Il terribile Pesce-cane, detto anche semplicemente il Pesce-cane, soprannominato anche l'Attila dei pesci e dei pescatori, è l'ultimo antagonista e ostacolo del libro Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi.

Ruolo nella storia Tuffatosi in mare per salvare il padre, Pinocchio si arena la mattina seguente all'Isola delle Api Industriose. Mentre si asciuga i vestiti, Pinocchio domanda a un delfino di passaggio prima dove si trova e poi se abbia visto suo padre da qualche parte. Il mammifero non auspica all'uomo un buon fato, dicendo che è altamente probabile che sia diventato il pasto del terribile Pesce-cane, un mostro marino apparso di recente. Stando alla sua descrizione, il Pesce-cane è «più grosso di un casamento di cinque piani, ed ha una boccaccia così larga e profonda, che ci passerebbe comodamente tutto il treno della strada ferrata colla macchina accesa». La descrizione spaventa così tanto Pinocchio che, mentre si dirige al vicino villaggio, passa tutto il tempo a guardarsi le spalle nella paura che il mostro (con tanto di treno acceso che gli spunta dalla bocca) possa apparire da un momento all'altro.

Dopo qualche giorno, Pinocchio si fa valere a scuola come uno studente modello. Invidiosi e offesi di essere messi in ombra da un burattino, un gruppo di bulli, una mattina, lo convince a marinare la scuola per vedere il Pesce-cane dalla spiaggia visto che è stato avvistato. Speranzoso di poter fare qualcosa per riunirsi al padre, Pinocchio casca al loro trucco e li segue sulla spiaggia, ma del mostro non vi è traccia. I sette ragazzacci rivelano così il loro piano e ne segue una rissa.

Verso la fine del romanzo, dopo che Pinocchio è libero dalla forma di somaro grazie a dei pesci mandati dalla Fata, Pinocchio scappa dal suo compratore nuotando via. Mentre nuota, Pinocchio nota uno scoglio bianco con sopra una capretta dalla lana turchina, intuendo giustamente si tratti della sua Fata, ma proprio allora, ecco che emerge il Pesce-cane, descritto con «un'orribile testa di mostro marino, con la bocca spalancata, come una voragine, e tre filari di zanne che avrebbero fatto paura anche a vederle dipinte» (quest'ultimo dettaglio, più il nome, fa presumere si tratti di uno squalo gigante). Nonostante i suoi sforzi, Pinocchio viene inghiottito dal mostro. Preso dalla paura, Pinocchio si mette a piangere, attirando le attenzioni di un tonno, anch'esso divorato, che attende con rassegnazione e dignità di essere digerito. Pinocchio gli chiede se può esistere una via di fuga, ma il Tonno risponde che non è una soluzione plausibile, aggiungendo inoltre che il corpo del Pesce-cane è «più lungo di un chilometro, senza contare la coda». Incuriosito poi da una fievole fonte di luce in lontananza, Pinocchio va a investigare.

La luce si rivela una candela che appartiene a Geppetto, sopravvissuto per due anni al suo interno. Dopo aver abbracciato il padre, i due si scambiano i racconti di quello che hanno passato. Geppetto spiega che il giorno che affondò, fu divorato subito dal Pesce-cane «come un tortellino di Bologna», fortuna poi volle che anche un bastimento mercantile fece la stessa fine. I marinai si salvarono tutti, mentre il mostro inghiotti l'intera nave (meno l'albero maestro che gli rimase impigliato tra i denti) e con le numerose scorte e i pesci divorati dal mostro Geppetto è riuscito a sopravvivere, ma ora delle provviste non è più rimasto nulla se non la candela. Non potendo accettare che questa sia la loro fine, Pinocchio realizza dal respiro del mostro che egli soffre d'asma e dovrà dormire con la bocca aperta e potranno approfittare di ciò per scappare a nuoto verso la terraferma. Geppetto ride del piano, essendo incapace di nuotare e Pinocchio è troppo piccolo per scortarlo a nuoto, ma Pinocchio insiste e, presa la candela si incamminano verso la bocca. Raggiunta la bocca, uno starnuto del Pesce-cane scaraventa i due nuovamente nello stomaco, spegnendo la candela, ma senza demordere Pinocchio ci riprova e scappano.

In seguito, anche il Tonno, ispirato dal loro esempio, li copia, li raggiunge e li aiuta a raggiungere la riva. Quando trovano un posto per dormire presso la capanna del Grillo-parlante, egli spiega che ha ottenuto la dimora dalla capretta, rattristita dalla convinzione che il Pesce-cane abbia ucciso Pinocchio.

Significato Molti storici e letterari hanno fatto caso alla similitudine tra gli ultimi capitoli di Pinocchio con il mito di Giona: entrambi sono divorati da un mostro marino (che casualmente molti adattamenti identificano come una balena), ma anziché venire digeriti, i due protagonisti si ritrovano non solo salva la vita ma sono anche maturati nel pensiero e nelle azioni quando escono, non vi è più traccia della persona che un tempo erano. Il Pesce-cane, così come il mostro di Giona, è visto come la rappresentazione della rinascita o della redenzione.

Secondo altri, il Pesce-cane ha qualche associazione con la massoneria, nello specifico con il Tempio massonico con la volta celeste raffigurata sul soffitto è parallelato con il cielo stellato notturno che Pinocchio e Geppetto vedono dall'interno della bocca aperta.

Altri media

Come successo con le varie interpretazioni di Giona, il Pesce-Cane di Pinocchio è spesso dipinto come una balena in molti adattamenti del romanzo, mentre in quelli che cercano di seguire il più fedelmente la storia ritraggono il mostro come uno squalo gigante.

Nel primissimo adattamento del 1911, una Balena inghiotte Pinocchio dopo che fugge dal carcere di Acchiappacitrulli in mare. Al suo interno vi trova Geppetto e scappano dopo che la Balena viene attaccata da una tribù indigena che, trovando Pinocchio al suo interno lo ritengono un dio. Geppetto viene invece portato via, ma a fine scena è sano e salvo a casa sua. Nel film del 1947 Le avventure di Pinocchio di Giannetto Guardone, semplicemente chiamato "il mostro" inghiotte Pinocchio dopo che scappa dal Pescatore Verde. Al suo interno, Pinocchio trova subito Geppetto, che non riconoscendo il figlio per via del buio, lo scambia per un pesce e si sfoga con lui che non è felice di quello che Pinocchio gli ha fatto passare, ma gli vuole comunque molto bene, riabbracciandolo dopo che Pinocchio si fa coraggio e si mostra. Il tonno è assente e i due tornano a riva da soli. Nel film animato italiano del 1971 Un burattino di nome Pinocchio di Giuliano Cenci, è un lunghissimo mostro marino simile ad un serpentino squalo toro. Con l'assenza del delfino e la rissa dei bulli (riassunta dalla narrazione), non viene mai menzionato prima della sua apparizione. Nell'anime del 1972 Le nuove avventure di Pinocchio, il Pesce-cane è assente, ma un'enorme Rana pescatrice (chiamato Pesce-rana) prende le sue veci nell'episodio "Il tesoro". Intenti a recuperare un tesoro pirata affondato, i compagni di scuola mandano Pinocchio a scandagliare il fondo del mare, dove viene divorato con la cassa. Usando la sciabola dello scheletro pirata al suo interno, Pinocchio si fa strada per la pancia della bestia, uccidendola e facendola riemergere. Altre creature come un gigantesco Tricheco evocato dalla Fata della Quercia, il Mago del Mare e il Dio del fuoco dell'Isola Infernale hanno elementi in comune con il Pesce-cane essendo mostri marini e, nel caso dell'ultimo, mette a dura prova Pinocchio mentre salva suo nonno un'ultima volta. Nello sceneggiato TV del 1972 Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini, a parlare del Pesce-cane è un vecchio che Pinocchio incontra sulla costa del Paese delle Api Industriose e, come poi anche Geppetto e il tamburino discutono, non sanno dire se la bestia è un pescecane o una balena, essendo rappresentato con elementi di entrambi gli animali: fisionomia e sfiatatoio del mammifero, zanne e apparato digestivo dello squalo. L'atto finale della miniserie si ambienta nel suo stomaco: Pinocchio finisce col diventare un umano completo al suo interno e poi passa il resto della puntata a cercare di convincere Geppetto a scappare, ma il falegname trova lo stomaco allettante (specie considerando che le provviste non sono nemmeno scarse) e lo ritiene sicuro da mali della superficie e le cattive persone. Pinocchio passerà allora le notti a vedere le stelle dalla bocca, scoprendo del raffreddore del mostro, e il Tonno ne approfitterà anche per scappare, offrendo a Pinocchio di accompagnarlo alla riva. Geppetto lo scopre e, per quanto desista, colpito dall'amore di Pinocchio che si rifiuta di scappare senza di lui (e spaventato da un colpo di tosse del mostro), accetta di scappare. Nell'anime Pinocchio del 1976, un gigantesco capodoglio copre il ruolo del Pesce-cane ma inghiotte Geppetto solo il giorno prima di Pinocchio: Geppetto infatti non viene divorato dopo il naufragio e, tornato sano e salvo a riva, riprende le ricerche del figlio e Pinocchio fa altrettanto, ma durante una traversata in mare per raggiungere un'isola, Geppetto viene divorato dalla balena e Pinocchio fa la stessa fine il giorno dopo, ma entrambi sono pasti accidentali. Nella pancia, Pinocchio conosce il Tonno, che è nato nelle acque degli stomaci della balena e li considera i quattro oceani, così Pinocchio, quando tenta la fuga, si offre di portarlo fuori e fargli vedere il vero mare. Dopo aver trovato Geppetto, il gruppo tenta di raggiungere la bocca, ma i loro sforzi sono mandati in fumo quando la balena si mette a inghiottire acqua. Furioso, Pinocchio calcia una cassa di spezie piccanti da un relitto, irritando lo stomaco della balena che li sputa fuori, per poi andarsene. Nel film animato del 1987 I sogni di Pinocchio, un seguito della storia, la Balena è semi-rappresentata dalla nave dell'Imperatore della Notte, che ghermisce il battello di Pinocchio "divorandolo" con la prua. Nel film anime Doraemon - The Movie: Le 1000 e una notte del 1991, Nobita e Shizuka, mentre stanno viaggiando nella fiaba di Pinocchio grazie alle scarpe favolose, assistono a una scena molto simile al film Disney in cui Pinocchio e Geppetto, remando velocemente con una zattera cercano di sfuggire dal Pescecane, e incitano il burattino a non arrendersi se vuole diventare un bambino vero. Nel bel mezzo di una tempesta, i due si separano a causa delle onde, e Geppetto viene soccorso dalla Sirenetta a causa del misto tra le varie storie, facendo stranire subito i due ragazzi, mentre il Pescecane scompare misteriosamente di scena quando Pinocchio e Geppetto affondano. Nel film animato del 1992, una feroce Balena prende il ruolo del Pesce-cane, ma non ha differenze particolari dal libro. Nel film del 1996 Le straordinarie avventure di Pinocchio, Mangiafoco, l'Omino di burro e il Pesce-cane sono fusi in un unico personaggio: Lorenzini. Il malvagio burattinaio svolge, all'oscuro di tutti, un'attività segreta a Terra Magica: grazie all'ausilio di una fonte magica che trasforma chi la beve nell'animale che meglio rappresenta, attira i bambini nel parco giochi sopra eretto per trasformarli in asini quando inevitabilmente berranno o si bagneranno in essa passandoci sulle montagne russe. Pinocchio, grazie a dei buchi causategli da Lucignolo, si salva in parte dalla trasformazione di somaro e libera tutti i ciuchini rinchiusi, poi tenta di avvertire il resto dei bambini, ma Lorenzini lo sminuisce. Lucignolo, allora, lo calcia nella fonte e Lorenzini inizia a trasformarsi in una balena e, spaventando i ragazzi che scappano da Terra Magica, Lorenzini si butta nel fiume e da lì finisce in mare, concludendo la sua metamorfosi, diventando una balena rossa con i baffetti e i denti umani. Casualmente si imbatte in Geppetto e lo divora, poi fa lo stesso con Pinocchio che grazie all'alito di peperoncino del cetaceo lo riconosce. Ritrovato il padre, Pinocchio tenta la fuga, usando il suo naso bugiardo per allargare la gola per il genitore, ma il naso si spezza e finisce con il bucare la trachea. Lorenzini allora tossisce fuori i due e poi sprofonda in mare, apparentemente morendo.