La psicologia individuale, o psicologia individuale comparata, di Alfred Adler prende in esame l'individuo nella sua unica e irripetibile dinamica di processi consci e inconsci: l'uomo è una unità mente/corpo indivisibile, originale e coerente nelle sue manifestazioni.
La psicologia individuale comparata di Alfred Adler è un metodo per la conoscenza concreta, pratica dell'uomo (Menschenkenntnis) ed uno strumento per comprendere il comportamento nelle sue molteplici espressioni; insieme alla psicoanalisi di Sigmund Freud ed alla psicologia analitica di Carl Gustav Jung, costituisce la triade fondamentale delle teorie della personalità.
Nel 1911, dopo un lungo periodo di intensa collaborazione con Freud, divenute ormai troppo evidenti le divergenze teoriche, Alfred Adler fonda, con un gruppo di seguaci, la Società di Psicologia Individuale Comparata. "Il nome, Psicologia Individuale, intende esprimere la convinzione che i processi psicologici e le loro manifestazioni si possono comprendere soltanto dal contesto individuale ed ogni intuizione psicologica inizia con l'individuo"Furtmüller C. Geleitwort, Z. Indiv. Psychol., 1:1-3 in Ansbacher H. L., Ansbacher R. R. (a cura di), Alfred Adler, Aspirazione alla superiorità e sentimento comunitario, Edizioni Universitarie Romane, Roma 2008, pag. 366.
L'attributo "individuale", che oggi contraddistingue la Scuola, affiancato dalla meno consueta qualifica di "comparata", esprime l'idea di una individualità psichica che, per la sua natura “sociale”, è parte di una struttura comunitaria formata da altre unità psichiche, perciò, "non è possibile studiare un essere umano in condizioni di isolamento, ma solo all'interno del suo contesto sociale"Pagani P. L. Adler e lo studio della personalità in Lorenzetti L.M. Psicologia e Personalità, Franco Angeli, Milano 1995, pag. 161. Si può, quindi, considerare la Psicologia Individuale Comparata come matrice del filone socio-culturale della psicologia dinamica.
La natura sociale dell'uomo Per Adler i rapporti sociali sono elementi fondamentali della vita psichica: l'uomo è un "animale sociale" che vive ed interagisce con i membri della comunità cui appartiene, un nodo nella rete delle interazioni che vanno dal nucleo familiare, più prossimo all'individuo, alla società, in senso lato, alla natura ed al cosmo.
La famiglia "Sin dal momento della nascita il bambino cerca di instaurare rapporti con la madre: ... È in questa situazione che si sviluppa per la prima volta la capacità di cooperare."Adler A. - Cos'è la psicologia individuale, 1976, successivamente pubblicato con il titolo "Cosa la vita dovrebbe significare per voi", Newton Compton, Roma, 1994, pag. 107. La madre introduce il bambino alla relazione con gli altri membri della famiglia (padre, fratelli, zii, nonni...) e con le altre figure importanti (amici, vicini di casa, ...), incoraggiando quei comportamenti che sono consoni alle norme del gruppo e scoraggiando gli atteggiamenti dissonanti. Al padre spetta il compito di insegnare i principi, i valori e le modalità di interazione con la comunità. Attraverso il rapporto con i fratelli, quasi sempre condizionato dalla posizione nell'ordine di nascita, e/o con i compagni di gioco il bambino impara, a seconda delle circostanze, a collaborare con i pari, lottare per l'affermazione di sé, dominare o sottomettersiAdler A. - Cos'è la psicologia individuale, 1976, successivamente pubblicato con il titolo Cosa la vita dovrebbe significare per voi, Newton Compton, Roma, 1994, pag. 107 e segg..
La rete delle interazioni familiari, definita da Adler come 'costellazione familiare, proprio per sottolineare il carattere di interdipendenza tra i suoi membri, definisce il primo spazio sociale in cui l'individuo si trova a misurarsi: in seno alla famiglia, quindi, l'individuo comincia a sperimentarsi ed a formulare un'opinione su se stesso e sul mondo.
Le relazioni sociali
Le relazioni sociali sono, prevalentemente, rappresentate dalle interazioni che si struttureranno, nel corso della vita, a scuola o nell'ambiente di lavoro o coltivando interessi e hobby, ma l'interazione sociale non si limita alle amicizie. Adler afferma: "Il bambino quando viene alla luce trova sempre e soltanto i contributi che gli altri hanno apportato alla vita, al benessere, alla sicurezza"Adler A., Aspirazione alla superiorità e sentimento comunitario, Edizioni Universitarie Romane, Roma 2008, pag. 78, un contributo che si esplica nell'evoluzione psicofisica dell'individuo: l'ontogenesi ricapitola la filogenesi; ciascuno, quindi, in modo personale ed unico, diviene tramite tra il passato e il futuro ed artefice dell'evoluzione sociale.
Esiste un'altra accezione data al concetto di società: "Quando Adler parla di società non intende riferirsi ad alcun modello concreto di società ... ma a una Società ideale ...verso cui tendono gli sforzi dell'Umanità. È una Società che va pensata, usando il termine spinozano che Adler usa, sub-specie aeternitatis".Canziani G., Introduzione in Adler A., La Psicologia Individuale nella scuola Newton Compton, Roma, 1993, pag. 28
Il lavoro La vita umana è garantita dall'adattamento attivo all'ambiente ma, "non sarebbe possibile assicurare la vita umana se ciascun individuo tentasse di strappare da solo i mezzi per vivere sulla terra, senza cooperazione e senza i risultati della cooperazione precedente."Adler A. Cos'è la psicologia individuale, 1976 successivamente pubblicato con il titolo Cosa la vita dovrebbe significare per voi, Newton Compton, Roma, 1994, pag. 189 Il progresso della scienza e della tecnologia obbliga a nuovi contributi: dall'acquisizione delle vecchie competenze alla ricerca di nuove soluzioni più efficaci e perfezionate, ciascuno si inserisce nel flusso evolutivo in cui il miglioramento delle condizioni soggettive ed oggettive è, ancora una volta, strettamente concatenato.
La psiche e le sue istanze fondamentali
Nel progetto evolutivo della psiche, teleologicamente orientata, il benessere individuale è anche sociale. Da questa considerazione derivano due conseguenze ed un piccolo corollario.
L'aspirazione alla superiorità
Dietro ogni azione umana vi è una forza dinamica di base, una lotta che da una situazione di minus porta ad una situazione di plus, da un sentimento di inferiorità ad uno di superiorità, di perfezione e di completezzaAnsbacher H. L. , Ansbacher R. R. , La Psicologia Individuale di Alfred Adler, Martinelli, Firenze, 1997, pag. XIX. L'aspirazione alla superiorità, o "volontà di potenza", come istanza innata, in senso categorico (metafisico), rappresenta l'aspirazione verso l'alto, verso la perfezione, verso una situazione di maggior stabilità e sicurezza. "Coloro che hanno dato origine al concetto di evoluzione nel campo della vita organica generale come Darwin e Lamarck hanno fatto, sottolinearono che la vita deve essere compresa come movimento verso una meta e che questa meta, la conservazione dell'individuo e della specie, è ottenuta attraverso il superamento di resistenze che l'ambiente prospetta all'organismo... Se questa aspirazione non fosse innata nell'organismo nessuna forma di vita potrebbe conservarsi."Adler A., Aspirazione alla superiorità e sentimento comunitario, Edizioni Universitarie Romane, Roma 2008, pag. 81
A questo movimento, sub specie aeternitatis, si affianca, sostenuta dalla debolezza del bambino e dal suo senso di inferiorità nei confronti dell'adulto, l'aspirazione alla soluzione delle difficoltà che incontra nel corso della crescita e che continua a sperimentare quando incontra un ostacolo. Partendo dall'osservazione che l'organismo, per garantire una certa omeostasi, spesso compensa il malfunzionamento di un organo con l'incremento di attività da parte di un altro organo, Adler affermò che ogni individuo tende a controbilanciare i limiti fisici o le insufficienze scaturite dal confronto con l'ambiente, strutturando un sistema di "compensazioni" finalizzate a sconfiggere o ad attenuare le condizioni di inferiorità.
Se gli apporti ambientali sono favorevoli, il disagio dell'inferiorità può essere superato; se gli stimoli sono negativi, o vengono percepiti come tali, o si verificano frustrazioni sistematiche (umiliazioni, confronti svalorizzanti, competitività, ...), si potrà determinare un rafforzamento e una trasformazione dell'ordinario sentimento di inferiorità in complesso di inferiorità.
Adler osservò che, nelle donne, un complesso di inferiorità, acuito dalla posizione subordinata rispetto all'uomo, spesso si manifesta con l'accentuarsi delle reazioni difensive e l'instaurarsi di comportamenti maschili ipertrofici; denominò protesta virile questa risposta reattiva proprio per sottolineare la direzione del movimento verso una posizione "virile", ritenuta come più forte ed affermativa. La protesta virile è, però, presente anche in quegli uomini che si ritengono deboli e che, pertanto, aspirano a diventare "uomini completi"Adler A., La psicologia individuale, Newton Compton, Roma, 1992, pag. 101.
Il sentimento comunitario Il sentimento comunitario o "sentimento sociale" (Gemeinschaftgefühl) è un'istanza innata riferita al concetto ideale di Società sub specie aeternitatis. Il sentimento comunitario indirizza la volontà di potenza ma è mosso da questa in senso evolutivo: l'uomo si prefigge l'obiettivo di realizzare una comunità in cui tutti gli equilibri siano garantiti. Così, sentimento sociale e aspirazione alla superiorità sono dinamicamente interconnessi: "... noi ci avvicineremo a una condizione di più ampi contributi, di maggiore capacità a cooperare in cui ogni individuo si presenta a tutti gli effetti come parte dell'intero, una condizione per la quale, naturalmente, tutte le forme del nostro movimento sociale sono prove, prove preliminari ma di esse rimarranno solo quelle che sono situate nella direzione di questa comunità ideale."Alfred Adler, Aspirazione alla superiorità e sentimento comunitario, Edizioni Universitarie Romane, Roma 2008, pag. 78
Le prove preliminari, di cui parla Adler, si realizzano, fin dalla nascita, in famiglia o nel gruppo sociale, grazie alla potenzialità innata all'aggregazione con i propri simili. Successivamente, attraverso l'educazione e la partecipazione alla vita comunitaria, il sentimento sociale può affinarsi nella capacità di collaborare, comprendere gli altri ed entrare in rapporto empatico con loro. Lo stadio più evoluto del sentimento comunitario è rappresentato dalla capacità di giudicare ciò che sta dalla parte utile e ciò che è dalla parte inutile della vita, ciò che è socialmente evolutivo e ciò che non lo è; in tal modo il sentimento sociale assume la funzione di "barometro della normalità": un sentimento sociale "sano" non si manifesta attraverso un passivo adattamento a comportamenti convenzionali, ma attraverso un uso socialmente corretto del potere creativo dell'individuo.
Il grado di attività individuale Ciascuno partecipa al movimento evolutivo sociale secondo le sue peculiarità o, come dice Adler, secondo il suo grado di attività. Così Adler, benché rifugga le classificazioni, accenna a quattro possibili, generiche tipologie di attività umana: il tipo che "domina", il tipo che "prende", il tipo che "evita" ed il tipo che "combatte" per la soluzione dei suoi problemi in modo che ciò risulti utile anche agli altriAdler A., I concetti fondamentali della Psicologia Individuale, Riv. Psic. Ind., N.° 33: 5-9 (1993). È evidente che le prime tre tipologie rappresentano soggetti socialmente improduttivi, carenti nella capacità di collaborare/cooperare, mentre solo l'ultima tipologia di individui indica uno sviluppo positivo del sentimento sociale.
L'unità del Sé