Il nazionalsocialismo, chiamato anche nazismoTale termine - come Germania nazista - è riscontrabile ad esempio in un discorso di Galeazzo Ciano del 1939, celebrativo del patto d'acciaio, in senso neutro, talvolta anche hitlerismoHitlerismo, su Treccani.it, è stata un'ideologia di estrema destra che ha avuto la propria massima diffusione in Europa, nella prima metà del XX secoloNazionalsocialismo, Treccani. Si caratterizza per una visione nazionalista del socialismo radicale, populista, statalista, collettivista, razzista e totalitariadi Konrad Kwiet, da Enzyklopädie des Nationalsozialismus, Klett Cotta Verlag, Stoccarda 1997, p. 50. ISBN 3-608-91805-1. Nacque subito dopo la prima guerra mondiale in Germania.

Il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP) sotto Adolf Hitler salì al potere nel 1933 trasformando il Reich tedesco nel periodo 1933-1945 in un totalitario "Stato Leader", la Germania nazista o Terzo Reich, ispirato completamente all'ideologia nazionalsocialista, all'antisemitismo, al nazionalismo tedesco e al pangermanismo. Con l'invasione della Polonia, nel 1939 innescò la seconda guerra mondiale. L'esperienza nazista come sistema di governo si è conclusa con la resa incondizionata dell'esercito tedesco in data 8 maggio 1945 e la vittoria militare delle contrapposte forze alleate.

Il termine "nazionalsocialismo" ed il concetto di socialismo nazionale, preesistenti al 1919 da almeno un trentennio e di diverso e vario utilizzoA cominciare dalla Nationalsozialer Verein di Friedrich Naumann, nel Kaiserreich tedesco del 1896, e dagli ancora precedenti progetti tedeschi del periodo a cavallo della morte di Otto von BismarckWerner Conze: Friedrich Naumann. Grundlagen und Ansatz seiner Politik in der nationalsozialen Zeit (1895–1903) (Friedrich Naumann. Principi e approccio alla sua politica nell'epoca sociale nazionale (1895-1903)). In: Walther Hubatsch: Schicksalswege deutscher Vergangenheit. Beiträge zur geschichtlichen Deutung der letzten 150 Jahre. Festschrift für Siegfried A. Kaehler. Droste, Düsseldorf 1950 (Ristampato:Contributi per l'interpretazione storica degli ultimi 150 anni. Celebrazioni per Siegfried A. Kaehler, Keip, Goldbach, 1993)., si videro confluire in quell'anno nel nome del DAP, Deutsche Arbeiterpartei, in realtà fondato nel 1903 in Austria, il cui nome venne riutilizzato da Hitler per poi rinominarsi nel 1920 appunto come NSDAP. Hitler ha definito i concetti di nazionalismo e socialismo in modo molto personale: il nazionalismo è citato come la devozione del singolo per la sua comunità nazionale, mentre il socialismo è descritto come una responsabilità della comunità nazionale per l'individuoJoachim Fest: Hitler. Eine Biographie. 8. Auflage 2006, S. 411, tradotto in: Hitler. Una biografia Rizzoli (1973) ISBN 88-11-67850-1 e Garzanti Libri (1999) ISBN 88-11-69289-X.

Sono state rintracciate dagli storici molte cause che avrebbero favorito l'ascesa del nazionalsocialismo; tra cui la forte paura di una rivoluzione comunista che, data la pessima situazione economica instauratasi in Germania, era vista come imminente (in questo contesto si inserisce anche l'incendio del Reichstag). Una controrivoluzione preventiva (secondo le parole di Luigi Fabbri) era vista come una soluzione per evitare una rivoluzione comunista. Cionondimeno, la svolta autoritaria fu determinante nello scoppio della seconda guerra mondiale e generò un'impressionante quantità di morti e torture.

Caratteri generali

Il nazismo esprime una forma nazionalista e totalitaria di movimento d'estrema destra, con iniziali mire operaiste, opposta al socialismo internazionale di stampo marxista. Il termine nazional-socialismo parrebbe un ossimoro, ma l'antitesi che reca in sé, dal momento che il nazionalismo è un movimento nazionale mentre le correnti dominanti del socialismo sono orientate in senso internazionalista e universalista, deriva dalla personale idea hitleriana di concetti in realtà diversamente significanti esposti nell'introduzione. Tuttavia, in America Latina, dopo gli anni trenta, e, nei Paesi afroasiatici nel periodo successivo alla decolonizzazione, molti partiti e governi conciliavano nazionalismo, antiamericanismo e socialismo o almeno una politica statalista in economia.

I fautori di tale corrente sono stati tuttavia oggetto di ostilità crescente da parte di Hitler: la più significativa ondata di persecuzione in questo ambito iniziò il 30 giugno 1934 con la cosiddetta notte dei lunghi coltelliGiorgio Galli. Hitler e il nazismo magico. Ed. Rizzoli / Collana: BUR; 2005.. Il nazismo trae origine dal partito politico guidato dal suo ideologo principale Adolf Hitler, l'NSDAP (Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei, "Partito operaio nazionalsocialista tedesco"), ed è basato su un programma politico indicato da questi nel libro Mein Kampf. Una volta raggiunto il potere, esso trasformò il sistema governativo in una spietata dittatura, con un programma sistematico di segregazione e di eliminazione anche fisica degli avversari politici e di persone appartenenti a categorie ritenute inferiori o dannose per la società, quali ebrei, nomadi, omosessuali, appartenenti a piccoli gruppi religiosi come i Testimoni di Geova, portatori di handicap fisico o mentale, massoni, asociali, categorie definite nel complesso con l'aggettivo untermenschen, cioè "sub-umani".

Nel suo Mein Kampf (La mia battaglia), Hitler spiega chiaramente i motivi per cui intende perseguitare queste categorie: «La sconfitta dell'esercito tedesco, invitto, al termine della prima guerra mondiale è scaturita da una pugnalata alle spalle inferta dal giudaismo internazionale con la complicità della massoneria, del bolscevismo internazionale, del nomadismo fomentatore di disordini e del pacifismo propugnato dagli omosessuali e da vasti settori religiosi, tutti quanti sotto l'egida del Papa a Roma».

La Germania di questo periodo storico viene generalmente indicata come Germania nazista, mentre il periodo tra il 1933 ed il 1945 è propriamente conosciuto con il termine di "Terzo Reich" (in tedesco: Das Dritte Reich, traducibile in italiano con la locuzione "Il Terzo Regno"), storicamente riconducibile ai due precedenti imperi tedeschi. Il Primo Reich fu fondato nel 925, dopo la dissoluzione dell'Impero Carolingio, da Ottone I, che fu incoronato da papa Giovanni XII e divenne il primo imperatore del Sacro Romano Impero (962).

Il Primo Reich continuò fino all'inizio del XIX secolo: dopo la pace di Presburgo (odierna Bratislava, capitale della Slovacchia), il 26 dicembre 1805, e la nascita della Confederazione del Reno (uno Stato fantoccio controllato da Napoleone, luglio 1806), Francesco II d'Asburgo rifiutò la corona di imperatore (agosto 1806), mettendo fine così al Primo Reich. Il Secondo Reich corrisponde al nuovo Stato unitario germanico dopo la vittoria sulla Francia (la Germania guglielmina degli Hohenzollern, 1871 - 1918) e venne fondato dal cancelliere prussiano Otto von Bismarck nella città di Versailles (1871).

Il Secondo Reich aveva una struttura federale che venne mantenuta anche dopo la sua caduta, che coincise con la sconfitta tedesca nella prima guerra mondiale e la creazione della Repubblica di Weimar (nota ugualmente come Deutsches Reich, seppure repubblica; infatti, il primo articolo della costituzione della neonata repubblica - 1919 - testualmente così recitava: "Das Deutsche Reich ist eine Republik", ossia, letteralmente, "Il regno germanico è una repubblica")Silvio Bertoldi. Hitler, la sua battaglia. Rizzoli Editore; Milano: 1990; ISBN 88-17-84042-4. Nazismo e nazionalsocialismo (in tedesco Nationalsozialismus) erano utilizzati anche all'epoca come sinonimi anche dagli interessati, il primo diventando dominante ed acquisendo una connotazione dispregiativa con la fine della seconda guerra mondiale. Gli aderenti al nazismo sono detti nazisti.

Ideologia

In base al Mein Kampf, Hitler sviluppò le sue teorie politiche, partendo dall'osservazione delle politiche dell'Impero austro-ungarico. Egli nacque come cittadino dell'Impero, e credeva che questo fosse indebolito dalla diversità etnica e linguistica. Egli fondava concezione di base del nazionalsocialismo sulla riunificazione di tutti i territori germanofili: Alsazia, Lorena, Svizzera tedesca, Liechtenstein, Lussemburgo, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia, Svezia, Islanda e regioni a prevalenza etnica tedesca in Italia (Alto Adige e porzioni del Veneto abitate da Cimbri e Ladini), Polonia, Cecoslovacchia, Lituania e Lettonia (la regione attorno al porto di Liepāja) ed Ucraina (fino al 1941 era stanziata, tra il basso corso dei fiumi Don e Volga una nutrita comunità di russo - tedeschi, i "Tedeschi del Volga", discendenti dei coloni germanici che la zarina Caterina II, anch'ella d'origini tedesche, aveva chiamato ivi a stanziarsi, nel 1762, e che furono deportati da Stalin nella regione dell'Altai, principalmente).

Un discorso a parte merita il Regno Unito, dove la componente migratoria degli Iuti, dei Sassoni e degl'Angli, iniziata nel 449 d.C. aveva oramai portato ad una fusione troppo profonda con l'originale ceppo indigeno dei Celti, ed un discorso analogo andava fatto con la Francia, dove - pressappoco nelle medesima epoca - avvenne l'immigrazione dei Franchi (originari dell'omonima regione tedesca della Franconia). Mentre la Gran Bretagna avrebbe dovuto allearsi con la Germania, la Francia avrebbe dovuto - dalle parole di Hitler in persona nel suo Mein Kampf - : "...Prima purgare la sua scellerata tracotanza nei confronti del Reich a cominciare dalle imposizioni di Versailles, procedendo con la predazione contro il popolo tedesco nei plebisciti che hanno regalato - nel 1920 - l'Holstein alla Danimarca, Eupen e Malmedy al Belgio, Hultschin (odierna città di Hlučín) alla Cecoslovacchia, Teschen alla Polonia ed alla Cecoslovacchia, l'Alta Slesia, la Prussia Occidentale alla Polonia, per continuare - nel 1923 - con il furto del Territorio di Memel a favore della Lituania, per non citare l'occupazione rapace della Ruhr".

Forte di questa teoria, l'ideologia nazista prevedeva un "focolare unico" ("Vaterland") in cui comprendere tutti i popoli di lingua germanica, il cosiddetto "Pangermanesimo" ("Pangermanismus"), espressa dal motto tipicamente nazista di "Ein Volk, ein Reich, ein Führer!" ("Un solo popolo, un solo stato, un'unica guida politica!"). In ciò non si discostava di molto dai programmi politici adottati da alcune coeve associazioni, quali la Lega Pangermanica (Alldeutscher Verband), la Unione Per la Protezione e la sfida del Popolo Tedesco (Deutschvölkischer Schutz- und Trutzbund), l'Ordine Germanico (Germanenorden) e la Associazione Thule (Thule-Gesellschaft), per non citare la più potente di tutte, che arrivò a contare ben iscritti, l'associazione estremista e paramilitare Stahlhelm, Bund der Frontsoldaten (Elmetti d'acciaio, Lega dei veterani). Per quanto concerne l'influenza delle filosofie pseudostoriche tipiche dell'ordinamento della Thule-Gesellschaft sul nazismo, si rimanda alla voce "Misticismo nazista". Quivi giova solo ricordare che tutte le summenzionate società furono sciolte d'ufficio tra il 1933 ed il 1935 ed i loro iscritti vennero tesserati d'ufficio nel Partito Nazista stesso.