La parodia - dal greco παρῳδία parà (παρα, simile) e odè (ᾠδή, canto) - è l'imitazione di uno stile letterario, musicale o artistico destinata a essere riconosciuta come tale o anche l'imitazione caricaturale di un quantomeno noto personaggio esistente o fittizio.
In un'accezione più comune tale rielaborazione avviene in chiave comica o più spesso farsesca. Si può distinguere la parodia di opere specifiche, di autori e di generi letterari.
Uno degli esempi più antichi è la Batracomiomachia (La battaglia dei topi e delle rane), parodia del poema epico.
Negli ambienti goliardici, dal medioevo ai giorni nostri, è comune la parodia "dotta", si pensi ai poemetti burleschi novecenteschi Ifigonia (che rimanda allIfigenia di Euripide) e Il processo di Sculacciabuchi (imitazione scurrile di un procedimento penale). Un esempio contemporaneo di questa parodia dotta è il personaggio di P. D. Q. Bach, creato da Peter Schickele.
Tra le parodie musicali, una delle più famose è il Divertimento musicale K.522 di Wolfgang Amadeus Mozart, noto come "Ein musikalischer Spaß".
Parodia ed elementi parodistici La parodia ripropone elementi del modello testuale che riutilizza, stravolgendoli oppure portandoli all'assurdo. In questo senso può essere simile alla satira, che però preferisce dei bersagli sociali e non testuali. Secondo il pensatore russo Michail M. Bachtin la parodia è un procedimento letterario attraverso il quale avviene "lo scoronamento dell'eroe". Esso non è, per questo, un sottogenere, al contrario, presuppone la perfetta conoscenza dell'opera da "scoronare" da parte dell'autore e anche del lettore, per essere veramente efficace.
In molti esempi di parodia farsesca, il gioco è scoperto: opere letterarie o film famosi vengono riproposti in forma stravolta sin dal titolo.
Nelle parodie moderne e contemporanee vengono presi di mira "miti" o personaggi famosi della letteratura (Sherlock Holmes, James Bond, ecc.) e quindi in un certo senso la parodia conferma la fama dell'originale. Per questo, spesso la parodia è considerata un "genere derivato" o "sottogenere".
Tuttavia, elementi parodistici possono essere presenti in opere di respiro più vasto: il Don Chisciotte si presenta inizialmente come parodia dei romanzi cavallereschi ma va ben oltre. I viaggi di Gulliver, opera di satira, presentano nel viaggio a Laputa parodie delle scienze dell'epoca; Alice nel Paese delle Meraviglie, di Lewis Carroll, contiene anche parodie di poesie pedagogiche del periodo vittoriano.
Quindi, elementi parodistici possono venire utilizzati in opere che non sono strettamente parodie. In alcune produzioni artistiche contemporanee (si parla di post-moderno) spesso si riutilizzano e si riassemblano elementi di lavori preesistenti, noti alla sensibilità del pubblico, in modo affine alla parodia, anche senza elementi di satira.
Generi parodistici Letteratura Secondo eminenti studiosi della comunicazione (primo tra tutti, Umberto Eco) le parodie letterarie sono non soltanto divertimento intellettuale, ma esercizio di esplorazione e forma di conoscenza. Una precisa illustrazione della "poetica del pastiche" si può trovare nellElogio di Franti, dove si parla del Riso come di una estrema prova del nove di fronte alla quale quello che merita di resistere resiste, e ciò che era caduco cade. Parodiare, per Eco, è un modo per pulire le candele e il carburatore della macchina culturale, e anche una testimonianza d'affetto e di fiducia, giustiziera, veleno e medicina a un tempo, forse un serio e responsabile dovere intellettualeUmberto Eco, Diario Minimo, Mondadori 1963.
Nella storia della cultura, sono numerose le opere letterarie classificabili come parodie. Già il Satyricon di Petronio può essere considerato imitazione in chiave comica del tipico romanzo greco ellenistico, pur configurandosi come un lavoro ben più complesso di una semplice parodia. Sempre in epoca classica troviamo la già citata Batracomiomachia.
Autori di parodie più sono per esempio (in ordine cronologico): Alessandro Tassoni, che con La secchia rapita azzarda una parodia dei poemi epici. Giovanbattista Lalli (1572-1637), parodista del Petrarca con Rime del Petrarca in stil burlesco, di Virgilio con L'Eneide travestita (1623), e di Tasso con Vito Vespasiano ovvero Gerusalemme desolata (1635). Miguel de Cervantes con il già citato romanzo Don Chisciotte della Mancia, che in alcuni brani risulta un'efficace parodia dell'epica cavalleresca. Paul Scarron, autore di una parodia dell'Eneide intitolata Virgile travesti. Marcel Proust, che a partire dal 1908 pubblicò sul quotidiano Le Figaro una serie di pastiche letterari, rifacendosi allo stile di celebri autori tra i quali Flaubert, Ruskin, Balzac e Chateaubriand. Nove di questi pastiche vennero poi riproposti, nel 1919, nella raccolta Pastiches et Mélanges. Paolo Vita-Finzi, autore di raffinati pastiche in versi e in prosa, che riunì in una Antologia apocrifa (1927; edizioni ampliate, con l'aggiunta di nuove serie: 1933, 1961 e 1978). Tra i personaggi presi a bersaglio da Finzi troviamo D’Annunzio, Pirandello, Pascoli, Moretti, Panzini, Ojetti. Luciano Folgore, autore di parodie in versi, raccolte nelle antologie Poeti controluce (1922) e Poeti allo specchio (1926). Alcune delle sue opere sono state ripubblicate nella raccolta La pioggia sul cappello e altre poesie dall'editore San Marco dei Giustiniani.
Tra gli autori contemporanei che tra le loro opere hanno prodotto anche parodie, sono senz'altro da citare: Michele Serra, che nelle sue antologie Visti da lontano (Mondadori, 1987) e 44 falsi (Feltrinelli, 1991) ha raccolto imitazioni (già apparse sulle pagine degli inserti satirici Tango e Cuore), dello stile di scrittori famosi, ma anche giornalisti, uomini politici e di spettacolo (ad esempio Hemingway, Moravia, Spadolini, Craxi, Biscardi e Fogar). Umberto Eco, che nel suo Diario Minimo (Mondadori, 1963) presenta raffinate falsificazioni di classici della letteratura. Ad esempio, apre l'antologia il racconto Nonita, gustosissimo esercizio di stile su Lolita di Nabokov, in cui l'effetto umoristico nasce dal fatto che l'oggetto del desiderio non è un'adolescente ninfetta bensì un'ottuagenaria definita "parchetta". Guido Almansi e Guido Fink, autori del saggio di parodistica comparata Quasi come (Bompiani, 1989). Terry Pratchett, che nel ciclo umoristico del Mondo Disco parte dalla parodia del genere fantasy, virando in seguito verso vari generi, dal giallo alla commedia metafisica e alla satira di costume. Bruno Gambarotta, autore de Il codice Gianduiotto, versione comica e grottesca de Il codice da Vinci di Dan Brown. Francesco Grasso, curatore di una rubrica dedicata alla parodia di scrittori famosi sulla rivista Delos Science Fiction, e autore di una antologia di parodie dal titolo Diffidate degli originali pubblicata come eBook nel 2011. Seth Grahame-Smith, autore di Orgoglio e pregiudizio e zombie, rivisitazione in chiave umoristica del celeberrimo romanzo di Jane Austen.
Il fatto stesso che a cimentarsi nella parodia siano stati, negli anni, letterati di prima grandezza, mette in luce la difficoltà, il rischio e l'importanza dello scrivere "alla maniera di". Di fatto, in letteratura la parodia non è stata quasi mai solo strumento di humour. Spesso, al contrario, si è rivelata anche occasione di analisi, perché attraverso l'imitazione irrispettosa il testo originale svela più facilmente i propri automatismi, le sue rughe, i suoi manierismi. Esaminando le tecniche e gli approcci utilizzati nelle parodie, Almansi e Fink affermano che esistono diversi modi di organizzare un falso letterario: c'è il “falso perverso” che gronda malizia, il “falso consacrante” in cui l'ammirazione si fa atto dissacrante pur affermando i diritti di uno stile ormai diventato modello e codice, il “falso innocente” in cui l'autore mostra la propria debolezza di manierista maldestro, il “falso sperimentale”, dove più che imitare qualcuno si imita il movimento stesso della letteratura, e si intravedono terre incognite dello stile. Il tutto in un vortice di odi e di amori, in un gioco di specchi così complesso e avvolgente da domandarsi se tutta la storia della letteratura non sia in effetti un falso continuo che si esercita sulla letteratura precedenteGuido Almansi e Guido Fink, Quasi come, Bompiani 1989..
Altri esempi di parodie letterarie possono essere trovate su siti che offrono la versione digitale dei classici della letteratura e consigli su come operare sostituzioni comicamente efficaci con l'aiuto di un qualsiasi programma di gestione elettronica di un testo.
Cinema Il regista Mel Brooks ha prodotto vari film parodistici: Frankenstein Junior, parodia di Frankenstein, film del 1931, e dei suoi sequel. Balle Spaziali (Spaceballs), parodia di Star Wars, con riferimenti a Star Trek, Alien e altri film. Dracula morto e contento, parodia di Dracula di Francis Ford Coppola. Robin Hood - Un uomo in calzamaglia, parodia di Robin Hood - Principe dei ladri di Kevin Reynolds.
I film di Gianni e Pinotto sono spesso parodie del genere horror.
Esistono vere e proprie saghe parodistiche, come: L'aereo più pazzo del mondo e il suo sequel, parodia di Airport. Riposseduta è una parodia de L'esorcista. La saga di Una pallottola spuntata di David Zucker, celebre presa in giro dei classici film polizieschi. La serie di Austin Powers è una parodia di James Bond. La serie di Scary Movie, nata come parodia di Scream, diventata poi simbolo dei film horror-comici. Italian Spiderman, parodia degli action movies degli anni '60-'70.
In Italia, attori coinvolti in parodie sono stati tra gli altri. Totò, Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello, Walter Chiari, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Tra i titoli compaiono: Totò le Mokò, parodia del bandito della Casbah. Totò sceicco, parodia dei film con la Legione Straniera e dei "polpettoni" mitologici. Due mafiosi contro Goldginger, con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, parodia di James Bond. Ultimo tango a Zagarolo con Franco Franchi, è una parodia del celebre Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci con Marlon Brando. L'esorciccio di e con Ciccio Ingrassia, è una parodia de L'esorcista. Il bello, il brutto, il cretino, di Giovanni Grimaldi con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, parodia di Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone. Il silenzio dei prosciutti (The Silence of the Hams) di Ezio Greggio, parodia de Il silenzio degli innocenti e Psyco.
Anche Ezio Greggio ha prodotto un film parodico: Box Office 3D, che è stato inoltre "il primo film italiano in 3D", parodia di: Twilight, Il codice da Vinci, alcuni film horror, Il padrino, Fast and Furious, Grease, Harry Potter e Il Signore degli Anelli. Esistono anche casi di parodia anche all'interno dei film di animazione, come nel caso de "Il re Leone 3 - Hakuna Matata", terzo film de la saga de Il re leone. Il film, infatti, è una riproposizione degli avvenimenti del primo film, dal punto di vista comico e dissacrante di Timon e Pumbaa (personaggi comici apparsi anche nei film precedenti, ma solo come personaggi secondari, mentre qui invece sono i protagonisti veri e propri), e rivelando dettagli sconosciuti al pubblico prima d'ora. Questo film, inoltre, è un raro caso di autoparodia, in quanto è stato realizzato con gli stessi autori e con lo stesso cast del film originale.