Blonde è il secondoSecondo quanto affermato da Jon Savage per GQ, Blonde è il secondo album dell'artista, mentre il primo sarebbe Channel Orange (2012). I due progetti Nostalgia, Ultra e Endless sono considerati un mixtape pubblicato indipendentemente via Tumblr e un visual album. album in studio del cantautore statunitense Frank Ocean, pubblicato il 20 agosto 2016 dall'etichetta discografica Boys Don't Cry.

Successore di Channel Orange (2012), Blonde, reso inizialmente disponibile in esclusiva sulle piattaforme iTunes Store ed Apple Music, vede la partecipazione di artisti del calibro di Beyoncé, André 3000, Yung Lean, James Blake, Pharrell Williams e Kim Burrell. Scritto e prodotto nell'arco temporale di oltre tre anni, l'album è stato registrato tra New York, Los Angeles e Londra. La sua pubblicazione in formato fisico è avvenuta in concomitanza con la distribuzione di una rivista intitolata Boys Don't Cry, la quale riporta lo stesso nome dell'etichetta indipendente fondata da Ocean. Il disco è stato accolto con ampi consensi da parte della critica specializzata: secondo Metacritic si è trattato del terzo più presente nelle classifiche dei migliori album del 2016, mentre la rivista Time lo ha nominato album dell'anno e Pitchfork il migliore album degli anni 2010. Inoltre, la prestigiosa rivista Rolling Stone lo ha posizionato al 79º posto nella classica relativa ai 500 migliori album della storia aggiornata al 2020.

Antefatti Dopo la pubblicazione del primo album in studio Channel Orange (2012), Frank Ocean è rimasto lontano dalle scene musicali per almeno un anno, apparendo in pubblico di rado e comunicando con i suoi fan principalmente attraverso la piattaforma Tumblr, all'epoca molto popolare. Nel febbraio del 2013 l'artista rivela di star lavorando ad un nuovo concept album con collaborazioni di rilievo tra cui quella con Tyler, the Creator. Inoltre, viene confermata la volontà di coinvolgere Tame Impala, progetto guidato da Kevin Parker. Secondo quanto dichiarato dall'artista alla BBC Radio 1, l'album sarebbe stato prodotto nell'arco di alcune settimane nella località di Bora Bora, invece che a Londra. L'intento di questa dichiarazione era calcare le sensazioni lasciate da Golden Girl, traccia bonus di Channel Orange realizzata in collaborazione con Tyler, the CreatorNel testo di Golden Girl, l'artista riferisce di poter essere un uomo migliore in un'isola, lontano dagli Stati Uniti, dove si è svolta la sua vita. Sul termine della traccia, dopo le liriche cantate da Tyler, the Creator il suono musicale si dissolve con il rumore del mare avvertito su una spiaggia..

Nel frattempo, Ocean ha collaborato in più occasioni con il rapper Kanye West, firmando il brano New Slaves e incidendo Frank's Track, tracce contenute rispettivamente negli album di West Yeezus (2013) e The Life of Pablo (2016). Le sessioni di registrazione per Blonde sono iniziate a New York presso l'Electric Lady Studios e sono proseguite presso l'Abbey Road Studio di Londra, in compagnia dell'ingegnere del suono Matt Mysko. Quest'ultimo ha in seguito rivelato la complessità esplorativa del lavoro portato avanti con l'artista statunitense. Nella primavera del 2014 Ocean dichiara di aver quasi raggiunto il termine del progetto. In seguito, Billboard riporta la firma dell'artista con il gruppo Three-Six-Zero avvenuta dopo l'incontro con i manager Guy Oseary e Ron Laffite per la realizzazione del nuovo progetto; una collaborazione che lo ha portato a interagire con nuovi produttori, tra cui Happy Perez (con il quale aveva già collaborato per Nostalgia, Ultra), Charlie Gambetta e Kevin Ristro.

Il 29 novembre 2014 Ocean pubblica un brano di appena due minuti sulla sua pagina Tumblr ufficiale intitolato Memrise. La traccia è priva di spiegazioni particolari e presenta un assolo di chitarra accompagnato da vocalizzazioni distorte che sfumano sul fondo. Dopo due anni di silenzio lo scalpore generato attorno alla traccia è notevole: come riferito da The Guardian" si tratta di un brano che nonostante le nuove collaborazioni firmate dall'autore mostra ancora il senso di melancolia e la volontà di sperimentazione tipiche di questo artista e già dimostrate nelle sue pubblicazioni precedenti.

Descrizione Sonorità e influenze Blonde è un album R&B dal ritmo languido e minimale ricco di influenze provenienti dalla musica pop di diverse epoche, tra cui David Bowie i Beatles, e i Beach Boys. Ogni traccia dell'album conferisce nella successiva con fluidità e, per questo, le sonorità presenti restituiscono la percezione di star ascoltando un lungo flusso di coscienza dell'artista, in cui memorie d'infanzia compromesse, delusioni d'amore e riflessioni personali si fondono alla musica. Kate Mossman, in un articolo pubblicato sul Daily Telegraph utilizza i termini non-macho e boundary free per descrivere il tipo di R&B che si riscontra nell'album. Il genere, di fatto, non è l'unico con cui si possa identificare Blonde, che presenta un'atmosfera eclettica, contraddistinta da effetti vocali bizzarri supportati da tastiere elettroniche e un uso minimalista della chitarra. Rispetto a questo utilizzo del suono è evidente l'influenza di Brian Wilson, membro dei Beach Boys. Per la complessità e la varietà dei contributi musicali presenti, l'album è stato anche definito come avant-garde soul. Ann Powers di NPR indica inoltre l'influenza lasciata da Stevie Wonder sull'opera di Frank Ocean, notando la connessione di intenti nel modo che i due artisti hanno di scrivere la musicaTratto dall'articolo sull'album dell'artista:. Da Wonder, l'artista eredita un forte sperimentalismo che già aveva dimostrato nei suoi lavori precedenti Nostalgia, Ultra e Channel Orange. Frank Ocean lavora sui campionamenti in vocoder di Stevie Wonder nei pezzi Close to You e White Ferrari; in Close to You è possibile rintracciare un riferimento anche ai Beatles, in particolare una citazione alla canzone Here, There and Everywhere. The Guardian invece, sostiene che la connessione con Stevie Wonder sia maggiormente peculiare dell'album di debutto dell'artista, mentre Blonde troverebbe maggiore riscontro con Third dei Big Star o Kid A dei Radiohead per la libertà con cui le sfumature musicali sono legate tra loro.

Jason King di NPR, descrivendo Blonde nota una forte relazione tra il modo in cui Ocean fonde lo stile R&B con il pop, il rock e i beat dell'hip-hop e quello mostrato da Sinéad O'Connor nel suo album I Do Not Want What I Haven't Got in cui l'artista esegue un fusione armoniosa tra tutti e tre gli stili. Complex definisce il disco slow burn per etichettarlo come un progetto che richiede del tempo per essere compreso ed apprezzato proprio per il suo stile meditativo e per la sua complessità musicale. Per questo, sebbene siano molte le influenze musicali che si possono rilevare a livello di composizione, il lavoro di Ocean non sembra somigliare esplicitamente a nessuna di esse, per lo stile frammentato con cui l'artista le unisce. Il Daily Telegraph denota, tra le altre cose, un ampio utilizzo di effetti vocali sulla voce dell'artista: in particolare l'auto-tune, come se impiegasse la voce e le melodie per oscurare lo sperimentalismo delle composizioni musicali. Ad esempio, Pretty Sweet, uno dei brani presenti nell'album, incorpora cori gospel e distorsioni del suono, sia strumentale che lirico: Dan Weiss di Spin Magazine rivede in questo l'approccio di Prince nell'album postumo Camille.

Titolo Il titolo dell'album è uno degli aspetti più controversi intorno all'opera, a partire dalla divergenza tra lo spelling della parola che gli dà nome e la sua pronuncia. Graficamente, la copertina dell'album riporta il titolo "blond", mentre in ogni altra manifestazione esso si presenta scritto come "blonde". Questa differenza è stata interpretata come un riferimento alla bisessualità dell'artista, laddove "blond" sarebbe un collegamento all'universo maschile, mentre "blonde" rappresenterebbe la componente femminileLe informazioni relative all'ambiguità del titolo sono contenute nei contributi alla descrizione dell'album su Genius.. Tale distinzione di flessione per i due generi è tipica del francese, poiché in inglese si tratta di una costruzione linguistica non consistente, anche se spesso usataSulla distinzione tra i termini "blond" e "blonde" in lingua inglese si può leggere la sezione "usage" nel dizionario Collins..

In una lettera contenuta nel magazine Boys Don't Cry, uscito a corollario dell'album, Frank Ocean ha riferito che la foto di una bambina seduta nel retro di un'auto abbia ispirato la scelta del titolo e l'idea di fondo che l'album doveva trasmettere. L'immagine a cui fa riferimento l'artista è stata realizzata dal duo fotografico The Collaborationist. A questo proposito l'artista ha riferito in un post sulla sua pagina Tumblr:

Nell'immagine, la bambina dai capelli biondi esegue con le mani un gesto, come a volersi coprire il viso e al contempo essere lei stessa ad inquadrare la vastità del deserto al di fuori dell'auto: simbolo di purezza e di disattenzione nel momento catturato dal fotografo. Questa seconda interpretazione collega il titolo dell'opera all'aspetto autobiografico dell'album: il passaggio dalla giovinezza, simboleggiata dai capelli biondi dei bambini, all'età adulta periodo in cui i capelli tendono a scurirsi, come metafora della crescita personale. Un'ultima interpretazione in merito alla scelta del titolo si collega ai pregiudizi solitamente associati alle persone dai capelli biondi, viste come conduttrici di un'esistenza maggiormente disinvolta, come riporta un passaggio della traccia Self Control:

Ad oggi non esiste ancora un'interpretazione ufficiale per il titolo e la sua genesi rimane, complessivamente, poco chiara. Wolfgang Tillmans, l'artista autore dell'immagine di copertina dell'album, ha riferito in un'intervista alla rivista The Fader che la scelta di rimuovere la lettera "e" dal titolo grafico si è verificata nell'arco di due giorni in maniera imprevista e per lui inattesa. Secondo una diversa interpretazione, il titolo del disco serve ad omaggiare il classico Blonde on Blonde di Bob Dylan.

Pubblicazione Il 6 aprile 2015 Frank Ocean annuncia con un post sulla sua pagina Tumblr personale che il suo secondo album sarebbe stato pubblicato a luglio, ma così non avvenne e nessuna spiegazione fu fornita in quella circostanza. A tal proposito, il The Guardian riporta che l'artista avesse all'epoca due versioni pronte per il suo prossimo lavoro, ritenendo che all'album musicale sarebbe seguito a corollario un magazine, ma Ocean non lasciò trapelare altre informazioni, neppure il titolo. Billboard, intanto, confermò il coinvolgimento di produttori del calibro di Hit-Boy, Rodney Jerkins, Happy Perez, Charlie Gambetta e Kevin Ristro e che il nuovo album avrebbe potuto includere il singolo Memrise del quale Ocean aveva condiviso già il testo via Tumblr. Alla fine fu Ryan Breaux, fratello di Frank Ocean, a fare chiarezza sulla data di uscita tramite un post su Instagram, scrivendo nella descrizione «BOYS DON'T CRY #JULY2016». Questo e altri indizi rispetto all'uscita del nuovo disco rivelati dal cantante portarono i fan a credere che il progetto si sarebbe intitolato Boys Don't Cry.