Le carte da gioco italiane consistono normalmente di mazzi da 40 carte di 4 diversi semi, ma c'è una grande varietà stilistica nel disegno delle carte, dipendente soprattutto dall'area geografica. In alcune regioni sono diffuse le carte a semi italiani o spagnoli, con i semi di bastoni (a volte chiamati anche mazze), coppe, denari (detti anche ori) e spade e con le figure fante (o donna), cavallo e re; in altre sono diffuse carte illustrate con i semi francesi, cuori, quadri, fiori e picche, con le figure fante, donna e re. Di ogni seme troviamo i numeri 2, 3, 4, 5, 6, 7, più l'asso e le figure.
Storia Le carte da gioco appaiono in Italia nella seconda metà del XIV secolo; la loro presenza sembra attestata a Firenze, dove vengono inventate da Giovanni Stimolo nel 1377. Le carte da gioco d'Italia presentano numerose variazioni regionali, sia nelle insegne e nell'aspetto grafico delle carte che nel loro numero.
Tipologia Le carte regionali italiane possono essere inscritte in quattro gruppiLino Maia, I mazzi di carte italiane, edizioni La Memoria di Adriano, 2020: tipo Italia settentrionale: hanno le spade in forma di scimitarre, i bastoni in forma di scettri o mazze cerimoniali, e le coppe in forma di calici allungati e talora esagonali. Gli assi elaborati possono riportare un motto. Esistono nelle versioni a 36 carte (rare), 40 o 52. Appartengono a questo gruppo le bergamasche, le bolognesi, le bresciane, le trevisane (o venete), le triestine e le trentine. Sono diffuse nelle regioni del nord-est.
+ Semi italiani Seme nelle carte bergamasche Seme nelle carte bresciane Seme nelle carte trentine Seme nelle carte triestine Seme nelle carte trevisane Seme nelle carte bolognesi Italiano Spade Coppe Denari Bastoni Spagnolo Espadas Copas Oros Bastos
tipo spagnolo: hanno i bastoni in forma di tronchi o randelli, le spade più corte e dritte, e le coppe più piccole, con figura intera, tranne che le piacentine di "tipo moderno" (dopo il 1950). Appartengono a questo gruppo le seguenti tipologieDal sito del produttore Dal Negro. piacentine: Emilia (Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna), Lombardia sudorientale, Toscana appenninica (Garfagnana e Lunigiana), Marche, Umbria, Lazio, provincia di Teramo. napoletane: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Lazio meridionale, Corsica. romagnole: Romagna (Imola, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Repubblica di San Marino), provincia di Ferrara, Romagna toscana. siciliane: Sicilia, Calabria. sarde: Sardegna.
Le carte di tipo spagnolo esistono solo nella versione a 40 carte. Un particolare gruppo di carte appartenenti a questo gruppo sono le romane, nate negli anni settanta, hanno incontrato poca fortuna tra i giocatori e non sono state più prodotte; queste carte avevano le figure che si rifacevano alla tradizione romana: legionario, centurione, imperatore. + Semi spagnoli Seme nelle carte piacentine Seme nelle carte romagnole Seme nelle carte napoletane Seme nelle carte siciliane Seme nelle carte sarde Italiano Spade Coppe Denari Bastoni Spagnolo Espadas Copas Oros Bastos
I quattro simboli denari, bastoni, coppe e spade rappresentavano per alcuni in origine le diverse classi in cui era divisa la società medievale, rispettivamente i mercanti, i contadini, il clero e i guerrieri.La settimana enigmistica n. 4243, p. 12.
tipo francese: hanno i semi delle carte francesi e normalmente senza indici. Appartengono a questo gruppo le genovesi, le milanesi (o lombarde), le fiorentine (o toscane), le piemontesi. Hanno le figure mezze, tranne le Toscane (figure di tipo francese). Sono diffuse nel nord-ovest e in Toscana. Esistono nelle versioni a 36 (genovesi e piemontesi), 40 o 52 carte. + Semi francesi SemeItaliano Picche Cuori Quadri FioriFrancesePiquesCœursCarreauxTrèflesIngleseSpadesHeartsDiamondsClubs
tipo tedesco: hanno i semi di tipo tedesco (cuori, ghiande, foglie e campane) e sono diffuse nella provincia di Bolzano, dove sono conosciute con il nome di "Salisburghesi" (o "Salzburger"); sono a figura intera e in Austria sono conosciute anche come Einfachdeutsch (ovvero tedesche a figura intera) per distinguerle dalle "Bavaresi" che hanno la figura doppia (Doppeldeutsch). Nate come mazzo da 36 carte negli anni ottanta è stato introdotto il mazzo da 40 che oggi è l'unico diffuso in Alto Adige (la versione da 36 è ancora diffusa in Austria). + Semi tedeschi Seme ItalianoFoglieCuoriCampanelliGhiande TedescoGrasGrünLaubBlattSchippenPikHerzRotSchellenEichel
Dimensioni Variante Tipo Lunghezza(mm) Larghezza(mm) Numero Italiane 94 50 40 Bolognesi Italiane 104 49 40 Italiane 88 43 52 Francesi 88 58 36, 40, 52 Francesi 94 50 40 Spagnole 83 50 40 Francesi 83 50 36, 40, 52 Spagnole 94 50 40 Spagnole 88 58 40 Tedesche 101 57 36, 40 Spagnole 88 56 40 Spagnole 94 50 40 Francesi 88 56 40 Italiane 94 50 40, 52 Italiane 104 49 40, 52 Italiane 98 53 40
Varianti regionali Di seguito sono descritti in ordine alfabetico i vari mazzi.
Carte bergamasche Le carte bergamasche sono carte in stile italiano, diffuse nell'omonima provincia. Il mazzo è composto da 40 carte con figure a due teste a divisione orizzontale e misura 50×94 mm. Sia i valori numerali sia le figure presentano una bordatura interna. Il quattro di spade è chiamato anche margì per la donnina disegnata al centro. Sull'asso di bastoni è presente il motto "VINCERAI". L'asso di coppe, come anche nelle carte trentine e bresciane, presenta una forma a fontana e si ispira all'emblema della famiglia Sforza. I denari sono chiamati "ori" e sono rossi e neri; l'asso di ori è un grande cerchio giallo e arancione. Inoltre in mazzi di alcune produzioni sono presenti 4 carte supplementari di cui 2 recano i numeri dall'1 all'8 e due che recano i numeri dall'1 al 10.
Carte bolognesi (primiera bolognese)
Quelle della Primiera bolognese sono carte in stile italiano dalla forma piuttosto stretta (misurano 49×104 mm). Il mazzo, un tempo tipico della città di Bologna e della sua legazione, ha visto via via limitare il suo uso alla campagna nord-occidentale della provincia e nella zona di Cento; ad ogni modo su tutto il territorio è oggi più comunemente usato il mazzo piacentino, a semi spagnoli, impostosi probabilmente a partire da fine Seicento con la gran voga del gioco spagnolo dell'Ombre. Nella zona orientale della provincia, in particolare nel comprensorio imolese ma anche nella zona di Molinella, è diffuso poi il mazzo romagnolo. Queste peculiarità storico-geografiche del territorio bolognese ne fanno l'unica provincia d'Italia dove siano in uso popolare ben quattro diverse tipologie di carte da gioco.
Assieme alle carte trevigiane sono le carte più lunghe d'Italia. Il mazzo è così chiamato sin dal Cinquecento per distinguerlo da quello del tarocchino o tarocco bolognese. A inizio Cinquecento, con la diffusione del gioco della Primiera il mazzo originario bolognese di 52 carte fu abbreviato a 40. Circa nello stesso periodo il mazzo del tarocco, che doveva originariamente avere 78 carte (al mazzo originario bolognese erano state aggiunte almeno sin dagli anni '30 del Quattrocento le quattro regine e i 22 trionfi), aveva perduto le carte numerali dei semi ordinari dal 2 al 5 e si era così ridotto all'attuale tarocchino di 62 carte. Nel mazzo della Primiera sono reversibili sia le figure che le carte numerali, fatta eccezione per l'asso di denari, che fino a pochi decenni fa era caratterizzato da una cornice circolare nera col bollo d'imposta al suo interno (abolito nel 1972, vedi infra).
Carte bresciane
Le bresciane sono carte in stile italiano, diffuse nell'omonima provincia. È l'unico mazzo regionale che esiste solo nella versione a 52 carte, poiché servono per giocare a cicera bigia, un gioco tipico della provincia di Brescia. Le carte dall'otto al dieci sono detti scartini, in quanto per alcuni giochi, ad esempio la briscola, tali carte non sono utilizzate. Le figure intere sono di tipo "naive" con colori piatti e proporzioni del corpo approssimative. Come tutte le carte di "tipo italiano" hanno le spade in forma di scimitarre, e i bastoni in forma di scettri. Gli assi sono elaborati. Le carte bresciane sono strette, con un rapporto lunghezza/larghezza superiore a 2, e sono le più piccole d'Italia misurando soltanto 43×88 mm. Numerose carte hanno dei soprannomi: il fante di coppe è chiamato oppure , il due di spade è la oppure ; il due di denari e il due di bastoni è detto , mentre nel gioco di cicera bigia, il fante di coppe è sempre il , il dieci di denari è il (Dieci Buono), mentre il due di spade è detto (Due Fino). L'asso di coppe è talvolta chiamato , per via dell'angelo raffigurato, e il quattro di spade è la .
Carte genovesi Sono diffuse in tutta la Liguria, nel Piemonte orientale (province di Novara, Vercelli, Alessandria, Biella e Verbano-Cusio-Ossola) e in Sardegna; sono diffuse anche nella Lunigiana. Le carte genovesi sono a semi francesi (localmente denominati dinæ ‘quadri’, coppe ‘cuori’, spoæ o spâ ‘picche’ e scioî o scioe ‘fiori’) con figure doppie a linea di divisione diagonale e bordatura interna. Il loro stile è molto simile a quello francese tradizionale (il cosiddetto stile di Parigi) e ancor più a quello belga, dal quale si distinguono solo per piccoli dettagli: l'uso del verde al posto del blu nelle figure, la forma dello scudo tenuto dal fante di fiori e (a parte rare eccezioni) la mancanza di indici. Il mazzo tradizionale misura 58×88 mm ed è composto da 40 carte, ne esistono tuttavia versioni a 36 e 52 carte meno diffuse. Il mazzo da 52 carte usato per il baccarà e lo chemin de fer è composto da carte in stile genovese.
Carte milanesi (lombarde) Le carte milanesi sono carte a seme francese di forma piuttosto stretta (misurano 50×94 mm). Il mazzo è costituito da 40 carte, con figure doppie molto elaborate a divisione orizzontale. Sia i valori numerali sia le figure presentano una bordatura interna. Diffuse in tutta la Lombardia occidentale (province di Milano, Pavia, Lodi, Varese, Lecco, Como e Sondrio), il fante di fiori presenta ricamato sul petto il biscione visconteo, simbolo di Milano.
Nel Canton Ticino è diffuso una particolare variante di carte milanesi, chiamate dai produttori "lombarde estero" che si differenziano per la presenza degli indici dei numeri e le scritte fante, regina e re sulle rispettive figure.
Carte napoletane Le carte napoletane sono carte in stile spagnolo. Sono tra le carte regionali più diffuse in Italia, essendo utilizzate nella maggior parte del Mezzogiorno, con l'eccezione di Sicilia e Sardegna. La struttura di questo mazzo di carte e di quello siciliano risale al XVI secolo, come dimostrano le acconciature e i baffi delle figure di entrambi i mazzi. Il mascherone grottesco centrale del tre di bastoni è detto Gatto Mammone per via dei suoi prominenti baffi che ricordano le vibrisse dei gatti. Spiccano anche il cinque di spade con scene di semina, i denari rappresentati in forma di stelle, l'asso dello stesso seme rappresentato come un'aquila a due teste e il cavallo di spade, che rappresenta un personaggio simile a un moro col turbante in testa e la scimitarra in mano. Il re di denari è talvolta detto matta in quanto in alcuni giochi, come ad esempio il sette e mezzo, può assumere qualsiasi valore gli si voglia dare. Il mazzo da 40 carte è a figure intere e misura 50×83 mm. + Mazzo di carte napoletane Asso234567FanteCavalloRe Denari o ori Coppe Spade Bastoni o mazze
Carte piacentine