I riti della Settimana Santa di Francavilla Fontana rappresentano uno degli eventi più importanti e rinomati che si svolgono nell'intera area jonico-salentina durante il periodo pasquale. Hanno inizio il venerdì di Passione, ovvero il Venerdì antecedente la domenica delle palme, e si concludono la Domenica di Pasqua.

La loro origine, sebbene incerta, si può datare intorno al XV e XVI secolo, epoca in cui si costituirono le prime confraternite.

L'inizio delle celebrazioni

Il Venerdì che precede la Domenica delle Palme, dedicato alla Memoria dei Dolori di Maria, si tiene la Processione "Ad Tenebras" della Madonna Addolorata vestita con un abito nero ricamato in fili d'oro. La processione percorre lentamente le vie cittadine ed è accompagnata dai confratelli, vestiti di nero, della Reale Arciconfraternita dell'Orazione e Morte, e dalle consorelle dell'Associazione dell'Addolorata. Marce funebri accompagnano la processione dall'inizio alla fine. La vestizione della statua della Vergine Addolorata era privilegio delle eredi della viscontessa spagnola donna Carmela Brost in Forleo, la quale donò la statua di scuola veneziana all'Arciconfraternita. Il privilegio della vestizione divenne diritto nel 1879; tuttavia ciò si modificò nel 2024, a causa di varie vicissitudini accadute tra il Padre Spirituale dell'Arciconfraternita e l'erede, la quale non ha concesso l'abito.

Dal 2025 è stato utilizzato un nuovo abito, realizzato grazie alle offerte dei fedeli, di proprietà della Confraternita dell'Orazione e Morte, che ora si impegna nella vestizione del simulacro.

La Domenica delle Palme, prima della Messa, in ogni Parrocchia vi è la benedizione dei rami d'ulivo. Particolarmente, nella Parrocchia del Carmine, subito dopo la Benedizione, un corteo di confratelli del Carmine incappucciati, salmodiando un'antica nenia di perdono, si recano presso la Basilica Pontifica del SS. Rosario (Chiesa Matrice), per ricevere il precetto pasquale. Al termine di questa celebrazione, i confratelli ritornano nella loro Chiesa di appartenenza, questa volta però salmodiano una nenia, nella quale evidenziano la loro gioia per aver ricevuto il perdono. Intanto i bambini di ogni parrocchia, girano per le case dei fedeli per offrire i ramoscelli di ulivo benedetti. La sera, presso la chiesa di Santa Chiara (della Morte), vi è un concerto musicale, dove si rappresentano le 14 stazioni della Via Crucis, musicate dal francavillese padre Serafino Marinosci e cantate dalla corale di Francavilla Fontana.

Mercoledì santo Il Mercoledì Santo, come da tradizione, i bambini portano in giro per la città i "piatti",. ossia dei baldacchini fioriti di grano verde appena spuntato, in segno di pace. Al termine della giornata i "piatti" vengono portati nelle varie chiese dove resteranno per i giorni del Triduo Pasquale al fine di addobbare gli Altari della Reposizione. Intanto nelle case si iniziano a preparare i dolci tipici di questo periodo, come ciambelle, dolci o anche salate (la tipica "palomma"), ciambella con uovo sodo al centro. Alla sera, presso la chiesa di Santa Chiara (della Morte), sede della Reale Arciconfraternita dell'Orazione e Morte, vi è l'aggiudicamento tramite un'offerta a concorso (fino a qualche anno fa tramite un'asta), delle statue da portare in processione il Venerdì Santo da parte dei confratelli della Morte.

Giovedì santo Al mattino del giovedì santo ad Oria, sede vescovile, vi è la Messa Crismale con la Consacrazione degli Olii Santi da parte del Vescovo. Alla sera, si celebra la Messa "in Coena Domini" in ogni Parrocchia cittadina, durante la quale si celebra il Rito della Lavanda dei Piedi e della Reposizione dell'Eucaristia nell'Altare appositamente preparato. Inizia il pellegrinaggio ai sepolcri; le coppie di "Pappamusci", seguendo un antico percorso che inizia e termina nella Parrocchia del Carmine, visitano gli Altari della Reposizione, sostando in preghiera insieme ai fedeli.

I pappamusci

I "Pappamusci" sono coppie di confratelli della Congregazione del Carmine, che, dalla sera del giovedì santo fino a notte inoltrata, e dal mattino del venerdì santo fino alle ore 15, attraversano il paese scalzi, in gesto di penitenza, visitando tutte le chiese cittadine e pregando davanti ai sepolcri (un tempo sostavano anche dinanzi al Calvario).

Sono vestiti con una veste bianca (camice) semplice o ricamata. Alla cintura hanno il cingolo, simbolo del sacrificio; sul petto lo scapolare, l'abitino color marrone, segno dell'appartenenza alla Confraternita e privilegio, anzi "Decor Carmeli", proprio del Carmine. C'è anche il cappello, ad indicare il rispetto e l'ossequio del pellegrino. Infine si caratterizzano per la presenza del cappuccio, che nasconde il volto, e per il bordone, il bastone dei pellegrini. Particolare è il saluto che le coppie fanno quando si incontrano e quando passano dinanzi ad immagini o edicole votive.

Venerdì santo Il venerdì Santo i pappamusci continuano il loro pellegrinaggio durante la mattina, che vede anche lo svolgimento di tre processioni con le statue raffiguranti la Vergine Desolata. Anticamente, essendo sei le confraternite, si svolgevano tutte e 6 contemporaneamente, successivamente un decreto vescovile dispose l'alternanza in gruppi da 3. Negli anni pari si svolgono le Processioni delle Confraternite "ti li purieddi": Santissima Annunziata (Parrocchia di Sant'Eligio), San Bernardino da Siena (Parrocchia dello Spirito Santo o dei Cappuccini), Crocifisso della Pietà (Parrocchia dei Sette Dolori). Negli anni dispari invece è il turno delle Confraternite "ti li ricchi": Santissimo Sacramento (Parrocchia del Santissimo Rosario o Chiesa Matrice), Immacolata e Carmine. Particolare è la statua della Venerabile Confraternita di Maria SS. del Carmine, che raffigura sia la Vergine che San Giovanni, intitolata "Ritorno dal Calvario". Anticamente questa serie di processioni avvenivano la mattina del sabato Santo. Le Processioni e il Pellegrinaggio dei Pappamusci terminano prima del pomeriggio, cosi da poter consentire in ogni Parrocchia, dopo le ore 15, la Celebrazione della Morte di Gesù. La sera è, invece, dedicata alla processione dei Misteri, le immagini raffiguranti gli eventi della Passione e Morte di Cristo.. Durante la processione, aperta dalla Croce dei Misteri, i confratelli delle varie congreghe trasportano le statue rappresentanti i vari momenti della Passione, realizzate in cartapesta policroma dell'Ottocento:

1) Cristo col Pane o la Cena (di Nicola Distante), trasportato dalle Consorelle dell'Associazione Femminile dell'Addolorata;

2) Cristo all'Orto, trasportato dai Confratelli dell'Orazione e Morte;

3) Cristo vestito da pazzo (di Nicola Distante), trasportato dai Confratelli di Sant'Eligio;

4) Cristo alla Colonna (di Pietro Paolo Pinca), trasportato dai Confratelli del Santissimo Crocifisso della Pietà;

5) Ecce homo o Cristo alla Canna (di Pietro Paolo Pinca), trasportato dai Confratelli dell'Immacolata;

6) Cristo che porta la Croce o La Cascata (di Pietro Paolo Pinca), trasportato dai Confratelli del Carmine;

7) La Crocifissione (di Giuseppe Manzo), trasportata dai Confratelli di San Bernardino da Siena (Spirito Santo);

8) La Sindone, trasportata dai Confratelli del Santissimo Sacramento (Basilica Minore);

9) Il Cristo Morto (di Giuseppe Manzo), trasportato dai Confratelli dell'Orazione e Morte;

10) L'Addolorata, trasportata dai Confratelli dell'Orazione e Morte e dall'Associazione Femminile.

Un passo lento conduce l'intera processione per le vie principali di Francavilla, secondo un percorso sempre uguale e compreso entro le 3 porte cittadine, guidato dal suono della "trenula". Solo nell'anno 2022, il percorso della Processione subì una modifica e uscì fuori dal tracciato dell'antico centro, rientrando in Via Roma dalla Porta del Carmine. Un momento particolare è costituito dai "Crociferi", detti anche Pappamusci cu lli trai: penitenti o semplicemente devoti, anch'essi scalzi ed incappucciati (per rimanere anonimi, eccetto che al Priore dell'Arciconfraternita dell'Orazione e Morte e al Comandante della Stazione dei Carabinieri), che trasportano pesanti travi di legno sulle spalle, seguendo la statua detta "della Cascata", raffigurante una delle cadute di Cristo per recarsi sul Golgota. La processione è conclusa dal clero cittadino, che precede la statua di Cristo morto, portata in spalla dai confratelli della Morte (anticamente dai prelati del Capitolo cittadino) ed accompagnata dal Sindaco, dal Capitano dei carabinieri, dal priore della Reale arciconfraternita dell'orazione e morte e dal primo magistrato cittadino. La statua è seguita dai priori delle altre confraternite e da alcuni cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme, provenienti dai vari luoghi della diocesi di Oria.

Pasqua La domenica di Pasqua incomincia con la veglia iniziata la sera del sabato santo, quando il sacerdote, insieme ai fedeli, accende sul sagrato della propria chiesa il fuoco benedicendolo. Successivamente, dopo l'entrata in chiesa del corteo e l'accensione del cero pasquale, vi è l'annuncio della Pasqua. La sera, partendo dalla parrocchia dell'Immacolata, esce la statua di Cristo risorto: la statua seminuda, con la bandiera crociata di rosso in mano, sale per le vie cittadine dalla Confraternita di Maria SS. Immacolata fino a porsi tra le nuvole di carta attaccate all'addobbo.

Note

Bibliografia La Settimana Santa e la Chiesa di S. Chiara in Francavilla Fontana, Fasano, Grafischena, 1974. APT Brindisi (a cura di), Riti della Settimana Santa Francavilla Fontana: fede e tradizioni, 2008, .

Domenico di Castri, Francesco Memmola: i sepolcri della settimana santa nella chiesa matrice di Francavilla Fontana, Oria, Italigrafica, 1995, .

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