Cesiomaggiore (Zes in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Belluno in Veneto. Geografia fisica Il comune appartiene all'Unione montana Feltrina. Il territorio si estende nel Feltrino orientale (Valbelluna), alla destra idrografica del fiume Piave, comprendendo verso nord le prime cime delle Dolomiti.

Il capoluogo del comune è Cesio che si trova a circa a nord-est da Feltre e a a sud-ovest da Belluno.

La strada provinciale pedemontana, parallela settentrionale della statale 50, costeggia le vette e attraversa il comune, salendo da Feltre e scendendo a Santa Giustina, dove si ricongiunge alla statale per Belluno.

A occidente il territorio comunale, delimitato dal torrente Caorame, confina con il comune di Feltre; a oriente si incontrano i territori di Santa Giustina e di San Gregorio nelle Alpi. A nord, oltre le creste montuose, altri comuni dell'alta provincia di Belluno e il territorio della Regione Trentino-Alto Adige.

Caratterizzato dal continuo digradare dei colli verso la Valle del Piave, il paesaggio è vivace, mosso e alternato di piccoli centri abitati, antiche ville, chiesette, campi e boschi di latifoglie.

Storia L'età antica Il territorio di Cesio appartiene, fin dall'antichità, alla zona feltrina, terra che in epoca preromana fu abitata dai Reti.Plinio il Vecchio, Naturalis historia, Lib. nr. 19: «Fertini et Tridentini et Beruenses Raetica oppida, Raetorum et Euganeorum Verona».

Il toponimo si ritiene derivi dall'antroponimo latino Caesius, riferito ad una gens CaesiaL'origine latina dei toponimi Cesio e Cesana è riportata da Sergio Sacco in opera citata. L'ipotesi è stata fatta anche in passato e considerata prova dell'antica origine romana di Cesiomaggiore: Mario Gaggia riferisce che la famiglia dei Muffoni, detta anche "Cesia" o "de Cesio", avrebbe avuto origine romana dalla gens Cesia (opera citata). Giovan Battista Pellegrini, professore di glottologia all'Università di Padova ritiene i toponimi "Cesana" e "Cesio" derivanti dal gentilizio Caesius. (parroco di San Gregorio nelle Alpi e studioso di storia locale del Feltrino), "Cesio" deriverebbe invece dal vocabolo nçès ("gente" in spagnolo): i nomi Cesio e di Cesio Minore si pronuncerebbero infatti "alla spagnola", come çès, majòr e çès menòr. Altri toponimi derivati dal nome della gens Caesia sarebbero Cesano e Cesana. È attestata inoltre in Germania una "Selva Cesia" (Caesia)., alla quale appartenne il poeta latino Cesio Basso (I secolo d.C.). La presenza della gens Caesia nella zona di Cesiomaggiore è attestata dal ritrovamento di un'iscrizione che menzionava un L. Caesius L. L.Antonio Dal Corno, op. cit. Memorie istoriche di Feltre, 1710; Antonio Vecellio, I castelli feltrini, op. cit., che ne riporta la presenza nella raccolta di Daniello Tomitano a Vellaio nel 1623. Francesco Vergerio, La contea di Cesana, agli inizi del XIX secolo attribuiva di conseguenza a Lucio Cesio la fondazione dei paesi di Cesio e Cesio Minore.. Tra i reperti che testimoniano la presenza romana vi è un cippo monumentale del 47 d.C., che ricorda la costruzione della via Claudia Augusta altinate (tra Altinum, sul mar Adriatico e Augusta Vindelicum, oggi Augsburg, nella regione danubiana), e che è divenuto il simbolo araldico del comune. Esso è incorporato in un altare presso la chiesa di Santa Maria Maggiore.

Il Medioevo In età medievale Cesio fu sede della pieve di Santa Maria, chiesa dipendente dalla diocesi di Feltre e dal suo vescovo-conte. Il territorio, frazionato in numerosi possedimenti feudali, fu governato da castellani locali soggetti al vescovo. Tra essi vi furono i Muffoni, detti anche "da Cesio", i Rambaldoni da Fianema, al cui lignaggio appartenne Vittorino da Feltre e i Corte da Marsiai. Membri di queste famiglie ricoprivano spesso anche la carica di "marighi" o "capovilla" cioè capi dei villaggi e delle regole. Resti delle loro residenze fortificate ancora oggi sono visibili sia nel capoluogo comunale di Cesio sia nelle frazioni di Marsiai e Fianema.

L'età veneziana Nel 1404 Cesio entrò con Feltre a far parte della Repubblica di Venezia: la cerimonia della consegna delle chiavi della città all'ambasciatore veneziano, Bartolomeo Nani, il 15 giugno di quell'anno, fu eseguita da Vittore Muffoni, di Cesio, ed è ancor oggi rievocata nel Palio di Feltre. Durante il periodo della dominazione veneziana (XV-XVIII secolo), le residenze fortificate si trasformano in ville padronali, come villa Tauro alle Centenere, villa Corrà e villa Muffoni nel capoluogo comunale.

Napoleone, il periodo Asburgico ed il Regno Sabaudo La Repubblica di Venezia cessò di esistere con l'arrivo degli invasori francesi di Napoleone. Per la popolazione del Feltrino fu un periodo di grandi illusioni, di spoliazioni e di miseria. Il territorio fu assegnato dapprima alla Repubblica Cisalpina e poi, con il Trattato di Campoformio, fu ceduto all'Impero d'Austria che lo integrò nel regno Lombardo-Veneto. Durante il periodo dell'occupazione francese, il Feltrino fu smembrato in diversi cantoni ovvero in distretto amministrativi dai quali ebbero origine gli attuali territori comunali. Fu l'inizio dell'autonomia comunale di Cesio.

Nel 1866, in seguito alle guerre di espansione del Piemonte, Feltre e Cesio furono annessi, insieme col resto del Veneto, al Regno d'Italia: in tale circostanza a Cesio fu mutato il nome nell'attuale "Cesiomaggiore"Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3., essendo già presente nel regno un comune omonimo in provincia di Imperia. Va sottolineato a tal proposito che è stata variata soltanto la denominazione del comune, ma non il nome del capoluogo. Il Regno d'Italia portò con sé numerosi problemi economici e sociali che furono alla base del successivo fenomeno dell'emigrazione.

Le grandi guerre del Novecento Il territorio di Cesiomaggiore fu duramente provato durante la prima guerra mondiale. Il 1917, in particolare, fu detto l'an de la fam ("l'anno della fame"), a causa delle privazioni patite durante l'occupazione austriaca.

Altre sofferenze si ebbero durante la seconda guerra mondiale, in ispecie nel suo periodo terminale.Fra le memorie di questo periodo le azioni della Resistenza partigiana: il 6 giugno del 1944 un gruppo dei partigiani della Brigata Garibaldina Antonio Gramsci (Feltre) guidato dal comandante "Bruno", si ritrovò presso una casa della frazione di Menin, di Oreste Gris, per definire il piano d'azione del sabotaggio del Tombion.

Simboli Lo stemma è stato concesso con regio decreto del 14 gennaio 1929.

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse Parte del territorio comunale è compresa nel Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Architetture religiose Pieve arcipretale di Santa Maria Maggiore in Cesio; ricostruita nel 1785, conserva il bel fonte battesimale del 1483 e pale tardo-rinascimentali di buona fattura Chiesa di Sant'Agapito in Valle Chiesa di Sant'Andrea ad Anzaven Chiesa di Sant'Antonio in Val di Canzoi Chiesa di San Bartolomeo a Tussui Chiesa di San Biagio a Menin Chiesa di Sant'Elena e della Santa Croce a Calliol Chiesa di Sant'Eurosia e San Giovanni Battista a Le Ave Chiesa di San Giovanni Battista a Busche Chiesa di San Giuda Taddeo a Salgarda Vecchia Oratorio di San Gregorio Taumaturgo a Bordugo Chiesa di San Liberale a Marsiai Chiesa di San Leonardo a Cesiominore Chiesa di San Lorenzo a Pullir Chiesa di Santa Lucia a Can, barocca Chiesa di San Pietro a Soranzen, parrocchiale Chiesa di San Pietro in Vincoli a Marsiai Chiesa di San Rocco a Pez, parrocchiale Chiesa di San Salvatore a Cullogne Chiesa di San Sebastiano a Dorgnan Chiesa di San Vendemiano a Cossalter Chiesa della Beata Vergine Immacolata a Fianema Oratorio della Beata Vergine Maria a Soranzen, sconsacrato Oratorio della Visitazione a Pez, detto "la Madonnetta"; tempietto ottagonale seicentesco, conserva pregevoli opere del Ridolfi (XVII secolo) e un affresco mariano ritenuto miracoloso Chiesa di San Vitale e San Valentino a Toschian Chiesa di San Vito a Col San Vito

Architetture civili

Casa torre dei "da Corte" a Marsiai Castello Cossalter nell'omonima località Villa Martini e villa Facino-Pasole a Soranzen Centro storico di Cesio Minore Museo Storico della Bicicletta "Antonio Bevilacqua" a Cesio, con la collezione di biciclette di Sergio Sanvido Museo Etnografico Provinciale di Seravella, sulla strada per Santa Giustina Villa Tauro alle Centenere con il lapidarium che conserva reperti di età romana e medievale; tra essi il cippo monumentale con l'iscrizione che ricorda la costruzione della Via Claudia Augusta Altinate Villa di Menin (nei pressi anche un tasso monumentale avente all'incirca trecento anni).

Siti di interesse naturalistico Valle di Canzoi, punto di accesso al Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi Biotopo di Pradenich (immediatamente a valle del capoluogo)

Società Evoluzione demografica

Cultura Biblioteche pubbliche Biblioteca comunale La biblioteca comunale di Cesiomaggiore si trova in Piazza Mercato a sud del municipio e dispone di circa titoli, tra cui opere letterarie e scientifiche, media, DVD, cd, fotografie. All'interno della biblioteca si trova un angolo dedicato ai più piccoli. Vi si trovano anche oltre cento titoli di opere dedicate alla bicicletta e una piccola sezione scientifica.

Biblioteca del Museo Etnografico della Provincia di Belluno La biblioteca è situata presso la sede del Museo Etnografico della Provincia di Belluno, in località Serravella, ed è stata istituita nel 1997, con l'apertura al pubblico del museo. Il patrimonio documentario della biblioteca è specializzato sui temi dell'etnografia, dell'antropologia culturale e della storia, con particolare riferimento ai territori feltrino, agordino, cadorino e bellunese. Oltre a circa 6.000 volumi, sono consultabili raccolte fotografiche, registrazioni sonore e filmati.

Istruzione Cesiomaggiore è sede di un Istituto Comprensivo statale, al quale afferiscono le Scuole dell'Infanzia di Pez e di Villabruna (Feltre), i plessi di Scuola Primaria di Cesiomaggiore "Principe di Piemonte", di Soranzen (stesso comune), di Villabruna e di Nemeggio (Feltre). La sede centrale dell'istituto si trova nella Scuola Secondaria di Primo Grado "Dante Alighieri" di Cesio Maggiore. Presso la parrocchia di Santa Maria Maggiore in Cesio ha sede una Scuola dell'Infanzia paritaria, non statale, intitolata a "Matilde Muffoni".

Geografia antropica Frazioni

Il territorio di Cesiomaggiore è caratterizzato da un forte frazionamento abitativo e identitario.

Un vecchio adagio dialettale recita infatti: Tos'cian su la forca, Pòlir inte 'l profondo e Menin te 'l fior de 'l mondo, ovvero "Toschian sulla forca (troppo in alto), Pullir nel profondo (troppo incuneato) e Menin sul fior del mondo (in posizione migliore)". È intuibile il rapporto competitivo esistente tra le frazioni.

Anzaven È un antico nucleo abitato che presenta ora cenni di sviluppo urbano verso valle.

Bordugo Sorge sul torrente Caorame in Valle di Canzoi; un tempo traeva sostentamento dall'energia idrica. Si trovavano infatti sul posto una segheria e un'officina per la lavorazione del ferro. Oggi a monte dell'abitato si trova una griglia per l'intercettazione dell'acqua di alimentazione della centrale idroelettrica di Arson, in comune di Feltre. Vi sorge la cappella di San Gregorio Taumaturgo, festeggiato il 17 novembre.

Busche Si trova nel versante meridionale del comune presso il Piave. Fino al secolo scorso abitato da poche famiglie ora, grazie alla sua posizione sulla Statale del Grappa, ospita diverse imprese commerciali e numerosi abitanti. È sede della stazione ferroviaria dei comuni di Cesiomaggiore e Borgo Valbelluna. Conosciuta è l'industria lattiero-casearia Lattebusche tra le più importanti del Veneto.