Biografia
Pietro Pensa, figlio del maestro e direttore didattico Giuseppe Pensa e di Rita Fontana, è il secondogenito con la sorella Massima (1905-). Cresce a Milano trascorrendo le vacanze a Esino Lario e Bene Lario. Si laurea in ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Milano mentre frequenta la scuola militare per ufficiali degli Alpini. Nel 1923 conosce Jolanda Cerpelli, figlia dell'ing. Attilio Cerpelli, imprenditore e deputato liberale. Si sposano nel 1932 e dal matrimonio nasceranno quattro figli, l'ingegnere e imprenditore Giovannimaria (1934-2006), il cardiochirurgo Piermaria (1938), l'ingegnere e imprenditore Carlo Maria (1940) e AlbriziaIl nome Albrizia viene dall'avo Albritius, primo dei Pensa documentati, che, notaio nel 1370, rogava gli atti ad Esino e a Varenna; Carlo Maria Pensa, Pietro Pensa raccontato dal figlio Carlo Maria in Pietro Pensa in L'adda, il nostro fiume, volume III, edizioni cultura "il punto stampa", c-b-r-s. editrice Lecco, 1997, pp. 9-15. Maria (1943), professoressa di matematica. Si trasferisce appena dopo il matrimonio a La Spezia dove inizia a lavorare nella ditta Cerpelli del suocero. Nel giro di alcuni anni diventa responsabile tecnico e segue lo sviluppo delle applicazioni di pompe sulle navi e nelle miniere. Per queste applicazioni viaggia in Unione Sovietica più volte negli anni trenta, durante l'epoca di Stalin. e rischia la vita in fondo ad una miniera, salvato grazie dall'aiuto dell'interpreteCarlo Maria Pensa, Pietro Pensa raccontato dal figlio Carlo Maria in Pietro Pensa in L'adda, il nostro fiume, volume III, edizioni cultura "il punto stampa", c-b-r-s. editrice Lecco, 1997, pp. 9-15..
Alla fine degli anni trenta lascia La Spezia e si trasferisce a Milano, trovando impiego nella ditta di macchinari Vender. L'azienda vince un bando di concorso dell'esercito per l'acquisto di trattori e progetta e realizza i primi mezzi cingolati, che diventeranno poi il suo principale lavoro di progettista su motori e cingoli. Allo scoppio della seconda guerra mondiale viene richiamato come capitano degli alpini ma poi esonerato dall'andare al fronte per proseguire la produzione di trattori per l'esercito. Durante i bombardamenti trasferisce la sua famiglia a Esino Lario. Dopo la seconda guerra mondiale l'azienda Vender cresce e Pietro Pensa registra diversi brevetti. Costruisce il trattore cingolato più grande e più potente mai realizzato sino ad alloraIbidem., i cui esemplari vennero mandati in Africa ed in Australia a dissodare terreni e foreste vergini. Seguendo le macchine, gira il mondo. Negli anni sessanta l'azienda Vender viene ceduta alla società americana Allis. Studia, disegna e realizza in proprio un trattore con caratteristiche innovative che gli permise di diventare direttore tecnico della multinazionale Massey Ferguson nel nuovo stabilimento di Aprilia dove si dovevano costruire pale ed escavatori. Crea un ufficio tecnico coinvolgendo il figlio Carlo Maria e realizza una gamma di nuove macchine. In pensione collabora come consulente con l'azienda nello stabilimento di Como e progetta e sviluppa sempre insieme al figlio Carlo Maria nuovi trattori idrostatici. Quando la Massey Ferguson, per ragioni commerciali, decide di cedere la produzione delle macchine movimento terra e dismette gli stabilimenti italiani, lascia definitivamente il lavoro di progettista e si dedica interamente alla scrittura e al lavoro di storico. Muore a Bellano nel 1996Si è spento il cantore dell'Adda: Pietro Pensa era autore di apprezzati libri del nostro territorio in "Il Giornale di Lecco, 21/10/1996, p. 2; Marco Folcio, Raccontò il nostro lago e "cantò" la terra lariana: "Pensa, ci mancherai" in "La Gazzetta di Lecco e provincia", 25/10/1996..
Altre attività Oltre all'attività professionale di ingegnere, Pietro Pensa svolge come volontario numerose attività nell'amministrazione pubblica. È autore di pubblicazioni e opere pittoriche e a partire dal 2007 le sue imprese di alpinista sono state documentate e giudicate eccezionaliPietro Buzzoni, Andrea Spandri, Giuseppe Carì, Calcare d'autore, arrampicare nella Grigna dimenticata e sconosciuta, Comunità Montana Valsassina, Val Varrone, Val d'Esino e Riviera e il Parco Regionale della Grigna Settentrionale, editore Bellavite, 2007. Il libro è dedicato a Pietro Pensa. Il ruolo significativo di Pietro Pensa come alpinista ma anche come storico è inoltre documentato nell'articolo di Eugenio Pesci, Grigne for ever (con foto di Pietro Buzzoni, Fabio Cameroni, Riky Felderer e Marino Marzorati) in "Alp", n. 247, 11/2007, pp. 54-61..
Amministrazione pubblica Negli anni trenta progetta gratuitamente la sistemazione delle baite del Moncodeno e ne cura la realizzazione. Viene eletto sindaco di Esino Lario nel 1956 e progetta grandi infrastrutture per il paeseAddio al "sindaco" Pensa: Una folla commossa ai funerali del protagonista della vita del paese. Fascia tricolore e cappello alpino sulla bara in "La Provincia", 23/10/1996, p. 13.. Con i trattori di nuova progettazione, che mandava gratuitamente a collaudare, apre le strade che collegano il paese alle due frazioni di Ortanella e di Cainallo. Realizza acquedotti, stazioni di pompaggio, uno dei primi depuratori della zona, l'allestimento del Museo delle Grigne, scuola elementare, scuola dell'infanzia, cinema, porfidatura, parcheggi, strade e loro asfaltatura e il collegamento viario con la Valsassina con il capocantiere Antonio ViglienghiUn articolo di "La Provincia" del 25/08/1964 definisce la strada "una delle più importanti strade panoramiche della nostra Provincia e costituisce per molti chilometri un interrotto balcone a sorpresa con rapidi ed inaspettati mutamenti di panorami e di inquadrature" in Collegate Val d'Esino e Valsassina: Un'opera intuita e realizzata da Pietro Pensa, pioniere dei collegamenti intervallivi in "Il punto stampa", agosto/settembre 1999, p. 34.. Un'opera ancora fondamentale per il paese di Esino Lario è il grande acquedotto che dalla Valsassina porta l'acqua al paese. Diviene presidente del Consiglio di Valle della Valsassina che anticipava con un organismo volontario le future Comunità Montane; realizza la Prealpina Orobica, il collegamento intervallivo con la Bergamasca. Viene poi chiamato a far parte della commissione regionale per la stesura della legge sulle Comunità Montane e, alla loro costituzione, diviene il primo presidente della Comunità Montana della Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera dove avvia la nuova Ballabio-Lecco e il collegamento tra Vendrogno e Taceno.
Opere letterarie e scritti
Pietro Pensa è autore di romanzi e di numerosi articoli, saggi e pubblicazioni di storia localeElenco dei libri e degli articoli di Pietro Pensa sul sito dell'Archivio Digitale Pietro Pensa.. Nella sua attività di studioso si è dedicato in particolare alla storia, alla cultura e all'ambiente del Lario orientale, concentrandosi sulla Valsassina, la Riviera orientale del lago di Como, la Valtellina e su Esino Lario e Lecco. Federico Cereghini descrive il lavoro di storico di Pietro Pensa con le parole "Le sue voluminose opere, ritengo, siano una pietra miliare e una sorta di enciclopedia della cultura comasca tra lago e montagna"Federico Cereghini Ricordo di Pietro Pensa in "il confine", novembre 1996, p. 7..
L'Ambrosino d'oro è un romanzo storico ambientato nelle valli del Lario nel 1446 all'epoca della repubblica ambrosiana. Il testo è pubblicato nel 1956 con prefazione di Emilio Guicciardi. Nel 1960 pubblica il suo primo libro di storia locale L'assedio del Medeghino in Lecco e collabora con le riviste "Pagine di vita lecchese", "La Martinella di Milano", "Economia Lariana", il "Periodico della Società Storica Comense" con contributi sulle fortificazioni, le vie di comunicazione, la toponomastica, la geologia, i rapporti tra Como e Milano, le vicende legate al ferro ed al suo utilizzo. Scrive due capitoli riguardanti Il castello di Lecco e Il ponte sull'Adda nel secondo volume dellAntologia Larius diretta da Pietro Gini. Nel 1973, con la collaborazione della moglie Yolanda, pubblica Manzoni nostro - Rivendichiamo il Manzoni ai Manzoni; nel 1977 Il ferro della Valsassina e del Lecchese. La ricerca sulle famiglie del lecchese e della Valsassina porta alla stesura del volume Le antiche famiglie nobili e notabili del Lario orientale ed è origine di un'indagine approfondita della storia della famiglia Pensa che segue e documenta sino al 1300 nelle sue vicende riguardanti Esino e Aosta. Nel marzo del 1979 inizia, con il primo volume Il Territorio, la serie intitolata Introduzione al Lario, promossa dalla Comunità Montana per far conoscere e per divulgare nelle scuole la geologia, la storia, il folclore e la cultura del territorio. Gli scritti si arricchirono e diventano una sola opera, la pubblicazione Noi gente del Lario, considerata la sua opera più significativaG. Pagani Il signore della Storia: La morte di Pietro Pensa e Federico Cereghini Ricordo di Pietro Pensa in "il confine", novembre 1996, p. 7. Nel 1984 pubblica La strada del Viandante, un romanzo storico ambientato sulle montagne del Lario al tempo di San Carlo. Pubblica i due volumi di L'Adda, il nostro fiume all'interno dei quali sviluppa e completa il lavoro già iniziato con gli altri suoi scritti, ampliandolo all'intero bacino dell'AddaAlla figura e all'opera di Pietro Pensa "Il punto stampa" dedica serie di articoli di Claudio Redaelli e di Angelo Sala..
In un'intervistaRosaria Marchesi, È in corsa col tempo: L'intensa vita dell'ing. Pietro Pensa in "Corriere della Provincia", 11/07/1988. racconta che nei suoi studi sono due le caratteristiche che emergono dalla gente del Lario: da una parte la costante miseria e dall'altra l'insofferenza ai padroni.
Il lavoro di ricerca lo porta a produrre e accumulare nel corso degli anni un'ingente quantità di materiale documentario e librario che oggi costituisce l'Archivio Pietro PensaIl sito dell'Archivio Pietro Pensa http://archivio.pietro.pensa.it; il sito dell'Archivio Digitale Pietro Pensa http://pietro.pensa.it/Archivio_Pietro_Pensa ..
L'ambrosino d'oro, ed. Cavallotti, Milano, 1956. L'assedio del Medeghino in Lecco, ed. Bartolozzi, Lecco, 1960. Il Panorama Geologico della Montagna Orientale del Lario, (con A. Pollini), ed. Bartolozzi, Lecco, 1971. Manzoni nostro, (con Jolanda Cerpelli), ed. Bartolozzi, Lecco, 1973. Un saggio su Alessandro Manzoni. Le antiche famiglie nobili e notabili del Lario orientale, ed. La Quercia, Milano, 1976. Il ferro della Valsassina e del Lecchese, ed. Comunità Montana Valsassina Val Varrone Val d'Esino e Riviera, Grafica Comense, Tavernerio, 1977. Introduzione al Lario: il territorio, a cura della Comunità Montana Valsassina Val Varrone Val d'Esino Riviera, Grafica Comense, Tavernerio, 1979. Noi gente del Lario, ed. Cairoli, Como, 1981. La strada del Viandante, ed. Cairoli, Como, 1984. L'Adda, il nostro fiume, ed. CBRS, Lecco, tre volumi, 1990, 1992, 1997Il terzo volume di L'Adda, il nostro fiume è pubblicato postumo a cura di Angelo Sala..
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