La Fata dai capelli turchini, chiamata inizialmente Bambina dai capelli turchini, semplificato in la Fata, e rinominata Fata Turchina negli adattamenti, è un personaggio immaginario del romanzo Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi. Insieme al Grillo Parlante e a Mastro Geppetto, la Fata è uno dei personaggi positivi della storia di Collodi, e svolge un ruolo determinante nell'educazione di Pinocchio in qualità di sua fata madrina che a pieni effetti prenderà il ruolo di sua madre adottiva.

Ruolo nella storia Nella stesura originale, la Bambina dai capelli turchini appare nell'originale capitolo finale del romanzo, il quindicesimo. Inseguito dagli assassini (il Gatto e la Volpe), Pinocchio raggiunge là una casetta nel bosco e bussa disperato. La Bambina appare alfine alla finestra, con le braccia incrociate, la pelle bianca, gli occhi chiusi e, senza muovere le labbra, risponde che sono tutti morti in quella casa, compresa lei che sta aspettando la bara per essere portata via, quindi scompare e gli assassini raggiungono Pinocchio e poi lo impiccano ad un albero lì vicino. Si potrebbe presumere che questa originale figura dovesse di principio essere il fantasma di un qualche abbandonato mausoleo al quale Pinocchio si sarebbe unito dopo la sua morte, ma per via delle proteste dei lettori, il finale fu annullato e le avventure del burattino proseguirono.

Nel seguente capitolo, quindi, il narratore spiega che la Bambina è in realtà una fata che ha vissuto mille anni nel bosco. Impietosita alla vista di Pinocchio impiccato alla Quercia Grande, ordina ad un falco di liberare il burattino e al suo cocchiere, un barbone antropomorfo di nome Medoro, di condurlo a casa, e consulta tre stimati medici (il Corvo, la Civetta e il Grillo-parlante) per sapere le condizioni del burattino: mentre i primi due accampano teorie, il Grillo-parlante critica le scelte di Pinocchio, che palesemente si finge addormentato, fino a farlo piangere, confermando il suo status di vivente.

La Fata si accorge allora che Pinocchio ha la febbre e gli porge una medicina che il burattino inizialmente si rifiuta di bere poiché amara. La Fata prova a convincerlo offrendogli una pallina di zucchero e sistemando il letto e la stanza a suo gradimento, ma Pinocchio continua a rifiutare. La Fata, quindi, invita dentro quattro conigli neri con una bara per portarlo via, alche Pinocchio si spaventa e beve la medicina. Una volta guarito, la Fata si fa raccontare la sua versione delle peripezie che ha il burattino passato, e il suo naso comincia improvvisamente ad allungarsi quando mente su quello che è successo alle sue monete. Quando Pinocchio non può più ignorare il suo gigantesco naso, la Fata afferma che le bugie hanno due forme: quelle dalle gambe corte (una morale su come i bambini tendono a mentire facilmente) e, nello specifico caso di Pinocchio, quelle con il naso lungo.

Dopo aver lasciato piangere il burattino per una mezz'ora per le sue menzogne, la Fata chiama un migliaio di picchi per ridurre le dimensioni del naso ed annuncia a Pinocchio che Geppetto è stato avvertito e che sarebbe arrivato a momenti. Inoltre, la Fata prende la decisione di nominarsi sorella del burattino. Il burattino è al colmo della felicità e decide di correre incontro al babbo nel bosco, ma incontra nuovamente il Gatto e la Volpe che lo convincono a seguirli al campo dei miracoli.

Nel capitolo XXIII, dopo diverse disavventure, Pinocchio riesce a tornare verso la casa della Fata, sperando che suo padre e sua sorella lo perdonino per il ritardo di quattro mesi, ma al posto della casa trova una lapide di marmo su cui è scritto che ella è morta di dolore per essere stata abbandonata dal fratellino. Disperato, Pinocchio piange una giornata intera sulla sua tomba, chiedendo perdono. Un colombo poi arriva sul posto e gli comunica che Geppetto ora ha intenzione di cercarlo oltremare. Il pennuto scorta Pinocchio fino alla spiaggia dove si trova, ma il falegname ha già preso il largo e Pinocchio ha giusto il tempo di vederlo andare a fondo per via del mare mosso. Pinocchio si tuffa allora per salvarlo.

La mattina seguente, Pinocchio si arena sull'isola delle Api Industriose e, raggiunto il villaggio, lo scopre pieno di gente laboriosa. Dopo aver tentato di chiedere l'elemosina a diversi passanti, una donna gli permette di bere da una sua caraffa e gli promette un lauto pasto se l'aiuterà a portare una brocca d'acqua a casa sua. Pinocchio accetta e, dopo essersi sfamato, riconosce improvvisamente nella buona donnina la non più Bambina dai capelli turchini.

La Fata di principio finge, ma poi rivela di averlo perdonato al suo genuino pentimento e si promuove da sorella a madre del burattino. Pinocchio le domanda come abbia fatto a crescere e lei risponde che è un segreto che Pinocchio purtroppo non può imparare, data la sua natura di burattino. Pinocchio rivela di essere stanco di questa sua forma e di volere essere come gli altri bambini, così la Fata gli offre un patto: a condizione che si dimostri meritevole e obbediente, la Fata lo premierà trasformandolo in un bambino in carne ed ossa. Pinocchio accetta e, con suo lieve rammarico (subito spento da una ramanzina della madre), scopre che già da domani dovrà andare a scuola.

Con sua grande sorpresa, Pinocchio si dimostra un alunno modello, con grande gioia della Fata che, assieme al maestro, lo mette in guardia dagli studenti che lo canzonano. Pinocchio si pentirà poi di non aver dato ascolto a ciò quando viene convinto dai sette suoi compagni bulli a marinare la scuola per avvistare il Pesce-cane sulla spiaggia. Dopo essere ritornato da quella tremenda esperienza, la Fata pensa già a punire Pinocchio: per aver saltato la scuola, la Fata manda la sua cameriera Lumaca ad aprirgli e portargli una colazione composta da cibi di gesso, cartone ed alabastro. Dopo questa lunga penitenza, Pinocchio viene perdonato e recupera con gli studi e, alla fine dell'anno scolastico, quando risulta il più bravo della scuola, la Fata gli annuncia che l'indomani lo trasformerà in un ragazzo come gli altri. Per festeggiare l'avvenimento Pinocchio organizza col permesso della madre una festa per tutti gli amici e i compagni di scuola. Andando a invitarli uno per uno, quando va dal suo migliore amico Lucignolo, questi lo convince a fuggire nel Paese dei balocchi. Di principio Pinocchio rifiuta, guardandosi anche bene dal mancare il coprifuoco, ma finisce alla fine per ignorarlo e poi accetta la richiesta dell'amico.

Pinocchio si ritrova così trasformato in somaro, e quando si esibisce al circo in cui è stato venduto, nota tra il pubblico la Fata, con indosso un medaglione che lo ritrae. Pinocchio prova a chiamarla, ma dalla bocca gli esce un raglio e il direttore gli dà una bacchettata sul muso. Per il dolore, Pinocchio si distrae, riguarda tra il pubblico e si accorge che la Fata è sparita. Persa la concentrazione, Pinocchio inciampa nel cerchio e rimane zoppo. Per tale motivo, un tamburino lo compra per scuoiarlo e usare la pelle per il suo strumento. Per farlo, decide di affogarlo in mare, ma la Fata interviene mandando un banco di pesci voraci che hanno mangiato il corpo di somaro che lo rivestiva. Sfuggito al tamburino, Pinocchio nuota via e scorge poi su uno scoglio bianco una capretta dal manto turchino che gli fa segno di avvicinarsi. Pinocchio la riconosce come la Fata, ma sfortunatamente poco prima di raggiungerla viene inghiottito dal Pesce-cane.

Nel capitolo finale, Pinocchio e Geppetto, appena fuggiti dal ventre del Pescecane e approdati a terra, trovano accoglienza in una capanna di paglia di proprietà del Grillo-parlante, che spiega che la capretta dal pelo turchino gliela aveva regalata il giorno prima, mormorando tra sé e sé di come non potrà più rivedere Pinocchio. Da queste parole Pinocchio ha la conferma che la capretta era realmente la Fata. Cinque mesi dopo, mentre si reca al mercato per comprare dei vestiti con i suoi risparmi, Pinocchio incontra la Lumaca, che lo informa delle pessime condizioni di salute ed economiche della padrona. Pinocchio quindi le passa tutti i suoi risparmi da portarle, promettendone altri. Pinocchio quindi si rimette subito all'opera per mantenere entrambi i genitori e quando crolla dal sonno, la Fata gli appare in sogno, contenta del suo maturamento, e dopo avergli dato un bacio gli dice: «Bravo Pinocchio! In grazia del tuo buon cuore, io ti perdono tutte le monellerie che hai fatto fino a oggi. I ragazzi che assistono amorosamente i propri genitori nelle loro miserie e nelle loro infermità, meritano sempre gran lode e grande affetto, anche se non possono esser citati come modelli d'ubbidienza e di buona condotta. Metti giudizio per l'avvenire, e sarai felice.» Appena si sveglia, Pinocchio si accorge di essere diventato un ragazzo in carne ed ossa, e si trova in tasca un portamonete d'avorio con un biglietto su cui legge che la Fata restituisce i quaranta soldi e lo ringrazia della sua bontà, ma al posto dei quaranta soldi di rame, che Pinocchio aveva affidato alla Lumaca, si trova nel portamonete quaranta monete d'oro.

Il compagno Pinocchio Ne Il compagno Pinocchio, scritto da Aleksej Nikolaevič Tolstoj, a coprire la figura della Bambina è Malvina, una semplice bambina di legno dai capelli azzurri, sfuggita dalle grinfie di Karabas Barabas (il malvagio sosia di Mangiafoco), che ha fatto dei suoi fratelli e il suo fidanzato Pierrot le attrazioni del suo teatrino. Malvina si rifugiò nel bosco, dove fece amicizia con gli animali, tra cui Artemone (controparte non antropomorfa di Medoro). Quando Burattino, inseguito da Alice e Basilio (la Volpe e il Gatto), bussa alla sua porta, Malvina lo ignora ma il giorno dopo lo salva dalla corda e, disgustata dai suoi metodi poco ordinati, lo obbliga a delle lunghe lezioni di galateo e comportamento che Burattino finisce, per un motivo o per l'altro, di fallire, venendo punito e chiuso in soffitta. Stufo, Burattino scappa e incontra Alice e Basilio. Più tardi, riunitosi con Pierrot. Burattino deciderà di rubare a Karabas le informazioni sulla sua chiavetta, ma prima accompagna l'amico da Malvina, che ha intanto compreso di essere stata troppo severa con Burattino e, assieme a Artemone, si unisce a Pierrot e Burattino per mettere i bastoni tra le ruote ai piani di Karabas. In seguito non ha più ruoli rilevanti, non essendo in grado di combattere. Quando Burattino riesce a fare suo il teatro del Fulmine, Pierrot, Malvina e i loro fratelli diventano gli attori, liberi dalla tirannia di Karabas.

Ispirazioni Carlo Lorenzini, "assistendo al processo di Firenze del 1879 contro Anna Kuliscioff (rinchiusa alle Murate), restò affascinato dalla sua autodifesa dinanzi al Tribunale penale: e per sua ammissione nel ritratto della Fata dai capelli turchini si ispirò proprio ad Anna"Giuseppe Barbalace, Alle radici del femminismo, Mondoperaio 8-9/2016, p. 107.. L'ex-arcivescovo di Bologna Giacomo Biffi sostenne che semmai la fata turchina era ad immagine della Vergine"Ibidem, nota 4..

Di diverso avviso il sincretista, filosofo e storico delle religioni Elémire Zolla. In Uscite dal mondo, definisce il Pinocchio di Collodi come un racconto iniziatico ispirato a Le Metamorfosi di Apuleio, dove la figura della fata turchina deriverebbe dal culto di Iside.