Il santuario di Corbetta (noto ufficialmente come santuario arcivescovile della Beata Vergine dei Miracoli o più correttamente come santuario arcivescovile della Beata Vergine dei Miracoli in San Nicola), è un luogo di culto ubicato a Corbetta (MI). Esso rappresenta il principale dei siti per il culto mariano dell'area del magentino. L'immagine miracolosa in esso venerata, nota come Madonna di Corbetta, è stata dichiarata patrona di zona nel 1955 dall'allora arcivescovo di Milano, Giovanni Battista Montini.
Storia
La storia e l'evoluzione artistica del santuario della Madonna dei Miracoli, il più importante edificio di culto corbettese, sono legate indissolubilmente all'apparizione miracolosa del 17 aprile 1555. In quel giorno infatti, primo giovedì dopo la Pasqua di Risurrezione, nella piazzetta antistante la piccola chiesa di San Nicola (oggi parte inferiore del santuario) tre fanciulli, Cesare dello Stampino, Antonio della Torre e il fratello di quest'ultimo Giovanni Angelo (detto Novello), sordomuto dalla nascita, giocavano alle bocce sotto il ritratto della Madonna con il Bambino affrescato sulla facciata della chiesa. All'improvviso il piccolo Giovanni, riacquistando udito e parola, indicava ai compagni la celeste visione del Bambino che, staccatosi dal dipinto, era disceso tra loro per unirsi al gioco. La Madonna scese quindi anch'ella per riprendersi il Pargoletto e tornò al dipinto.p. G. Vismara, Corbetta - cenni illustrativi op. cit.
A quel primo miracolo ne sono seguiti altri; le numerose grazie ricevute infatti, oltre ad essere documentate e conservate presso gli archivi del santuario, sono esposte all'interno della cappella delle Benedizioni, luogo ove si possono ammirare oltre duecento ex voto, tradizionale forma di riconoscenza e devozione popolare. A seguito dell'apparizione e per contenere i continui pellegrinaggi, fece seguito un poderoso ampliamento e la chiesetta venne ampliata ed abbellita da brillanti nomi della pittura e dell'architettura italiana quali Francesco Croce, Fabio Mangone, Vincenzo Seregni, Francesco Pessina, Carlo Francesco Nuvolone, Giulio Cesare Procaccini, Giovan Battista DiscepoliComunione di san Luigi Gonzaga, 1649, Commiato di san Giovanni Battista, 1649, San Gottardo, 1663., Mosè Bianchi da Mairago, Luigi Pellegrini Scaramuccia.Il Santuario di Corbetta, a cura di Maria Luisa Gatti Perer, testi di Giuseppe Moreno Vazzoler, Giuliana Algeri, Andrea Spiriti, Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda, 1995.
L'immagine miracolosa si trova oggi nel santuario superiore, eccellentissimo esempio di barocco lombardo, racchiusa in una teca di cristallo, ancora sulla parete originaria dove fu dipinto da Gregorio Zavattari nel 1475.R. Delmoro, La bottega degli Zavattari - Una famiglia di pittori milanesi tra età viscontea ed età sforzesca, Roma, 2019 ISBN 978-88-255-2136-8 Ad esso è legata la Confraternita del Santissimo Rosario, che ha sede presso il santuario.
Dal 1913 il santuario venne riconosciuto "Edificio d'interesse monumentale nazionale".V. decreto del Ministero dei Beni culturali e per la tutela del patrimonio artistico italiano, santuari mariani, 1913. Subito dopo i già citati lavori di restauro avvenuti tra il 1948 e il 1955, durante i quali sono state riportate alla luce antiche decorazioni e affreschi del cinquecento, venne riproposta l'idea di dedicare il santuario al culto di Dio e della Vergine, avanzata precedentemente dal cardinale Alfredo Ildefonso Schuster ma temporaneamente messa in attesa in seguito al decesso di quest'ultimo nel 1954. Quando venne nominato il nuovo arcivescovo di Milano si ripresero le preparazioni e finalmente il 17 aprile 1955, nel IV centenario del primo miracolo, Giovanni Battista Montini incoronò l'immagine della Madonna proclamandola "Beata Vergine dei miracoli venerata nel santuario di Corbetta, patrona della zona".ulteriori informazioni e varie foto si possono trovare consultando questa pagina
Di rilievo è anche il museo del santuario, ubicato nelle camere superiori del chiostro adiacente alla chiesa, che ospita numerose opere d'arte di gran pregio, tra cui la camera detta "di San Carlo" col mobilio effettivamente utilizzato dal Borromeo in visita a Corbetta sul finire del Cinquecento. La sala, costituita da un letto a baldacchino, da alcuni mobili ed oggetti collegati al santo arcivescovo di Milano, si trovava un tempo nella villa Frisiani Mereghetti dove il cardinale venne a suo tempo accolto in paese e dove ancora oggi si trova il luogo del suo soggiorno con affissa alla parete una lapide commemorativa. All'epoca della visita del cardinal Borromeo ricordano le cronache:
Al santuario arcivescovile della Beata Vergine dei Miracoli è tradizionalmente legato l'operato della locale Confraternita del Santo Rosario.
Nel 2014 il santuario è stato protagonista di un annullo filatelico delle Poste Italiane.
Il "Perdono di Corbetta"
La tradizione vuole che il giorno in cui accadde il miracolo che fece iniziare la costruzione del nuovo santuario mariano a Corbetta, fosse il giovedì dopo Pasqua e questa data rimase legata alla celebrazione della festività della Madonna di Corbetta.
Fu papa Pio IV che, su intercessione del nipote arcivescovo di Milano, San Carlo Borromeo, con la bolla Unigeniti Filii Dei del 31 agosto 1562 concesse l'indulgenza plenaria straordinaria in forma giubilare a tutti quei fedeli che, ben disposti spiritualmente, si fossero legati a visitare l'immagine sacra conservata a Corbetta. Questo privilegio esclusivo, ovviamente, non fece altro che aumentare il numero di fedeli che accorrevano verso il tempio sacro, catalizzando la popolazione del milanese e del novarese.
Sarà poi lo stesso Carlo Borromeo a rinnovare la sua devozione alla Madonna corbettese, fermandosi qui in preghiera durante il suo pellegrinaggio a Torino in visita alla Sindone e in altre visite pastorali che egli fece alla pieve di Corbetta.
L'architettura La chiesa prima del miracolo
Quello che oggi è conosciuto come il complesso del santuario arcivescovile della Beata Vergine dei Miracoli, sappiamo che anticamente corrispondeva ad una struttura di dimensioni più modeste, dedicata a san Nicola già dalla metà del XIII secolo.
Il primitivo oratorio venne ricostruito completamente attorno alla metà del Quattrocento in stile rinascimentale, venendo completato con un'ambiziosa cupola a tamburo ottagonale che rimane sino ai nostri giorni. Lo stile della facciata era ancora di ispirazione romanica e fu su questa stessa facciata che il pittore milanese Gregorio Zavattari affrescò una Madonna con Bambino nel 1475, opera di notevole rilievo, riconducibile stilisticamente a quei modelli di madonne della pittura toscana che hanno ravvicinato questo pittore alla scuola del senese Simone Martini.
La chiesa si sa che era posta in periferia del paese e più precisamente si trovava appena fuori le mura fortificate della città di Corbetta, in un'area circondata da boschi, e disponeva di un sagrato sterrato.
Il primitivo santuario superiore Dopo il miracoloso evento che nel 1555 aveva interessato proprio la chiesa di San Nicolao, venne costituito un comitato amministrativo avente lo scopo di proteggere il santuario, divenuto in brevissimo tempo un luogo di culto e pellegrinaggio.
Questo primo capitolo era costituito essenzialmente dai nobili del paese ed era retto per conto della collegiata di Corbetta dal canonico Ambrogio Spanzotta che nel 1556, per timore che il dipinto del miracolo potesse rovinarsi col tempo (data anche la posizione in cui si trovava, esposto alle intemperie ed all'incuria del tempo), propose in un primo momento di rimuovere l'affresco per portarlo all'interno della chiesa stessa, sull'altare maggiore, ma poiché questa operazione si presentava macchinosa e problematica per la salvaguardia del dipinto stesso, si concluse che si dovesse costruire una cappella per un nuovo santuario, che si appoggiasse direttamente alla facciata della chiesa.
Per la realizzazione di questo progetto divenne necessaria l'erezione di un portico nella parte inferiore della chiesa che facesse da atrio a quella già esistente, e nella parte superiore divenne ovvia la costruzione di una cappelletta che si presentava di dimensioni ridottissime (circa 6 × 4,80 metri), la cui volta era ornata con affreschi eseguiti da Francesco Pessina. Era possibile accedervi attraverso una piccola scala costruita all'interno della chiesa inferiore di San Nicola (ove oggi si trova la cappella del Crocifisso).
Giudicata inadatta a contenere il sempre crescente numero di fedeli accorsi a visitare la sacra immagine, nel 1574 si convenne sulla necessità di ampliare questa stessa cappelletta su disegno dell'architetto Vincenzo Seregni, che vi aggiunse anche una scala a settentrione per facilitare la discesa dei visitatori.
Lavori di ampliamento della chiesa di San Nicola
Nel 1556, ad appena un anno dal miracolo, si decise anche di ampliare la già esistente struttura in modo da accogliere più correttamente le funzioni ed il numero di fedeli sempre crescente che andava presentandosi a Corbetta. Fu così che il già descritto capitolo, grazie a propri contributi ed alle offerte ricevute dai fedeli, decise di acquistare un terreno retrostante l'abside della chiesa, in modo da costruirvi un coro, spostando l'altare maggiore in una posizione più retrocessa dal momento che in precedenza questo sorgeva sotto la cupola. Tali lavori vengono ancora oggi ricordati da un'epigrafe a lapide che si trova nel coro stesso della chiesa.
Ampliamenti del XVII secolo Altri lavori di ampliamento e modifica della struttura nel suo complesso, ebbero luogo all'inizio del XVII secolo: all'esterno vennero imbiancate le pareti con polvere di marmo, oltre alla costruzione di una più ampia scala lignea per permettere l'accesso alla parte superiore del santuario. All'interno viene realizzata la pavimentazione ad opera di Cristoforo Alemani che decide anche l'innalzamento dell'altare maggiore attraverso decorazioni marmoree ancora oggi visibili e la realizzazione dei lavori ad intarsio che rappresentano lo stemma di Pio IV (che concesse la Bolla del Perdono al santuario corbettese) e quello di San Carlo Borromeo in perpendicolo alla cupola.
L'altare maggiore era a questo tempo in legno, intagliato da Giulio Mangone; oggi di tale opera rimangono solamente due angeli oranti che si trovano come un tempo ai lati dell'altare principale ove si trova ancora un'ancóna che rappresenta San Nicola e risale al 1616.
In quegli stessi anni Fabio Mangone, architetto della fabbrica del duomo di Milano, venne chiamato per la direzione dei lavori che andavano ad assicurare solidità alla cupola che minacciava di crollare, eseguendo nel contempo anche dei disegni per l'esecuzione della balaustra marmorea che ancora oggi precede l'accesso all'altare maggiore, che venne realizzata nel 1620 dagli scultori Giovanni Domenico Vigna e Giovanni Morelli. Fu sempre Mangone, inoltre, a progettare la facciata del santuario che però la peste del 1630 e le scarse condizioni economiche del tempo accantonarono, lasciando ad unica testimonianza il progetto presentato alla parrocchia e conservato nell'Archivio del Santuario.
Fu in quegli anni, inoltre, che venne eretta un'imponente scalinata di marmo che, completata nel 1690, dalla piazza antistante la chiesa, raggiungeva la cappella superiore dall'esterno, costeggiando il lato dell'edificio, occupando quindi anche l'attuale piazzetta Pio IV. Sulla cappella superiore di quest'epoca, si sa che essa aveva luce da un grande finestrone a forma di nicchia posto al centro della facciata, proprio in fronte all'affresco della Madonna la quale venne inizialmente protetta da una tenda e successivamente da una teca di cristallo (1706).
Il fervore settecentesco: lavori al santuario superiore (1743-1750)
Il Settecento fu il secolo che senza dubbio donò maggior fervore ai lavori compiuti in santuario a Corbetta.