge è interessante dal punto di vista paesaggistico e archeologico. Immersa tra secolari ulivi e macchia mediterranea, nelle sue vicinanze è presente l'omonima grotta neolitica scoperta negli anni settanta e i resti di una torre messapica, messa in evidenza dall'Università del Salento.Il prospetto, caratterizzato da una severa semplicità decorativa, è impreziosito da un portale sulla cui architrave è incisa un'epigrafe che ricorda l'edificazione del 1615 e il restauro del 1966. Al 1945 risalgono i tre grandi archi contrafforti realizzati per garantire la staticità della struttura. L'interno è costituito da un'unica navata rettangolare, coperta con volte a stella, sul cui fondo è posizionato un piccolo altare e una nicchia contenente la statua della Madonna della Serra.Antistante la chiesa si erge una colonna votiva in pietra leccese del 1708 sul cui capitello è posta una statua della Madonna col Bambino.
Cripta di San Giovanni Battista La cripta di San Giovanni Battista, di origine bizantina, risale al X-XI secolo. L'ipogeo appartiene a un insediamento rupestre la cui data di fondazione è collocabile al 953 d.C. Inizialmente adibito a luogo di culto dei monaci basiliani di rito greco, divenne una cappella cristiana di rito latino dove si continuò a venerare San Giovanni Battista.Scavato interamente nella roccia calcarea, l'ipogeo presenta un impianto a tre navate, con una larghezza di otto metri e un'altezza di due, separate da due pilastri centrali ricavati durante lo scavo. Nella navata centrale è collocato un piccolo altare sul quale vi è un incavo quadrangolare occupato da un recente affresco di San Giovanni realizzato in occasione dei lavori di recupero effettuati nel 1990 su determinazione del locale Centro di Cultura Sociale e di Ricerche. Intorno ai pilastri insistono i sedili a gradino. Degli affreschi originari rimangono solo alcuni volti di santi difficilmente identificabili.
Architetture civili Palazzo Frisari-Bozzi Colonna Il Palazzo Frisari-Bozzi Colonna è un importante esempio di architettura extraurbana del Salento. È sorto infatti come residenza gentilizia di campagna, isolata rispetto all'abitato. Fu costruito fra il XVIII e il XIX secolo dalla nobile famiglia Frisari, successivamente passò ai Bozzi Colonna e diventò poi di proprietà comunale. Il Comune ha recentemente venduto a Olga di Grecia, moglie di Aimone di Savoia-Aosta.Il palazzo presenta un austero prospetto con due portali e cinque finestre in corrispondenza del piano superiore. All'estremità destra è presente un piccolo campanile a vela, segno distintivo di una cappella interna. L'edificio, a pianta rettangolare, si articola su due piani. Al piano terra insistono le stalle e i depositi; il piano superiore ospita le grandi stanze nobiliari decorate con scene mitologiche.
Palazzo Pirtoli