Il Corpo di polizia militare israeliano (in ebraico:חיל המשטרה הצבאית, Kheil HaMishtara HaTzva'it) anche noto semplicemente come Military Police Corps è un corpo delle Forze di difesa israeliane. Di fatto si tratta di una brigata composta da circa 4500 membri. Nei compiti di questo corpo di polizia rientrano tutti i compiti di polizia militare previsti all'interno delle forze armate, il supporto dei rispettivi ufficiali in comando nel mantenimento della disciplina, la sorveglianza dei penitenziari militari, lo svolgimento di eventuali indagini nel caso membri delle forze armate vengano accusati o sospettati di aver commesso dei crimini e il controllo dei checkpoint nei territori palestinesi.
Storia Gli inizi
Il corpo di polizia militare israeliano prende le origini dal corpo paramilitare Notrim che fu fondato nel 1936 e che operò prevalentemente nei territori appartenenti all'odierna Israele all'epoca sotto il controllo britannico. Contrariamente a molte altre organizzazioni paramilitari dichiarate dall'amministrazione inglese fuori legge come ad esempio il corpo dei Haganah, il Notrim era invece ufficialmente riconosciuto dalle autorità inglesi e svolgeva compiti di ordine pubblico. Tra i suoi compiti principali rientrava la protezione degli insediamenti ebraici nel corso della sommossa araba negli anni compresi tra il 1936 e il 1939. Nel 1937 all'organizzazione fu permesso di arruolare ulteriore personale in seguito a una cronica carenza di personale militare inglese e al corpo furono assegnati ulteriori compiti di ordine pubblico.
Nel corso della seconda guerra mondiale il Notrim venne a fare parte della Brigata Ebraica. A partire dai primi anni del conflitto il corpo iniziò a crescere grazie al elevato numero di arruolamenti su base volontaria. Nel 1944 anche il corpo dei Haganah si volle dotare di un proprio corpo di polizia militare e il capitano Daniel Lifshitz anche noto come Danny Magen fu incaricato di istituire questo nuovo corpo. All'epoca dislocato presso il Cairo in Egitto Lifshitz formò il nucleo di quello che sarebbe in seguito divenuto il corpo di polizia militare israeliano. Grazie all'aiuto di altri tre sergenti che lo aiutarono nel compito di recrutare nuovi soldati, il corpo vide in questo periodo un sostanziale aumento di organico. Tuttavia il corpo di polizia militare israeliano nella forma attuale si formò solamente successivamente alla seconda guerra mondiale nel corso del conflitto arabo-israeliano negli anni compresi tra il 1945 ed il 1947, quando fu suddiviso in quattro unità tuttora esistenti. All'epoca il neofondato corpo comprendeva soli 160 membri molti dei quali arruolatisi ancora sotto il comando di Lifshitz. Il corpo fu quindi riorganizzato nel 1948 dopo che lo stato di Israele e le Forze di Difesa Israeliane avevano introdotto il proprio codice militare e le proprie regole di disciplina, riconoscendo la necessità di disporre di un corpo che si facesse carico dei compiti di polizia militare. Tra i compitit di ordine pubblico dei quali il corpo si dovette fare carico rientrarono anche quelli di regolare il traffico dei mezzi civili e militari. Per poter assolvere in modo migliore a tale compito l'unità addetta a tale compito, la traffic supervision unit, fu suddivisa per settori, mentre le unità di polizia militare, le discipline supervision units furono assegnate alle diverse brigate, con ogni brigata dotata di una propria unità di polizia militare
Il comando del corpo di polizia militare israeliano fu invece situato presso la caserma militare di Kiryat Meir nei pressi di Tel Aviv.
Infine il 13 ottobre 1949 il corpo, originariamente denominato servizio di polizia militare o anche Military Police Service (in ebraico: Sherut Mishtara Tzva'it), fu rinominato in Corpo di polizia militare israeliano.
Seconda guerra mondiale Le prime unità del precursore del corpo di polizia militare israeliano operarono per la prima volta nel corso della seconda guerra mondiale sul fronte italiano a partire dal 3 marzo 1945. I membri dell'unità furono istruiti presso un'accademia militare inglese nella città liberata di Napoli. Il 25 aprile dello stesso anno, al termine del loro impiego in Italia, il corpo contava - esclusi gli ufficiali - 39 membri
Nei compiti di questo corpo rientrò anche quello di aiutare le vittime dell'olocausto. Alla fine del conflitto alcuni dei membri di questo corpo parteciparono agli interrogatori di ufficiali nazisti responsabili di essersi macchiati del crimine di genocidio.
Durante il conflitto arabo israeliano del 1948
Nel corso del conflitto arabo israeliano del 1948 i membri di questo corpo furono impiegati per difendere il neonato stato di Israele dall'attacco dei paesi arabi. Nel maggio del 1948 il corpo fu suddiviso in fronti regionali. Il fronte settentrionale fu assegnato al comando di Yosef Pressman ed era composto da 15 agenti del corpo di polizia militare perlopiù ex membri del Notrim. Il comando dell'unità fu situato a Afula e fu spostato a Nazaret dopo che la città cadde in mano nemica. Tra i compiti principali di questa minuscola unità ci fu quello di dislocare ed impiegare il cannone Napoleonchik che in numerosi occasioni fece cambiare a favore delle forze israeliane le sorti della battaglia. Tra i compiti più ardui che il corpo dovette svolgere durante questo periodo ci fu quello di evitare la fuga dei coloni dai propri insediamenti, fermando colonne di bus che tentavano di rifugiarsi in zone più sicure. Il compito del corpo fu quello di portare in sicurezza donne e bambini e di incoraggiare gli uomini a non abbandonare le proprie abitazioni, bensì di aiutare le forze armate nel difendere il territorio israeliano.
Al termine del conflitto il corpo fu impiegato nell'operazione Shoter, la quale aveva il compito di prevenire e sedare eventuali sommosse arabe in territorio israeliano. L'operazione che doveva essere un'operazione di ordine pubblico vide però numerosi momenti di tensione durante i quali ci furono anche pesanti conflitti a fuoco tra membri delle forze di sicurezza israeliane e ribelli arabi. Durante una di queste operazioni nei pressi di Fureidis nel corso di un pesante conflitto a fuoco ci fu anche una vittima tra i membri dell'unità.
A Gerusalemme il corpo di polizia militare israeliano ebbe il difficile ed ingrato compito su ordine diretto di Moshe Dayan e del capitano Ze'ev Katz, di distribuire le scarse provviste alimentari tra gli abitanti arabi di quella zona.
Nelle aree meridionali il corpo fu invece prevalentemente impiegato nelle operazioni Yoav e Horev, con il compito di montare la segnaletica stradale e regolare il traffico di mezzi militari.
Operazioni di ordine pubblico condotte tra il 1948 ed il 1956
Al di fuori dei compiti militari, specialmente nei primi anni dopo la guerra di indipendenza, questo corpo svolse numerosi compiti di ordine pubblico in particolare nei territori e nei villaggi abitati dalla popolazione palestinese. Molte di queste operazioni che interessarono perlopiù la popolazione civile furono condotte in cooperazione con la polizia israeliana.
Nell'agosto del 1948, in seguito a un'informativa che affermava che grossa parte dei disertori si erano rifugiati nel sobborgo di Kerem HaTeimanim, una piccola cittadina nei pressi di Tel Aviv, il corpo di polizia militare israeliano organizzò una perquisizione di tutte le abitazioni di Kerem HaTeimanim. Durante tale operazione, anche nota come operazione Masrek, furono sottoposte a controlli oltre 200 persone. Complessivamente l'operazione durò oltre sei ore e fu una delle operazioni più imponenti condotte dal corpo nei primi anni dalla fondazione dello stato di Israele. Molte delle persone sottoposte ad interrogatorio furono successivamente arrestate e trasferite. Molte delle persone poste sotto fermo erano ex membri del movimento Irgun Zvai Leumi che si rifiutarono di prestare servizio nelle IDF. In seguito ai numerosi arresti effettuati la prigione militare provvisoria era completamente sovraffollata. Di conseguenza il 9 ottobre 1948 ci fu una fuga di massa. Nonostante molti dei fuggitivi si costituirono nei giorni a seguire, l'accaduto fu causa di uno scandalo che costrinse molti degli ufficiali del corpo di polizia militare a dimettersi.
Il 17 settembre 1948, dopo che Folke Bernadotte venne assassinato da membri del Lehi, il corpo di polizia militare israeliano organizzò un'operazione su vasta scala per arrestare i responsabili. In tale occasione oltre un centinaio dei membri di questa organizzazione furono individuati ed arrestati.
A partire dal 9 gennaio del 1949, in seguito ad un incidente mortale imputabile alla quasi totale assenza di un codice stradale nel quale persero la vita tre ufficiale del IDF, il corpo di polizia militare israeliano in cooperazione con la polizia israeliana avviò una campagna di sensibilizzazione al fine di prevenire gli incidenti stradali. L'operazione denominata operazione Mordechai in onore di uno dei tre ufficiali morti nell'incidente, portò a sanzionare oltre 550 membri delle forze di difesa israeliane sorpresi nel infrangere regole del codice stradale e oltre 1700 civili furono sanzionati per infrazioni analoghe.
Tra i compiti che svolse questo corpo sempre nel periodo compreso tra il 1948 ed il 1951 ci fu quello di contrastare il mercato nero. Nel corso di questa operazione furono installati numerosi posti di blocco su tutte le strade e grandi quantità di materiale di contrabbando furono scovati.
Due ulteriori operazioni, operazione Tihur e operazione UvaArta Hametz, per individuare ulteriori disertori, furono infine condotte nel maggio del 1952 e nel periodo di giugno dello stesso anno.
Tra i molti compiti che svolse questo corpo sempre in questo periodo ci fu anche quello di presenziare a molte delle cerimonie di stato e di garantire in tali occasioni la sicurezza.
1956 Crisi di Suez Durante la crisi di Suez nel 1956, diverse unità di questo corpo furono dispiegate nei pressi del fronte, con il compito di mantenere l'ordine tra le truppe, scortare i convogli militari diretti verso la penisola del Sinai e regolare il traffico di mezzi militari. Tra i compiti più importanti ci fu anche quello di aiutare i soldati e gli autisti dei veicoli pesanti che si erano smarriti lungo la strada a trovare la via più breve verso la loro meta. Dopo la presa della striscia di Gaza da parte della 27 brigata corazzata, membri di questo corpo che erano stati inviati in quell'area al seguito delle colonne corazzate, furono dispiegati in questi territori per mantenere l'ordine, prima di essere sostituiti da personale inviato appositamente dal comando meridionale, mentre i membri della polizia militare israeliana che erano stati prelevati dal loro compito seguirono lo spostamento delle forze corazzate alle quali erano state assegnate verso la penisola del Sinai.
Tra i compiti che dovette svolgere questo corpo sempre durante la crisi del Suez ci fu anche quella di detenere i prigionieri di guerra. Per facilitare lo svolgimento di questo compito furono installate due prigioni una a Nitzanim nel sud di Israele e una a Atlit nel nord. Una terza prigione riservata agli ufficiali catturati fu invece installata provvisoriamente a Damun. Complessivamente il numero di soldati egiziani detenuti si doveva aggirare intorno alle 6000 unità. In seguito all'esperienza fatta durante questa campagna militare il corpo si decise di dotare di un parco mezzi più moderno per supportare meglio i continui spostamenti, di apposite divise per facilitare l'identificazione dei suoi membri, e di avviare corsi appositi per i membri di questo corpo destinati alla sorveglianza carceraria.
Durante la guerra dei sei giorni