Con periodo interbellico, nella storia del XX secolo, si indica il ventennio trascorso tra la fine della prima guerra mondiale nel 1918 e l'inizio della seconda guerra mondiale nel 1939. Per tale ragione, a volte viene anche chiamato primo dopoguerra.

Contesto europeo

Il trattato di Versailles, che avrebbe dovuto siglare la pace tra le nazioni dopo la prima guerra, è fondamentalmente fallito (cfr. la voce revisionismo dei trattati di pace) e non risolve le gravi tensioni internazionali:

Vedendo così le cose, il periodo tra le due guerre mondiali costituirebbe una sorta di tregua, un'interruzione delle ostilità tra il blocco austro-tedesco da una parte ed il blocco alleato Gran Bretagna-Francia-Russia-USA dall'altra. Come previsto da Foch, la guerra riprenderà. La ripresa delle ostilità avverrà in forma rinnovata, ma ricalcando grosso modo gli stessi schieramenti. Dal punto di vista militare, si riprenderanno più o meno gli stessi fronti di combattimento (fronte francese, fronte in Europa dell'Est, fronte italiano). Il maggiore tra i pochi cambi di schieramento sarà indubbiamente quello dell'Italia (è stata alleata di Francia e Gran Bretagna nella prima guerra mondiale, ma Mussolini la riporterà dalla parte dei tedeschi nella seconda).

Tuttavia un periodo di oltre due decenni, vissuto in maniera profondamente diversa tra i vari paesi e continenti, costituisce un'entità molto complessa e ricca di eventi in parte in contraddizione tra di loro. Fra i maggiori del periodo tra le due guerre, si segnalano:

l'avvento di dittature fasciste: non solo in Italia ma nella maggior parte dei paesi europei cadono le strutture democratiche per lasciare il posto a regimi militaristici, autoritari e spesso espansionistici; il fallimento della Società delle Nazioni, legato anche al colonialismo italiano; il consolidarsi del comunismo in Unione Sovietica, con le grandi purghe staliniane e tutte le preoccupazioni a livello internazionale legate a questi fenomeni; il periodo di fervore culturale ed economico negli anni venti, particolarmente pronunciato in alcuni paesi come gli USA (Roaring twenties); la grande depressione in seguito al crollo della borsa del 1929; a questo fenomeno è legata la iperinflazione osservata in diversi paesi; la ripresa della Germania, trasformatasi nel 1933 nel Terzo Reich, la cui politica volge decisamente ad un'espansione verso est.

Il periodo tra le due guerre volge al tramonto con gli sforzi diplomatici - da parte delle democrazie sopravvissute - di frenare l'espansionismo della Germania (vedi voce appeasement). Dato l'indiscutibile fallimento di questi sforzi, il periodo tra le due guerre termina nel settembre del 1939 con l'invasione della Polonia da parte dei tedeschi e l'immediata dichiarazione di guerra da parte di Francia e Gran Bretagna. Il dopoguerra in Austria In Austria durante il dopoguerra, dopo la loro sconfitta, un'assemblea costituente proclamò la repubblica con una costituzione democratica. Il popolo si divise nel Partito socialdemocratico e il Partito cristiano-sociale. All'inizio i due partiti ebbero un ruolo di alleanza, ma dopo ebbero un rapporto pieno di conflitti.

Il dopoguerra in Francia Anche la Francia dovette affrontare la crisi nel dopoguerra. Essa infatti diede avvio ad un processo di crescita economica che sarebbe durato per tutti gli anni venti. In questo periodo la Francia si modernizzò usando anche le tecniche organizzative del Taylorismo e la produzione di serie. La Francia incontrò anche una crisi nel governo a causa della fragile coalizione fra conservatori e radicali che resero precaria la situazione politica. Alla metà degli anni trenta le forze democratiche e di sinistra si allearono, che tramite il patto di unità d'azione politica e sindacale puntava a mettere fine alle divisioni del movimento socialista. Le sinistre presentandosi unite in un fronte popolare vinsero le elezioni politiche del 1936. Così andò al governo Léon Blum. Il governo Blum nacque con un programma riformista e antifascista. A causa della classe imprenditoriale che si sentì minacciata e i contrasti all'interno del governo, il governo Blum si concluse. In Francia ritornarono instabili governi di coalizione.

Il dopoguerra in Germania In Germania la sconfitta fu drammatica e il paese si divise: in Baviera venne proclamata una repubblica democratica e gli altri Stati del Reich manifestarono volontà di autonomia. Gli alti ufficiali fecero pressione sull'imperatore Guglielmo II per farlo abdicare. Dopo la fuga del Kaiser da Berlino si proclamò la repubblica. Fu costituito un governo provvisorio. I socialisti erano divisi in tre gruppi: Partito socialdemocratico, che era contro la rivoluzione; Socialisti indipendenti, che proponevano riforme economiche; gli Spartachisti (o Lega di Spartaco), che erano all'estrema sinistra e volevano la rivoluzione socialista. Il 30 dicembre 1918 gli spartachisti fondarono il Partito Comunista tedesco. L'economia tedesca faticava a riprendersi reso più difficile dalle condizioni di pace imposte dai vincitori. La situazione tedesca si stabilizzò momentaneamente nel 1924 grazie all'aiuto economico degli Stati Uniti. Negli anni 1925-1930 sembrava che la Germania si stabilizzasse grazie a un "compromesso" fra la socialdemocrazia, l'esercito e i grandi gruppi capitalistici.

Quando nel 1929 ci fu la crisi economica internazionale inizia l'ascesa al potere di Hitler. Nel 1920 Hitler aderì al Partito di estrema destra Partito Nazionalsocialista tedesco dei lavoratori. Quando Hitler conquistò la guida del Partito tentò un colpo di stato in Baviera nel 1923, ma venne arrestato. Nel 1933 dopo che la NSDAP da circa tre anni otteneva rilevanti percentuali elettorali, Hitler prese il potere. Con il suo partito cercò di attirare tutti gli strati della società. Hitler riuscì a conquistare la classe dirigente della repubblica di Weimar proponendosi come l'uomo che avrebbe potuto stabilizzare il governo. Hitler fece diventare il capro espiatorio gli ebrei riguardo alla crisi, qualificandoli come razza inferiore. Nel frattempo la repubblica di Weimar diventava sempre meno governabile. Intanto Hitler migliorava i rapporti con le élite economiche e militari, così che quando il militare Franz von Papen ottenne il governo cercò di portarci anche Hitler. Dato che il paese era diventato praticamente ingovernabile von Papen convinse Hindenburg ad affidare a Hitler la carica di cancelliere. E così fece. Salito al potere Hitler impiegò solo sei mesi per costruire uno stato totalitario. Il 20 marzo 1933 venne costruito il primo campo di concentramento a Dachau per i prigionieri politici. Nell'agosto 1934, quando morì Hindenburg, Hitler prese anche la carica di capo dello stato. Hitler così disponeva di un potere assoluto in ogni settore. Le SS e la Gestapo erano gli strumenti repressivi del nazismo contro ogni possibile oppositore. Attraverso le corporazioni Hitler controllava tutti gli aspetti della vita lavorativa e produttiva. Infine divenne l'obiettivo principale la preparazione del paese alla guerra secondo il piano economico quadriennale.

Il dopoguerra in Gran Bretagna La Gran Bretagna usciva dalla prima guerra mondiale senza il predominio economico e politico, che era andato agli Stati Uniti. Inoltre la Gran Bretagna incontrò difficoltà nelle esportazioni e aumentò la disoccupazione. Si incontrò una crescita dei sindacati e della sinistra. Negli anni venti troviamo il declino dei liberali e l'ascesa dei conservatori e dei laburisti.

Per affrontare la crisi, la Gran Bretagna introdusse dazi per difendere la produzione industriale nazionale, concesse finanziamenti alle industrie e regolamentò la quantità e i prezzi nell'agricoltura.

Il dopoguerra in Italia La vittoria mutilata e i cambiamenti politici

In Italia il dopoguerra evidenziò la fragilità delle istituzioni liberali italiane che causò una crisi di sistema, la quale portò all'instaurazione di una dittatura. Le difficoltà economiche scaricarono il loro peso sulle fasce sociali più deboli. Così iniziò il Biennio rosso del 1919-1920 fatto di durissime lotte sociali e sindacali; ci furono inoltre scioperi per aumenti salariali, tumulti contro il carovita e l'occupazione delle terre incolte da parte dei contadini poveri nel meridione. Dopo queste lotte i lavoratori ottennero aumenti salariali nelle fabbriche, riduzione della giornata lavorativa a otto ore, i braccianti nelle campagne padane e pugliesi ebbero aumenti di paga e l'imponibile di manodopera, infine al sud il governo redistribuì le terre incolte occupate. Non fu solo il proletariato agricolo e industriale a soffrire le conseguenze della guerra, ma anche i ceti medi, che faticavano a reinserirsi nella vita civile e lamentavano di non ottenere un riconoscimento sociale proporzionato.

Un altro reinserimento fu la Vittoria mutilata (Gabriele D'Annunzio) per cui l'Italia al termine della guerra non aveva ottenuto, come invece stabilito dal Patto di Londra, l'Istria, la Dalmazia e la città di Fiume. Giolitti poi firmerà nel 1920 il Trattato di Rapallo, che faceva ottenere all'Italia l'Istria, alla Iugoslavia la Dalmazia mentre Fiume andava a formare uno stato libero autonomo.

Nel 1919 nacque il primo partito politico italiano di ispirazione cattolica il Partito Popolare Italiano. Le elezioni del novembre 1919 segnarono una svolta decisiva nel dopoguerra perché furono le prime a svolgersi con il sistema proporzionale, dove i seggi in parlamento vengono attribuiti in proporzione ai voti ottenuti da ciascun partito.

Sovversivismo delle classi dirigenti Con la vittoria del partito socialista le masse popolari godevano, per la prima volta, di una rappresentanza sociale e politica. Nel 1920 gli operai metallurgici di Milano, Torino e Genova, in risposta alla chiusura degli stabilimenti, occuparono le principali fabbriche. Questa lotta si concluse con un accordo tra imprenditori e sindacato, che prevedeva aumenti salariali e partecipazione dei lavoratori al controllo delle aziende.

La violazione della legalità ebbe allora i suoi sostenitori, in Italia, per la prima voltaPer dei precedenti, in seno all'interventismo, v. però Avanti!, 12 novembre 1915, p. 1 (“Una lezione di sovversivismo”). anche a livello giuridico: il ritrovamento nel 1919 di armi e munizioni nella Casa degli arditi di Milano fu derubricato dal delitto di costituzione di un corpo armato contro i poteri dello Stato a quello di aver creato “una specie di guardia civica senza licenza"G. Scarpari, Giustizia politica e magistratura, dalla Grande Guerra al fascismo, Bologna, 2019, pp. 57-58..