Giavera del Montello (Jàvara o Jàvera in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Treviso in Veneto.

Geografia fisica

Origini del nome Il nome Giavera è chiaramente legato all'omonimo corso d'acqua. A sua volta, l'idronimo deriverebbe dal latino glaber "liscio" o altrimenti "mondo", in riferimento alle terre attraversate o alle sue acque.

Storia I primi insediamenti umani nel territorio di Giavera risalgono ai tempi dell'Uomo di Neanderthal, come testimoniano reperti litici e uno scheletro umano risalente a 40.000 anni fa sepolto nella grotta del Bo' de Pavei. La zona fu poi abitata dai sapiens sapiens, con arrivi di popolazioni da est, che si sono miscelati con i residenti cacciatori-raccoglitori, che arrivarono in Italia ad ondate nei secoli e millenni, apportando nuove migliorie di conoscenze tecniche e di linguaggio, visto che l'evoluzione arrivò sempre dal medio oriente ed Africa del nord-est, che da sempre è stato il fulcro dei miglioramenti, in quanto la fascia climatica lo permetteva.

Poi, dopo il periodo del neolitico, gli antichi veneti erano presenti in tutto il Triveneto, anche se con le differenze dovute all'orografia e clima relativo. Villaggi erano molto rari e molto piccoli. Un aumento della popolazione si ebbe attorno al 1600 a.C., come lo fu per il medio oriente. La via dell'ambra, con i commerci dagli stati del nord, ne certifica gli scambi e quindi i passaggi fra i sentieri principali, anche se la popolazione era ancora molto rada. In pianura successivamente si sviluppò la civiltà delle Terremare e dei palafitticoli, dove alcuni villaggi raggiungevano più di 1.000 abitanti e dove si sono trovate alcune ceramiche di epoca micenea, se non minoica. Questa popolazione ebbe una crisi numerica molto forte, con un periodo climatico freddo e piovoso-umido, che determinò il trasferimento della popolazione di pianura, verso le alture. I fiumi più importanti subirono tutti deviazioni degli alvei.

Dalla fine del X secolo avanti Cristo, con un'altra delle tante migrazioni da est, arrivati dai passi del Friuli, si formò la popolazione dei Veneti, oggi denominati Venetkens, che per la prima volta si diffusero in tutto il territorio, che era totalmente forestato, formando piccoli villaggi, a diversa tipologia abitativa, a seconda dell'orografia del territorio. Tutti comunque erano lungo il corso di un fiume o torrente, dove l'acqua era il bene primario.

Attorno al 270/250 a.C. il mondo latino cominciò ad affacciarsi con i primi commerci che arrivano dal mare, visto che i territori venetici furono invasi dai celto-galli, distruggendo l'avanzamento culturale portato dagli Etruschi che venivano dal sud padano, come dagli empori commerciali greci, etruschi e venetici insieme di Spina ed Adria, con le cittadine di Padova, Este, Oderzo, Mantova, Verona, Vicenza, Treviso, e altri centri minori, fra cui Aquileja, da cui iniziò la costruzione della prima grande centuriazione agraria romana nel 181 a.C., e da cui partì la prima strada consolare Postumia e che aveva direzione Genova, passando fra la strada de Veneti che era pedemontana e la pianura media troppo adacquata, del 143 a.C.

Nel medioevo fu feudo dei Collalto per poi passare definitivamente alla Serenissima sul finire del XIV secolo. L'area fu particolarmente importante per la Repubblica in quanto dal bosco del Montello provenivano i pregiati roveri che rifornivano l'Arsenale.

Durante la Grande Guerra, Giavera si ritrovò in prossimità del fronte del Piave e fu sconvolta dalla battaglia del Solstizio, che si svolse presso la Valle dei Morti, a Santi Angeli.Comune Giavera Dalla sezione Storia del Comune del sito istituzionale

Simboli Lo stemma comunale e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 5 luglio 1964.

Il gonfalone è un drappo di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo: è ubicata su un crinale, parte del fronte sud della collina del Montello. L'edificio è costituito da una unica aula con andamento nord-sud, con l'ingresso principale verso sud e gli ingressi laterali ad est e ovest. L'edificio presenta una conformazione planimetrica di tipo basilicale ad unica navata rettangolare. Sulle pareti laterali si trovano quattro cappelle contenenti altari policromi in pietra; vicino all'ingresso sono collocate le due cappelle laterali più piccole, quella rivolta ad est "dei Certosini", contenente un altare in pietra e resti dell'antica Certosa, ad ovest è ubicato il battistero in pietra. Lo spazio presbiteriale è a pianta quadrata, rialzato di tre gradini rispetto all'assemblea, e privo di abside. Ai lati del presbiterio si sviluppano gli ambienti di servizio e la sacrestia. L'intero edificio, nonostante le varie modifiche subite nel corso del tempo, presenta strutture in elevazione uniformi, costituite da muratura mista in mattoni e pietra locale (pietra puddinga). La copertura presenta due falde con struttura portante il legno e manto in coppi di laterizio. La facciata presenta una finitura a marmorino ed è scandita da quattro lesene, poste su un basamento, che sorreggono un timpano triangolare. Al centro si trova il portone d'ingresso principale, sottolineato da un timpano triangolare, con al centro un ovale in metallo decorato. Sopra l’ingresso, nella porzione superiore della facciata, si osserva una lunetta con intonaco decorato a fresco. Tra il portale e la lunetta è collocata una targa con l'intitolazione della chiesa. Il fronte sud delle cappelle laterali presenta una lunetta che illumina le cappelle retrostanti. Il campanile, isolato e posizionato sul fronte est, è leggermente disassato rispetto alla chiesa. Chiesa di Santa Maria Assunta: la prima notizia storica certa relativa a questa chiesa risale al 1152, quando il vescovo di Treviso Bonifacio si fa assegnare da papa Eugenio III, con una bolla ufficiale, datata 3 maggio 1152, la Pieve di Cusignana, ma solo nel 1609 la chiesa vecchia viene consacrata con il titolo all’Assunta. Il ‘700 è il secolo determinante per la chiesa che viene restaurata, ampliata e assume l’aspetto attuale. Nel 1721 la costruzione della chiesa è ultimata con l’erezione dell’altare di San Prosdocimo, protettore della città di Padova da cui proveniva il parroco. Il 22 settembre 1726 il vescovo Zacco consacra la nuova Chiesa (l’attuale) ma secondo alcuni la chiesa è bella ma un po’ goffa perché è troppo corta rispetto alla sua larghezza e all’ampiezza del coro. Nel 1910 su progetto del Sicher, don Giovanni Mattarollo, fa allungare la chiesa. Il 15 Giugno 1918 una granata sfonda il tetto e lo distrugge completamente con l’affresco del Canal. Finita la guerra, nel 1919 ci si attiva per l’opera di ricostruzione ed in poco tempo si riesce a portare a termine il progetto realizzato dal prof. Antonio Beni ed eseguito a spese del Genio Civile. Il 20 dicembre 1919 la chiesa ha il nuovo soffitto a forma di carena di nave rovesciata. La Chiese assume l’aspetto attuale nel 1721. La pianta è di tipo basilicale ad unica navata rettangolare con cappelle laterali e cappella presbiterale quadrata con abside poligonale ed ai lati e sul retro ambienti di servizio. Un grande fervore artistico caratterizza, nel corso del XVIII e XIX secolo, la decorazione della chiesa avvalendosi del contributo di numerosi artisti di talento. Il pittore Gian Battista Canal dipinge i due affreschi nel presbiterio, l’Adorazione dei Magi e la Deposizione di Gesù. Il presbiterio viene impreziosito nel 1753 da un tripudio di stucchi e rilievi di fine gusto barocco ad opera di Giovanni Carovo. La facciata è in stile neoclassico con quattro paraste di ordine ionico che sorreggono la trabeazione, sopra la quale è presente un timpano triangolare dentellato con all’interno un oculo vetrato. Il portone di ingresso principale è sormontato da un piccolo timpano ad arco, ai lati, nelle campate laterali, sono presenti due nicchie con statue. Chiesa dei Santi Angeli Custodi: l’originaria chiesa di Santi Angeli del Montello ubicata in piazza don Marco dal Molin risale al 1907, costruita su iniziativa di mons. Longhin. Distrutta nel 1918 durante i bombardamenti della prima guerra mondiale, l’attuale chiesa è stata ricostruita sul sedime della precedente nel 1023 ed ha subito nel corso degli anni alcuni lavori di trasformazione, l’ultimo risalente al 1996. La chiesa, orientata in direzione nord-sud, è a navata unica con quattro cappelle laterali aperte simmetricamente lungo i lati. La zona del presbiterio è rialzata di tre gradini rispetto al pavimento della navata e presenta un absidale a forma semi–esagonale dove sono collocati l’organo e il coro. La facciata presenta un ordine gigante di due coppie di paraste decorative poggianti su un alto basamento, prolungato quasi a raggiungere l'altezza dell'ingresso. Sopra le paraste una trabeazione semplice sorregge il timpano di copertura, marcato da un cornicione sporgente, con una finestra oculare nel centro. Nella parte centrale della facciata si apre il portale di ingresso sovrastato dallo specchio maggiore decorato. L'interno della chiesa presenta un ordine gigante con trabeazione continua che corre lungo tutta la navata. Le nicchie delle cappelle laterali, come l'ingresso e l'arcata di apertura verso il presbiterio, sono scandite da coppie di paraste con capitelli compositi. Sulla trabeazione poggia l'imposta della volta a padiglione che riveste il soffitto della chiesa. Architetture civili Casa Serena sulla presa nº 10 del Montello, nel corso della Grande Guerra fu un caposaldo italiano all'estremità occidentale della 'Linea della Corda', sulla quale si infranse l'urto austriaco nelle prime giornate della Battaglia del Solstizio (15-23 giugno 1918).

Casa Cattai, prese nome dall’omonima famiglia che servì il parroco di Cusignana.

Giavera British Cemetery, è un luogo di memoria curato dalla Commonwealth War Graves Commission che ospita 417 tombe di soldati alleati caduti durante la Prima Guerra Mondiale (dicembre 1917 - marzo 1918). Immerso in un paesaggio silenzioso, presenta un ordine rigoroso con lapidi uguali in pietra bianca, la Croce del Sacrificio e la Pietra della Rimembranza. È adiacente al cimitero comunale.

Ville venete Di seguito è riportato un elenco delle ville venete presenti sul territorio comunale di Giavera: Villa Letizia Wassermann., complesso settecentesco (circa 1750) composto da un corpo padronale a tre piani e un'ala rustica. Proprietà del Comune dal 2007, è immersa in un parco ai piedi del Montello e ospita eventi socio-culturali, corsi e scuole di musica Villa Manin Morassi detta La Provvederia, antica struttura del XVI secolo, ex sede del provveditore incaricato di vigilare sul bosco del Montello. Caratterizzata da uno stile severo con finestre ad arco, una trifora centrale e stemmi dei provveditori (1523-1797), la proprietà include una foresteria e un oratorio. Villa Rinaldi Villa Tiretta Agostini, dimora del XV secolo considerata un prototipo delle ville palladiane in linea. Caratterizzata da un corpo centrale e barchesse laterali, è un bene privato, spesso votato come "Luogo del Cuore" FAI. Include un oratorio settecentesco dedicato alla Beata Vergine del Rosario. Villa Zanatta Vianello Uria Polles Corletto

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti nel comune erano , ovvero il % della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:Cittadini stranieri tuttitalia.it

Romania Marocco Albania Cina Kosovo

Geografia antropica Frazioni Cusignana Si trova a sud del capoluogo comunale, oltre il rilevato della ferrovia Montebelluna – Susegana. È attiva la comunità con la tradizionale Sagra di Cusignana, che si tiene nel mese di agosto, con stand gastronomici e musica.

San Rocco di Cusignana un tempo nota come Cusignana Bassa, il nome attuale si riferisce alla chiesetta di San Rocco, eretta nel 1868.

Santi Angeli