Il marabù asiatico (Leptoptilos dubius ()) è una specie della famiglia dei Ciconiidi (Ciconiidae). Al suo genere appartengono anche il marabù minore dell'Asia e il marabù dell'Africa. Un tempo diffuso in gran parte dell'Asia meridionale, specialmente in India, ma presente ad est fino al Borneo, il marabù asiatico è ora relegato a un areale molto più piccolo, con appena tre popolazioni nidificanti: due in India, una più numerosa nell'Assam e una più piccola nei dintorni di Bhagalpur, e una in Cambogia.
Una volta terminata la stagione della nidificazione, tuttavia, la specie si disperde su un areale più ampio. Questa grossa cicogna ha un massiccio becco a forma di cuneo, una testa glabra e una caratteristica sacca sul collo. Durante il giorno è solito librarsi sulle correnti ascensionali assieme agli avvoltoi, con i quali condivide le abitudini spazzine. Si nutre soprattutto di carogne e scarti di macelleria, ma è una specie opportunista che alle volte cattura prede vertebrate.
Deve il nome inglese di adjutant, cioè «aiutante», alla sua rigida andatura «militare» quando cammina al suolo. In passato in Asia era presente un gran numero di questi animali, ma da allora la popolazione è crollata drasticamente (forse anche a causa della messa in atto di programmi di sanificazione), al punto che oggi la specie è in pericolo di estinzione. Nel 2008 la popolazione complessiva venne stimata in circa un migliaio di individui. Nel XIX secolo erano particolarmente comuni nella città di Calcutta: ci si riferiva ad essi come Calcutta adjutant e figuravano addirittura sullo stemma della città. Conosciuti localmente come hargila (un termine derivato dalle parole bengali-assamesi che significano «mangiatore di ossa») e considerati animali impuri, erano per lo più lasciati indisturbati, ma a volte venivano cacciati per l'impiego della loro carne nella medicina popolare. Apprezzati come spazzini, una volta erano raffigurati nel logo della Calcutta Municipal Corporation.
Descrizione
Il marabù asiatico è un uccello imponente, alto fino a 145-150 cm. La sua lunghezza media è di 136 cm e l'apertura alare di 250 cm. Anche se non sono mai stati pubblicati dati sul peso degli esemplari selvatici, il marabù asiatico è una delle cicogne più grandi del mondo: le sue dimensioni sono paragonabili a quelle dello jabirù (Jabiru mycteria), della cicogna becco a sella (Ephippiorhynchus senegalensis) e del marabù africano (Leptoptilos crumeniferus). Esemplari giovani allevati in cattività pesavano tra gli 8 e gli 11 kg. Un esemplare cresciuto in cattività dopo essere rimasto ferito in seguito alla distruzione del nido pesava 4,71 kg quando era un nidiaceo e 8 kg al raggiungimento della maturità sessuale, quando era pronto per essere rilasciato in natura.
Al confronto, la cicogna selvatica più pesante di cui siamo a conoscenza era un marabù africano del peso di 8,9 kg: presso questa specie le femmine pesano 4-6,8 kg, i maschi 5,6-8,9 kg. L'enorme becco, che misura in media 32,2 cm di lunghezza, è a forma di cuneo e di colore grigio, con la base più scura. La corda alare misura 80,5 cm, la coda 31,8 cm e il tarso 32,4 cm. Fatta eccezione per la lunghezza del tarso, tutte le misure standard del marabù asiatico sono generalmente superiori a quelle delle altre specie di cicogna. Un collare di piume bianche alla base del collo glabro, di colore dal giallo al rosso, conferisce a questa specie l'aspetto di un avvoltoio.
Durante la stagione riproduttiva, il collo e la sacca assumono una colorazione arancio brillante, mentre la parte superiore delle cosce, che generalmente è grigia come tutto il resto della zampa, diventa rossastra. Gli adulti hanno ali scure sulle quali spicca il grigio chiaro delle copritrici secondarie. La parte ventrale del corpo è biancastra e i sessi sono indistinguibili sul campo. I giovani sono una versione più sbiadita degli adulti. La sacca gonfiabile e pendula è collegata ai sacchi aeriferi, ma non all'apparato digerente. La sua esatta funzione è sconosciuta, ma non serve a immagazzinare il cibo come talvolta è stato creduto. Tale ipotesi venne affermata già nel 1825 dal dottor John Adam, uno studente del professor Robert Jameson, che, dissezionando un esemplare, trovò questa sacca a due strati riempita principalmente d'aria. L'unica specie della regione con cui è possibile confonderlo è il più piccolo marabù minore (Leptoptilos javanicus), che però è privo di sacca, predilige habitat umidi, ha la calotta cranica di un grigio più chiaro, il margine della mandibola superiore più diritto e non presenta il contrasto tra il grigio delle copritrici secondarie e le ali scure.
Come le altre cicogne, è privo di muscoli intrinseci nella siringe e produce suoni soprattutto sbattendo il becco, sebbene emetta anche bassi grugniti, muggiti o ruggiti, soprattutto durante la nidificazione. Quando sbatte il becco, il marabù asiatico solleva quest'ultimo verso l'alto, mentre il marabù africano, suo parente stretto, lo tiene rivolto verso il basso.
Tassonomia
John Latham scrisse di questo uccello presente a Calcutta basandosi sulle descrizioni fatte da Ives nel suo Voyage to India pubblicato nel 1773 e ne incluse un'illustrazione nel primo supplemento alla sua General Synopsis of Birds. L'illustrazione si basava su un disegno presente nella collezione di Lady Impey. Latham lo chiamò gigantic crane, «gru gigante», e aggiunse le osservazioni di un viaggiatore africano di nome Smeathman che aveva descritto un uccello simile presente nell'Africa occidentale. Johann Friedrich Gmelin, utilizzando la descrizione di Latham, descrisse l'uccello indiano come Ardea dubia nel 1789, mentre Latham, successivamente, lo chiamò Ardea argala. Temminck, nel 1824, usò il nome Ciconia marabou sulla base del nome locale usato in Senegal per indicare l'uccello africano, che venne applicato anche alla specie indiana. Ciò portò a una certa confusione tra la specie africana e indiana. Il marabù dell'Africa è simile al marabù asiatico sotto molti aspetti, ma il loro areale disgiunto, le differenze nella struttura del becco, nel piumaggio e nel comportamento di display ne convalidano il riconoscimento come specie separate.
La maggior parte delle cicogne vola con il collo teso in avanti, ma le tre specie di Leptoptilos ritraggono il collo in volo come fanno gli aironi, forse a causa del peso del becco. Quando si sposta sul terreno, questa specie procede con un'andatura rigida che gli ha fatto guadagnare il nome inglese di adjutant, «aiutante».
Distribuzione e habitat Una volta questa specie era un visitatore invernale ampiamente diffuso nelle pianure rivierasche dell'India settentrionale. Tuttavia, i siti di nidificazione rimasero sconosciuti per molto tempo, fino a quando, nel 1877, non venne scoperta una colonia nidificante molto numerosa a Shwaygheen, una località vicino a Pegu sul fiume Sittaung, in Birmania. Con la sua scoperta, gli studiosi credettero che gli esemplari indiani si riproducessero qui. Questa colonia riproduttiva, nella quale nidificava anche un gran numero di pellicani grigi (Pelecanus philippensis), diminuì sempre più di dimensioni fino a scomparire completamente durante gli anni '30. Successivamente un sito di nidificazione a Kaziranga rimase per molto tempo l'unico territorio riproduttivo noto fino a quando non furono scoperti altri siti nell'Assam, sul lago Tonlé Sap e nel santuario naturale di Kulen Promtep. Nel 1989 la popolazione riproduttiva dell'Assam venne stimata in circa 115 esemplari e tra il 1994 e il 1996 la popolazione nella valle del Brahmaputra venne valutata in circa 600 esemplari. Una piccola colonia costituita da circa 35 nidi è stata scoperta vicino a Bhagalpur nel 2006. Il loro numero era salito a 75 nel 2014. I resti fossili suggeriscono che la specie forse era presente nel Vietnam settentrionale intorno a 6000 anni fa (anche se non è possibile stabilire con certezza che si trattasse proprio di questa, dal momento che sono vissute altre specie appartenenti a questo genere, oggi estinte).
Al di fuori della stagione riproduttiva, i marabù della regione indiana si disperdono ampiamente sul territorio, specialmente nelle pianure gangetiche. Gli avvistamenti provenienti dalla regione del Deccan sono rari. La validità delle segnalazioni di stormi avvistati molto più a sud, nei pressi di Mahabalipuram, è stata messa in discussione. Nel XIX secolo i marabù erano estremamente comuni nella città di Calcutta durante l'estate e la stagione delle piogge. Queste aggregazioni lungo i ghat della città, tuttavia, andarono diminuendo, fino a scomparire del tutto agli inizi del XX secolo. Come possibile causa del loro declino è stato tirato in ballo il miglioramento dei servizi igienico-sanitari. Negli anni '50 del XIX secolo la presenza di questi uccelli venne segnalata in Bangladesh, dove forse nidificavano da qualche parte nelle Sundarbans, ma da allora non sono più stati avvistati nell'area.
Biologia Il marabù asiatico viene avvistato di solito da solo o in piccoli gruppi mentre si aggira in laghi poco profondi, nel letto di laghi asciutti o nelle discariche. Spesso viene visto in compagnia di nibbi e avvoltoi e a volte resta immobile per lunghi periodi. Quando resta immobile può anche tenere le ali aperte, probabilmente per tenere sotto controllo la temperatura del corpo. Quando è in volo, plana sulle correnti ascensionali tenendo le grandi ali spiegate.
Riproduzione
Il marabù asiatico si riproduce durante l'inverno in colonie che possono ospitare altri grandi uccelli acquatici, come il pellicano grigio. Il nido consiste in una grande piattaforma di ramoscelli posta all'estremità di un ramo quasi orizzontale di un albero alto. Solo raramente esso viene collocato presso le biforcazioni al centro dell'albero, e questo consente agli uccelli di volare facilmente da e verso il nido. Nella colonia riproduttiva di Nagaon, nell'Assam, gli alti Alstonia scholaris e Neolamarckia cadamba erano gli alberi prediletti per costruire il nido.
All'inizio della stagione riproduttiva diversi uccelli si rinuiscono insieme e cercano di occupare un albero. Mentre si affollano in questi siti, i maschi dichiarano il possesso del loro nido: scacciano gli altri marabù e spesso sbattono il becco puntandolo verso l'alto. Possono anche inarcare il corpo e tenere le ali semiaperte e abbassate. Quando una femmina si appollaia nelle vicinanze, il maschio raccoglie dei ramoscelli freschi e li mette davanti a lei. Il maschio può anche trattenere il tarso della femmina con il becco o lisciarle il piumaggio con quest'ultimo. Una femmina che si è accompagnata ad un maschio tiene il becco e la testa vicine al petto del maschio e il maschio la blocca tenendole il becco sul collo. Un altro tipo di attività proprio della coppia consiste nel sollevare e abbassare simultaneamente il becco.
Le uova, bianche e generalmente in numero di tre o quattro, vengono deposte a intervalli di uno o due giorni e covate subito dopo che è stato deposto il primo. Entrambi i genitori partecipano alla cova e le uova si schiudono a intervalli di uno o due giorni, circa 35 giorni dopo essere state deposte. Quando sono nel nido, gli adulti hanno le zampe ricoperte dai propri escrementi: si ritiene che questo comportamento, chiamato uroidrosi, aiuti a rinfrescarli durante la stagione calda. Gli adulti possono anche allargare le ali e fare ombra ai pulcini. Questi vengono nutriti nel nido per circa cinque mesi; raddoppiano le dimensioni di settimana in settimana e possono stare in piedi e camminare sulla piattaforma del nido quando hanno un mese. A cinque settimane, i giovani effettuano frequenti saltelli e sono in grado di difendersi. Raggiunta questa fase dello sviluppo, i genitori iniziano a lasciarli soli nel nido per periodi più lunghi. I giovani lasciano il nido e volano intorno alla colonia quando hanno circa quattro mesi, ma continuano a essere nutriti occasionalmente dai genitori.
Alimentazione